Ricevo e volentieri pubblico.

 

 

COMUNICATO STAMPA

Anche i vescovi rispondono in difesa di padre Bruno

L’immarcescibile ANPI della sezione di Marsala, il circolo ARCI Scirocco, tre associazioni femministe: ANDE (Associazione Nazionale Donne Elettrici), CIF (Centro Italiano Femminile), FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) e un paio di centri antiviolenza sulle donne: Casa di Venere e Metamorfosi hanno scritto un comunicato untuoso, intriso di menzogne diffamatorie e luoghi comuni per chiedere la testa di padre Bruno de Cristofaro, colpevole di aver parlato dell’olocausto dell’aborto nel Giorno della Memoria (qui).

Stupisce e risulta semplicemente grottesco che questa accozzaglia di sigle, lontane in primis dalla realtà del dibattito da sempre in corso sull’effettiva valenza della legge 194 nei suoi stessi principi di tutela e sostegno alle donne che desiderano non abortire, ma soprattutto sideralmente aliene dalla dottrina sociale della Chiesa, che basandosi sul diritto naturale, poggia sul decalogo e quindi condanna fermamente ogni atto volto a sopprimere la vita umana innocente, oggi tirino per la giacchetta il vescovo di Mazara, come pecorelle smarrite che ripongono la loro fiducia nel pastore del gregge. E ciò addirittura censurando le stesse parole di Papa Francesco che ha equiparato l’aborto all’ingaggio di un sicario. Forse sono disperatamente alla ricerca di un appoggio morale per un consenso che tutto il loro ambito di riferimento nella provincia di Trapani ha perso per circa il 70% (qui) ?

Siamo certi che mons. Mogavero non permetterà che la sua autorità venga associata a questi bassi giochetti politici e riferiamo quindi le parole del vescovo di Sanremo e Ventimiglia mons. Antonio Suetta nell’intervista pubblicata il 3 febbraio sulla Bussola Quotidiana (qui) a proposito dell’attacco mediatico subito da don Bruno de Cristofaro:

Il cattolico è sempre chiamato a dare testimonianza con la disponibilità di dare anche la vita, ma anche laddove non si raggiungano questi fenomeni di persecuzione fisica e cruenta, la persecuzione ideologica è una sorta di ostracismo assoluto nei confronti dei cristiani da parte dell’intellighenzia e dei media. Credo che la vicenda di padre De Cristofaro, a cui va la mia solidarietà, la mia comprensione e la mia condivisione, sia emblematica di questa situazione.”

Ha poi spiegato, aldilà di ogni menzogna e strumentalizzazione, il senso dell’aborto come olocausto e il significato della citazione di Mengele, preso a pretesto dai militanti abortisti e dalle belle menti del politicamente corretto per chiedere la testa del sacerdote di Marsala:

[Aborto come l’olocausto.] È un paragone, non significa negare una tragedia, non significa dire che una tragedia è peggiore di un’altra, ma è un sottolineare come la diversità delle modalità o del contesto non possano essere mai un’attenuante rispetto all’aggressione della vita umana.

Il ragionamento di De Cristofaro era giusto, ha fatto riferimento alla barbarie di Mengele, il quale aveva tracciato una linea sul muro e usava quella linea come criterio di selezione. Non ha avallato in nessun modo, né ha attenuato la tragedia dell’Olocausto, che, ribadisco anche io in tutta la sua gravità e la sua vergogna. Ma la stessa cosa va detta anche oggi: l’aborto c’è e, pur nella diversità di contesto, ha lo stesso valore in gioco, la stessa responsabilità”.

Iustitia in Veritate assieme alle innumerevoli realtà associative che hanno condiviso il proprio appello ribadisce quindi il sostegno a padre Bruno De Cristofaro ed è pronta ad agire in sua difesa.

Iustitia in Veritate – Corso Venezia 40 – 20121 Milano (MI)

Email: [email protected]

Sito: http://www.iustitiainveritate.org

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/asdilesi/

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