Biden ripristina gli aiuti esteri all’aborto abrogando la Politica di Città del Messico

L’amministrazione Biden ha annunciato giovedì l’imminente abrogazione della Politica di Città del Messico (Mexico City Policy, ndr), ripristinando gli aiuti esteri alle organizzazioni coinvolte nell’aborto e garantendo l’uccisione di migliaia di altri esseri umani in tutto il mondo.

Un articolo di Calvin Freiburger, pubblicato su Lifesitenews, nella mia traduzione. 

 

Joe Biden
Joe Biden

 

L’amministrazione Biden ha annunciato giovedì l’imminente abrogazione della Politica di Città del Messico (Mexico City Policy, ndr), ripristinando gli aiuti esteri alle organizzazioni coinvolte nell’aborto e garantendo l’uccisione di migliaia di altri bambini in tutto il mondo.

La Casa Bianca ha annunciato che il presidente Joe Biden emetterà presto un “Memorandum presidenziale per proteggere ed espandere l’accesso all’assistenza sanitaria riproduttiva completa”, che “rescinde immediatamente la regola del bavaglio globale, nota anche come la politica di Città del Messico, che impedisce alle organizzazioni internazionali non profit che forniscono consulenza sull’aborto o rinvii (all’aborto, ndr) di ricevere finanziamenti dagli Stati Uniti”.

Poco dopo essere entrato in carica nel 2017, la politica di Protecting Life in Global Health Assistance (PLGHA) dell’ex presidente Donald Trump non solo ha ripristinato la Mexico City Policy, che sotto i precedenti presidenti repubblicani si era applicata ai gruppi che commettevano aborti, ma ha fatto il passo ulteriore di espanderla ai gruppi che promuovono o discutono l’aborto. 

L’azione ha avuto come risultato che i fornitori internazionali di aborti Planned Parenthood e Marie Stopes hanno perso milioni di dollari perché si sono rifiutati di rinunciare all’aborto per qualificarsi per i fondi. Marie Stopes ha anche dovuto chiudere centinaia di centri in tutta l’Africa. Allo stesso tempo, le analisii del Dipartimento di Stato hanno trovato che la maggior parte dei beneficiari hanno rispettato le nuove regole senza problemi, lasciando illesa la distribuzione di aiuti esteri legittimi.

Il nuovo memorandum di Biden “istruisce anche il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani a prendere un’azione immediata per considerare se rescindere i regolamenti del suo programma di pianificazione familiare del Titolo X”.



Questo si riferisce alla regola Protect Life dell’amministrazione Trump, che richiede “una chiara separazione finanziaria e fisica tra i progetti finanziati dal Titolo X e i programmi o le strutture in cui l’aborto è un metodo di pianificazione familiare” e vieta “il rinvio all’aborto come metodo di pianificazione familiare”. Si prevedeva di tagliare quasi 60 milioni di dollari dai 616 milioni di dollari che Planned Parenthood ha ricevuto durante l’anno fiscale più recente.

Nonostante abbia fatto una campagna su una piattaforma assolutista pro-aborto, Biden sostiene di essere un fedele cattolico. Sottoposta a pressioni di recente, l’addetta stampa della Casa Bianca Jen Psaki ha detto semplicemente: “Penso che avremo più cose da dire sulla politica di Città del Messico nei prossimi giorni, ma voglio solo cogliere l’occasione per ricordare a tutti voi che lui è un cattolico devoto, e uno che frequenta regolarmente la chiesa. Ha iniziato la sua giornata in chiesa con la sua famiglia questa mattina, ma non ho altro da dirvi su questo”.




Una bussola per la pandemia

Bussola

 

 

di Marco Lepore

 

Nei giorni scorsi un Principe della Chiesa, un Cardinale, ha avvertito la necessità di scrivere alla Costituzione italiana:  “Ti voglio chiedere aiuto perché siamo in un momento difficile e quando l’Italia, la nostra patria, ha problemi, sento che abbiamo bisogno di te per ricordare da dove veniamo e per scegliere da che parte andare” (Avvenire 21 gennaio 2021 “Il cardinale Zuppi scrive alla Costituzione: aiutaci a scegliere la direzione). Sicuramente, come scrive il quotidiano della CEI, il suo intento è principalmente quello di una riflessione ed un richiamo sui limiti nell’esercizio del potere e il legame tra diritti e responsabilità collettive; tuttavia, il tema da cui ha preso lo spunto ha, e non può non avere, anche natura e implicazioni di tipo esistenziale e spirituale, riguardando la situazione creatasi a seguito della diffusione del Covid-19. Costituzione come bussola, dunque, per muoversi nel territorio impervio e infetto della pandemia…

