La consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria. Un episodio che forse non tutti conoscono, avvenuto nel 1959. Fu un avvenimento di popolo sotto la guida dei suoi pastori. Ce lo ricorda Giuliana Ruggieri dopo la lettura di un libro scritto da Claudia Matera.

 

Madonna di Rocciamelone (santuario più alto d'Europa)

Madonna di Rocciamelone (santuario più alto d’Europa, a 3538 metri)

 

di Giuliana Ruggieri

 

Su consiglio di don Gabriele Mangiarotti sto leggendo in questi giorni un libro davvero importante “Rivelazioni profetiche di Suor Maria Natalia Magdolna. Mistica del XX secolo” di Claudia Matera. Edizioni Sugarco.

Si può conoscere, grazie al prezioso lavoro dell’autrice Claudia Matera, la vicenda spirituale e umana della mistica ungherese suor Maria Natalia Magdolna (1901- 1992) e si può così finalmente conoscere ciò che il Signore Gesù, attraverso quest’umile suora, comunica e insegna a riguardo di questi nostri tempi. “Le rivelazioni di questa suora sono uno scossone per i fedeli di oggi. Stiamo vivendo momenti di grave pericolo che è sotto gli occhi di tutti: relativismo, ateismo, raffreddamento della carità, confusione dottrinale, abbandono della pratica religiosa, immoralità, eccetera… tutto sembra ingigantirsi ogni giorno di più. Ma c’è la via che prepara, anticipa, spiana il trionfo del Cuore Immacolato di Maria (in questo testo viene anche detto come avverrà secondo le parole della Vergine stessa alla suora ungherese). E questa via è quella proposta a Fatima, qui esplicitata, sottolineata, riaffermata, annunciata… Dio chiede grandi cose alle anime, non si accontenta di poco dal momento che Egli ha dato tutto. No, non è più il tempo di essere mediocri.” (Padre Serafino Tognetti nella prefazione). Nell’introduzione l’autrice ci fa conoscere una mariofania (Apparizione di Maria, madre di Gesù, ndr) poco conosciuta, parliamo delle apparizioni della Vergine come Madonna del Buon Successo e Regina dei Cieli e della Terra a Quito, in Ecuador, a madre Mariana Francisca de Jesù Torres y Berriochoa (1563-1635). 

Si tratta di una mariofania di impressionante attualità, a madre Mariana e alle sue consorelle la Vergine chiese sacrifici di espiazione per gli uomini che sarebbero vissuti in questi nostri tempi, a partire dal XX secolo. La Santa Vergine profetizzò per il nostro periodo eventi drammatici collegati a una terribile crisi spirituale e il diffondersi di eresie. Parla dell’affermazione e propagazione della massoneria, che sarebbe formalmente nata un secolo dopo, nel 1717, e che la Vergine già chiama “massoneria”. Preannuncia una gravissima crisi del clero, la confusione nella Chiesa con smarrimento della fede, l’estendersi di una grande impurità, per la quale la Santa Vergine usò queste parole: “Come un mare sporco inonderà strade, piazze e luoghi pubblici con sorprendente libertà”, un programma di corruzione delle anime dei bambini per privarli dell’innocenza. 

Il 21 gennaio 1610 la Madonna predisse a Madre Mariana: “Sette massoniche si concentreranno principalmente sui bambini al fine di mantenere e incrementare la corruzione generale (…) Il sacramento del Matrimonio, simbolo dell’unione di Cristo con la Chiesa sarà attaccato e profondamente profanato. La massoneria (…) promulgherà leggi inique al fine di eliminare questo sacramento, facilitando la via peccaminosa di ciascuno e incoraggiando la procreazione illecita dei bambini. (…) Nel supremo momento del bisogno della Chiesa, coloro che dovrebbero parlare resteranno in silenzio.” 

Consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria 3 bis

La notte del 2 febbraio 1634 la Vergine ancora profetizza, “Si diffonderanno varie eresie e, sotto il loro potere, la luce della fede si spegnerà nelle anime ad opera della quasi totale corruzione dei costumi. In quel tempo vi saranno gravi calamità fisiche, e morali, pubbliche e private. La Chiesa disgraziatamente passerà attraverso una notte oscura”. Fu per tutte queste cose che la Beata Vergine chiese alla religiosa espiazione estrema fino all’immolazione e preghiera per mitigare e contrastare ciò che, per il libero arbitrio dell’uomo, sarebbe accaduto quattro secoli dopo.

