di Lucia Comelli

 

Fu Papa Pio IX l’8 dicembre 1854 a sancire con la costituzione dogmatica Ineffabilis Deus, che la Vergine Maria – colmata di grazia da Dio – era stata preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento[1]. Passata in rassegna la tradizione della Chiesa in merito all’Immacolata, una festività da molti secoli celebrata anche dalla Chiesa ortodossa, e richiamato l’assenso dato nel 1849 dai vescovi cattolici di tutto il mondo a questa verità di fede, il Pontefice proclama solennemente nel documento la dottrina per cui: La beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale”.

Roma: la Colonna dell'Immacolata
Roma: la Colonna dell’Immacolata

La Verità di questo dogma ricevette la sua più alta conferma Il 25 marzo 1858, giorno dell’Annunciazione, quando – apparendo per la sedicesima volta a Bernadette Soubirous – la bellissima ‘Signora vestita di bianco’ le svelò finalmente chi Ella fosse: “Io sono l’Immacolata Concezione”.

Nel frattempo l’8 dicembre del 1857 Papa Pio IX aveva inaugurato a Roma in Piazza Mignanelli (accanto a Piazza di Spagna) il monumento dell’Immacolata: Pio XII dava poi inizio alla consuetudine di inviare, ogni successiva ricorrenza, un mazzo di fiori da deporre ai piedi della statua.

Papa Giovanni XXIII vi recò personalmente – nel 1958 – un cesto di rose bianche, per poi andare in visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. Una modalità di celebrare la festività ripresa dai suoi successori[2].

Da poco Pontefice, il Papa mariano per eccellenza, Giovanni Paolo II – facendo propria la tradizione dell’omaggio floreale –  si rivolgeva l’8 dicembre del 1979 alla Vergine con spontaneità filiale:

“Veniamo oggi in questo luogo soprattutto noi Romani, abitanti di questa città, che la Provvidenza Divina ha scelto ad essere la sede di Pietro e dei suoi Successori… Veniamo tutti, anche se non siamo qui tutti presenti fisicamente … Accoglici, così come siamo, qui accanto a te, in questo annuale incontro! Guarda nei nostri cuori! Accogli le nostre sollecitudini e le nostre speranze! Aiutaci, tu, piena di Grazia, a vivere nella Grazia, a perseverare nella Grazia e, se fosse necessario, a ritornare alla Grazia del Dio Vivente, che è il più grande e soprannaturale bene dell’uomo …”.

Lourdes, Nella grotta delle apparizioni
Lourdes, Nella grotta delle apparizioni

Il Santo Papa aveva poi spiegato, nel corso dell’Angelus dell’8 Dicembre 1999, il profondo significato di questa ricorrenza: Ad ogni uomo, quali che siano le sue condizioni, l’Immacolata ricorda che Dio lo ama in modo personale, che vuole solo il suo bene e lo segue costantemente con un disegno di grazia e di misericordia, che ha avuto il suo culmine nel sacrificio redentore di Cristo. La vicenda di Maria rimanda a Gesù Cristo, unico Mediatore di salvezza, e aiuta a guardare all’esistenza come ad un progetto d’amore, al quale occorre cooperare con responsabilità. Maria è modello non solo della chiamata, ma anche della risposta. Ella infatti ha detto “sì” a Dio, all’inizio ed in ogni successivo momento della sua vita, seguendone pienamente la volontà, anche quando questa risultava per Lei oscura e difficile da accettare”.

All’Immacolata Concezione San Giovanni Paolo II avrebbe dedicato infine, nel 2003 – iniziando il cammino verso il cento cinquantesimo anniversario del dogma – la seguente preghiera: 

Regina della pace, prega per noi!

Nella festa della tua Immacolata Concezione torno a venerarti, o Maria,

ai piedi di quest’effigie, che da Piazza di Spagna consente
al tuo sguardo materno di spaziare su questa antica,
e a me tanto cara, città di Roma.

Sono venuto qui, stasera, a renderti l’omaggio
della mia devozione sincera. E’ un gesto nel quale
si uniscono a me, in questa Piazza, innumerevoli romani,
il cui affetto mi ha sempre accompagnato
in tutti gli anni del mio servizio alla Sede di Pietro…

Regina della pace, prega per noi!

A Te si volge il nostro sguardo con più forte trepidazione,
a Te ricorriamo con più insistente fiducia
in questi tempi segnati da non poche incertezze e timori
per le sorti presenti e future del nostro Pianeta.

A Te, primizia dell’umanità redenta da Cristo,
finalmente liberata dalla schiavitù del male e del peccato,
eleviamo insieme una supplica accorata e fidente:
Ascolta il grido di dolore delle vittime
delle guerre e di tante forme di violenza,
che insanguinano la Terra.

Dirada le tenebre della tristezza e della solitudine,
dell’odio e della vendetta.
Apri la mente e il cuore di tutti alla fiducia e al perdono!

Regina della pace, prega per noi!

Madre di misericordia e di speranza,
ottieni per gli uomini e le donne del terzo millennio
il dono prezioso della pace:
pace nei cuori e nelle famiglie, nelle comunità e fra i popoli;
pace soprattutto per quelle nazioni
dove si continua ogni giorno a combattere e a morire.

Fa’ che ogni essere umano, di tutte le razze e culture,
incontri ed accolga Gesù,

venuto sulla Terra nel mistero del Natale

per donarci la “sua” pace.

Maria, Regina della pace, donaci Cristo, pace vera del mondo!

 

 


[1] Per essere la Madre del Salvatore, Maria «da Dio è stata arricchita di doni degni di una così grande missione» … Questi «splendori di una santità del tutto singolare» di cui Maria è «adornata fin dal primo istante della sua concezione» 140 le vengono interamente da Cristo: ella è «redenta in modo così sublime in vista dei meriti del Figlio suo». 141 Più di ogni altra persona creata, il Padre l’ha «benedetta con ogni benedizione spirituale, nei cieli, in Cristo» (Ef 1,3). In lui l’ha scelta «prima della creazione del mondo, per essere» santa e immacolata «al suo cospetto nella carità» (Ef 1,4). Catechismo della Chiesa Cattolica, 490, 492.

[2] Laura De Luca, I Papi del passato e la festa dell’Immacolata – Vatican News, 7 dicembre 2019

 

 

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