Un tempo, molto tempo fa ormai, quando ancora non esistevano impianti satellitari, navigatori Tom-Tom, Google Maps etc, per sapere da che parte andare si guardava la bussola. Oggi, che disponiamo di una molteplicità di strumenti tecnologici, in realtà ci si scopre disorientati più che mai. Anche nella Chiesa, a quanto pare, tanto che si arriva a chiedere aiuto alla Costituzioneper scegliere da che parte andare e cosa fare per costruire una società migliore.

È così, purtroppo: la Chiesa stessa sta attraversando un tempo di confusione e divisione che fa temere, dolorosamente, che la barca di Pietro possa aver perso la rotta. È con lacerante sofferenza che ogni giorno si leggono notizie di nuove stranezze nella liturgia, nella interpretazione dei Vangeli e nella pastorale. La divisione dei fedeli e fra i consacrati mostra con evidenza che si marcia in molteplici direzioni diverse. Abbiamo perso la bussola? O, forse, ognuno pretende di decidere autonomamente da che parte sta la stella polare della vita?

Eppure, una bussola potentissima, infallibile, nonché alla portata di tutti e innanzitutto dei sacerdoti (a qualunque livello) esiste ancora e ci offre indicazioni incomparabili…

Ce ne parla un libro, tanto importante quanto, probabilmente, poco conosciuto, e la ripropone all’uomo di oggi, in particolar modo ai consacrati. Si chiama “In Sinu Jesu. Quando il Cuore parla al cuore. Il Diario di un Sacerdote in Preghiera”, tradotto dall’originale inglese dalla casa editrice  cattolica Ancilla [Conegliano (TV) 2020, pp. 320, € 16, www.ancilla.it].

Il testo raccoglie le rivelazioni private che ha ricevuto, «nel silenzio dell’adorazione», un sacerdote Monaco Benedettino. Questo religioso, che non rivela la propria identità ma che probabilmente è irlandese, da oltre 13 anni dialoga con Gesù e la Sua Madre Santissima. I dialoghi sono stati raccolti su esplicita richiesta di Nostro Signore, tradotti dall’inglese in 8 lingue (francese, tedesco, polacco, portoghese, rumeno, indiano, ungherese, italiano) e pubblicati. È un libro che tutti i sacerdoti –ma non solo- dovrebbero leggere. Oggi più che mai.

Le rivelazioni private, come sappiamo, non fanno parte del deposito della Fede e nessun fedele è tenuto a crederci; tuttavia, come ribadisce nel modo più autorevole il Catechismo della Chiesa Cattolica, possono «aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica». Ed ecco, come si trova scritto nella introduzione, “queste pagine sono in perfetta armonia con l’insegnamento della Sacra Scrittura, la Tradizione Cattolica e i ben noti capolavori dei mistici; il libro, infatti, ha ottenuto l’Imprimatur ed è stato pubblicato da una Casa Editrice di New York [Angelico Press, 2016] che lo sta diffondendo negli Stati Uniti, dove sta influenzando la vita spirituale di laici e soprattutto sacerdoti e religiosi che lo hanno letto» (pp. II-IV). Oltre all’Imprimatur concesso l’11 ottobre 2016 dal Vescovo di Meath (Irlanda) mons. Michael Smith, parole di elogio alla pubblicazione sono spese da significative personalità del mondo ecclesiale anglosassone. Si inizia con il Card. Raymond Leo Burke, per terminare con quelle del teologo statunitense David W. Fagerberg, docente nell’Università di Notre Dame (South Bend, Indiana).

L’aspetto più significativo e decisivo di questo libro, non sta tanto nel fatto –certamente straordinario- che l’autore riceve messaggi e rivelazioni, quanto nel fatto che tutto questo accade durante l’Adorazione Eucaristica, stando in ginocchio al cospetto del Santissimo Sacramento. Al Monaco Benedettino, in effetti, è stata affidata da Cristo la missione di «sacerdote adoratore» nell’attuale passaggio drammatico di crisi del sacerdozio e della Chiesa. «Voglio sacerdoti adoratori e riparatori» (p. 2), gli dice subito Gesù nella prima delle rivelazioni, annotata nel giorno della festa del beato Columba Giuseppe Marmion, abate e scrittore irlandese (1858-1923), il 3 ottobre del 2007.