«Sono tempi duri quelli che viviamo; però la certezza è che non sarà il male ad avere l’ultima parola. Perché Maria ha detto: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”» dirà il Papa San Giovanni Paolo II, l’8 ottobre nel Grande Giubileo del 2000, quando fece portare in Vaticano la statua della Madonna di Fatima per consacrare a Lei il terzo millennio. 

consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria

Papa Benedetto XVI a Fatima il 13 maggio 2010, durante l’Anno sacerdotale, affermò: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa… il messaggio di Fatima va proprio alla risposta fondamentale, cioè conversione permanente, penitenza, preghiera, e le tre virtù teologali: fede, speranza, carità”.

Il messaggio che ci giunge da Fatima è, in ultima analisi, la chiamata alla santità, che la Madonna impreziosisce con una precisa indicazione: “Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà fino a Dio” (17 giugno 1917). Questo il commento di suor Lucia: «Questo rifugio e questa via sono stati annunciati da Dio a tutta l’umanità subito dopo la sua prima caduta: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gen 3,15). La nuova generazione che nascerà da questa Donna annunciata da Dio trionferà nella lotta contro la generazione di Satana fino a schiacciargli la testa. La devozione al Cuore Immacolato di Maria si deve stabilire nel mondo attraverso una vera consacrazione di conversione e donazione. Come nella consacrazione il pane e il vino si convertono nel Corpo e Sangue di Cristo, [anche noi] siamo assorbiti con l’essere vitale nel Cuore di Maria» (Sr. Lucia, Gli Appelli del Messaggio di Fatima, LEV). 

Ricordandoci che, nel messaggio di Fatima cogliamo sempre l’appello ad una conversione che riguarda gli stessi avvenimenti storici, per orientarli verso esiti di bene, di pace e di giustizia: in questa cornice, quanto mai attuale, in queste ore si è deciso il futuro governo per la nostra Nazione, in questi tempi di confusione per la Chiesa, non ultimo il destino dell’Istituto Giovanni Paolo II. 

 

E’ profondo il legame tra tale Istituto Giovanni Paolo II e Fatima

 

E’ profondo il legame tra tale Istituto e Fatima: la fondazione dell’Istituto doveva essere pubblicamente annunciata durante la consueta udienza del mercoledì 13 maggio, giorno dell’attentato a San Giovanni Paolo II e la lettera che Suor Lucia inviò in risposta alla richiesta di preghiere per l’Istituto che il Cardinale Caffarra le aveva inviato: “Padre, verrà un momento in cui la battaglia decisiva tra il regno di Cristo e Satana sarà sul matrimonio e sulla famiglia. E coloro che lavoreranno per il bene della famiglia sperimenteranno la persecuzione e la tribolazione. Ma non bisogna aver paura, perché la Madonna gli ha già schiacciato la testa”.

Inoltre, tra l’incapacità di riconoscere il male (vedi l’intervista al superiore generale dei gesuiti a margine del Meeting di Rimini 2019) e questo momento di sofferenza per alcuni amici cari, si inserisce lo straordinario evento di 60 anni fa, la Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria, risposta solenne della nostra Patria al Messaggio di Fatima. Questo straordinario evento fu preceduto da una Peregrinatio della statua della Madonna di Fatima in ben 107 località, 92 capoluoghi di provincia. Le cronache di allora stimano che circa 11.783.000 persone accorsero a venerare Maria negli stadi, nelle piazze e nelle Chiese.

Ringrazio Radio Maria e Saverio Gaeta per aver raccontato questo avvenimento di popolo sotto la guida dei suoi Pastori durante la trasmissione “Maria è sempre con noi” di domenica 25 agosto e di aver pubblicato il libro L’eredità segreta di Don Amorth. Così la Madonna ha salvato l’Italia” (Edizioni San Paolo). In questo libro Saverio Gaeta ricostruisce, attingendo a documenti originali e a testimonianze inedite, il contributo determinante svolto da Padre Amorth, che al tempo dirigeva la rivista Madre di Dio, esorcista della diocesi di Roma. Saverio Gaeta nel suo libro inoltre descrive alcuni degli eventi più significativi della storia italiana alla luce della protezione mariana.

