Teresita Castillo de Diego è stata una bambina che ha donato la sua vita a Gesù e che dalla sua condizione di malata oncologica, vissuta per tre anni fino alla sua morte avvenuta il 7 marzo, ha voluto diffondere un forte messaggio fino a diventare ufficialmente una missionaria della Chiesa cattolica.

 

Teresita Castillo de Diego
Teresita Castillo de Diego

 

 

di Miguel Cuartero Samperi

 

La piccola Teresita ha offerto tutti i suoi dolori per i sacerdoti, per i bambini che soffrono, affinché tutti i bambini conoscano Gesù, per tutti coloro che sono in difficoltà. Desiderava essere missionaria e, prima di morire, la Chiesa le ha concesso quel onore consegnandole la croce delle Missioni e uno speciale attestato della Archidiocesi.

«A Teresita Castillo de Diego l’anima missionaria non le entrava nel corpo di 10 anni debilitato da un tumore al cervello» scrive l’Archidiocesi di Madrid in un comunicato sul sito ufficiale che riporta le parole della piccola: «Sto offrendo la malattia di questi giorni per la gente; ad esempio per i sacerdoti e per coloro che stanno male…». E ancora: «Vorrei portare gli altri a Gesù, ai bambini che non lo conoscono, così che vadano al cielo felici per sempre». Per lei essere missionaria significava: «Parlare sempre di Gesù e farlo con gioia».

«Dio l’ha completamente spogliata», racconta la madre all’Arcivescovato di Madrid. «Durante le ultime settimane era come una piccola crocifissa. Non poteva inghiottire, le mettevamo delle garze imbevute d’acqua in bocca ed era come mettergliele a Gesù crocifisso».

Il monaco benedettino Santiago Cantera, priore dell’abbazia del Valle de los Caídos la considera già una santa. «Come altre bambine sante: Pilina Cimadevilla, María del Carmen González Valero e Alexia González Barros». È proprio lui a riferire la risposta data da Teresita a suo padre che, prima dell’operazione dell’11 gennaio, cercava di incoraggiarla dicendole che tutto sarebbe andato bene. La bambina rispose: «No papà, andrò in cielo. Ho sognato Carlo Acutis». Teresita aveva infatti affidato la sua malattia al giovane Acutis e alla venerabile Montse Grases (giovane dell’opus dei morta nel 1959 a 17 anni per un tumore al femore).

Il grande sogno di questa bambina, morta a Madrid, era proprio quello di diventare missionaria. Così lo ha confessato al Vicario Episcopale di Madrid, don Ángel Camino quando, l’11 febbraio, festa della Vergine di Lourdes, questi si recò a visitarla all’Hospital de la Paz.

Teresita era figlia unica, di nazionalità russa. Adottata a tre anni in Siberia da una coppia di Madrid, Edoardo e Teresa che le hanno trasmesso la fede in famiglia. Nel 2015 le venne diagnosticato il tumore. Un’operazione lo ridusse al nettamente ma verso la fine del 2018 si ripresentò con gravità e continuò a crescere. Il 2 gennaio venne ricoverata a causa di un fortissimo mal di testa e si decise di operarla. Ma le cose non andarono nel verso giusto. Il mese di febbraio è stato «una salita al Golgota». Nelle ultime settimane una grande catena di preghiera ha fatto il giro del mondo. Bambini, adulti intere comunità religiose della Spagna e di altri paesi hanno pregato intensamente per lei. E ora, dopo essere diventata missionaria, in molti la considerano “protettrice dei bambini in missione”.

Il Vicario di Madrid è rimasto colpito e senza parole di fronte alla grande fede di questa bambina gravemente malata. «Oggi, testimonianze come questa non se ne trovano. È necessario diffondere la sua storia».  Il suo amore a Gesù in mezzo alla sofferenza è un esempio per tutti, non solo per i bambini. Ci mostra infatti come dev’essere il cammino verso il Cielo, visto che, come dice il Vangelo «Se non diventerete come i bambini non entrerete nel Regno dei Cieli» (Mt 18,3).

