Papa Francesco triste
Papa Francesco triste

 

 

di Sabino Paciolla

 

Dal momento della sua pubblicazione, Fiducia Supplicans ha creato notevole turbamento nei fedeli, ampie e sempre più profonde divisioni nell’episcopato, ha aperto la strada ad un notevole rischio di un possibile scisma che si staglia sempre più minaccioso all’orizzonte. Non si era mai visto che un intero continente, quello africano, si opponesse apertamente ad un documento firmato dal papa, come nel caso di Fiducia Supplicans. Segno di un documento profondamente disturbante e divisivo. 

Non poteva che creare un terremoto nella Chiesa un documento che consente a sacerdoti, vescovi e cardinali di commettere, con le benedizioni delle coppie irregolari, ed ancor più di quelle omosessuali, “un atto sacrilego e blasfemo contro il progetto del Creatore e contro la morte di Cristo per noi”, per usare le parole del card. Muller, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, oggi Dicastero. 

E se il card. Muller ha parlato di atti blasfemi e sacrileghi, l’arcivescovo Tomash Peta del Kazakistan e il suo vescovo ausiliare Athanasius Schneider hanno parlato di “grande inganno e male”. Infine, il card. Sarah ha parlato esplicitamente di “eresia”. Infatti, ha scritto: “…ci opponiamo fermamente e radicalmente a un’eresia che mina gravemente la Chiesa, Corpo di Cristo, perché contraria alla fede cattolica e alla Tradizione”. Parole molto grosse e pesanti. E che sia così, è chiaro come il sole, in quanto Fiducia Supplicans contraddice la Rivelazione divina e la creazione (“maschio e femmina Dio li creò. Dio li benedisse; e Dio disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi…”), il piano naturale di Dio per l’uomo condensato nella famiglia naturale come cellula fondamentale (“…(Dio) li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. (Mc 10, 2-16)), il diritto naturale, l’insegnamento ininterrotto bimillenario della Chiesa, tutti, ma proprio tutti, i documenti della Chiesa sulla specifica materia, ultimo dei quali, quello approvato proprio da Papa Francesco, risalente a soli 3 anni fa, il 15.03.2021, in cui si può leggere l’affermazione cristallina che “Per i suddetti motivi, la Chiesa non dispone, né può disporre, del potere di benedire unioni di persone dello stesso sesso”

Vale la pena notare che papa Francesco, con Fiducia Supplicans, non solo entra in contraddizione con l’insegnamento di sempre della Chiesa ma, con l’ultimo documento del 15.03.2021, da lui approvato, entra in contraddizione addirittura con sé stesso. Prima afferma una cosa e tre anni dopo afferma esattamente il contrario. È una cosa che francamente disorienta non poco. Come giudicare una tale palese contraddizione? Lascio ai lettori la risposta.

Un lettore di questo blog ha così commentato:

“Nel racconto della Genesi, Dio benedice l’uomo e la donna, creati a Sua immagine. Sostenere che sia possibile benedire altra forma di unione è mettere la dinamite alle fondamenta stessa della Creazione. È far saltare la roccia salda su cui costruire. Tolte le fondamenta, crolla tutto”

Per questo, a nulla valgono i patetici tentativi del card. Fernandez di affermare il contrario, cercando di dare ragioni e suggerimenti che fanno letteralmente ridere come il fatto che le “benedizioni pastorali o spontane”, inventate di sana pianta per l’occorrenza, distinte da quelle liturgiche, per essere tali, non devono durare più di 10-15 secondi, come se fosse il tempo a determinare l’essenza di una benedizione. Ve lo immaginate un sacerdote che benedice una coppia omosessuale con un cronometro in mano? Sembra una barzelletta, ma è quello che ha proposto di Dicastero della Dottrina della Fede.

Al card. Fernandez non è chiaro, o fa finta che non gli sia chiaro, che, per il solo fatto che nella benedizione è necessaria la presenza di un sacerdote, una benedizione è sempre e soltanto una benedizione, altrimenti non si parlerebbe di essa, e la potrebbe impartire il tuo vicino di casa mentre porta a spasso il suo cagnolino.

Quelli di Fernandez sono suggerimenti che danno la dimensione ed il livello di competenza di un soggetto messo a capo del Dicastero per la Dottrina della Fede, soggetto che in passato si è distinto per la produzione di libri come Sáname con tu boca. El arte de besar  (Guariscimi con la tua bocca. L’arte di baciare) e La Pasión Mística. Espiritualidad y Sensualidad (La passione mistica. Spiritualità e sensualità), un testo che parla di orgasmi e che qualcuno ha definito un libro di “pornoteologia”. 