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Un popolo sotto la guida dei suoi Pastori, innamorati di Maria, oltre Padre Gabriele Amorth, Don Stefano Lamera, superiore della casa romana della P. Società S. Paolo, morto all’età di 85 anni nel 1997 in concetto di santità, Mons. Giovanni Strazzacappa, sacerdote padovano, instancabile organizzatore, responsabile italiano dell’Armata Azzurra (oggi Apostolato Mondiale di Fatima, la pia unione fondata nel 1947 dal sacerdote statunitense Harold Colgan), il Cardinale di Bologna, Giacomo Lercaro che fu l’autorevole promotore. 

Così Padre Amorth descrive la scintilla che fece scoppiare l’incendio: “Conoscevo bene le apparizioni di Fatima, le consacrazioni attuate da Pio XII (le due principali sono: quella del mondo, nel 1942, quella della Russia, nel 1952), le “Peregrinatio Mariae” che si sono succedute, soprattutto quella di Francia e quella di Milano del 1947. 

«Ai primi di settembre del 1958 D. Stefano Lamera, superiore della casa romana della P. Società S. Paolo, mi chiamò per affidarmi un incarico impensato: Va’ dal Card. Lercaro e chiedigli di patrocinare presso i Vescovi la consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria. Ti ascolterà e la cosa si farà». In precedenza lo stesso Don Lamera, che era anche direttore di “Vita Pastorale “, aveva pubblicato una lettera con analoga richiesta; ne aveva ottenuto l’adesione scritta di alcuni Vescovi. Lo stimolo immediato gli fu offerto dal pressante scritto di quattro bravi giovanotti veronesi (che in seguito incontrai più volte), che lo stimolavano a farsi portavoce di questa iniziativa, spronati a loro volta dall’imminente Congresso Eucaristico Diocesano di Verona. 

 

“Non pensavo che questo invito sarebbe stato la scintilla di un grande incendio.”

 

Il cardinale di Bologna, Card. Giacomo Lercaro, invitò Don Gabriele Amorth, a preparare la documentazione necessaria per presentare la proposta alla CEI.

“In sintesi, cercavo di documentare questi cinque punti: 

1) La lettera di Sr. Lucia di Fatima a Pio XII (del 2-12-1940), in cui si afferma che la protezione celeste concessa al Portogallo, (protezione nella prima guerra mondiale, nella guerra civile della vicina Spagna 1936, nella seconda guerra mondiale) che è stato consacrato dai suoi Vescovi al cuore Immacolato di Maria, è la prova delle grazie che saranno concesse alle altre Nazioni se compiranno la medesima consacrazione. Tale lettera, autorevolmente autenticata, era seguita dalle dichiarazioni delle autorità ecclesiastiche portoghesi circa le grazie che esse attribuirono all’avvenuta Consacrazione; allegavo un chiaro discorso del Card. Ottaviani, un discorso pertinente all’argomento del Card. Agagianian, l’appello del Vescovo di Leiria a tutti i Vescovi del mondo.

Iniziai allora una fitta corrispondenza col caro Vescovo di Leiria, Mons. Pereira Venancio, col quale ci incontrammo più volte a Roma, e che ci fu di grande aiuto. Leiria è la Diocesi da cui dipende Fatima.

2) La funzione delle apparizioni di Fatima in rapporto alla Russia e al comunismo mondiale. E’ un aspetto molto studiato e con una ricchissima bibliografia, anche se non è sufficientemente conosciuto dal grande pubblico. Ricordo con riconoscenza l’aiuto che mi diedero alcuni Padri Gesuiti del Russicum, soprattutto P. Schweigl e P. Wetter.

3) L’accettazione universale della devozione al Cuore Immacolato di Maria e delle molteplici consacrazioni ad essa. La festa liturgica, dopo l’approvazione delle apparizioni di Fatima; i precedenti storici; le varie “Peregrinatio Mariae “; le “consacrazioni” attuate da Pio XII e da Vescovi di tutto il mondo.

