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Pubblicato il Rapporto McCarrick

Theodore McCarrick (foto Getty Images)
Theodore McCarrick, ex cardinale (foto Getty Images)

 

Rilanciamo il Rapporto McCarrick in versione integrale come rilasciato dal sito di Vaticannews.




A proposito di Zan, Scalfarotto e del 17 maggio

 

 

di Kiara Tommasiello

 

E siamo al Senato. Se mai, e dico se mai perché il dado non è ancora tratto e non è detto affatto che lo sarà, se mai venisse approvato anche al Senato, il ddl più discusso in tempo di Covid diventerebbe Legge e allora…allora vorrà dire che il 17 maggio “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia”, a scuola potrò finalmente condurre i miei studenti e le mie studentesse a riflettere sul concetto di discriminazione. Ma lo farò senza peli sulla lingua. Anche perché uno straccio di ricaduta educativa ce la dovrà pur avere quella giornata, o no?  In realtà, però, devo ammettere che sono molto preoccupata …insomma questo improvvido ddl contiene al suo interno la possibilità di diffondere nelle scuole, tutte le scuole, visioni strettamente personali (forse anche distorte, magari discutibili, se non addirittura palesemente infondate), nientepopodimeno che sulla sessualità…e non sono sicura che questo sia chiaro a tutti. Ad oggi c’è stata una tale fatica a dare una visione buona, chiara, corretta e serena sull’affettività, la fecondità, il sesso e la sessualità che la scuola ci ha proprio rinunciato, per paura di sbagliare, immagino, delegando tutto ai servizi sanitari. Spiegateglielo voi a questi ragazzi e ragazze come funzionano le cose, cosa succede quando ci si innamora, il rispetto del corpo, il pudore come difesa (vabbè questo forse è troppo), la grandezza della maternità (sto ipotizzando), il linguaggio ricchissimo del corpo (atterrata su Marte)…Ma se tutto questo dovesse farvi perdere tempo, l’importante è che capiscano bene come si usa un condom, che esiste la pillola e che in casi estremi, se proprio la disgrazia delle disgrazie dovesse capitare proprio a una di loro…anche in quel caso, spiegate bene, che non ci sono problemi perché c’è l’aborto. Ecco qua. Ecco che a fronte di cotanta sapiente ed accorata educazione all’affettività piena e consapevole,  in men che non si dica, con i nostri filantropi Zan e Scalfarotto e compagnia del “guai a chi fiata” abbiamo abbattuto qualsiasi barriera o reticenza, qualsiasi timore di non essere all’altezza o di prevaricare le famiglie o provocare possibili turbamenti negli studenti e, invece di trasferire in ambiente asettico la comunicazione asettica che il corpo è una cosa asettica e come tale di esso puoi far ciò che vuoi (mentre  l’anima, il cuore, la mente e  la psiche sono tutt’altra cosa, più ingombrante e decisiva probabilmente, ma per il momento, purtroppo,  inutile), abbiamo inventato un ddl e con esso il 17 maggio! Così, a caso, un bel giorno di maggio, l’insegnante potrà sentirsi autorizzato a parlare in classe di omosessualità, lesbismo, transgenderismo ecc. purché l’obiettivo sia la lotta alla discriminazione. E non ci inventiamo storie. Ci saranno progetti, testimonianze, proiezioni, video, letture. Il tutto nell’implicito e obbligatorio consenso di tutti. Lo chiede lo Stato, lo dice lo Stato, lo impone lo Stato. Scemo e ottuso chi dissente, chi come me potrebbe obiettare: ma se l’obiettivo è la lotta alla discriminazione, perché questo dispiegamento di forze per ricondizionare il pensiero degli studenti e piegare ad un diktat ogni possibile dissenso, discriminando chi la pensa diversamente? Che bisogno c’è di imporsi con una giornata il cui tema vero non è la discriminazione nei confronti di persone omosessuali o lesbiche o altro ma la messa in discussione di un intero sistema di pensiero e valoriale, la sua decostruzione, lo scardinamento di una porta solida e massiccia posta a difesa dell’identità di ogni essere umano al fine di renderlo capace di leggersi e di comprendersi, di orientarsi appunto? E’ pur vero che, a conti fatti, se l’interesse primario è convincere che non si deve discriminare perché eterosessualità e omosessualità, per fare un esempio, sono solo due possibili varianti del comportamento sessuale umano, è ovvio che la prima operazione da fare è togliere la parola a chi potrebbe dimostrarti che non è vero, o a chi questa cosa qui non la crede affatto perché in contrasto con il buon senso, per esempio… Il punto di partenza  infatti è una pretesa ideologica violenta e indimostrabile ma facilmente vendibile come battaglia a difesa di soggetti deboli. Se così non fosse, basterebbe la legge esistente. Non si vuole stigmatizzare la discriminazione contro l’essere umano in quanto atteggiamento deprecabile ipso facto, ma questa forma di discriminazione in particolare perché, a dir loro (e mi riferisco a chi, molto prima dei baldi Zan, Scalfarotto e co. ha concepito questa sterile rivoluzione) essa è fondata su un “falso” assioma: l’uomo nasce maschio o femmina. Pertanto a dover essere abbattuto è quell’assioma lì, in quanto radice di quella visione delle cose e della realtà che induce a sentirsi discriminati, anche quando discriminazione reale non c’è. Fintantoché il tuo pensiero è conformato a quell’assioma, io mi sento escluso, pertanto l’unica soluzione possibile è ricondizionarti, a costo di limitare la tua libertà di pensiero e di opinione, a costo di perseguitarti se decidi di opporti, di farti pagare con la multa o la reclusione il tuo dissenso che in quanto tale è già discriminazione. E già che ci siamo cominciamo dai più piccoli. Come da tradizione.

