Il card. Filoni (a sinistra) e il card. Zen (a destra) Credit: Bohumil Petrik/CNA

Il card. Filoni (a sinistra) e il card. Zen (a destra) Credit: Bohumil Petrik/CNA

 

di Sabino Paciolla

 

Il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, e un vescovo di nomina cinese si sono espressi questa settimana separatamente a sostegno dell’accordo Vaticano-Cina per la promozione dell’unità. Il cardinale Joseph Zen, sul suo blog, ribatte al card. Filoni prendendo spunto da una lunga intervista che il card. Filoni aveva rilasciato all’Osservatore Romano il 2 febbraio scorso.

Vi riporto, facendo un collage, alcuni brani dalla intervista del card. Filoni (mia la traduzione), e le relative osservazioni del card. Zen.

 

Il card. Filoni aveva detto:

“La Chiesa è nata in Cina da un’evangelizzazione unica; una fonte di acqua dolce è fluita e ha lasciato chiaramente la sua impronta. Poi, a causa di eventi storici, è stato come se un grosso masso fosse caduto da una montagna e avesse interrotto il flusso dell’acqua; una parte dell’acqua scorreva sottoterra, mentre l’altra parte continuava a girare e rigirare in superficie. In questi ultimi venticinque o trent’anni, abbiamo iniziato a parlare di un viaggio che potrebbe aiutarci a riscoprire l’unità delle due correnti”.

 

A questo il card. Zen risponde:

Si parla di una corrente d’acqua. Mi pare che la realtà sia un pò più complicata. Le correnti sono due, quella dell’acqua fresca della fede e quell’altra di acqua inquinata (fin dal libro di Genesi).

Per molti anni la corrente dell’acqua fresca della fede in Cina riusciva a mantenersi sia alla superficie sia sotto terra. Ma purtroppo a poco a poco quell’altra riuscì a coinquinarla in gran parte. Una strategia di arrendevolezza ha indebolito le energie della fede. Opportunisti si prestarono a collaborare con le forze che mirano a distruggere la vera fede.

Il card. Filoni continua:

Non si tratta di stabilire chi vince o chi perde, chi ha ragione o torto. Nei sessant’anni dalla creazione dell’Associazione patriottica, tutti, forse in modo disuguale e drammatico, hanno sofferto, sia in senso fisico che morale. Né si può ignorare l’angoscia interiore di coloro che hanno aderito o sono stati vincolati dal principio di “indipendenza” e quindi hanno portato a una rottura dei rapporti con la Sede apostolica”.

 

A questa osservazione, il card. Zen replica:

(come suona umile questo Vescovo, più di una volta lodato da Sua Eminenza, ma ebbe una volta a dire che noialtri non abbiamo diritto di parlare a nome della Chiesa in Cina!?)

Sono tutte belle espressioni per offuscare la verità, la verità è che ci siamo noi, e ci sono loro. “Noi e loro” come ha sempre insistito Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto.

“Noi e loro” non è storia passata, è la realtà ancora oggi, non c’è una bacchetta magica che possa farla scomparire, neanche l’ottimismo di Papa Francesco. Card. Filoni e Card. Parolin, lo sanno molto bene.

Altrimenti dovrebbero togliere dal breviario il cantico di Zaccaria che ogni mattina recitiamo: “…Dio…ha suscitato per noi una Salvezza potente…salvezza dai nostri nemici e dalle mani di quanti ci odiano”.

Nei Vespri recitiamo il Magnificat, dove si dice: “…ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi…ha rovesciato i potenti dai troni…”.

 

Il card. Filoni fa sue le parole di Papa Francesco nel messaggio ai cattolici cinesi:

“l’Accordo provvisorio [….] è il risultato di un lungo e complesso dialogo istituzionale tra la Santa Sede e le autorità cinesi avviato da san Giovanni Paolo II e proseguito da papa Benedetto XVI.”

 

E il card. Zen osserva:

La Santa Sede vuol presentare il dialogo con la Cina come un processo omogeneo da Giov. Paolo II, attraverso Benedetto fino e Papa Francesco. Non fu così, Giov. Paolo II e Benedetto, con la loro esperienza vissuta sotto i regimi totalitari, non hanno mai creduto alla teoria dell’Ostpolitik (si vedano le pag. 161-162 del libro “Ultime Conversazioni”).

Anche se noi siamo stati tenuti nell’oscuro, con ragione possiamo credere che l’Accordo di oggi deve essere lo stesso che Papa Benedetto a quel tempo aveva rifiutato di sottoscrivere (Di lì una grande svolta che, purtroppo, si interrupe, quando il Papa si sentì mancare le forze fisiche e coraggiosamente rimise l’ufficio petrino nelle mani di Dio).

Con la scelta di Parolin come suo Segretario di Stato Papa Francesco diede opportunità al gruppo di potere nella Curia di riprendere il loro progetto dell’Ostpolitik. Sotto Papa Benedetto agivano contrariamente alla linea del Papa, ora assecondando Papa Francesco nel suo ottimismo, lo spingono pericolosamente verso un facile cedimento, nascondendo l’orribile faccia del comunismo cinese che essi ben conoscono.