4) Fondamenti teologici della consacrazione. È un aspetto necessario da evidenziare in iniziative di questo genere. Trovai subito uno studio in proposito, molto convincente, da parte di un grande teologo, Mons. Pietro Parente, che mi scrisse di servirmene pure liberamente. Mons. Parente divenne poi Cardinale; nel ‘58 era Arcivescovo di Perugia, col doppio vantaggio di essere un autorevole teologo ed insieme uno dei membri della C.E.I.: sarebbe stato in grado, seduta stante, di fornire le delucidazioni teologiche eventualmente richieste. Aggiunsi altri studi: di P. Spiazzi, di P. Roschini, di P. Da Fonseca: nomi molto noti e stimati per la loro competenza. 

5) Il chiaro pensiero e desiderio di Pio XII. Da molti documenti risultava che Pio XII desiderava che ogni Nazione venisse consacrata dal suo Episcopato al Cuore Immacolato di Maria. Poche settimane prima, il Card. Tisserant si era fatto solennemente portavoce di tale desiderio, partecipando al Congresso di Lourdes come Legato Pontificio (Osservatore Romano, 15-16 settembre 1958). Per cui la decisione dell’episcopato Italiano sarebbe apparsa anche come un omaggio al voto del grande Pontefice da poco scomparso. E a lui in effetti ci si richiamò.”

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Il 13 dicembre 1958 nella riunione della Conferenza Episcopale Italiana fu approvato all’unanimità il progetto di consacrare l’Italia alla Madonna, si stabilì che tale atto avrebbe concluso il XVI Congresso eucaristico nazionale di Catania, il 13 settembre 1959. Il Comitato, eletto dal Collegamento mariano nazionale, alle dipendenze dei vescovi e sotto la direzione del card. G. Lercaro, si chiese: Come fare per preparare la nazione all’importante avvenimento? Si rivelò subito provvidenziale la proposta di una Peregrinatio Mariae (l’idea fu di P. Mason). I vescovi italiani affidavano direttamente alla Madonna il compito di predicare una “missione” itinerante: «Prima che l’Italia si metta in ginocchio dinanzi alla celeste Regina, un’immagine di lei farà il giro di tutto il territorio nazionale come per invitare di persona il suo popolo a raccolta. Così l’atto che sarà compiuto il 13 settembre a Catania, dove gli italiani saranno spiritualmente presenti, avrà, tra l’altro, il significato di una visita restituita a tanta visitatrice». (La Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria. Ricordi).

Inoltre i vescovi italiani approvarono il progetto della costruzione di un tempio mariano a Trieste, la città che allora pareva quasi identificare il confine tra il mondo libero occidentale e il mondo comunista. le due iniziative si integravano a perfezione: l’una rivolta alla grande preparazione popolare all’atto di consacrazione; l’altra rivolta al futuro, a fare in modo che la consacrazione venisse ricordata da un Tempio stabile intitolato alla Vergine, “A Maria Madre e Regina”.

La statua della Madonna di Fatima iniziò il suo pellegrinaggio missionario in Italia il 25 aprile 1959 a Napoli, percorse la penisola e approdò sabato 5 settembre a Catania.

 

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“Il mezzo, scelto, l’elicottero, si dimostrò l’unico idoneo ad assicurare il percorso in così poco tempo, e la puntualità per giungere alle folle che attendevano. La missione mariana fu caratterizzata dalla preghiera, dalle Messe, confessioni, comunioni, veglie notturne. Finalmente nessuna nostra chiesa si mostrò sufficiente a contenere il popolo accorso: per l’arrivo e la partenza della Madonna, e spesso anche durante la sosta, si usarono gli stadi, le piazze, l’aperta campagna.

Per quanto riguarda le cronache della “Peregrinatio”, mi richiamo alla documentazione pubblicata nel libro che ha desunto il titolo da una frase di Pio XII: “Il Pellegrinaggio delle Meraviglie”. Il fatto che la Madonna arrivasse dal cielo, nel suo veicolo azzurro, ha portato anche una piacevole nota suggestiva; è stato un bene che non ha danneggiato, ma aiutato, il fine spirituale della grande missione. Il presidente della Repubblica, G. Gronchi, inviò una lettera autografa al card. Lercaro, presidente del Comitato per la consacrazione dell’Italia al Cuore immacolato di Maria, «Neppure coloro cui è ancora negato il dono della fede potrebbero, io credo, misconoscere l’intimo significato di un solenne atto come questo; significato che va al di là del suo pur altissimo carattere religioso». Poi Gronchi continuava: «Io partecipo, Eminenza, della sua persuasione che gli onori tributati dovunque alla piccola immagine della Madonna di Fatima, e rinnovati oggi in forma solenne interpretino i sentimenti della enorme maggioranza del nostro popolo. E condivido l’auspicio: l’Italia che sta risorgendo e l’umanità intera”.