Nel documento Fiducia Supplicans, si spendono numerose e inutili parole e si utilizzano sofismi gesuitici della peggior specie per proporre e giustificare ciò che per la Chiesa è sempre stato improponibile e ingiustificabile. E l’uso di sofismi è il segno più evidente dell’assenza di ragioni e del fatto che pur di approvare l’inapprovabile si è disposti a ricorrere alla magia delle parole. Inoltre, il sofisma è il segno più chiaro della mancanza di rispetto per le persone semplici e fedeli.

Fernandez ha concesso innumerevoli interviste e fatto persino un comunicato, cosa inusuale, per difendere la Dichiarazione, dicendo che non si benedicono le coppie omosessuali. Peccato che tutto il mondo, in particolare quello LGBT, abbia capito che si autorizzava proprio questo. Possibile che tutto il mondo si sia sbagliato? Possibile che Fernandez sia stato così ingenuo da non aver capito che il suo documento avrebbe raggiunto esattamente quel risultato non desiderato? È ovviamente una domanda retorica.

Inoltre, se Fiducia Supplicans è totalmente in linea con l’insegnamento di sempre della Chiesa che ragione aveva di essere pubblicata, per altro nella forma di Dichiarazione, cioè di documento di alto rango magisteriale? Se non aggiunge nulla, non si pubblica, c’era già il responsum scritto dal card. Ladaria il 15.3.2021 al dubium in cui si chiariva che le benedizioni delle coppie irregolari, in particolare quelle omosessuali, non erano possibili. E se Fiducia Supplicans è in linea con l’insegnamento di sempre della Chiesa perché allora il Dicastero della Dottrina della Chiesa non sanziona duramente e pubblicamente coloro che benedicono le unioni gay, a cominciare dal gesuita padre James Martin, amico e confratello di Bergoglio, che ha benedetto due uomini “sposati” civilmente il giorno dopo la pubblicazione di Fiducia Supplicans, con tanto di foto ripresa dal New York Times? È inutile girarci intorno, tutto questo la dice lunga sulla reale finalità di Fiducia Supplicans che è quella di mettere la prima pietra per il futuro matrimonio gay celebrato in Chiesa. È stata messa in atto la famosa tattica della rana bollita.

Papa Francesco ed il card. Fernandez hanno persino tentato di giustificare Fiducia Supplicans con la misericordia che però in realtà viene intesa come misericordismo. Infatti, la misericordia di Dio è sì infinita ma per coloro che si pentono. Chi non si pente, chi non mostra il desiderio sincero di pentimento e volontà di conversione, cioè il desiderio di riavvicinarsi alle braccia sempre aperte di Dio, rifiuta di fatto e per sua volontà la misericordia infinita di Dio. “Gesù ama sì tutti, ma non ama tutto”, ha detto il vescovo Mons. Crepaldi. Come si vede, vi è un chiaro tentativo di affogare la verità nel pastoralismo con l’esito di negare la verità. La pastorale è una cosa seria, il pastoralismo è una menzogna, perché è lo strumento che serve a piegare la verità al proprio disegno, una menzogna che porta a chiamare il male bene, ed il bene male. La verità è la miglior forma di carità. Pare proprio che si sia dimenticato il supremo monito che impone “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5, 17-37). 

A fronte della insulse parole della Dichiarazione a sostegno delle benedizioni di coppie irregolari, ecco invece le sante parole dette dal sacerdote Patxi Bronchalo:

“Non possiamo dimenticare che ci sono persone (soprattutto giovani) che, per un qualche motivo, provano attrazione per persone dello stesso sesso. Nonostante questa tendenza, si sforzano di condurre una vita casta e ordinata secondo gli insegnamenti e i comandamenti della Chiesa cattolica. È una soluzione dire che rubare non è più un peccato affinché i ladri possano ‘integrarsi’ nella Chiesa? La soluzione è permettere l’adulterio affinché chi non è fedele al matrimonio ‘si senta accolto’ dalla Chiesa? La Chiesa dovrebbe eliminare l’ottavo comandamento affinché i bugiardi non si sentano ‘lontani’”?

“Tutti noi possiamo cadere in uno qualsiasi di questi peccati; eppure, riconosciamo che se cadiamo, ciò di cui abbiamo bisogno non è una pacca sulla spalla o un cambiamento di dottrina come rimedio per non superare le nostre colpe e le cattive inclinazioni, ma aiuto, fede e speranza per rinnovare la lotta.”

Conclude il sacerdote: 

Non è carità. “Questo non è il Vangelo di Gesù ma quello che abbiamo inventato noi. Non è misericordia, è buonismo nostro. Questo può suscitare l’applauso di alcuni ma non salva nessuno, questo solo Dio lo fa.”

Ed ecco cosa dice di Fiducia Supplicans un altro sacerdote, padre Murra, esperto di diritto canonico: 

Fiducia Supplicans “È fondamentalmente una rinuncia all’intero insegnamento della morale sessuale della Chiesa, che dura da 2.000 anni”. Ma “la dottrina cattolica non è questo. La dottrina cattolica viene da Dio, viene da Cristo e dalla Bibbia… Queste cose non cambiano”. 