Se lottare contro ogni forma di discriminazione fosse davvero ciò che sembra essere, si dovrebbe lottare affinché gli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado, quel giorno (e tutti gli altri giorni) riflettessero in modo del tutto speciale sul valore e la dignità intrinseca della persona, sul valore che ogni persona ha  per se, su cosa o Chi, per chi crede, dà questo valore e questa dignità ad ogni persona,  sul perché (in virtù di queste riflessioni) non posso uccidere così come non posso insultare, oltraggiare, segregare o schiavizzare nessuno, né ridurre a bene disponibile la vita di un essere umano, manipolarla, sopprimerla, gestirla, “produrla” in laboratorio come la voglio io…si dovrebbe infine lottare perché i nostri figli riflettessero sul valore e il significato di libertà, così radicalmente innestato sul concetto di persona. E aiutarli a comprendere che la libertà di pensiero e di opinione, di espressione ecc. oltre ad essere un diritto conquistato a caro prezzo è anche un sapere, anzi una competenza che nasce in famiglia e cresce a scuola…anzi, è proprio a scuola che quella libertà è custodita, educata e nutrita come il più prezioso dei beni, come il primo e il più importante degli obiettivi e delle competenze da raggiungere.

Va da sé che ogni ingerenza indebita, ogni propaganda di Stato, ogni forma di lavaggio del cervello su tematiche come quella in oggetto, se la scuola davvero facesse quello che deve fare, dovrebbe essere rifiutata come la peggiore delle infamie, come il peggiore degli oltraggi alla libera costruzione del sé per cui molti di noi si spendono ogni giorno. Purtroppo, però, ci sta che passi e allora, come dicevo, allora vorrà dire che il 17 maggio a scuola, costi quello che costi,  potrò finalmente condurre i  miei studenti a riflettere sul concetto di discriminazione, senza peli sulla lingua, perché se l’intento è convincere, legge alla mano, che la realtà non esiste e se esiste non è né interessante né buona, niente sarà più come prima, neanche il dissenso.

