Un lettore mi scrive.

 

sacerdoti-LGBT-in-Germania

 

Vorrei contribuire al plurale dibattito sul tema del rapporto tra cattolici ed Lgbt su cui è particolarmente impegnato una parte considerevole del mondo cattolico. Poco tempo fa i coniugi che coordinano il progetto dei Focolarini sui figli Lgbt hanno così affermato, in una intervista su Avvenire: <Il riferimento rimane l’obiettivo espresso al n. 250 di Amoris Laetitia perché tutti indipendentemente dal loro orientamento sessuale possano “realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita”>. A questa affermazione non può non far seguito, a mio avviso, se non si vuol restare eternamente nell’equivoco, la seguente domanda: “come realizzare la volontà di Dio nella vita degli omosessuali?”. Papa Francesco, sia nel corso della citata Esortazione Apostolica, sia, soprattutto, in interviste in merito, ha sempre affermato che “Amoris Laetitia” non intende toccare il Magistero della Chiesa, che resta immutato a riguardo, ma ha solo una finalità pastorale che è appunto quella di accogliere tutte le persone, a maggior ragione quelle che hanno un orientamento sessuale diverso poiché potrebbero sentirsi escluse o rifiutate dalla Chiesa. Così come, richiede un chiarimento, l’altra affermazione molto frequente nel mondo cattolico e sostanzialmente vera, dei su citati coniugi e che conclude l’intervista: “… Dio ci ama immensamente così come siamo”. Perché un chiarimento? Perché Dio, sicuramente, ama anche il peggiore dei delinquenti così com’è nella sua debolezza di incallito peccatore, in quanto Persona che nella sua libertà di figlio di Dio può, pentendosi, salvarsi e divenire persino un santo e tante sono le testimonianze a riguardo. Ma appunto questo è il problema. Non precisare la seconda parte, implicita nella affermazione, può creare grossi problemi alla Chiesa e alla Società. La chiarezza su questo punto è fondamentale. Cristo ha detto alla peccatrice: “…Anch’io non ti condanno, va e non peccare più!”. Ecco! La seconda parte della frase di Gesù è fondamentale per uscire dall’equivoco in cui hanno deciso di cacciarsi oggi, magari in perfetta buona fede, tanti cattolici e ultimamente anche i Focolarini. Infatti, sia nella citazione di Amoris Laetitia, sia nell’ultima frase dei coniugi, che è molto utilizzata un po’ in tutti i gruppi ecclesiali di oggi, questa seconda parte indispensabile per la chiarezza della frase resta adombrata, non detta, non precisata. Come mai? È data per scontata o si teme di perdere chi si cerca di avvicinare, come, si dice abbia fatto all’inizio Padre Ricci che agli indigeni nascondeva la Croce per non impressionarli subito? Ma, comunque sia, forse oggi col dilagare dell’omosessualismo, frutto del diffondersi progressivo soprattutto nelle scuole dell’ideologia gender, non sarebbe il caso di essere più chiari? Tanto, i nodi, prima o poi, vengono al pettine e bisognerà scegliere, una volta per tutte, se dire seriamente la seconda parte e pretendere che almeno ci sia l’intenzione di “non peccare più”, oppure sposare, come sembra fare nella confusione generale, qualche frangia avanguardista della Chiesa, anche ad alti livelli, l’ideologia gender e dire che il sesso assegnato in natura non è determinante, che è il genere che determina le scelte ed essere omosessuali è una scelta come tante. Oppure, se sostenere la tesi, pare scientificamente poco sostenibile, che essere omosessuali sia determinato dalla natura. O ancora pensare che sia una scelta che sia in qualche modo determinata sia dalla natura che dall’ambiente (usiamo i termini natura e ambiente nella complessiva accezione della scienza psicologica). Ma attenti perché, soprattutto quest’ultima opzione, che sembra la più plausibile, richiede molta cautela, competenza e il saper distinguere quanto viene da una presunta natura e quanto dall’ambiente. E proprio tale opzione – la più legittima – potrebbe, forse dovrebbe, spingere tutti noi educatori, laici e credenti, a chiederci se non sia il caso, anche sempre più urgente, di cercare di preservare i giovani dall’influenza dilagante dell’ideologia gender. Tanto più considerando che nei Paesi in cui essa è stata adottata, anche nelle scuole, i casi di “transgenderismo” si sono più che quadruplicati; come in Inghilterra, dove sono stati costretti a togliere ogni riferimento all’ideologia gender dai programmi delle scuole. Quindi, accoglienza senza se e senza ma nei confronti degli omosessuali, anche, ovviamente, da parte dei cattolici, ma – e pare sia sempre più urgente e purtroppo altrettanto disatteso – nella ormai sempre più indispensabile e ineludibile chiarezza

Giuseppe Bruno (Dirigente Scolastico in pensione)

 


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