 

Non mancarono i miracoli… quello più conosciuto…

 

 “Da molti anni andavo da Padre Pio, ero suo figlio spirituale, e avrei desiderato che la sacra immagine facesse una deviazione a S. Giovanni Rotondo. Il calendario fittissimo, già stabilito e comunicato ai Vescovi, pareva rendere impossibile questo desiderio. Invece la via si spianò con tutta naturalezza. Dirà il Padre stimmatizzato: «La Madonna è venuta qui perché voleva guarire Padre Pio». 

Guardando il calendario dei primi di agosto, in cui si succedevano le visite nelle città vicine a Foggia, notai che a Benevento erano stati assegnati due giorni, mentre per le altre città si disponeva di un giorno solo. Bastava che anche la provincia nativa di Padre Pio si accontentasse di una sola giornata, e il tempo per la visita a S. Giovanni Rotondo sarebbe stato acquisito. Scrissi al Vescovo ed ebbi risposta affermativa.

La biografia ufficiale di P. Pio, scritta con tanto impegno d’esattezza da P. Fernando da Riese Pio X, ed edita dalla Postulazione Generale dei Cappuccini, dedica un capitoletto all’incontro di Padre Pio con la Madonna di Fatima, giunta nei giorni 5-6 agosto. Da mesi il Padre era ammalato, e dal 5 maggio non poteva né celebrare né tanto meno confessare, proprio nel periodo di maggior affluenza di fedeli. Mentre l’elicottero si allontanava, P. Pio rivolse alla Madonna un fiducioso lamento: «Madonna, Mamma mia, sei entrata in Italia e mi sono ammalato; ora te ne vai e mi lasci ancora malato». 

In quell’istante sentì come un brivido e disse ai suoi confratelli: “Sono guarito “. Si sentì sano e forte come mai in vita sua.” (La Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria. Ricordi. Don Amorth). 

Il Congresso Eucaristico fu un meraviglioso trionfo di devozione eucaristica e mariana, con un susseguirsi di messe, confessioni ed istruzioni. Il 13 settembre, conclusa la solennissima processione eucaristica cui presero parte 400mila persone, il Cardinale Marcello Mimmi, Vescovo di Sabina e Poggio Mirteto e Legato di Giovanni XXIII, inginocchiato di fronte al Santissimo Sacramento, leggeva l’atto di consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato.

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Subito dopo la Consacrazione risuonò in Cattedrale la voce di Giovanni XXIII, trasmessa via radio, il quale sottolineò. “Un sentimento di umiltà e di volonteroso servizio di Dio e della sua Chiesa vi ha condotti alla odierna professione di fede e di amore, che d’ora innanzi sarà più generosa che per il passato, dopo l’atto di consacrazione dell’Italia, da voi compiuto, al Cuore Immacolato di Maria. Noi confidiamo che, in forza di quest’omaggio alla Vergine Santissima, gli Italiani tutti con rinnovato fervore venerino in Lei la Madre del Corpo Mistico, di cui l’Eucaristia è simbolo e centro vitale; imitino in Lei il modello più perfetto dell’unione con Gesù, nostro Capo; a Lei si uniscano nell’offerta della Vittima divina, e dalla sua materna intercessione implorino per la Chiesa i doni della unità, della pace, soprattutto una più rigogliosa e fedele fioritura di vocazioni sacerdotali. In tal modo la consacrazione diverrà, un motivo di sempre più serio impegno nella pratica delle cristiane virtù, una difesa validissima contro i mali che ne minacciano, e una sorgente di prosperità anche temporale, secondo le promesse di Cristo.

Sulle colline che dominano il golfo di Trieste, il 20 settembre 1959 sarà posta la prima pietra di un grande tempio intitolato A Maria Regina d’Italia. Tutta la Nazione contribuirà alla costruzione del grandioso Santuario, durante la Peregrinatio Mariae fu raccolta una cifra equivalente a circa 900.000 euro odierni. Tale tempio ci ricorda come la Madonna in un’ora tragica della storia d’Italia, ha salvato il suo popolo dalla schiavitù comunista.

