Riprendo uno stralcio dall’articolo della CNA, rilanciato dal National Catholic Register, nella mia traduzione.

 

Arcivescovo Victor Manuel Fernandez
Arcivescovo Victor Manuel Fernandez

 

Ma oltre al loro contesto, alcuni ne hanno messo in discussione il significato, suggerendo che una frase usata dal papa, “convivencia civil”, è stata erroneamente tradotta da Francesco come “unioni civili” nel sottotitolo del film, e in realtà suggerisce un diverso tipo di riconoscimento giuridico.

Ma mercoledì l’arcivescovo Victor Manuel Fernandez, un teologo che è stato a lungo vicino al papa (alcuni dicono che sia uno dei suoi ghost writer, ndr), ha suggerito che la frase del papa è sostanzialmente equivalente alla frase “unione civile”.

L’arcivescovo ha postato su Facebook che prima di diventare papa, l’allora cardinale-Bergoglio “ha sempre riconosciuto che, senza chiamarlo “matrimonio”, in realtà esistono unioni molto strette tra persone dello stesso sesso, che non implicano di per sé rapporti sessuali, ma un’alleanza molto intensa e stabile”. Si conoscono a fondo, condividono lo stesso tetto da molti anni, si prendono cura l’uno dell’altro, si sacrificano l’uno per l’altro. Allora può succedere che preferiscano che in un caso estremo o in una malattia non consultino i loro parenti, ma quella persona che conosce a fondo le loro intenzioni. E per lo stesso motivo preferiscono che sia quella persona ad ereditare tutti i loro beni, ecc. Questo può essere contemplato nella legge e si chiama ‘unione civile’ [unión civil] o ‘legge di convivenza civile’ [ley de convivencia civil], non matrimonio”. 

Mercoledì, la Conferenza episcopale argentina ha condiviso su Twitter la spiegazione di Fernandez.

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