Il rinnovamento della Chiesa, dice Gesù apertamente e senza possibilità di fraintendimenti (data la frequenza con cui ritorna sul tema nei messaggi presenti in tutto il libro), dipende quindi dalla rigenerazione dello Spirito Santo che seguirà al ritorno dei sacerdoti all’Adorazione Eucaristica sull’esempio di San Giovanni Evangelista, «che con la Vergine Maria adorava e compiva atti di riparazione per gli altri Apostoli» (diario del 5 ottobre 2007, p. 4). Solo così, avrebbe detto sempre Gesù all’autore, il Salvatore potrà parlare di nuovo al cuore dei pastori, «così come parlavo al cuore del mio amato discepolo Giovanni, l’amico del Mio Cuore, il sacerdote del Mio Cuore aperto» (rivelazione dell’8 ottobre 2007, p. 5).

Sono numerosissimi i messaggi in cui Gesù esprime il proprio dolore per l’abbandono della pratica della Adorazione Eucaristica, segnalata da Egli stesso come il principale mezzo di grazie, di guarigione e rafforzamento della fede, da parte dei SUOI amati ministri, di “quei sacerdoti che hanno tempo per tutto il resto tranne che per Me”( messaggio del 27 dicembre 2011, p.211). È una ripetuta e accorata chiamata di tutti i Sacerdoti “alle armi” della Adorazione del Santissimo Sacramento. Non solo di alcuni, ma di tutti!

Quasi stupito, sicuramente addolorato, Gesù si chiede come mai sia stato lasciato così solo, abbandonato, innanzitutto da quelli che hanno avuto il mandato di consacrare le specie eucaristiche e potrebbero volgere continuamente il cuore e lo sguardo a Colui che in questo modo ha voluto restare per sempre presente in mezzo a noi, offrendo così la possibilità di vincere ogni solitudine, amarezza e disorientamento.

Eppure, ripete Gesù, è questa una fonte inesauribile di grazie, di compagnia celeste e di guida infallibile nelle vicende della vita. Scrive al riguardo Fr. Hugh ABarbour, Priore dell’Abbazia di San Michele dei Padri Norbertini: “Leggere In Sinu Jesu ha aperto il mio cuore ad una più profonda consapevolezza di ciò che accade quando trascorro del tempo davanti al Salvatore nascosto e rivelato nel Santo Sacramento. Questo si può riassumere in una parola: Amicizia. Profonda consolazione e una rinnovata gratitudine per come Egli attira a Sé i suoi amici, sono questi i frutti nati seguendo le meditazioni di questo libro, che riempirà i cuori di coraggio e di gioia”.

Ecco dunque la bussola! Tonda (come ogni bussola…), luminosa, gratuita, offerta a tutti. Una vera porta aperta sulla felicità, sulla nostra vera e ultima destinazione. Anche, di conseguenza, su una società migliore, perché pastori santi e uomini di autentica fede rappresentano un bene incomparabile per il mondo intero, sono luce del mondo e sale della terra. Una polla di acqua fresca e pura nel mare inquinato e pieno di pericolose correnti di questo mondo e, in particolare, di questi tempi. Ce ne siamo dimenticati, e ci si è perduti seguendo mille strade che portano a nulla. Occorre allora, in mezzo alla tremenda confusione che, anche nella Chiesa, caratterizza questi nostri tempi, tornare tutti a cercare e volgere gli occhi verso la vera e unica Stella Polare.

Grazie, quindi, ai padri della Costituzione per il loro sforzo e per quanto hanno prodotto, ma per sapere da che parte andare in tempi di pandemia (vera o presunta), come in ogni altro tempo della storia, abbiamo una bussola anche migliore. Anzi, l’unica vera Bussola. Dobbiamo solo piegare le ginocchia e cominciare a guardarla….

Diventa l’adoratore che Io voglio che tu sia e vedrai i cieli aperti nella tua anima; lì godrai delle conversazioni con Me, con mia Madre, con i miei Santi e gli Angeli. Questo è il rimedio per ogni solitudine e il segreto di una gioia celestiale anche su questa terra” (17 ottobre 2008).