Commoventi furono le parole di monsignor Santin, ancora una testimonianza preziosa della protezione della Vergine: “Desidero farvi una confidenza, perché vi è qualche cosa che si ricollega a queste giornate. Il 28-29-30 aprile 1945: cercate di ricordare la spaventosa situazione di allora. 

Domenica 29, si chiuse con un mio appello-radio, che fu l’ultima voce che si udì da Radio Trieste in quei giorni… Il 30, dalla mattina alla sera, trattative per impedire il peggio. All’alto ufficiale tedesco, che era venuto a trattare, avevo detto l’ultima parola: ‘Trieste non deve essere inutilmente distrutta’; e lo poteva essere da un momento all’altro. Angosciato mi rifugiai nella mia cappella a pregare. Presi un ‘immagine della Madonna e a tergo scrissi: ‘In un momento che è forse il più tragico della storia di Trieste, mi rivolgo alla Vergine Santa per implorare pietà e salvezza. E faccio voto: se con la protezione della Madonna Trieste sarà salvata, farò ogni sforzo perché sia eretta una Chiesa in suo onore.’ Trieste fu salvata dalla rovina. Ecco il legame che ci stringe, il debito che verso di lei noi abbiamo. Resta con noi Maria. E’ l’ultima delle 92 province che tu visiti, ma noi vogliamo che essa sia quella che più ti consoli.”

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Spiegò don Amorth: “Non dimentichiamo che cosa era allora Trieste per gli Italiani (oltre ai precedenti motivi di legame): era la città contesa, che pareva quasi identificare il confine tra il mondo libero e il mondo comunista (dopo la seconda guerra mondiale, Trieste era stata divisa in due zone di occupazione militare, una amministrata dagli angloamericani e l’altra dagli jugoslavi, con la restituzione all’Italia solo nel 1954). E’ un particolare di estrema importanza, se si pensa quale larga parte l’ateismo marxista abbia nel messaggio di Fatima”. Contemporaneamente sugli scogli di Capo Passero (Siracusa), che è l’estremo lembo meridionale d’Italia, a ricordo della consacrazione, sarà inaugurata una grande statua di bronzo della Vergine in atteggiamento benedicente ai mari e alle coste della Patria, “Scala del Paradiso e Guardiana del mare di Sicilia”, statua bronzea alta 5 metri e posta su un piedistallo di 20 metri. Il monumento, opera del fiorentino Mario Ferretti, fu inaugurato appunto nel 1959 ed è posta dinanzi alla fortezza aragonese fatta costruire da re Filippo agli inizi del ‘600 a scopo di difesa contro le incursioni dei pirati ottomani.

Sarà come la vedetta che difende i confini meridionali, idealmente congiunta con l’altra statua di Maria, posta dagli alpini a 3538 m (il santuario più alto d’Italia, costruito dalle offerte di 150.000 bambini), sulla vetta alpina del Rocciamelone, a protezione dei confini settentrionali. (L’eredità segreta di Don Amorth. Così la Madonna ha salvato l’Italia. Saverio Gaeta Edizione San Paolo) E così da nord a sud, da Occidente ad Oriente l’Italia sarà come fasciata dall’abbraccio materno della sua celeste Regina.

Dobbiamo rinnovare la memoria di tale Consacrazione dentro le nostre parrocchie, comunità, tra i nostri sacerdoti, Vescovi perché questa è la strada indicata da Maria, riconsegnare questi tempi duri nelle sue mani.

 

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ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

 

Proclamato a Catania il 13 settembre 1959, a conclusione del XVI Congresso Eucaristico Nazionale, dal legato pontificio, cardinale Marcello Mimmi, a nome dell’episcopato e di tutto il popolo italiano, rappresentato in tutti i suoi ordini e condizioni sociali.

