Senato della Repubblica italiana
Senato della Repubblica italiana

 

 

di Comelli Lucia

 

Il Senato, con voto segreto, ha bocciato martedì la legge Zan. Come il senatore Pillon (si veda il video sottostante), anche gli autori di questo blog, che hanno scritto innumerevoli articoli sul tema, tirano un bel respiro di sollievo perché, ferma restando l’importanza di fermare ogni discriminazione e violenza, sono convinti che quella fosse una legge sbagliata, una legge che sotto il pretesto della parità e del rispetto, in realtà, voleva imporre una tesi folle per la quale maschi o femmine sono solo concetti culturali e in realtà ciascuno può scegliere di essere ciò che vuole. Il Ddl Zan voleva inculcare questo assunto della ‘fluidità di genere’ nei bambini di tutte le scuole italiane (anche cattoliche) di ogni ordine e grado con la Giornata dell’omotransfobia e voleva mettere un bavaglio sulla bocca di tutti i cittadini italiani, che non avrebbero più potuto parlare liberamente contro l’utero in affitto, contro l’adozione e il matrimonio gay. Dobbiamo questa vittoria inaspettata al lavoro silenzioso di tantissime persone che hanno fatto conoscere ad amici e conoscenti i reali contenuti e quindi la pericolosità di questo disegno di legge e anche al sostegno spirituale di tante persone da tutta Italia e anche da alcuni Paesi europei che hanno pregato perché le coscienze dei senatori fossero toccate nel profondo e l’Italia restasse baluardo delle radici cristiane che hanno animato la civiltà occidentale. Nonostante la massiccia campagna mediatica a favore della legge, la maggioranza silenziosa del nostro Paese ha trovato qui in Senato una sua rappresentanza. Ieri abbiamo visto che l’Italia può essere ancora un luogo in cui i valori cristiani e i valori della famiglia, i valori della mamma e del papà e di tutte le relazioni familiari sane e belle delle quali ciascuno di noi è coinvolto, possono ancora trovare spazio e diritto di cittadinanza.  Questa scelta di campo che l’Italia ha fatto non è una sconfitta per nessuno: tuteliamo la dignità e la libertà di ogni essere umano in quanto tale, senza alcuna discriminazione e senza fare categorie, come purtroppo rischiava di fare il Ddl Zan. Nessuno si senta escluso da questa gioia: sapendo che le radici del nostro paese sono salde e capaci di dare ancora frutti preziosi, possiamo guardare al futuro con grande speranza.

 

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