lotta greco romana

 

 

di Giuliano Di Renzo

 

Lunedì sera il TG Uno ha ricordato che nell’antica Grecia durante le Olimpiadi venivano sospese tutte le guerre (tra greci). 

Verissimo, ma le Olimpiadi nell’antica Grecia non erano, come sono per noi oggi, semplici manifestazioni sportive, bensì manifestazioni religiose durante le quali l’oicumene ellenica ritrovava la sua unità nella celebrazione dei morti antichi eroi, tutelari della stirpe. 

Non si concepiva l’ateismo, e la religione era valore e bene costitutivo dello stato. Se si tenesse presente questo tanti fraintendimenti di prospettive storiche e falsi giudizi dovuti a ignoranza si eviterebbero.

Nessuno però ricorda – non sia mai! – che nel Medioevo fu la Chiesa a imporre regole che limitassero i conflitti solo a certi periodi dell’anno e fuori di essi restavano assolutamente proibiti. 

Nelle quali poi non doveva venir coinvolta la popolazione e venir tutelati i poveri, le donne, gli orfani. Come pure beni e fondi che servivano di elementare sostentamento. Tali erano i mulini, le viti delle vigne, ecc.

Del resto la cavalleria medievale fu ispirata dalla Chiesa per dare ideali ai cavalieri erranti, cadetti di famiglie nobili che rimasti senza eredità vivevano di avventure e violenze. Come spesso accade, nell’assegnare l’eredità si tendeva a privilegiare possibilmente il primo figlio maschio per non disperdere il patrimonio di famiglia.     

Le guerre dei popoli e la conseguente imposizione della leva obbligatoria furono un “regalo” della rivoluzione francese e della modernità laicista, allorché si separò la politica dalla morale secondo i principi di Machiavelli nel Principe. 

All’assolutismo monarchico successe l’assolutismo dei “repubblicani” stati laici e si fecero essi stessi fonte della morale: stato etico, appunto assoluto, la legge generale scritta che prevale sulla coscienza. 

Nessuno ricorda, non si può, che il diritto internazionale venne elaborato nell’Università di Salamanca della Spagna cattolica per rispondere ai problemi morali che ponevano alla coscienza cristiana le popolazioni conosciute con le recenti scoperte geografiche.

 

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