di Francesco Agnoli

 

Per Aristotele l’uomo è un animale parlante, ha il logos, ragione, pensiero, parola….: “questo è proprio dell’uomo rispetto agli altri animali, di avere, egli solo, la percezione del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto e degli altri valori: il possesso comune di questo costituisce la famiglia e la città”. Perché dotato di logos, l’uomo è anche animale politico.

In un noto passo del De partibus animalium di Aristotele si legge:

«Anassagora afferma che l’uomo è il più intelligente degli animali grazie all’avere mani; è invece ragionevole dire che ha ottenuto le mani perché è il più intelligente. Le mani sono infatti strumenti e organi e il disegno invariabile della natura nel distribuire gli organi consiste nel dare all’animale quanto sia in grado di usare […].l’uomo non deve la sua intelligenza superiore alle mani, ma le mani alla sue intelligenza superiore. A colui dunque che è in grado di impadronirsi del maggior numero di tecniche la natura ha dato, con la mano, lo strumento in grado di utilizzare il più gran numero di altri strumenti. […] La mano sembra in effetti essere non un solo strumento, ma molti strumenti al tempo stesso, è infatti, per così dire, strumento prima degli strumenti».

Aristotele e il maestro di Clazomene si trovavano perfettamente d’accordo nell’affermare che 1) esiste un nesso tra mano e intelletto (sono co-essenziali l’uno all’altro: non servirebbe una mano, che non sia guidata da una mente, né una mente, che non possa servirsi di quello che è lo strumento degli strumenti, che rende dunque efficace il pensiero, la parola, il linguaggio) 2) che il possesso della mano sancisce la superiorità del corpo umano rispetto a quello degli altri animali.

Sappiamo che la capacità prensile e gesticolatoria della mano umana è unica, esclusiva, non appartiene agli altri animali, contribuisce a fare dell’uomo un “essere del tutto nuovo” (Ian Tattersall).

La mano è simmetria, ordine e varietà, che disegna e crea da quando l’uomo esiste:

1) accompagna la parola, facendo parlare anche il corpo,

2) è strumento prima degli strumenti, creando innumerevoli strumenti

Le mani pertanto consentono all’uomo, e solo a lui, di estrinsecare l’incredibile attività immaginifica, creativa, della sua mente in una prospettiva plastica e materiale. Poiché le bestie non sono fornite di una simile pluriforme mente, ne consegue per converso che esse non hanno avuto bisogno di un organo analogo alla mano.

Pensiamo ad altre due caratteristiche tipicamente umane: cucinare e cucire, grazie alle dita: l’uomo, debole e nudo quanto al corpo, è l’unico a non essere dominato dall’ambiente, ma a dominarlo, grazie proprio alla sua capacità vestirsi e stare dovunque e cucinare, cioè servirsi di tutti i cibi possibili

Una visione analoga a quella di Aristotele, e ad essa precedente, la troviamo nella Bibbia, dove Dio crea con la parola e con la mano (ne deriva che la somiglianza dell’uomo con Dio sta nella sua capacità di «creare» tramite parola e mani).

“Dio disse…”; «Tutte queste cose ha fatto la mia mano ed esse sono mie» (Is 66,1-2); «Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto integro in ogni parte» (Gb 10,8).

Novità: il divino nei Greci può essere amato, ma non ama. Invece nella Bibbia e nel Vangelo con le sue mani si prende cura: «Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, tu apri la tua mano, si saziano di beni» (Sal 104,27-28); salva: «Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso» (Dt 5,15; cfr. 4,34; Es 13,3-14; Sal 17,7; 104,7). Offre protezione: «La mia mano è il suo sostegno, il mio braccio è la sua forza» (Sal 89,22; cfr. Dt 33,3; Gb 5,18; Qo 9,1; Sap 3,1).

Per concludere vediamo l’ homunculus del grande neurochirurgo W. Penflield: il nostro cervello impegna una minima parte per controllare il corpo, le gambe, il busto, le braccia… Quasi tutto per controllare bocca-parola e mano. E’ la conferma di quanto c’è già nella Bibbia e nell’intuizione di Aristotele.

 

Le precedenti puntate le trovate qui.

 

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