Murray ha anche sottolineato che

“questo Papa ha appena annullato ciò che hanno detto i suoi predecessori”. E osserva poi: “Giovanni Paolo II e Benedetto non hanno mai permesso questo. Ora lo fa lui [Papa Francesco]. Purtroppo, sta trasformando la religione in politica… Qual è ora la politica dell’amministrazione?”.

“È un’innovazione, cioè qualcosa di nuovo che non c’è mai stato prima. Ma non è uno sviluppo dell’insegnamento della Chiesa; è una contraddizione e una corruzione di quell’insegnamento”.

Qualcuno potrebbe pensare che Fiducia Supplicans sia semplicemente un documento totalmente sballato, ed è vero, lo è. Ma a considerarlo semplicemente così si peccherebbe di mancanza di approfondimento. Fiducia Supplicas è solo l’ultimo tassello di un terribile mosaico dottrinale che è stato pazientemente costruito in questi ultimi undici anni.

Tante sono state le espressioni, gli atti, i gesti, gli scritti di papa Francesco avvenuti durante tutto il suo pontificato che si incanalano su una strada che conduce direttamente a Fiducia Supplicans. Questo documento è stato partorito il 18 dicembre 2023, ma ha avuto una gestazione di undici anni.

Ricordiamo molto succintamente alcuni episodi:

1) quell’irricevibile “chi sono io per giudicare”; 

2) lo stravolgimento dell’insegnamento della Chiesa nascosto in una nota a piè di pagina, la 351, di Amoris Laetitia; 

3) la mancata accoglienza dei 4 cardinali che ponevano dubia sull’ortodossia di alcuni passi di Amoris Laetitia, in contrapposizione alla concessione di varie calorose udienze a padre James Martin, noto promotore della cultura LGBT; 

4) l’orribile spettacolo della divinità inca Pachamama, portata in processione da vescovi sulle spalle, come fosse la Madonna, sin da dentro la Basilica di San Pietro; 

5) la cerimonia in cui gli indigeni pregavano i loro idoli avvenuta nei giardini vaticani alla presenza di papa Francesco il giorno prima del Sinodo dell’Amazzonia, un rito pagano nel Recinto di Pietro alla presenza del papa;

6) la valorizzazione di opere e associazioni LGBT che prima erano state bandite dal Vaticano, si pensi a New Ways Ministry;

7) la possibilità di permettere ai transgender di essere padrini nei battesimi e testimoni di nozze (qui e qui). 

Quelli elencati sono solo alcuni di innumerevoli esempi, a cui si aggiungerà presto la benedizione delle coppie omosessuali persino nella Basilica di San Pietro (qui e qui). Chissà cosa penseranno i papi lì sepolti, e in particolare il Principe degli Apostoli, San Pietro.

Come si diceva, il parto di Fiducia Supplicans è stato preceduto da un processo lento di atti, gesti, parole… che nel loro insieme costituiscono chiaramente una rottura con l’insegnamento bimillenario della Chiesa, un processo che ha avuto una paurosa accelerazione con la morte di Papa Benedetto XVI. Probabilmente la presenza di quel santo papa ha costituito un freno che, con la sua morte, è venuto meno. Questa accelerazione ha avuto il suo apice con la promozione di Fernandez al Dicastero per la Dottrina della Fede, un atto che sancisce la trasformazione del Dicastero per la Dottrina della Fede in uno strumento personale al servizio dell’agenda personale di Papa Francesco, non della Chiesa.

“Fino a poco tempo fa il ruolo del Dicastero per la Dottrina della Fede era quello di fare chiarezza, di dipanare i dubbi sulle questioni di fede, dottrina e morale, nonché di condannare quelle dottrine che, alla luce della Rivelazione, risultavano devianti e pericolose quando non in netto contrasto con la Sacra Dottrina, di cui la chiesa non è certo padrona ma depositaria. Oggi, anziché dipanare i dubbi, sembrerebbe che il Dicastero, chiamato a fare chiarezza, contribuisca a diffondere la confusione e lo smarrimento tra i fedeli, a sfumare la dottrina e a creare un chiaroscuro dove ognuno (ogni fedele, ogni sacerdote, ogni Vescovo) possa vedere e trovare quello che cerca, quello che desidera.”, ha scritto Miguel Cuartero Samperi su questo blog.

