Il 14 ottobre, in Europa, si vota per far scansionare a un algoritmo tutti i messaggi che inviamo attraverso le chat. Qualsiasi chat. WhatsApp, Telegram, perfino Signal.

Ma le chat sono da tempo criptate.
E allora loro vogliono vederle PRIMA. Vederle TUTTE. Per controllare che non stiate facendo i cattivi.

Voi scrivete un messaggio, mandate una foto, un video, un link… e l’algoritmo per prima cosa lo guarda, lo analizza, lo valuta e decide se sia legittimo.

Perché? Il motivo è nobile: proteggere i bambini dalla pedopornografia.
E chi potrebbe mai non essere d’accordo?

 

Dalla medicina predittiva alla censura preventiva

Vi ricordate che ieri abbiamo parlato del monitoraggio preventivo della salute, della medicina predittiva assistita dall’intelligenza artificiale, che potrebbe portarci a essere medicalizzati alla nascita per malattie che potremmo non avere mai?

Avevamo paragonato tutto questo alla Pre-Crime di Minority Report, dove si veniva arrestati per crimini ancora neppure commessi.

In fondo, bisogna riconoscere una certa coerenza a questi signori, perché ora vogliono far decidere a un algoritmo se hai il diritto di scrivere il messaggio che stai componendo… prima ancora di inviarlo!

Metti che vuoi scambiarti messaggi infuocati con la tua fidanzata. Metti che vuoi mandare i tuoi dati bancari a un amico. Metti che stai inviando un video come questo, che contiene parole critiche…

Ebbene, “qualcosa” lo leggerà, e prima che questo messaggio parta dovrai avere il suo permesso.

 

L’assurdo dei falsi positivi

Avete presente quanti falsi positivi abbiamo sui social, quando postiamo un contenuto?
Immaginate di dover chiedere il controllo umano ogni volta che volete scrivere alla vostra ragazza: “Hey BIMBA! Che ti farei…”.

O di ricevere un messaggio da WhatsApp che dice:

Dopo riesame, abbiamo stabilito che la foto che hai inviato di te stesso rispetta i nostri requisiti… Anche se le tue ‘dimensioni’ sono un po’ scarsine.

 

I diritti fondamentali sotto attacco

Ma come la mettiamo con la Convenzione sui Diritti Umani, che dice che “tutti hanno diritto al rispetto della corrispondenza”? E con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che afferma che “ogni persona ha il diritto al rispetto delle sue comunicazioni”? E come la mettiamo con il GDPR, che parla tanto di protezione della privacy?

La realtà è che si stanno preparando alle prossime elezioni europee, che prima o poi ci saranno di nuovo. E allora meglio portarsi avanti, così diffondere contenuti critici nei confronti di Ursula – ad esempio – sarà più difficile.

 

Dall’anonimato online alla carta d’identità digitale

Per tutelare i bambini — dicono — vogliono passare ogni aspetto delle vostre comunicazioni ai raggi X.
E intanto, in Inghilterra, stanno chiedendo la carta d’identità per chiunque navighi sul web.

Un progetto che arriva da lontano.
Pensate che in Italia ci aveva già provato Gabriella Carlucci, la showgirl, con una proposta di legge che diceva:

“È fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma, in maniera anonima.”

Già sedici anni fa, voleva la carta d’identità obbligatoria anche solo per lasciare un semplice commento in rete.

 

La battaglia per la libertà digitale

Intendiamoci: la pedopornografia va combattuta fino alla morte. Ma forse ci sono metodi più intelligenti di questo.

Forse non bisognerebbe approfittarne per sottoporre tutti i popoli europei al più grande sistema di tracciamento di massa del pensiero, a un meccanismo di censura preventiva che neanche nell’Unione Sovietica dei tempi d’oro.

All’epoca (nel 2009) avevamo fatto tanto rumore, e avevano lasciato perdere. In Inghilterra, oggi, stanno scatenando l’inferno. E noi, oggi? Ci siamo rammolliti?

Perché, sia chiaro: una volta implementate queste tecnologie, poi si fa in un attimo a prenderle e copiarle in massa, utilizzandole in tantissimi altri contesti. Non ci sarà più un solo ambito comunicativo che non verrà scandagliato preventivamente, per essere sottoposto a un processo autorizzativo.

Orwell sarà una passeggiata, al confronto.

 

Cosa possiamo fare

Fatevi un favore. Andate sul sito fightchatcontrol.eu, mettete la lingua italiana se è in inglese, cliccate su “Contatta i tuoi eurodeputati”, e chiedetegli di votare contro.

Un po’ di pressione funziona sempre.
O almeno, ci proviamo.

Fonte: Byoblu

 


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