Sette punti da conoscere e da far conoscere a chi ci chiedesse di esibire il marchio verde.

 

di Wanda Massa

 

 

In relazione al Decreto Legge 105 del 23 luglio 2021 che impone la marchiatura digitale in cambio dell’esercizio, comunque controllato, limitato e revocabile, di alcune libertà fondamentali nell’accesso a servizi e strutture pubbliche:

 

  1. È una gravissima discriminazione, che viola apertamente l’ 3 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
  2. È un abuso in contrasto con il Regolamento dell’UE 953/21, prevalente sul decreto legge italiano, che all’Art. 10 sancisce che il Green Pass può essere richiesto solo dalle autorità sanitarie e aeroportuali.
  3. Assegna la titolarità del controllo del green pass agli esercenti, quando invece l’unico titolare dei dati sanitari è l’Autorità Sanitaria. Il presunto obbligo giuridico è quindi inapplicabile perché manca del presupposto di titolarità di chi lo esige e che non ha alcuna legittimazione a chiedere tali dati.
  4. Espone di conseguenza l’esercente non solo al boicottaggio sui media, ma anche al rischio di diverse denunce per reati che includono anche profili penali, pene pecuniarie e risarcimenti non quantificabili.
    1. Traffico illecito di dati sensibili sanitari, posto che il cliente “controllato” dovrebbe come minimo dare consenso scritto, dopo debita informativa e sottoscrizione di liberatoria.
    2. Esercizio abusivo della professione medica, poiché se tratti dati sanitari devi essere un medico autorizzato.
    3. Violenza privata fino ad estorsione se impedisci a qualcuno di entrare in un luogo pubblico o aperto al pubblico a fronte di una tua pretesa di esibizione di un pass sanitario.
  5. È un provvedimento discriminatorio, che fomenta l’incitamento all’odio, annienta l’economia e il turismo, distrugge l’umano e il tessuto sociale e alimenta il dissenso, fino al rischio dello scontro civile.
  6. Genera conflitto di interessi tra chi è costretto a scegliere se vietare l’accesso alle proprie attività e la necessità di sopravvivere, trasformando di fatto gli esercenti in controllori di stato sotto ricatto, istituendo di fatto il ricatto come unica modalità per godere dei diritti.
  7. Alimenta una falsa sicurezza nei vaccinati, che non trova alcun fondamento nella realtà medico scientifica. Basti ricordare i numerosi focolai di Covid nelle strutture sanitarie in cui i degenti e l’intero personale sono stati sottoposti al siero genico, gli oltre mille contagiati tra i 20.000 vaccinati con doppia dose, all’indomani della partecipazione al Festival di Utrecht, i venti positivi al Covid nell’equipaggio dell’Amerigo Vespucci, che aveva completato il doppio ciclo di vaccinazione.

 

 

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