Ma, ad essere precisi, è lo stesso papa Francesco l’artefice primo della confusione. Se ne potrebbero elencare numerosissimi di esempi. Infatti, se da una parte papa Francesco fa l’affermazione che la teoria gender è un “sbaglio della ragione”, dall’altra la sconfessa nel momento in cui promuove la benedizione della coppia omosessuale. Allo stesso modo per l’aborto, se da una parte dice che l’aborto è come “assoldare un sicario”, dall’altra definisce una grande personalità la Bonino che è una grande sostenitrice dell’aborto e che si è vantata di aver procurato con le sue mani ad altre donne innumerevoli aborti (c’è chi dice migliaia, qui la foto), addirittura con una pompa di bicicletta, senza che mai se ne sia pentita. La stessa cosa si è verificata quanto ha parlato del Dio cristiano come dell’unico Dio, ma poi ha firmato  la dichiarazione di Abu Dabi dove si afferma che “la diversità delle religioni…sono volute da Dio”. Lo stesso si è verificato quando ha parlato del Dio cattolico ma poi è corso a festeggiare i 500 anni della riforma luterana, esponendo poi nella Basilica di San Pietro la statua di Lutero.

Papa Francesco diventa quindi non credibile quando sostiene l’abolizione dell’utero in affitto visto che poi sostiene anche le benedizioni delle coppie omosessuali. L’utero in affitto discende direttamente dalla cultura che sostanzia la coppia omosessuale. Ed il fatto stesso che papa Francesco abbia fatto l’annuncio dell’abolizione dell’utero in affitto proprio nel mezzo delle accese critiche a Fiducia Supplicans ha fatto pensare a molti che era un atto di disperata captatio benevolentiae, un tentativo di recupero di consensi.

Nel 2013, di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù disse ai giovani di “fare casino”, ecco, mi pare che il più grande “casinista” nella Chiesa sia attualmente papa Francesco. “Casinista” nel senso che crea caos, confusione, divisione, turbamento, ansia nei fedeli. E colpisce che, dopo la pubblicazione della Dichiarazione Fiducia Supplicans, in risposta alle aspre critiche ricevute, anche da personalità di spicco della Chiesa, papa Francesco nel suo discorso alla Curia Romana ha detto:

“Rimaniamo vigili contro le posizioni ideologiche rigide che spesso, con la scusa delle buone intenzioni, ci separano dalla realtà e ci impediscono di andare avanti”, ha detto il Papa. “Siamo invece chiamati a metterci in cammino e a viaggiare, come i Magi, seguendo la luce che sempre desidera condurci avanti, a volte lungo sentieri inesplorati e strade nuove”. 

A leggere queste parole si rimane di stucco e ci si convince sempre più che papa Francesco non si renda conto del terremoto che sta provocando nella Chiesa con le sue continue scosse telluriche, ultima e più potente delle quali è quella di Fiducia Supplicans.

 

Le divisioni nella Chiesa si fanno sempre più profonde.

Vi sono sempre più fedeli che sono convinti che papa Francesco non sia il papa legittimo perché un papa legittimo non pubblicherebbe cose come Fiducia Supplicans. Vi sono sempre più fedeli che sono convinti che papa Francesco sia un papa eretico e che per tale motivo sia automaticamente decaduto.

Io non mi attarderò a discutere se papa Francesco sia un papa eretico o meno, perché non spetta a me dire questo, e soprattutto perché quella del papa eretico è una questione non del tutto acclarata e univoca nella Chiesa. Per me Francesco rimane sì papa legittimo, ma sicuramente un papa problematico, un papa che sta provocando tanto dolore e sta facendo di tutto per minare la sua autorità e la sua autorevolezza, mettendo a rischio l’unità della Chiesa. Per questo, occorre intensificare le preghiere perché il Signore liberi la Chiesa da questo tormentato momento. Lo stesso papa Francesco ha chiesto più volte di pregare per lui.

Quello di cui però sono certo e convinto, e che faccio mio, è il celebre scritto di San Roberto Bellarmino, Dottore della Chiesa. Egli scrisse

«È lecito resistere al pontefice che invade l’anima, che turba l’andamento delle pubbliche cose, e molto più, se si vede distruggere la Chiesa. È lecito, ripeto, resistergli, non facendo quello che comanda, ed impedendo che esegua la sua volontà. Nondimeno non è lecito condannarlo, punirlo e deporlo, il che non è che dei superiori» (Libro II, cap. XIX, col. 690 dell’edizione di Parigi del 1608)

Per cui, per me, Fiducia Supplicans è totalmente irricevibile, va ritirata immediatamente, con le dovute scuse ai fedeli della Chiesa cattolica. Ad un tale documento occorre opporre una radicale e ferma opposizione, che è quello che sta avvenendo in varie parti della Chiesa. Inoltre, mi terrò ben lontano da quei sacerdoti, vescovi o cardinali che dovessero approvare tale documento o dovessero benedire le coppie irregolari, in particolare quelle omosessuali, perché non sono guide affidabili. Ne cercherò altri più ortodossi. Non ho nulla, ovviamente, contro le singole persone, eterosessuali o omosessuali che siano.

 

 

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