Un uomo senza nome e senza volto è stato ucciso a Plymouth

 

 

di Wanda Massa

 

Il 26 gennaio 2020 è morto quel cattolico polacco, che la spietata “giustizia” inglese ci impone di non nominare, né di pubblicarne l’immagine del viso.

Il tenace attaccamento alla vita di RS (così l’hanno ribattezzato i media anglofoni) l’ha portato a resistere 12 giorni senza mangiare né bere.

Una lenta, atroce e inesorabile agonia che neppure gli appelli dei familiari, della gerarchia cattolica polacca e inglese, della cultura, della politica e gli sforzi diplomatici sono riusciti ad intaccare.

Così commenta il giornalista Romano Motoła su Polonia Catholica (qui): “La lotta per la vita del signor Slawomir di Plymouth, la reazione naturale di molti uomini di buona volontà, si è scontrata con l’insensibilità di persone in camici e toghe – apparentemente chiamate a difendere la vita umana e a sostenere la giustizia. Dalle circostanze di questa storia emerge non solo la tragedia di un paziente, di una famiglia. Grazie ad esso, possiamo vedere chiaramente l’orrore mortale dell’insensibilità del sistema.

Molti di coloro che seguono il dramma del nostro connazionale imprigionato e fatto morire di fame da un ospedale britannico non possono fare a meno di stupirsi che medici e giudici possano essere così determinati a uccidere un uomo innocente e indifeso. In un momento in cui la pena capitale per i più grandi criminali sta diventando sempre più un retaggio del passato, allo stesso tempo coloro che hanno il più grande diritto di aspettarsi cure e sostegno possono essere trattati in modo veramente bestiale sotto lo stato di diritto. Qui viene subito in mente l’esempio dello sterminio degli aborti, che miete decine di milioni di vite ogni anno. È forse la più grande e comune manifestazione del declino civile dell’umanità, che, dopo tutto, si vanta costantemente della sua modernità e del suo brillante progresso.

Ogni volta che un essere umano innocente viene deliberatamente ucciso in questo modo, nell’indifferenza generale, se non nel plauso di una significativa parte della società, è l’umanità intera a sprofondare nelle tenebre della barbarie.

Se a questo abominio si aggiunge poi il severo divieto di pubblicare il nome e il volto di RS, imposto dai giudici inglesi e disatteso soltanto dalla stampa polacca, l’omicidio di stato diviene ancora più odioso e ripugnante.

E’ come ucciderlo due volte. Negandogli, oltre alla vita, persino la dignità del nome.

La giornalista Dorothy Cummings McLean ci informa dell’aiuto offerto dal Christian Legal Centre del Regno Unito per sostenere la battaglia legale volta a preservare la vita di RS: più di 70.000 sterline.

Siamo distrutti dalla morte di R.S.

Le nostre preghiere sono con la sua famiglia. Speriamo che, grazie agli sforzi della famiglia, nessun’altra persona debba vedere i propri cari morire in un modo così inumano e degradante.

Siamo grati alla Polonia per tutte le misure straordinarie che ha preso per preservare la sua vita. Bisogna sinceramente interrogare l’anima di una cultura che considera misure come quelle che hanno messo fine alla vita di R.S. come un atto di compassione. È davvero un giorno triste“. Così ha scritto Roger Kiska del Christian Legal Centre in una e-mail a LifeSiteNews.  (qui).

Un uomo senza nome e senza volto è stato ucciso alla vigilia della giornata della Memoria. Il giorno in cui il mondo intero si ferma per ricordare il genocidio degli Ebrei, compiuto oltre settant’anni fa, ma, preferisce dimenticare gli olocausti che quotidianamente vengono commessi ai danni della vita innocente.

Noi oggi vogliamo ricordare RS e la schiera lunghissima di martiri innocenti dell’ideologia di morte, che ha pervaso la nostra civiltà, un tempo cristiana.




La bambina di 5 anni “condannata a morte” dal tribunale di Londra. Nel suo best interest.

Si tratta di Pippa Knight, orfana di padre, da due anni gravemente malata. L’ospedale ha chiesto e ottenuto dal tribunale l’autorizzazione a staccarla dal ventilatore, che le consente di respirare, nonostante Paula, la mamma della bambina, sia fermamente contraria a questa decisione.

La Society for the Protection of Unborn Children (SPUC), la più antica organizzazione pro-vita del mondo, si è offerta di sostenere le ingenti spese legali (potrebbero arrivare fino a 100.000 sterline) di un secondo appello.

