di Sabino Paciolla
Lo studio, pubblicato su Oncotarget, rivista scientifica open access (accesso libero), peer-reviewed (valutata da esperti), principalmente focalizzata sull’oncologia, la ricerca sul cancro e campi correlati della biomedicina, discute il caso di una donna alla quale è stata diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta (LLA)/linfoma linfoblastico (LBL), una neoplasia, i cui primi sintomi hanno cominciato a svilupparsi subito dopo la seconda dose di vaccino contro il COVID-19.
Lo studio esprime preoccupazioni sulla sicurezza dei vaccini modRNA anti-COVID-19, definiti terapie geniche pro-farmaco incapsulate in nanoparticelle lipidiche (LNP), cioè non mRNA naturale. Le LNP consentono la diffusione sistemica a tessuti e organi (incluso midollo osseo e cervello) del corpo, e il modRNA è modificato sostituendo uridine con N1-metilpseudouridina al fine di aumentare la stabilità e l’evasione immunitaria.
Gli autori fanno una panoramica di studi di cui, in parte, su questo blog si è già parlato. Infatti, parallelamente all’introduzione dei vaccini, vari paesi registrano aumento della mortalità in eccesso. Uno studio giapponese mostra incrementi significativi di mortalità per leucemia e altri tumori nel 2022 (post-terza dose) rispetto al 2020, poi ritrattato per mancanza di correlazione dimostrata con i dati, sebbene senza prove complete a sostegno di tale affermazione. Si evidenzia la lacuna di studi sulla incidenza del cancro per stato vaccinale.
In Germania, eccesso di decessi: ~4.000 nel 2020, ~34.000 nel 2021, ~66.000 nel 2022. Uno studio italiano su ~300.000 residenti in Pescara (giugno 2021-dicembre 2023) associa la vaccinazione a +23% rischio ricovero per cancro dopo ≥1 dose, +9% dopo ≥3; aumenti significativi per seno (+54%), vescica (+62%), colorettale (+35%). La minore mortalità per tutte le cause nei vaccinati è attribuita a bias come “effetto vaccinale sano” o “bias finestra di conteggio”.
Uno studio coreano su >8,4 milioni di adulti (2021-2023) rileva +27% rischio tumori overall nei vaccinati vs non vaccinati, con aumenti per polmone, prostata, tiroide, stomaco, colon-retto, seno; costante per piattaforme vaccinali e booster (aumenti per stomaco e pancreas con richiami). L’aumento è osservato in tutte le età e sessi.
Si citano studi su proteina spike che sopprime p53 (favorendo oncogenesi) e casi post-vaccinazione. La tecnologia mRNA, usata per >30 anni in ricerca ma applicata su larga scala per la prima volta come vaccino genetico in sani (inclusi vulnerabili e gravide), manca di dati pre-vaccinazione su cancerogenicità/genotossicità (qui e qui); trial Pfizer interrotto precocemente dopo ~6 mesi.
Si riportano linfoadenopatie post-vaccino (fino al 45-53% PET-CT “caldi”, alcuni maligni) (qui e qui). Proteina spike vaccinale più persistente (doppia prolina), pseudouridine con tossicità mitocondriale e frameshifting ribosomiale (prodotti peptidici anomali), citotossicità LNP, accumulo midollare (dati TGA: +7,9 volte in ratti entro 48 ore).
Casi clinici suggeriscono contributo a progressione rapida di linfomi cutanei (es. micosi fungoide), qui e qui, via attivazione TLR/NF-κB/STAT3, IL-6, CD30, esaurimento T-cell, compromissione sorveglianza immunitaria.
Meta-analisi indicano sicurezza/benefici in oncologici, ma uno studio su pancreas mostra sopravvivenza peggiore con booster ripetuti (via IgG4 spike-specifica, immunosoppressione, Treg Foxp3+, evasione tumorale), vedi qui.