 

 

(N.B: ti invitiamo vivamente a leggere la Lettera che una mamma inglese ci ha inviato in risposta a questo articolo. La lettera la potete leggere qui)

 

 

 




Il presidente dei vescovi tedeschi rinnova la richiesta della intercomunione con i protestanti, parla di “reciproca ospitalità eucaristica”.

Il vescovo Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha ribadito domenica la sua opinione che l’intercomunione con i protestanti dovrebbe essere possibile, nonostante le obiezioni del Vaticano.

Ne parla il Catholic News Agency in questo articolo che vi propongo nella mia traduzione. 

 

Bätzing Georg
mons. Georg Bätzing, presidente della Congerenza Episcopale Tedesca

 

Il vescovo Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha ribadito domenica la sua opinione che l’intercomunione con i protestanti dovrebbe essere possibile, nonostante le obiezioni del Vaticano.

Ha fatto questo commento in un messaggio dell’8 novembre al Sinodo della Chiesa evangelica in Germania (EKD).

“La comunità nella fede, che è già ecumenicamente visibile in molti modi, mira a un’unità che potrà essere vissuta anche come comunione nell’Eucaristia e nella Cena del Signore”, ha scritto Bätzing nel messaggio.

Ha detto di ritenere “buono” il fatto che un documento prodotto dal Gruppo di studio ecumenico di teologi protestanti e cattolici (ÖAK), intitolato “Insieme alla mensa del Signore”, abbia “riacceso il dibattito sulle questioni ancora aperte sulla strada” verso quella che il documento chiama “reciproca ospitalità eucaristica” tra cattolici e protestanti.

Come ha riferito CNA Deutsch, partner di CNA per le notizie in lingua tedesca, Bätzing ha continuato: “Farò ogni sforzo nella conferenza episcopale e anche nel dialogo con Roma per assicurare che si tenga un intenso discorso su questo tema e che i risultati dei dialoghi ecumenici siano esaminati e messi in pratica”.

La Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) ha detto in settembre che la proposta fatta in “Insieme alla mensa del Signore”, pubblicata nel settembre 2019, non rendeva giustizia alla comprensione cattolica della Chiesa, dell’Eucaristia e degli Ordini sacri.

Il testo, di 57 pagine, propugnava la “reciproca ospitalità eucaristica” tra cattolici e protestanti, sulla base di precedenti accordi ecumenici sull’Eucaristia e sul ministero. In risposta, la CDF ha emesso una lettera del 18 settembre, firmata dal prefetto della CDF cardinale Luis Ladaria e dal segretario arcivescovo Giacomo Morandi.

La lettera era accompagnata da una nota dottrinale di quattro pagine che sollevava una serie di preoccupazioni teologiche. La CDF ha detto che il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione vaticana per i Vescovi, aveva chiesto una valutazione dottrinale del documento nel mese di maggio. Essa ha fatto notare che i vescovi tedeschi avevano discusso il testo nella loro riunione plenaria di quel mese a Magonza.

La lettera della Cdf diceva: “La questione dell’unità dell’Eucaristia e della Chiesa, in cui l’Eucaristia presuppone e realizza l’unità con la comunione della Chiesa e della sua fede con il papa e i vescovi, è sottovalutata nel documento citato”.

“Approfondimenti teologici essenziali e indispensabili della teologia eucaristica del Concilio Vaticano II, che sono ampiamente condivisi con la tradizione ortodossa, purtroppo non hanno trovato adeguato riscontro nel testo”.

Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, in un’intervista di settembre ha affermato di ritenere che il Papa abbia appoggiato l’intervento dell’ufficio dottrinale vaticano.

“Ho anche sentito da altre fonti che il papa ha espresso la sua preoccupazione in conversazioni personali”, ha detto Koch, spiegando che non si riferiva semplicemente alla questione dell’intercomunione. 

“Non solo, ma sulla situazione della Chiesa in Germania in generale”, ha detto, osservando che papa Francesco ha indirizzato una lunga lettera ai cattolici tedeschi nel giugno 2019.

