Asia Bibi, la cristiana pakistana che ha passato anni nel braccio della morte dopo essere stata accusata di blasfemia, afferma che ha sempre creduto che sarebbe stata liberata. 

Ecco un articolo con dei video di cui un’intervista pubblicati sulla BBC nella traduzione di Riccardo Zenobi.

 

Asia Bibi

Asia Bibi

 

Asia Bibi, la cristiana pakistana che ha passato anni nel braccio della morte dopo essere stata accusata di blasfemia, afferma che ha sempre creduto che sarebbe stata liberata.

Attualmente vive in Canada, ma ha riferito alla BBC che spera di poter tornare in Pakistan un giorno.

Ha rilasciato un memoriale, Enfin Libre! (Finalmente libera), scritto con la giornalista francese Anne-Isabelle Tollet.

Nel suo libro, l’autrice racconta come ha avuto paura per la sua vita in prigione, con altri detenuti che chiedevano che venisse impiccata. Richiama alla mente anche maltrattamenti da parte delle guardie della prigione

In uno dei più brutti incidenti racconta di come al suo collo venne messo un collare stretto con una chiave, ed è stata trascinata in catene dalle guardie.

“Non posso respirare”, scrive. “Il mio collo è compresso da un collare che la guardia può stringere quanto vuole con una grossa chiave. Una lunga catena mi trascina sul pavimento sporco; collega la mia gola con le manette della guardia che mi trascina come un cane”.

Le autorità pakistane hanno rifiutato le accuse, dicendo che le sue pretese torture sono “non plausibili”.

Asia Bibi ha raccontato alla BBC che la sua fede cristiana l’ha aiutata durante il calvario.

“Mi dicevano di cambiare fede, e sarei stata libera. Ma dicevo no. Vivrò la mia sentenza. Con la mia fede”, ha detto.

“Ho scoperto da mio marito che l’intero mondo stava pregando per me. E che anche il Papa ha pregato per me. Ciò mi rese felice. E ho scoperto che l’intero mondo stava pregando perché la mia miseria finisse. Ciò mi fece sentire che le loro preghiere mi avrebbero liberato”.

Nonostante ciò che ha passato, Asia Bibi ha detto che ha ancora un parere positivo sul Pakistan e spera di poter tornare lì un giorno.

“È stata la mia nazione che mi ha liberata. Ciò mi ha resa orgogliosa”, ha dichiarato.

“Me ne sono andata di mia volontà perché ero in pericolo lì. Qualunque cosa poteva accadermi in ogni momento. E questo è il motivo per cui ho lasciato la mia nazione. Ma ho lo stesso amore per la mia nazione nel mio cuore ora. Continuo a rispettare la mia nazione e voglio vedere il giorno in cui potrò ritornarci”.

 

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