Gli autori, precisano che: “Riconosciamo che questi studi sono stati condotti su pazienti già con diagnosi di cancro, il che limita la loro capacità di fornire prove definitive per interpretare un potenziale nesso causale tra la vaccinazione con modRNA e lo sviluppo o la progressione di neoplasie maligne. Pertanto, questi risultati devono essere interpretati con cautela e sottolineano la necessità di ulteriori studi prospettici e molecolari specificamente progettati per valutare queste possibili connessioni.”
Il caso di studio
“Il caso riguarda una donna di 38 anni che ha ricevuto la seconda dose di Comirnaty® (Pfizer-BioNTech) nel luglio 2021. Prima della comparsa dei sintomi, conduceva uno stile di vita sano e praticava attività sportive come la pole dance e la ginnastica ritmica. Non vi sono precedenti familiari o fisiopatologici significativi. Precedenti esami di laboratorio, condotti in concomitanza con le sue attività sportive (nel 2016, 2017, 2019 – l’ultimo il 13 aprile 2021), non hanno evidenziato risultati degni di nota.”
Nel aprile 2021, durante un controllo sportivo, la giovane donna atletica sana mostrò lieve leucopenia occasionale (WBC 2450/μL, neutrofili bassi), non indagata ulteriormente. Ricevette la prima dose di Comirnaty® il 20 giugno 2021 senza problemi; il giorno dopo la seconda dose (20 luglio), sviluppò sintomi gravi: torcicollo, mascella bloccata, tinnito, nausea, febbre, mal di testa, sudorazione, insonnia e ipersensibilità.
Esami successivi (agosto-ottobre 2021) rivelarono neutropenia, linfocitosi, anemia lieve. La diagnosi reumatologica successiva evidenziò: polimialgia reumatica/vasculite post-vaccinale.
La PET del novembre 2021 mostrò iperassorbimento midollare diffuso e milza; biopsia midollare (1 dicembre) confermò sostituzione quasi totale (95%) da blasti B-linfoide precursore (TdT+, CD34+, CD79a+, PAX5+), diagnosticando leucemia/linfoma linfoblastico B (OMS).
Iniziò chemioterapia con remissione completa; mantenimento interrotto ottobre 2024 per effetti collaterali. Remissione confermata, ma recidiva del sistema nervoso centrale a gennaio 2025 (cellule linfoblastiche in liquor). La donna va in trattamento con miglioramento graduale e immunosoppressione.
Gli autori precisano che il caso suggerisce che “non si può escludere con certezza – se così fosse – che la somministrazione di Cominarty® non solo abbia accelerato, ma abbia anche contribuito alla trasformazione maligna definitiva, alla luce delle profonde interazioni sul sistema immunitario indotte dai prodotti modRNA.”
Considerazioni finali
Gli autori dello studio riassumono dicendo che: “Lo sviluppo e l’uso diffuso dei vaccini a mRNA hanno sollevato notevoli preoccupazioni a livello globale, causando eventi avversi e complicazioni sia in individui sani che in quelli con patologie preesistenti. Segnalazioni di un aumento dei casi di vari tipi di tumori, compresi quelli altamente aggressivi, e di recidive inaspettate dopo decenni di remissione, sono state indipendentemente rilevate da esperti di oncologia e ricercatori di tutto il mondo, con diverse pubblicazioni a sostegno di queste osservazioni [22, 28, 35, 55–60, 62–70, 72, 107]. Sebbene regolamentati come vaccini, i vaccini anti-COVID modRNA soddisfano anche la definizione di GTP (prodotti di terapia genica), che sono stati associati all’induzione di tumori [6]. È fondamentale comprendere i meccanismi alla base degli effetti cancerogeni dei vaccini modRNA COVID-19. Le alterazioni del sistema immunitario, il cambio di classe IgG4 e in particolare la soppressione delle cellule T, la diminuzione della produzione di IFN di tipo I (Interferone di tipo I, ndr), l’interferenza con i geni e le proteine oncosoppressori, anche attraverso potenziali meccanismi di mimetismo molecolare, l’inibizione dei meccanismi di riparazione del DNA, l’inibizione dell’apoptosi e la sovraespressione delle proteine della morte cellulare nelle cellule T, sono fattori chiave che facilitano la trasformazione neoplastica/oncogenica [78–80].”
