Atto di consacrazione del genere umano a Cristo Re (1)

 

 

O Gesù dolcissimo, o redentore del genere umano, riguardate a noi umilmente prostesi dinanzi al vostro altare.

Noi siamo vostri, e vostri vogliamo essere; e per poter vivere a voi più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi si consacra al vostro sacratissimo Cuore.

Molti purtroppo non vi conobbero mai; molti, disprezzando i vostri comandamenti, vi ripudiarono.

O benignissimo Gesù, abbiate misericordia e degli uni e degli altri; e

tutti quanti attirate al vostro Cuore santissimo.

O Signore, siate il re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da voi, ma anche di quei figli prodighi che vi abbandonarono; fate che questi quanto prima ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame.

Siate il re di coloro che vivono nell’inganno dell’errore o per discordia da voi separati: richiamateli al porto della verità e all’unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.

Siate il re finalmente di tutti quelli che sono avvolti nelle superstizioni del gentilesimo, e non ricusate di trarli dalle tenebre al lume e al regno di Dio.

Largite, o Signore, incolumità e libertà sicura alla vostra chiesa, largite a tutti i popoli la tranquillità dell’ordine: fate che da un capo all’altro della terra risuoni quest’unica voce: sia lode a quel Cuore divino da cui venne la nostra salute; a lui si canti gloria e onore nei secoli.

Così sia.

† Leone XIII

 

(1)  Preghiera con cui Papa Leone XIII, l’11 giugno 1899, consacrò la Chiesa, il mondo e tutto il genere umano a Cristo (cfr. Lettera Enciclica, Annum sacrum, Leone XIII, 25 maggio 1899). Formula di consacrazione da recitarsi al Sacratissimo Cuore dì Gesù, in Atti di Leone XIII, Tipografia dell’Immacolata, Mondovì 1902-1903, pp.585-586. Il testo latino si trova anche in Enchiridion indulgentiarum, Tipografia Poliglotta Vaticana, Roma 1968, p.56.

Al fedele che recita piamente questo atto di consacrazione si concede l’indulgenza parziale.

L’indulgenza è plenaria se lo si recita pubblicamente nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo (XXXIV domenica del Tempo ordinario).

Alle solite condizioni (Confessione e Comunione Eucaristica possibilmente nell’arco di quindici giorni), recitando le preghiere secondo le intenzioni del Sommo Pontefice (es: Pater, Ave, Gloria), si può lucrare l’indulgenza plenaria. Dal Codice di Diritto Canonico (Can. 993): “L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati”.

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