
di Sabino Paciolla
In un accordo definito epocale, il Texas Children’s Hospital (TCH), il più grande ospedale pediatrico degli Stati Uniti, ha siglato un’intesa con il Dipartimento di Giustizia federale e il Procuratore Generale del Texas Ken Paxton. L’ospedale dovrà licenziare cinque medici accusati di aver eseguito procedure di “affermazione di genere” sui minori e istituire la prima clinica di detransizione del Paese per assistere le vittime di tali interventi. E’ quanto riporta Dooug Mainwaring in un suo articolo apparso su Lifesitenews.
L’accordo prevede l’impegno formale del TCH a cessare definitivamente la somministrazione di bloccanti della pubertà e di ormoni del sesso opposto ai bambini. L’ospedale pagherà inoltre oltre 10 milioni di dollari tra risarcimenti danni e sanzioni civili, destinando ulteriori risorse alla cura dei minori danneggiati dalle precedenti pratiche.
«Oggi è un giorno epocale nella lotta per fermare il movimento transgender radicale», ha dichiarato il Procuratore Generale Ken Paxton. «Questo accordo storico riflette un cambiamento culturale istituzionale e fondamentale che si allontana dall’ideologia ‘di genere’ radicale. Oltre ad aiutare a fondare la prima Clinica di Detransizione in assoluto e a garantire milioni di dollari, questo accordo assicurerà che i folli mutilatori di bambini che hanno fatto del male ai nostri figli vengano licenziati e chiamati a rispondere delle loro azioni».
Paxton ha aggiunto: «Mi congratulo con il Texas Children’s Hospital per aver cambiato rotta e per essersi impegnato a essere parte della soluzione, accettando di creare una clinica di de-transizione, la prima nel suo genere».
Anche il Dipartimento di Giustizia ha espresso soddisfazione. «Il Dipartimento di Giustizia userà ogni arma a sua disposizione per porre fine alla pratica distruttiva e screditata della cosiddetta ‘cura di affermazione di genere’ per i bambini», ha affermato il procuratore generale ad interim Todd Blanche.
L’intesa arriva grazie alle denunce del dottor Eithan Haim e dell’infermiera Vanessa Sivadge, supportate dal giornalista Christopher Rufo. «Il TCH ha chiuso il suo programma di medicina di genere, licenziato i medici che eseguivano gli interventi chirurgici e istituito la prima clinica di detransizione in assoluto in America», ha commentato Rufo, sottolineando che «il denaro è la parte meno importante dell’accordo».
Questo provvedimento rappresenta un significativo cambio di rotta istituzionale nella controversa questione delle transizioni di genere in età pediatrica, ponendo al centro la protezione dei minori e la responsabilità dei professionisti sanitari.
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