CNA Deutsch ha riferito che l’ÖAK ha adottato il documento di intercomunione sotto la copresidenza di Bätzing e del vescovo luterano in pensione Martin Hein.

Ha aggiunto che Bätzing ha recentemente annunciato che le raccomandazioni del testo saranno messe in pratica al Congresso della Chiesa Ecumenica di Francoforte nel maggio 2021.

L’ÖAK è stata fondata nel 1946 per rafforzare i legami ecumenici. È indipendente sia dalla Conferenza episcopale cattolica tedesca che dall’EKD, un’organizzazione che rappresenta 20 gruppi protestanti, ma informa entrambi gli organismi sulle sue deliberazioni.

La congregazione dottrinale (CDF) ha sottolineato che tra protestanti e cattolici permangono notevoli differenze nella comprensione dell’Eucaristia e del ministero.

“Le differenze dottrinali sono ancora così importanti che attualmente escludono la reciproca partecipazione alla Cena del Signore e all’Eucaristia”, ha detto.

“Il documento non può quindi servire da guida per una decisione individuale di coscienza sull’approccio all’Eucaristia”.

La CDF ha aggiunto che il testo dell’ÖAK dovrebbe ispirare ulteriori discussioni teologiche. Ma ha messo in guardia contro qualsiasi passo verso l’intercomunione.

“Tuttavia, un’apertura della Chiesa cattolica verso la comunione eucaristica con le chiese membri dell’EKD nello stato attuale della discussione teologica aprirebbe necessariamente nuove fratture nel dialogo ecumenico con le Chiese ortodosse, non solo in Germania”, ha detto.

 




UN INIZIO DAL NULLA – V.L. n.8 – 1. Il Big Bang Cosmologico

(se il video qui sotto non si apre, fare il refresh di questa pagina o cliccare qui)



 

 

Entriamo nella parte più squisitamente apologetica del nostro percorso, motivando in modo puntuale PERCHE’ la visione del mondo giudaico cristiana è senza alcun dubbio la più pertinente descrizione dell’universo che ci troviamo a osservare, a esplorare e a vivere.

Ci sono cinque fatti che non potranno MAI essere spiegati pienamente ricorrendo alla visione del mondo naturalista, che nega a priori la presenza di un Intelletto che precede l’esistenza della materia, delle leggi naturali, delle costanti cosmiche tarate in modo inconcepibilmente perfetto per permettere la vita intelligente. Questi cinque eventi non si lasciano inquadrare all’interno di modelli materialisti, perché consistono in veri e propri BIG BANG, e sono:

  1. Il Big Bang cosmologico (la comparsa dell’universo dal nulla)
  2. Il Big Bang biologico (la comparsa della vita dalla materia inerte)
  3. Il Big Bang del pensiero (nel mondo molecolare compare la coscienza dell’uomo)
  4. Il Big Bang morale (l’esistenza di una legge immateriale, che vincola la coscienza umana al bene)
  5. Il Big Bang Gesù di Nazareth, l’unico uomo che “dicono sia Risorto”, dividendo in due la storia umana, ed aprendo uno squarcio di speranza davanti al nemico più grande: la morte.

Più avanza la nostra comprensione di queste “singolarità”, più ci stiamo rendendo conto di quanto profondo sia il mistero della MENTE DI DIO come la definì Albert Einstein, che ha concepito un cosmo finemente sintonizzato per consentire la vita, e poi la cellula vivente, la mente autocosciente, la libertà, il bene, l’amore, e la più sublime manifestazione della potenzialità umana: la vita del Cristo donata sulla croce per amore dell’uomo.

In questo video esploriamo il PRIMO BIG BANG alla luce delle scoperte scientifiche più avanzate, controbattendo alle ipotesi atee che propugnano modelli cosmologici alternativi per spiegare ciò che oggi è unanimemente accettato: la comparsa DAL NULLA di tutto ciò che c’è.