Recensione del libro appena uscito:

Chiara Chiessi, Fabio Fuiano, Florio Scifo (a cura di), Una difesa della vita senza compromessi. Per minare l’ideologia pro morte dalle fondamenta, Aracne Editrice, 2020, pp. 332, euro 16,00. Con saggi di: Pierluigi Pavone, Giuseppe Noia, Fabio Fuiano, Massimo Micaletti, Giacomo Rocchi, Simone Barbieri, Giorgia Brambilla, Francesco Scifo, Florio Scifo, Maria Chiara Prete, Chiara Chiessi.

Pubblicata sul sito dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa.

 

libro-Una-difesa-della-vita-senza-compromessi

 

di Silvio Brachetta

 

Gli “Universitari per la Vita” (Associazione Upv) hanno capito, da subito, che la formazione è il supporto indispensabile ad ogni attività o iniziativa a favore della vita e della famiglia. A fondamento di tutto è necessaria una robusta pubblicistica, perché – lo scrivono nel sito dell’Associazione – «solo l’approfondimento e lo studio possono cambiare la cultura nella quale viviamo». Senza formazione, insomma, l’impegno rischia di rimanere completamente sterile.

E così, accanto alle proposte di lettura, esce ora un volume curato direttamente dagli Upv, sul tema gigantesco della vita umana e fino a che punto essa sia oggi minacciata, specialmente nelle sue fasi di maggiore debolezza. Per tutto il XX secolo la morte ha colpito, per lo più, individui già formati e in salute, per mezzo di guerre, carestie o epidemie. Nel nuovo secolo, il totalitarismo ha voluto espandere la mattanza, con il coinvolgimento d’inermi non ancora nati (aborto, contraccezione) e in età avanzata (eutanasia). Ma ciò non è sembrato sufficiente e l’uomo continua a colpire se stesso, fino al midollo della sua essenza, negando persino i concetti di maschio e femmina (questione del gender).

Il docente Furio Pesci, nella Prefazione, equipara il mondo odierno alla società vagheggiata da Aldous Huxley: una tecnocrazia cieca, nella quale «gli esseri umani non nascono più», ma sono «fabbricati». Si tratta del progetto di un mondo, in via di realizzazione, dove regna la solitudine, l’egoismo, lo sfascio della famiglia, il suicidio.

Il contributo degli Upv – scrive Pesci – non si limita allo studio universitario personale, ma include la testimonianza sul «senso della vita, della sua inviolabilità, riconosciuto nella sua verità», contro le «strumentalizzazioni ideologiche e tecnocratiche» della civiltà contemporanea.

Chiara Chiessi, fondatrice degli Upv e curatrice dell’opera, ha l’intenzione di creare una sinergia tra docenti e studenti universitari per un motivo semplice e primario: come tutte le ideologie, anche questo mortifero totalitarismo si serve dell’«ignoranza», per una più ampia diffusione e per ridurre al minimo gli ostacoli sul cammino. E «l’ignoranza – afferma Chiessi – si sconfigge solo con la conoscenza». C’è, insomma, una verità da difendere e da ribadire, prima di ogni altra iniziativa.

Il volume è strutturato bene, perché parte dalle fondamenta, ovvero dall’antropologia, con il saggio di Pierluigi Pavone. È ripercorsa la storia del pensiero umano, circa l’uomo, da Platone alle filosofie moderne. Giuseppe Noia tratta dell’embrione e dei suoi diritti, contrastando le tesi antiscientifiche per cui l’individuo non ancora nato è solo un grumo di cellule. Sullo stesso argomento, Fabio Fuiano rigetta l’ipotesi di un embrione considerato come «alieno», «parassita» o «tumore», dal punto di vista filosofico, ma anche su basi biochimiche e biofisiologiche.

L’approccio giurisprudenziale ai temi della vita è curato da Massimo Micaletti e Giacomo Rocchi, che trattano di leggi ingiuste e obiezione di coscienza.

Simone Barbieri e Giorgia Brambilla ritornano, poi, sulla questione prenatale (ossia sul feto) per ciò che riguarda l’aborto e la mentalità eugenetica. Nei saggi successivi c’è un’ampia disamina su altri temi bioetici: fecondazione artificiale, legge sulle DAT, ventilazione polmonare, indisponibilità della vita umana, ambientalismo e malthusianesimo.

Il mondo pro-vita è – dunque e nonostante tutto – presente e operante in modo stabile, almeno nel nostro Paese. Il Movimento degli Universitari per la Vita accanto al neo-costituito Liceali per la Vita, secondo quanto scrivono Chiara Chiessi e Florio Scifo, sono attivi su molti fronti. Manifestazioni, conferenze, pubblicistica, interventi a livello politico: tutto l’agire umano fa parte della cultura. Anche della cultura considerata minoritaria dal conformismo odierno, perché «Dio si serve degli strumenti più piccoli per compiere le imprese più grandi».

 

 

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