Dopo aver appreso la notizia della morte di Teresita don Ángel Camino ha inviato una lettera a tutti i sacerdoti dell’VIII prefettura dell’Archidiocesi in cui racconta la bella testimonianza di questa bambina e la grande lezione di fede che ha ricevuto.

 

 

Ecco il testo integrale della lettera:

Cari sacerdoti,
questa volta non vi scrivo per convocare una riunione o per chiedere statistiche o comunicazioni. Questa volta vi scrivo, molto semplicemente, per notificarvi la morte di una bambina che ha avuto un forte impatto sulla mia vita personale e su di me come Vicario. Una bambina, Teresita, e dei genitori, Teresa y Eduardo. Una famiglia cristiana!…

Vi spiega brevemente. L’11 febbraio scorso, Giornata del malato, sono andato a celebrare l’Eucaristia nell’Hospital de La Paz. L’ho celebrata accompagnato dai cappellani e da un’assemblea composta da varie persone: medici, infermiere, familiari di malati… Al termine dell’Eucaristia, in genere vado con i cappellani a far visita ad alcuni malati per amministrare loro l’Unzione o dare la Comunione. Questa volta i cappellani, conoscendo la mia abitudine, avevano proposto di andare a far visita a una bambina gravemente malata, che il giorno dopo doveva essere operata per un tumore alla testa. Ho accettato la proposta con grande piacere. Siamo arrivati all’unità di terapia intensiva debitamente equipaggiati, ho salutato medici e infermieri e mi hanno subito portato davanti al letto di Teresita, che si trovava insieme alla madre Teresa. Bende bianche le circondavano tutta la testa, ma aveva il volto sufficientemente scoperto per percepire un viso davvero brillante ed eccezionale. L’ho salutata con grande affetto, dicendole che in quel momento la visitavo a nome del cardinale arcivescovo di Madrid per portarle Gesù.

Ora metto tra parentesi le espressioni di Teresita; mi dice: “Mi porti davvero Gesù?” Sì, le rispondo, ti porto Gesù e la forza dello Spirito Santo con l’Unzione. Poi mi dice: “Sai una cosa? Io voglio molto bene a Gesù”. Sua madre sente e rivolgendosi alla figlia le dice: “Dì a Ángel cosa vuoi diventare”. Lei guarda fisso sua madre e le dice: “Glielo dico davvero?”, e la mamma dice “Dai”. Teresita mi dice: “Voglio essere missionaria”.
Mi colpisce tanto quella risposta, per me del tutto inaspettata, che prendendo forze da dove non ne avevo, per l’emozione che hanno suscitato in me le sue parole, le dico: “Teresita, ti costituisco in questo stesso momento missionaria della Chiesa, e questo pomeriggio ti porterò il documento che lo attesta e la croce della missionaria”. Lei aggiunge: “P. Ángel, sai una cosa? Io prego perché molti bambini conoscano Gesù”. Poi le ho amministrato il sacramento dell’Unzione, le ho dato la Comunione e la benedizione apostolica di Papa Francesco. È stato un momento di preghiera, estremamente semplice ma profondamente soprannaturale. Si sono unite a noi alcune infermiere che ci hanno spontaneamente scattato delle foto, per me del tutto inattese e che resteranno come un ricordo incancellabile. Ci siamo congedati mentre lei con la madre continuava a pregare e a esprimere riconoscenza.