In questa ennesima, assurda tragedia, emerge la forza d’animo e la profonda fede cristiana di Paula, nella straordinaria testimonianza riportata nell’articolo di David McLoone su LifeSiteNews (qui).

La traduzione è a cura di Wanda Massa.

 

Pippa Knight
Pippa Knight

 

Una bambina di cinque anni è stata condannata a morte da un tribunale di Londra, dopo che i responsabili delle sue cure hanno vinto una causa, secondo la quale sarebbero stati sollevati dal dover continuare a fornire assistenza a Pippa Knight, gravemente malata.

Ora, però, le è stata data un’ancora di salvezza dalla Society for the Protection of Unborn Children (SPUC) del Regno Unito, che si è offerta di pagare le spese legali della famiglia, che potrebbero arrivare fino a 100.000 sterline, nel loro appello in corso, secondo un comunicato stampa dell’organizzazione.

La giovane ragazza al centro della questione è Pippa Knight, di Strood, Kent. Pippa è stata in ospedale negli ultimi due anni, soffrendo di una grave malattia, con i medici che descrivono la sua attuale condizione come uno “stato vegetativo“. La madre di Pippa, Paula, lei stessa vedova, è stata raramente lontana dal suo fianco, vegliando al letto dell’ospedale dove Pippa è stata curata.

Paula attualmente risiede in un alloggio fornito in beneficenza alla Ronald McDonald House, Evelina, Londra: una casa gratuita per le famiglie dei bambini in cura all’Evelina London Children’s Hospital. La casa è a pochi passi dall’ospedale, il che significa che Paula può essere vicina a Pippa in ogni momento.

Le persone responsabili della cura di Pippa hanno vinto una causa il mese scorso nella Divisione Famiglia dell’Alta Corte di Londra, in cui sarebbero state sollevate dal dover continuare a fornire assistenza alla bambina malata. Il giudice Poole, che ha descritto il caso come “straziante“, ha accolto la richiesta, aggiungendo che dovrebbe essere dato un po’ di tempo prima di cessare le cure, per permettere un appello della decisione.

Dopo l’udienza, Paula ha detto: “Sono devastata. Voglio che Pippa abbia tutte le possibilità di tornare a casa e stare con la sua famiglia“.

Pippa, pur essendo nata senza complicazioni nell’aprile 2015, si è ammalata dopo circa 18 mesi, soffrendo di numerose crisi. Da quel momento, ha combattuto con virus che l’hanno lasciata con danni cerebrali, portandola ad essere ricoverata in ospedale negli ultimi due anni.

Medici specializzati hanno diagnosticato a Pippa un’encefalopatia necrotizzante acuta, attaccandola al macchinario di supporto vitale. Il personale medico ha sostenuto che spegnere il supporto vitale e porre fine alla sua vita era nel suo migliore interesse, dal momento che è in uno “stato vegetativo“, senza alcuna consapevolezza.

In forte disaccordo, Paula ha sostenuto che Pippa non soffriva, e dovrebbe esserle permesso di ricevere le cure da casa: “Non capisco perché l’ospedale e il tribunale non mi hanno concesso di scoprire se Pippa potrebbe tornare a casa per essere curata con tutta la sua famiglia intorno a lei, quando due medici indipendenti da ospedali rispettabili in Inghilterra hanno detto entrambi che pensavano che valesse la pena provare“.

Paula ha lamentato che “invece, la corte ha deciso che tutte le cure di Pippa dovrebbero essere ritirate in modo che lei muoia“.

Mentre Poole ha ammesso che “[Paula] ha combattuto duramente per Pippa come ogni genitore potrebbe,” ha aggiunto che “responsabilità per le decisioni in questo caso è della corte, non di lei,” nonostante il fatto che Paula è il genitore e l’unico tutore legale rimasto di Pippa. “La mia conclusione“, ha detto Poole, “è che la continuazione della ventilazione meccanica è contraria ai migliori interessi di Pippa“, aggiungendo che non poteva “dare peso” alla nozione che le condizioni di Pippa potrebbero essere migliorate trasferendola a casa.

E’ concordato da tutti i testimoni medici che Pippa non ha coscienza del suo ambiente o delle interazioni con gli altri. Pertanto, non ci sarebbe alcun beneficio per lei dall’essere in una camera da letto a casa invece che in un’unità ospedaliera“, ha argomentato Poole.

