Ricevo da un sacerdote e volentieri pubblico.

Santuario di caravaggio

Santuario di caravaggio

 

 

di Un sacerdote

 

«L’evento non era in diretta, ma andava vissuto in diretta». Così per l’atto di affidamento non affidamento alla Vergine Maria al santuario di Caravaggio del 1 maggio 2020 (chiedo scusa, 27 aprile).

Caro Sabino, sono trasecolato (e, come ho visto dalle reazioni, non sono solo) ma non dovrei stupirmi, visto che ormai il soggettivismo conoscitivo è la base della svariata ma univoca teologia progressista e modernista che domina l’orizzonte ecclesiastico. Insomma, fantasia al potere, ma non esercitata stile Esercizi di sant’Ignazio per rimemorare il Fatto di Cristo accaduto una volta per tutte come eterna presenza per me oggi, ma per recuperare nell’oggi un qualcosa accaduto qualche giorno prima, cercando di renderlo (direi disperatamente) attuale. Ma purtroppo, come dice la canzone, “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o ppassato, Simme ‘e Napule, paisà!”. Sostituire la tanto struggente parola “Napule” con la poco coerente parola CEI. Insomma, non memoria viva, ma morto passato. Non Risurrezione dai morti, ma rievocazione spiritistica del caro estinto. Io però un’immaginazione me la farei venire, stile Imagine di Lennon: “Immagina una Chiesa italiana senza CEI”.

In definitiva, se questa è la risposta che viene dalle parti della CEI o di chi per lei (non fa molta differenza), io, che pure ci campo con l’ 8 per mille, suggerisco di rispondere così: cara CEI l’ 8 per mille d’ora in poi ve lo dovete immaginare! Non voglio immaginare cosa penseranno …

Chissà se il Giudizio Universale sarà in differita …

 

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