Quella mattina avevo una riunione nell’arcipretura. Appena terminata sono andato direttamente alla Vicaria aiutato dai segretari Miguel e Mª Pilar, e abbiamo realizzato l’ufficio della missionaria su una bella pergamena. Ho preso la croce della missionaria e alle cinque del pomeriggio sono tornato all’Hospital de La Paz. I cappellani mi stavano aspettando, e siamo andati subito all’unità di terapia intensiva. Appena mi ha visto, la mamma mi ha detto a voce alta: “Teresita, non posso crederci! C’è il signor Vicario con un regalo per te!” La bambina, che era mezzo addormentata, si è svegliata immediatamente e ha preso tra le mani il documento e la croce. La mamma gliel’ha letto a voce alta mentre lei ascoltava attentamente, ed è avvenuto quello che ci aspettavamo – si è emozionata al punto che la mamma l’ha dovuta consolare, e poi Teresita ha detto a voce alta: “Mettimi questa croce sul letto di modo che la veda bene, e domani la porto in sala operatoria. Ora sono missionaria”. Ci siamo congedati con queste parole di Teresita: “Allora, p. Ángel, sono misisonaria?” Io ho risposto: “Sei missionaria”.

«Sto offrendo la malattia di questi giorni per la gente; ad esempio per i sacerdoti e per coloro che stanno male… Vorrei portare gli altri a Gesù, ai bambini che non lo conoscono, così che vadano al cielo felici per sempre».

Teresita Castillo de diego

Nuova protettrice per i bambini in missione
Il racconto di questa esperienza semplice e profonda potrebbe terminare qui. Quello che non potevo immaginare è che attraverso i contatti dei genitori questa testimonianza sia arrivate alle orecchie del Delegato Nazionale per le Missioni. Mi ha chiamato il giorno dopo e mi ha posto questa domanda: “Hai costituito nell’Hospital de La Paz una bambina missionaria?”. Sì, gli ho detto, “ieri dopo averle dato l’Unzione e la Comunione l’ho costituita missionaria con la preghiera precettiva, e poi le ho portato il documento e la croce della missionaria”. Poi ha proseguito: “Questa testimonianza ha fatto il giro di tutto il mondo missionario spagnolo, e ha presentato Teresita come una nuova protettrice dei bambini in missione”. In seguito i genitori mi hanno girato i messaggi di varie persone colpite dalla testimonianza di Teresita.

Oggi, domenica 7 marzo, alle 9.00, Teresita è partita per il cielo. È stata vegliata alla camera mortuaria di El Escorial. Mentre stavo recitando il Rosario con i genitori e le persone permesse, mi ha chiamato il signor cardinale, monsignor Carlos Osoro, per far sentire la sua presenza. Ha pronunciato parole piene di speranza che hanno consolato i genitori, i familiari e i compagni di Teresita. Don Carlos ha concluso dando la benedizione a Teresita e a tutti i presenti.

Quando credevo che fosse ormai tutto finito, la zia di Teresita, a voce alta e davanti a tutti nella camera mortuaria, mi ha detto: “P. Ángel, permette che le faccia ascoltare l’audio che Teresita mi ha inviato il giorno in cui l’ha costituita missionaria?” Certo, ho risposto, e abbiamo sentito una voce molto dolce, come di una persona stanca ma che tira fuori la forza anche se non ce l’ha, e dice: “Ciao, zia, ti racconto una cosa molto importante per me. Questa mattina, dopo aver ricevuto l’Unzione e la Comunione, il Vicario di Madrid mi ha costituito missionaria: ora sono missionaria”. Come potete immaginare, sono rimasto senza parole.

La sepoltura avverrà domani, 8 marzo, alla stessa ora dell’Eucaristia presieduta da monsignor Tomás Juárez. I genitori hanno compreso perfettamente che non posso accompagnarli fisicamente. Sarò presente alla Messa che celebreranno alla fine del mese di marzo.

Scusate la lunghezza di questa lettera, ma se non condivido questa testimonianza con i sacerdoti, i membri della vita consacrata e i laici dell’VIII Vicaria, con chi posso condividerla?

Vi invito, quindi, a pregare per Teresita, e soprattutto ad affidarvi a lei, perché sono convinto che proteggerà in modo speciale tutta l’VIII Vicaria, in cui è stata costituita missionaria. Un forte e fraterno abbraccio.

Ángel Camino Lamela, osa.

Vicario Episcopale. VIII Vicaria

 

 

FONTI:

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fonte: testadelserpente

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