I membri della famiglia potrebbero essere in grado di passare più tempo con lei a casa in un ambiente più tranquillo e accogliente, ma lei non sarebbe consapevole delle loro visite o del beneficio per gli altri. Non sarebbe consapevole di nessuno dei cambiamenti nel suo ambiente o nel suo regime di cura“.

Il caso iniziale è stato sostenuto dall’assistenza legale, che può fornire assistenza finanziaria a coloro che fanno cause penali o sui diritti umani, ma a Paula è stata negata questa assistenza per l’appello. Ha lanciato un appello disperato dopo il rifiuto dell’assistenza legale, che è stato raccolto dalla SPUC, la più antica organizzazione pro-vita del mondo.

Quando il mio avvocato mi ha detto che ero così sollevata e sopraffatta e devo ammettere che ho versato qualche lacrima“, ha detto Paula dopo aver sentito che la SPUC avrebbe finanziato il suo caso. “SPUC ha dato a Pippa una seconda possibilità – e lei merita una seconda possibilità“.

Mi sento così privilegiata. E sono grata non solo per il sostegno finanziario ma per le loro preghiere per Pippa, la loro fede e umanità e per aver cercato di salvarla con le preghiere e l’amore. So che, come cristiana, sono una grande credente nella legge di Dio, e che è quella di preservare la vita e rispettare e curare ogni vita umana“, ha detto Paula.

Una donna profondamente religiosa, Paula ha detto a SPUC: “Ho una forte fede cristiana e sto mantenendo la mia fede in Dio. Hanno cercato di convincermi a spegnere il supporto vitale di Pippa. Ma lei è ancora lì e questa non è la volontà di Dio. L’avrebbe già presa se l’avesse voluta. Lei è incredibile“.

Pippa è sopravvissuta negli ultimi due anni, il che dimostra che vuole sopravvivere“, ha aggiunto Paula. “Sono convinta che lei sappia cosa sta succedendo. Mano sul cuore. Lei è consapevole che io sono qui e conosce la sua famiglia“.

Prima che si ammalasse, le ho insegnato a pregare, ha unito le mani e ha detto: ‘Gesù’. Sto cercando di seguire la via di Gesù. A Dio sia la gloria. Sempre“.

Parlando del caso di Pippa, il vice capo esecutivo della SPUC John Deighan ha detto: “Tutte le vite sono sacre, e ci opponiamo all’aborto, al suicidio assistito e all’eutanasia in tutte le sue forme. Siamo stati profondamente commossi dalla situazione di Pippa e dalla situazione di Paula, mentre questa mamma coraggiosa fa tutto ciò che è umanamente possibile per proteggere sua figlia e darle le migliori cure possibili“, aggiungendo che lo SPUC “non poteva stare a guardare e non fare nulla“.

I nostri sostenitori hanno una storia meravigliosa di donazioni generose per difendere il diritto alla vita in questi casi giudiziari e sono sicura che risponderanno al nostro appello per aiutare a finanziare questa battaglia legale cruciale che ora si profila“.

Vorrei invitare tutti a scavare a fondo e fornire quanto più possibile per aiutare a finanziare la battaglia legale per salvare Pippa e andare sul nostro sito web e fare una donazione“, ha spiegato, “e chiediamo anche le vostre preghiere“.

Il sistema giudiziario del Regno Unito è attualmente nelle notizie per un altro caso di rimozione del supporto vitale, cioè di un uomo polacco che vive in Inghilterra. RS, come è conosciuto l’uomo, ha ora ottenuto un passaporto diplomatico per ricevere potenzialmente le cure in un ospedale in Polonia (l’uomo è poi deceduto).




Vergine Santa…

Santuario di Notre Dame de la Guerison, sotto il monte Bianco
Santuario di Notre Dame de la Guerison, sotto il monte Bianco

Un mio amico per il mio compleanno, che ho festeggiato ieri, mi ha inviato la foto di una preghiera che lui ha trovato su una parete completamente dedicata a ex voto nel Santuario di Notre Dame de la Guerison, sotto il monte Bianco. Lo ringrazio per il suo pensiero. E’ molto bella e credo valga la pena condividerla con tutti voi. Ingranditela e leggetela.

Preghiera ex voto esposta nel Santuario di Notre Dame de la Guerison, sotto il monte Bianco.
Preghiera ex voto esposta nel Santuario di Notre Dame de la Guerison, sotto il monte Bianco.