Riporto le considerazioni conclusive di una delle personalità più importanti della Chiesa statunitense, l’arcivescovo di Philadelphia, mons. Charles J. Chaput. Sono molto importanti sia perché ha partecipato direttamente al Sinodo dei giovani sia perché è una persona molto autorevole e soprattutto molto schietta nell’esprimere pubblicamente le sue opinioni. L’Arciv. Chaput dice: la Chiesa non ha bisogno di creare dubbi o ambiguità sulla sessualità, ha già un insegnamento chiaro.

Ve le propongo nella mia traduzione.

Foto: Archivescovo di Philadelphia Charles Chaput (Reuters/Tony Gentile)

Foto: Archivescovo di Philadelphia Charles Chaput (Reuters/Tony Gentile)

 

I Sinodi sono eventi importanti nella vita della Chiesa, ma quasi quattro settimane di discussioni su qualsiasi argomento possono diventare stancanti. È bello essere a casa, e sono grato a tutti coloro che hanno offerto le loro preghiere e il loro sostegno per il successo dell’incontro. Come in passato, il voto dei vescovi sul documento finale si è svolto paragrafo per paragrafo, e come la maggior parte dei delegati, ho votato “sì” sulla maggior parte dei paragrafi.

Il Sinodo ha avuto i suoi problemi: in particolare un’ambiguità di regole e procedure, e la mancanza delle necessarie traduzioni. Ma il documento finale, pur non privo di difetti, è un miglioramento rispetto al testo originario Instrumentum Laboris. I delegati hanno anche eletto alcuni buoni uomini al Consiglio permanente del Sinodo. Questo ha implicazioni di speranza per il futuro.

Prima di passare alle questioni più urgenti come Chiesa locale, però, vorrei citare alcune cose per semplice onestà. Il 27 ottobre, in un’intervista a Frank Rocca del Wall Street Journal, ho detto quanto segue, e voglio ripeterlo qui.

Sul tema dell’abuso sessuale sui minori:

C’è stata una buona discussione (da parte dei padri sinodali) sull’argomento, anche se non abbastanza, e il documento sinodale finale è francamente inadeguato e deludente sulla questione degli abusi. I responsabili della Chiesa al di fuori degli Stati Uniti e di alcuni altri Paesi che si occupano del problema chiaramente non ne comprendono la portata e la gravità. C’è ben poco senso di scuse fatte con il cuore nel testo. E il clericalismo, per esempio, è parte del problema degli abusi, ma non è affatto la questione centrale per molti laici, specialmente per i genitori.

Per quanto riguarda l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità:

La chiave di tutti i dibattiti sulla sessualità è antropologica. Uno degli acuti e preoccupanti problemi nel testo sinodale in varie fasi (è stato) il suo riferimento alla necessità di “approfondire” o “sviluppare” la nostra comprensione delle questioni antropologiche.    Ovviamente possiamo e dobbiamo sempre portare più preghiera e riflessione su questioni umane complesse. Ma la Chiesa ha già un’antropologia cristiana chiara, ricca e articolata. È inutile creare dubbi o ambiguità su questioni di identità umana, scopi e sessualità, a meno che non si pongano le basi per cambiare ciò che la Chiesa crede e insegna su tutte e tre le questioni, a partire dalla sessualità.

Nel valutare l’esperienza sinodale del 2018 nel suo complesso:

Molti dei vescovi sono rimasti frustrati dalla mancanza di previe traduzioni per questioni importanti su cui dovevano votare. Come ha sostenuto uno dei padri sinodali, in realtà è immorale votare “sì” su questioni significative se non si riesce nemmeno a leggere e riflettere su ciò che dice il testo. Molti delegati sono rimasti anche sorpresi e scontenti per l’introduzione della sinodalità come tema importante di un incontro per i giovani. Non è un accoppiamento naturale. La sinodalità ha implicazioni serie. Merita una seria riflessione teologica e discussione tra i vescovi. Questo non è accaduto, il che non sembra coerente con un incontro tra Papa e vescovi in uno spirito di collegialità.

Nei mesi a venire, spero che tutti noi della comunità cattolica americana di preghi soprattutto per il Santo Padre, e anche per la missione della Chiesa nel suo cammino verso il futuro.

 

Fonte: First Thing

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