Tre guardie svizzere hanno lasciato volontariamente il prestigioso corpo d’armata del Papa e altre tre sono state temporaneamente sospese dopo essersi rifiutate di conformarsi alla vaccinazione anti-Covid obbligatoria imposta dal Vaticano.

L’articolo è di Edward Pentin, pubblicato sul National Catholic Register, e ve lo propongo nella mia traduzione. 

 

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foto: Ansa

 

Tre guardie svizzere hanno lasciato volontariamente il prestigioso corpo d’armata del Papa e altre tre sono state temporaneamente sospese dopo essersi rifiutate di conformarsi alla vaccinazione anti-Covid obbligatoria imposta dal Vaticano.

Il tenente Urs Breitenmoser, portavoce della Guardia Svizzera Pontificia, ha confermato domenica le dimissioni ai media svizzeri, affermando che erano avvenute “su base volontaria” e aggiungendo che altre tre guardie non vaccinate sono ora provvisoriamente sospese dal servizio fino a che il ciclo di vaccinazione sia completato. 

L’obbligo [vaccinale], che secondo Breitenmoser è in linea “con quelli adottati da altre forze armate nel mondo”, segue gli annunci di altri leader militari, compresi quelli degli Stati Uniti, che hanno imposto vaccini obbligatori alle loro forze armate.

Il National Catholic Register ha appreso che fino a 30 guardie svizzere avevano resistito ai vaccini obbligatori fino a luglio, ma la maggior parte alla fine ha dovuto conformarsi, incluso il comandante delle guardie, il colonnello Christoph Graf. Ha ricevuto a malincuore il vaccino solo pochi giorni fa dopo essere stato “minacciato”, secondo diverse fonti all’interno del corpo. Il National Catholic Register ha chiesto al Vaticano se può confermare l’accusa.

 

Le guardie che si sono dimesse sono giovani reclute e non membri di carriera del corpo che prestano servizio come guardie per un periodo più lungo, ha detto una fonte al National Catholic Register

Dal 1° ottobre, un green pass ha richiesto al personale, ai residenti e ai visitatori del Vaticano di dimostrare di essere stati vaccinati, di aver avuto un test negativo o di essersi recentemente ripresi dal Covid. Secondo il Vaticano, alle Guardie Svizzere si applicano regole più severe in quanto sono a stretto contatto con il Papa.

La mossa segue anche la frequente promozione dei vaccini da parte di papa Francesco. Li ha chiamati “un obbligo etico” e un “atto d’amore”; durante il volo papale di ritorno dalla Slovacchia, ha detto ai giornalisti che “tutti in Vaticano sono vaccinati tranne un piccolo gruppo che stiamo studiando come aiutare”. 

Una fonte vaticana informata ha detto al National Catholic Register che dalla primavera il Vaticano sta cercando di “indottrinare e convincere” i giovani delle guardie a vaccinarsi, tenendo speciali “seminari” in caserma guidati dalla dottoressa Tiziana Sansolini, medico della Direzione Sanitaria e Igienica del Vaticano.

 

Ma tale pressione e costrizione sembra andare contro una nota dottrinale emessa lo scorso dicembre dalla Congregazione per la Dottrina della Fede che affermava che “la vaccinazione non è, di regola, un obbligo morale e che, quindi, deve essere volontaria”.

Molti fedeli cattolici hanno resistito all’assunzione dei vaccini per una serie di motivi, tra cui il fatto che sono contaminati dall’aborto, sono di natura sperimentale e, secondo quanto riferito, hanno avuto effetti collaterali dannosi in una minoranza di casi, in particolare per i giovani che sono a basso rischio di contrarre il virus.

Tale pressione a prendere il vaccino in Vaticano è emersa nonostante il piccolo stato sia stato molto poco colpito dal virus. Dall’inizio della crisi, lo Stato della Città del Vaticano ha riportato zero decessi all’interno della sua giurisdizione e solo 27 casi segnalati, sebbene la maggior parte di essi (11) fosse all’interno della Guardia Svizzera. L’ultimo caso segnalato dal Vaticano risale all’ottobre 2020.

Il dottor Vito Del Deo, un medico che ha prestato servizio come medico nel Corpo d’Elite del Reggimento Artiglieria Alpina d’Italia, è rimasto deluso dall’obbligo imposto alle forze armate papali. 

 

“Le Guardie Svizzere hanno giurato di servire e proteggere il Vaticano e la vita del Papa da ogni minaccia da oltre mille anni”, ha detto al National Catholic Register. “È ora che la loro cura, rispetto e lealtà siano ricambiate dal Papa e da ogni membro e cittadino del Vaticano nella stessa misura”.

 

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