Riprendo questa sintesi fatta da Hannah Brockhous della conferenza stampa del primate d’Irlanda, mons. Eamon Martin. Egli dice che “La chiesa deve presentare un messaggio controcorrente, in maniera chiara e senza paura”

Ecco l’articolo nella mia traduzione.

 

Arciv. Ramon Martin (a sinistra) (foto Daniel Ibanez/CNA)

Arciv. Ramon Martin (a sinistra) (foto Daniel Ibanez/CNA)

 

In un mondo in costante cambiamento, i giovani hanno bisogno che la Chiesa sia una fonte di stabilità e di un insegnamento coerente, ha detto venerdì un arcivescovo irlandese di spicco.

“I giovani anelano a qualche punto di riferimento stabile, a qualche tipo di ormeggio, cose a cui possono aggrapparsi, che non solo cambiano continuamente“, ha detto l’arcivescovo Eamon Martin di Armagh e primate di tutta l’Irlanda, ha detto il 26 ottobre.

La Chiesa deve presentare chiaramente e senza paura un messaggio che a volte va controcorrente rispetto a ciò che i giovani vivono e sentono altrove”.

Parlando ad una conferenza stampa vaticana sul Sinodo dei giovani, ha detto: “uno dei messaggi che certamente porterò a casa è l’importanza che la Chiesa presenti senza paura [quello che è] spesso un messaggio controculturale, al mondo in cui i giovani annegano e vengono soffocati”.

Egli ha notato le pressioni cui sono sottoposti i giovani di tutto il mondo, che si tratti della realtà della povertà e della tratta di esseri umani in alcuni paesi, o della crescente prevalenza di malattie mentali e di sentimenti di sentirsi  “completamente perduti” che si possono trovare in molte società occidentali.

In mezzo a queste sfide, ha detto di sperare che la Chiesa sia in grado di dire: “Ascolta, hai una ragione per vivere, una ragione per sperare, una ragione per continuare ad aggrapparti al prezioso dono della vita che ti è stata data”.

Mi piace pensare che la Chiesa non si limiti a rincorrere le mode e a cambiare questo e a cambiare quello, nella speranza che in qualche modo attiri più giovani. (Perché) Non ci riuscirà“, ha sottolineato.

Martin ha anche affrontato una delle questioni più importanti in Irlanda, la recente legalizzazione dell’aborto attraverso un referendum approvato a maggio. Ha detto che il voto che legalizza l’aborto è stato approvato con circa il 66% dei voti – solo il 34% dei voti si è opposto alla legalizzazione dell’aborto nel paese.

Per converso, se si studiano da vicino gli exit polls, il margine è stato ancora maggiore tra i giovani, ha detto l’arcivescovo: “C’erano solo il 17 per cento circa dei giovani che hanno votato a favore della vita. Questo è preoccupante”.

Perché i giovani, che sono così appassionati della vita, e che sono così appassionati della giustizia – perché sono così facilmente convinti che se si elimina il diritto fondamentale alla vita stessa si è in qualche modo una persona più compassionevole?“, ha chiesto.

Ha detto che dopo il referendum ha parlato con alcuni dei giovani che hanno votato per la protezione della vita dei non ancora nati e che si sono battuti per la causa a favore della vita. Ha detto che erano totalmente abbattuti, sentendosi come se il loro messaggio “fosse stato rifiutato”.

Ma ciò che l’Arcivescovo Martin ha tratto dalla loro testimonianza “coraggiosa” e “controculturale” è che la Chiesa ora ha ancora più bisogno di “missionari per la vita. Abbiamo bisogno di persone coraggiose che si esprimano apertamente”.

Questo sarà uno dei suoi punti da portare a casa dal Sinodo sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale, ha detto, “non rinunciare al fatto che ci sono molti giovani che sono ancora pronti a difendere l’insegnamento della Chiesa in questo settore critico”.

 

Fonte: Catholic News Agency

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