 

“Signore nostro Gesù Cristo, che nell’Ostia Santa siete presente come Re del mondo, unico Maestro e Pastore delle nostre anime, mediatore tra la terra e il Cielo, accogliete questo atto solenne, col quale noi intendiamo riconoscere il vostro sovrano dominio, e deporre nelle vostre mani l’offerta delle nostre anime, della nostra vita, dei nostri beni, delle nostre famiglie, della nostra patria, di tutto il mondo. Accogliete questa offerta, e unendola a quella del vostro Corpo e del vostro Sangue, che voi rinnovate ogni giorno, mediante il ministero dei Sacerdoti, nel Sacrificio Eucaristico, fatela ascendere gradita al Padre Celeste, nel seno della Augusta Trinità, dove voi vivete e regnate eternamente, come unico vero Figlio di Dio.

Accogliete specialmente, in questo giorno solenne, l’atto ufficiale di consacrazione, che noi intendiamo fare a voi, e per voi, alla Trinità santissima, della nostra amata patria, in unione alle intenzioni del Cuore Immacolato e Addolorato della vostra eccelsa Madre Maria, che a noi, come a figli amatissimi, ha voluto suggerire e richiedere quest’atto di riconoscimento del sovrano dominio di Dio sulle Nazioni.

Vescovi di un Paese da voi prediletto, e predestinato a Sede del vostro Vicario sulla terra, solleciti del bene spirituale e materiale del nostro popolo, desiderosi che sulla nostra Patria e sul mondo intero, risplenda presto un arcobaleno di speranza e di pace, noi, o Signore, deponiamo nel Cuore della Madre vostra e nostra, i voti più ardenti per la diletta Nazione italiana: la sua prosperità nella pace, nella giustizia, nella libertà, nell’ordine, nella concordia; la sua fedeltà alla Religione, che voi le avete dato; la sua integrità nella fede cattolica; la sua santità nei costumi; l’unione di tutti i suoi figli in una fraterna carità.

A questi voti corrisponde anche l’impegno che noi, come legittimi rappresentanti di questo popolo presso il vostro Altare, intendiamo prendere e prendiamo, nel consacrarci ancora una volta a voi, nella luce del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria Santissima.

Posti da voi come maestri e pastori di questo popolo, noi Vescovi c’impegniamo ad eseguire, con sempre maggior sollecitudine e dedizione, il mandato che voi ci avete conferito.

Il nostro clero sarà sempre più vicino al vostro Cuore, più pronto e generoso nel collaborare con noi alla salvezza delle anime, che ci avete affidate. Il nostro popolo, e tra esso specialmente le anime consacrate, e coloro che più direttamente si dedicano al servizio del vostro Regno, seguirà l’insegnamento e l’esempio dei suoi pastori, per fare di questa Italia, delle sue diocesi e parrocchie, delle sue famiglie, dei suoi istituti, una terra veramente a voi consacrata.

Questi sono i voti, queste sono le promesse che noi, Vescovi italiani, oggi intendiamo affidare al Cuore della vostra e nostra Madre, in unione di pensiero e di volontà col vostro Vicario in terra, il Sommo Pontefice, Primate d’Italia.

E con Lui, noi ci rivolgiamo, o Signore Nostro Gesù Cristo, a questa SS. Madre, perché essa, con la sua materna intercessione, ci assista e renda effettivo e operante, per la grazia, ottenutaci presso il vostro Trono, quest’atto di consacrazione. Vegli, o Maria, il vostro Cuore Immacolato sulla Chiesa di Cristo, su noi, su questa terra benedetta, che mille Santuari vostri costellano, facendone quasi la vostra seconda patria.

Assistetene i reggitori, illuminatene il popolo, di tutti soccorrete le necessità, confortate le sofferenze, alimentate le speranze; in modo speciale, assistete coloro, che si trovano lontani dalla propria terra, e ne sentono la nostalgia; accrescete nelle anime dei fedeli il fervore, riconducete al Padre gli erranti; santificate e adeguate alle presenti necessità i Sacerdoti; custodite particolarmente, in un clima cristiano, la limpida fede ed il candore innocente dei piccoli, speranza d’Italia. 

Ecco, o Madre e Regina d’Italia, la supplica che, con filiale speranza, rivolgiamo e affidiamo al vostro Cuore Immacolato, pregandovi che giunga presto l’ora, da voi promessa, in cui il vostro Cuore Immacolato trionferà in questa nostra terra, e in tutto il mondo. Così sia!”

 

Consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria 4 bis

 

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