“Il cardinale Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires, propose in un’assemblea plenaria della conferenza episcopale argentina di sostenere la legalità delle unioni civili di persone omosessuali da parte dello Stato, come possibile alternativa a quella che è stata chiamata – e si chiama – ‘uguaglianza matrimoniale’ (matrimonio omosessuale, ndr)”.

Un articolo scritto dallo staff del Catholic News Agency, nella mia traduzione. 

 

Arcivescovo Hector Aguer
Arcivescovo Hector Aguer

 

Dopo le osservazioni contenute in un documentario di Papa Francesco sulle unioni civili, l’arcivescovo emerito di La Plata, Argentina, ha offerto il suo ricordo di un dibattito del 2010 sulle unioni civili che si è svolto nell’ambito della Conferenza episcopale argentina, mentre la legislatura del Paese si stava preparando ad approvare un progetto di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Nei commenti inviati all’ACI Prensa, il partner di lingua spagnola della CNA, l’arcivescovo Héctor Aguer ha osservato che “la recente dichiarazione del Sommo Pontefice che promuove le unioni civili tra persone dello stesso sesso ha suscitato scalpore, nella Chiesa e fuori di essa; cioè, proponendo che venga loro concesso un quadro giuridico”.

L’arcivescovo ha fatto riferimento ai commenti pubblicati nel film “Francesco”, un documentario che è stato presentato per la prima volta a Roma la settimana scorsa(l’altra settimana, ndr), in cui Papa Francesco si vede chiedere una legislazione sulle unioni civili. Le osservazioni inedite del papa sono state trovate in un’intervista del 2019 condotta dalla rete televisiva messicana Televisa.

Da allora è stato ampiamente riportato che Papa Francesco ha sostenuto l’idea di una legislazione sulle unioni civili quando era arcivescovo di Buenos Aires, come compromesso durante il dibattito del 2010 in Argentina sul matrimonio omosessuale.

La settimana scorsa, l’arcivescovo Victor Manuel Fernandez, l’attuale arcivescovo di La Plata, ha postato su Facebook cheQuello che il papa ha detto su questo argomento è quello che ha sostenuto anche quando era arcivescovo di Buenos Aires“.

L’arcivescovo ha aggiunto che prima di diventare papa, l’allora cardinale Bergoglio “ha sempre riconosciuto che, senza chiamarle ‘matrimonio’, in realtà esistono unioni molto strette tra persone dello stesso sesso, che non implicano di per sé rapporti sessuali, ma un’alleanza molto intensa e stabile”.

“Questo può essere contemplato nella legge e si chiama ‘unione civile’ [unión civil] o ‘legge di convivenza civile’ [ley de convivencia civil], non matrimonio”, scriveva Fernandez.

L’arcivescovo Aguer, che ha guidato l’arcidiocesi di La Plata dal 2000 al 2018, ha ricordato il dibattito del 2010 sulle unioni civili.

“Il cardinale Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires, propose in un’assemblea plenaria della conferenza episcopale argentina di sostenere la legalità delle unioni civili di persone omosessuali da parte dello Stato, come possibile alternativa a quella che è stata chiamata – e si chiama – ‘uguaglianza matrimoniale’ (matrimonio omosessuale, ndr)”.

“All’epoca, l’argomento che veniva opposto (al cardinale Bergoglio, ndr) era che non si trattava di una questione meramente politica o sociologica, ma di un giudizio morale; di conseguenza, non si poteva promuovere  l’autorizzazione delle leggi civili contrarie all’ordine naturale. Fu anche fatto notare che questo insegnamento è stato ripetutamente affermato nei documenti del Concilio Vaticano II. La conferenza plenaria dei vescovi argentini respinse questa proposta (del cardinale Bergoglio, ndr) e votò contro”, ha detto Aguer.

L’arcivescovo ha aggiunto che “nel 2003 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha dichiarato che ‘il rispetto per le persone omosessuali non può portare in alcun modo all’approvazione di comportamenti omosessuali o al riconoscimento legale delle unioni omosessuali’. Non è irragionevole pensare che tali unioni, alle quali si propone di concedere il riconoscimento legale, non siano ‘platoniche’; pertanto, sarebbe implicito approvare la copertura dell’attività omosessuale nella legge”.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che chi si identifica come LGBT “deve essere accettato con rispetto, compassione e sensibilità. Ogni segno di ingiusta discriminazione nei loro confronti deve essere evitato. Queste persone sono chiamate a compiere la volontà di Dio nella loro vita e, se sono cristiani, ad unirsi al sacrificio della Croce del Signore per le difficoltà che possono incontrare a causa della loro condizione”.

Il Catechismo approfondisce che le inclinazioni omosessuali sono “oggettivamente disordinate”, gli atti omosessuali sono “contrari alla legge naturale”, e coloro che si identificano come lesbiche e gay, come tutte le persone, sono chiamati alla virtù della castità, e chiamati alla santità.

L’arcivescovo ha detto che, a suo avviso, il Catechismo propone “un cammino di miglioramento spirituale orientato al raggiungimento della castità, attraverso la pratica delle ‘virtù del dominio di sé che insegnano loro la libertà interiore’, la preghiera e la grazia sacramentale”.

Per Aguer, “l’approvazione ecclesiastica delle ‘unioni civili’ porterebbe alla scristianizzazione e alla disumanizzazione della società”.

L’arcivescovo ha affermato il suo rispetto per il papa, ma ha detto che, a suo avviso, le osservazioni del papa nel documentario “non hanno un carattere magisteriale”.

“Le paragono alle conversazioni che i papi fanno durante i loro viaggi con i giornalisti nel viaggio dell’aereo; possono essere interessanti, ma mancano delle caratteristiche proprie del genere magisteriale; anche se emesse da una personalità rilevante, non sono altro che opinioni private”.

Inoltre, ha detto Aguer, “nel caso di una questione sulla quale esiste un certo insegnamento cattolico, se il Santo Padre avesse l’intenzione di introdurre un cambiamento, la cosa ragionevole è sostenere che lo affermerebbe espressamente con autorità e buoni argomenti”.

L’arcivescovo ha messo in guardia contro una tendenza che ha chiamato “papolatria”, tra alcuni cattolici, dicendo che “non è un comportamento sano”. Ha osservato che “le ripercussioni iniziali” delle parole del papa “hanno già provocato reazioni contrastanti, il che fa temere un allargamento delle divisioni tra i fedeli, un approfondimento della ‘spaccatura’ ecclesiale che esiste innegabilmente”.

“Spero che teologi, cardinali e vescovi con maggiore saggezza e autorità di me, possano portare un po’ di luce in questi momenti bui”, ha detto.

Per Aguer, “è molto doloroso pensare ai danni spirituali che subiranno i fedeli che soffrono a causa della loro disordinata inclinazione, se la Chiesa dovesse sostenere il riconoscimento delle unioni civili, sancito dallo Stato come diritto ad avere una famiglia; ciò costituirebbe un ostacolo al possibile processo di guarigione descritto nel Catechismo”.

“Perché la misericordia della verità è dovuta a queste persone”, ha detto.

L’arcivescovo ha esortato i cattolici alla preghiera, e li ha esortati alla “speranza, che accende i soli nella nostra notte”.

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