 

Dice il card. Filoni:

“pur condividendo alcune delle preoccupazioni espresse da molte parti a causa delle difficoltà che ancora permangono e di quelle che possono sorgere durante il cammino, sento che all’interno della Chiesa cattolica in Cina c’è una grande attesa di riconciliazione, di unità e di rinnovamento per una più decisa ripresa dell’opera di evangelizzazione”.

 

A questo, il card. Zen risponde:

È vero che c’è in Cina un grande desiderio dell’unità, di tornare alla normalità. Ma la situazione è cambiata? Il Governo ha rinunciato al completo controllo delle religioni? È disposto a rispettare la vera libertà religiosa? Quattro anni fa dicevo a Papa Francesco, “una Chiesa indipendente è già oggettivamente scismatica” ed egli disse: “certo (of course).”

 

Ad un certo punto il card. Filoni dice:

“Nel contesto attuale, possiamo dire che sono stati fatti sforzi per alleviare le sofferenze. È un compito impegnativo e richiederà il contributo di tutti per realizzarlo pienamente.”

 

Il card. Zen ribatte:

Proprio adesso? Le energie (sforzi, ndr) sono state enormemente assottigliate in questi ultimi vent’anni!

Sì, le energie (sforzi, ndr) devono venire da tre parti: la Santa Sede, la Chiesa in Cina ed il governo. Con un governo sempre più intento ad un completo controllo delle religioni, con la Santa Sede sempre più cedevole, che cosa si può aspettare dalla Chiese in Cina? È faticoso anche il puro soppravivere! Vengono ora richiesti di prendersi la responsabilità di scegliere buoni vescovi…perfino di essere la voce profetica nel criticare le ingiustizie nella società!? C’è da domandarsi: da quale pianeta sono discesi i nostri dirigenti a Roma? Quella Cina di cui parlano esiste solo nei loro sogni. “Un grido è stato udito in Rama…” (Mt 2,13-18) È possibile che non sia arrivato a loro il coro di dolorosi lamenti?

 

All’invito del card. Filoni:

“C’è soprattutto la necessità di ricostruire la fiducia, forse l’aspetto più difficile, verso le autorità ecclesiastiche e civili incaricate di questioni religiose, nonché tra le correnti ecclesiali cosiddette ufficiali e non ufficiali. Non si tratta di stabilire chi vince o chi perde, chi ha ragione o torto”.

 

Il card. Zen risponde:

La cosa più incredibile è l’invito ad avere fiducia nel Governo! Le informazioni sulle misure recenti di oppressione mancano ai nostri superiori nel Vaticano? Oppure, avendo fatto sparire alla chetichella la Commissione per la Chiesa in Cina, credono si poter fingere di non avere quelle informazioni?

Dal 22 settembre sono passati dei giorni, possono dirci i signori del Vaticano che cosa abbiamo guadagnato con quell’Accordo? È vero che i communisti cinesi hanno finalmente riconosciuto l’autorità del Papa? Il portavoce dell’Associazione Patriotica e della Conferenza episcopale non ha pubblicamente dichiarato che manteranno fermo il prinicipio della Chiesa indipendente e che seguiranno la guida del Partito? Non hanno solennemente celebrato il sessantesimo Anniversario delle prime ordinzaioni episcopali illegittime?

L’unica notizia buona di cui siamo grati a Sua Eminenza è che la Santa Sede non ha ancora acconsentito che i clandestini siano forzati ad entrare nella “gabbia” (cioè nella situazione definita dall’accordo che viene vista da Zen come una “gabbia” semplicemente più grande rispetto alla situazione precedente, ma pur sempre una “gabbia”, ndr). Ma per quanto tempo ancora? Non c’è pericolo che si ceda anche su questo punto? Chiediamo un miracolo dal cielo.

 

Infine, il card. Filoni dice:

“capisco i dubbi, capisco la perplessità e, a volte, li condivido persino. Tuttavia, non condivido l’atteggiamento di coloro che, pur avendo le loro legittime riserve, non solo non si sforzano di capire le opinioni altrui, ma soprattutto corrono il rischio di sfuggire alla sincronia all’interno della nave di Pietro”.

 

Ed a questa osservazione il card. Zen risponde:

Sua Eminenza ammette che si possano avere legittime riserve su quel che fa la Santa Sede, ma intanto mi biasima per non remare in sintonia nella barca di S. Pietro.

Mi pare che un semplice fedele può anche solo obedire, ma noi cardinali non dobbiamo anche consigliare il Papa, faccendogli vedere i pericoli, aiutantolo ad evitare gli errori? Altrimenti saremo dei cani inutili che non abaiano quando devono!

 

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Qui la distruzione di due santuari mariani con le ruspe subito dopo l’Accordo Cina-Vaticano:

 

Qui la distruzione con la dinamite di una grande chiesa cinese il 09.01.2018:

 

 

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