Ascensione di Gesù Cristo del Pietro Perugino
Ascensione di Gesù Cristo di Pietro Perugino

 

Ascensione del Signore (Anno B)

(At 1,1-11; Sal 46; Ef 4,1-13; Mc 16,15-20)

 

di Alberto Strumia

 

Oggi è la Solennità dell’Ascensione al Cielo del Signore. Proviamo riprendendo l’ormai consueto, per noi, paragone tra la vita terrena dell’uomo “singolo individuo” Gesù di Nazaret – Verbo che ha assunto anche una vera natura umana – e la vita della Chiesa, Corpo di Cristo “universale” che vive nella Chiesa, secondo la sua estensione geografica ed estensione temporale nella storia. Si tratta di un paragone che suggerisce di guardare alla vita di Cristo come ad una “profezia” che si applica alla vita stessa della Chiesa.

Ne abbiamo parlato più volte e, in dettaglio nella seconda domenica di Quaresima. Il paragone ci ha suggerito di riconoscere:

– nella nascita di Cristo (Natale), la profezia della nascita del Corpo di Cristo che è la Chiesa;

– nella strage degli innocenti, la profezia del sacrificio dei martiri della fede e dei bambini uccisi anche prima della loro nascita;

– nei trent’anni anni della vita privata di Gesù in Famiglia, i tre secoli di vita catacombale e nascosta delle antiche comunità cristiane;

– nei tre anni della vita pubblica di Cristo, i secoli della vita pubblica della Chiesa;

– nello straordinario episodio della Trasfigurazione di Gesù, la trasformazione della civiltà e della cultura degli uomini ad opera del cristianesimo. Prima nell’impero romano, quando il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell’impero, con Costantino; e poi nei secoli cristiani del Medio Evo;

– nella Passione del Signore, ad opera delle autorità civili e religiose, il tempo delle ideologie anticristiane, con l’emarginazione progressiva della Chiesa e la privatizzazione della fede;

– nella condanna a morte di Gesù, oggi sembra di riconoscere la profezia della condanna a morte della Chiesa, ad opera della stessa autorità religiosa nei nostri giorni.

Dopo questa sorte di condanna e di morte in Croce della Chiesa, come ci fu quella di Cristo, seguendo il suggerimento di questa lettura “profetica”, se crediamo alla Risurrezione di Cristo siamo indotti a credere anche nella Risurrezione della Chiesa. Ed è questa che attendiamo dopo questo tempo di “morte per apostasia”.

Allora l’Ascensione di Gesù, che oggi celebriamo, si può legittimamente intendere come profezia dell’Ascensione della Chiesa che avverrà alla fine dei tempi.

– Come ci dice la prima lettura «Non spetta a voi conoscere i tempi o mementi che il Padre ha riservato al Suo potere, ma riceverete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi». Ed è questa forza che noi domandiamo da qualche tempo, ogni giorno. E sappiamo che  ci sarà data al momento opportuno, e già in larga misura ci è data. Perché «il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» (Lc 11,13).

Tra le due “Ascensioni”, quella di Cristo e quella della Chiesa, si collocano i secoli della storia. E in particolare i nostri anni, nei quali ogni cristiano rimasto fedele al Signore e immune dal cedere alla tentazione del tradimento di Gesù, che prese lo stesso Pietro per ben tre volte prima del canto del gallo, sono quelli nei quali ciascuno è chiamato a svolgere il compito che corrisponde alla sua vocazione.

– La seconda lettura ci richiama proprio a questo imparare a “stare al proprio posto” e svolgere il proprio compito. Se da un lato non è giusto rimanere inattivi, dall’altro sarebbe una presunzione il ritenerci noi i salvatori del mondo e della Chiesa, quasi potessimo fare meglio di Cristo!

Infatti «Egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo» (seconda lettura).

– Il Vangelo ci dice quello che dobbiamo fare, in un tempo come il nostro. Bisogna andare contro corrente, con la tenacia di chi non cede alle lusinghe sataniche e con la scaltrezza di chi sa lavorare sotto traccia, quando è pericoloso esporsi inutilmente. Ma occorre lavorare in modo da correggere ogni falsificazione della dottrina della fede, suscitando la nostalgia della fede in Cristo in ciascuno di coloro che ci incontrano, ci vedono e ci sentono parlare («Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura»).

Non siamo soli, perché «a ciascuno è data la Grazia secondo la misura del dono di Cristo» (seconda lettura) e come ci ha assicurati il Signore stesso: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (versetto dell’Alleluia).

L’Ascensione del Signore, prima di tutto è stata anche profezia dell’Assunzione di Maria, la Madre Sua e della Chiesa, che ha anticipato anche la definitiva destinazione della Chiesa universale nell’Eternità. Ricordiamoci sempre che la maggior parte dei membri della Chiesa è già di là, e noi attendiamo di raggiungerli in quella condizione di perfetta contemplazione della Gloria di Dio che non ci sarà più tolta.

Maria, porta del Cielo, prega per noi!

Maria, ianua Coeli, ora pro nobis!

 

Bologna, 12 maggio 2024

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