Ecco un articolo del Catholic Herald nella mia traduzione.

Foto: Argentina, manifestazione popolare pro e contro legge sull’aborto

Foto: Argentina, manifestazione popolare pro e contro legge sull’aborto

 

Il Senato argentino ha respinto una legge che avrebbe radicalmente liberalizzato le leggi sull’aborto nel paese.

I senatori hanno votato 38 a 31 contro il piano di legalizzazione dell’aborto per qualsiasi motivo fino a 14 settimane di gestazione e fino alla nascita in caso di stupro, rischio per la vita e la salute della madre e disabilità grave.

La camera bassa del Congresso argentino aveva approvato la proposta di legge con un sottile margine di 129-125 nel mese di giugno.

Il voto in Senato significa che il disegno di legge è stato sconfitto per quest’anno legislativo, ma i parlamentari potrebbero scegliere di ricominciare da capo nel 2019.

Nel corso della discussione l’ex Presidente Cristina Fernández de Kirchner, ora senatrice, si è espressa a favore del progetto di legge. Tuttavia, uno dei più stretti alleati di Fernández, la senatrice Silvina García Larraburu, ha cambiato idea in vista della votazione e si è opposta, accusando il presidente in carica Mauricio Macri di utilizzare la discussione per distrarre dai problemi economici del paese. Macri aveva detto che mentre si oppone personalmente all’aborto, non avrebbe posto il veto sulla proposta di legge se il Congresso l’avesse approvata.

Mentre il Senato discuteva il disegno di legge, migliaia di cattolici si riunivano nella cattedrale di Buenos Aires per una Messa per la Vita, celebrata dal cardinale Mario Aurelio Poli.

Nell’omelia il cardinale ha detto che l’aborto “sarà sempre una tragedia” ed è “lungi dall’essere una soluzione”. Ha anche invitato i senatori a “salvaguardare il diritto alla vita di tutti, specialmente dei più deboli e vulnerabili”.

Ci sono state brutte scene fuori dal Congresso Nazionale dopo il voto poiché attivisti pro-aborto sono insorti e hanno appiccato incendi, ciò ha portato a diversi arresti.

Fonte: Catholic Herald

 

Video: Fuoco e furia dopo che il Senato ha respinto la proposta di legge sulla liberalizzazione dell’aborto.

 

COMUNICATO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ARGENTINA

(Con traduttore automatico)

 

In questo momento, il Senato ha votato per respingere il disegno di legge per depenalizzare l’aborto.  Come Chiesa abbiamo partecipato al dibattito cercando un dialogo illuminante senza considerare coloro che la pensano diversamente come nemici.

Come società argentina, spetta ora a noi assumere e lavorare sulle nuove divisioni che sono sorte tra noi in seguito a questo progetto, attraverso un rinnovato esercizio di dialogo.

Vorremmo ringraziare tanti uomini e donne, i Senatori e le organizzazioni e istituzioni che si sono espresse in difesa della vita.  Siamo particolarmente grati per la testimonianza dei poveri, che ci insegnano sempre a ricevere la vita così com’è e a saperla curare perché è dono di Dio.  
 
Il dialogo ecumenico e interreligioso è cresciuto in questo tempo, unendo le forze per proteggere la vita dal concepimento alla morte naturale.

Si tratta ora di prolungare questi mesi di dibattiti e di proposte per concretizzare l’impegno sociale necessario per essere vicini a tutte le persone vulnerabili.  Ci troviamo di fronte a grandi sfide pastorali per annunciare più chiaramente il valore della vita: educazione sessuale responsabile, accompagnamento nelle case materne emerse soprattutto nei nostri quartieri più poveri per accompagnare le donne incinte in situazioni di vulnerabilità e cura delle persone che hanno vissuto il dramma dell’aborto.

Rinnoviamo la nostra speranza che #ValeTodaVida, proclamata con entusiasmo e convinzione l’8 luglio ai piedi della Madonna di Luján: Che nostra Madre ci aiuti e ci insegni a rispettare la vita, a prendersene cura, a difenderla e a servirla.

 

Buenos Aires, 9 de agosto de 2018

Fonte: Episcopado.org

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