Lo studio conclude suggerendo che:
“È quindi fondamentale eseguire valutazioni farmacodinamiche, farmacocinetiche e di genotossicità approfondite, nonché studi osservazionali basati sulla popolazione, al fine di valutare il potenziale rischio cancerogeno rappresentato dai vaccini genetici e comprenderne il meccanismo patogeno.”
Rifiuti di pubblicazione
“Lo studio, prima di essere finalmente accettato da Oncotarget, – lamentano gli autori – ha subito 15 invii e 16 rifiuti, ottenendo due volte l’accettazione formale da parte di Current Proteomics dopo la revisione tra pari e l’approvazione editoriale, ma alla fine è stato rifiutato due volte prima della pubblicazione. Tali revoche post-accettazione rappresentano un profondo tradimento dei principi della revisione tra pari che costituiscono da oltre un secolo il fondamento dell’editoria scientifica. Questo caso solleva serie preoccupazioni: se la ricerca dissidente scientificamente valida viene sistematicamente esclusa, la letteratura che ne deriva diventa selettivamente curata, costruendo artificialmente un “consenso” ed emarginando il legittimo discorso scientifico.”
Gli autori si chiedono quanti altri scritti hanno subito lo stesso ingiusto trattamento.
Chi sono i ricercatori:
Patrizia Gentilini: E’ medico oncologo ed ematologo con lunga esperienza clinica nel Servizio Sanitario Nazionale italiano (ha lavorato per oltre 30 anni nel reparto di Oncologia dell’Ospedale di Forlì). Si occupa di oncologia, prevenzione e rapporti tra fattori ambientali, farmaci e salute; è membro di ISDE Italia (medici per l’ambiente), Medicina Democratica e Fondazione Allineare Sanità e Salute. Independent Medical Scientific Commission (CMSi), Milano 20122, Italy
Janci C. Lindsay: E’ biologo molecolare (PhD in biochemistry and molecular biology), attiva in tossicologia e biologia molecolare. Dirige Toxicology Support Services, LLC (Texas, USA); ha pubblicato su meccanismi cellulari, immunologici e risposte biologiche ai vaccini (inclusi studi su vaccini genetici COVID-19 e potenziali effetti autoimmuni/infiammatori).
Nafuko Konishi: Osaka Metropolitan University School of Medicine, Osaka 545-0051, Japan. E’ medico giapponese con affiliazione universitaria (coinvolta in pubblicazioni e ricerche); si occupa di medicina interna, studi osservazionali e farmacovigilanza, con contributi su vaccini mRNA, effetti avversi post-vaccinazione e temi correlati (es. revisioni su evidenze note e ignote relative a SARS-CoV-2 mRNA vaccines).
Masanori Fukushima: Learning Health Society Institute, Nagoya 450-0003, Japan. E’professore emerito di oncologia (Kyoto University e altre istituzioni), con lunga carriera accademica, numerose pubblicazioni (centinaia, citate migliaia di volte) e expertise in ricerca clinica, translational research, valutazione critica di trial e health data science. È direttore/Chairman di centri come Translational Research Center for Medical Innovation e Learning Health Society Institute.
Panagis Polykretis: E’ biologo strutturale e molecolare (esperto in biologia strutturale, biophysica e analisi critica di dati biomedici). Ha pubblicazioni su vaccini mRNA, meccanismi di antigen presentation, biodistribuzione e potenziali rischi; è corresponding author dello studio “Exploring the potential link between mRNA COVID-19 vaccinations and cancer” (Oncotarget, 2026), insieme agli altri autori menzionati. “Allineare Sanità e Salute” Foundation, Milano 20131, Italy e Independent Medical Scientific Commission (CMSi), Milano 20122, Italy
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