Simbolismo di Notre Dame de Paris

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In breve, quindi, la posizione della Chiesa nei confronti della demonologia è chiara e ferma. È vero che nel corso dei secoli l’esistenza di Satana e dei diavoli non è mai stata oggetto di una dichiarazione esplicita del suo magistero. La ragione di ciò è che la questione non è mai stata posta in questi termini. Sia gli eretici che i fedeli, basando le rispettive posizioni sulla Sacra Scrittura, erano d’accordo nel riconoscere l’esistenza di Satana e dei diavoli e dei loro principali misfatti. Ecco perché, quando la realtà del diavolo è oggi messa in discussione, è alla fede costante e universale della Chiesa e alla sua fonte principale, l’insegnamento di Cristo, che bisogna appellarsi, come è stato detto. È infatti nell’insegnamento del Vangelo e come qualcosa al cuore della fede che l’esistenza del mondo demoniaco si mostra come un dato dogmatico. Il disagio attuale che abbiamo descritto all’inizio non mette quindi in discussione un elemento secondario del pensiero cristiano; si tratta piuttosto della convinzione costante della Chiesa, del suo modo di concepire la redenzione e, alla radice, va contro la coscienza stessa di Gesù. E’ per questo che, quando Sua Santità Papa Paolo VI ha parlato recentemente di questa “terribile, misteriosa e spaventosa realtà” del Male, ha potuto affermare con autorità: “Chi si rifiuta di riconoscerne l’esistenza, o chi fa di essa un principio in sé che non ha, come ogni creatura, la sua origine in Dio, o chi la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e immaginaria delle cause sconosciute dei nostri mali, si discosta dall’integrità dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico“. Né gli esegeti né i teologi possono trascurare questa cautela.

Ribadiamo dunque che, sottolineando oggi l’esistenza della realtà demoniaca, la Chiesa non intende né riportarci alle speculazioni dualistiche e manichee di un tempo, né proporre qualche sostituto razionalmente accettabile per loro. Vuole solo rimanere fedele al Vangelo e alle sue esigenze. È chiaro che non ha mai permesso all’uomo di liberarsi delle sue responsabilità attribuendo le sue colpe al diavolo. La Chiesa non ha esitato ad opporsi a tale evasione quando quest’ultima si è manifestata, dicendo con san Giovanni Crisostomo: “Non è il diavolo, ma l’incuria degli uomini stessi che causa tutte le loro cadute e tutti i mali di cui si lamentano” (1975).

 

Fonte: Congregazione per la Dottrina della Fede

 

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