Card. Bassetti: “l’Eucarestia è pro mundi salute, ovvero per la salvezza del mondo”

Il 31 ottobre scorso il cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza episcopale italiana, è stato trasferito presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, a seguito della positività al Covid-19 riscontrata nei giorni scorsi. Qui verranno verificate e monitorate le sue condizioni di salute con probabile utilizzo di accertamenti strumentali. «Continuiamo a essere vicini al cardinale – dichiara monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana -. Lo accompagniamo con la preghiera e l’affetto del Popolo di Dio, certi che il Signore non farà mancare la sua consolazione e il suo sostegno in questa prova».

Venerdì 30 ottobre il cardinale ha inviato una lettera ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle consacrate, a tutti i fedeli di Cristo dell’archidiocesi di Perugia-Città della Pieve. La rilanciamo perché molto profonda e sentita.

 

card. Gualtiero Bassetti
card. Gualtiero Bassetti

 

Questa notte, in sogno, mi sono ritrovato nel tempo in cui, in Seminario, avevo come Padre spirituale don Divo Barsotti. Egli mi insegnava a rivolgermi all’Onnipotente con queste parole fin dal mattino: «O Dio, Tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco».

Da quando sono in isolamento per la positività al Covid-19, ho la possibilità di comunicarmi ogni giorno nella mia camera, avendo portato una piccola pisside vicino alla porta della stanza. Era necessaria questa esperienza di malattia per rendermi conto di quanto siano vere le parole dell’Apocalisse in cui Gesù dice all’angelo della Chiesa di Laodicèa: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3, 20).

L’Eucarestia, soprattutto in questo periodo così difficile, non può essere lasciata ai margini delle nostre esistenze ma dev’essere rimessa, con ancora più forza, al centro della vita dei cristiani. L’Eucarestia non è soltanto il Sacramento in cui Cristo si riceve – l’anima è piena di grazia e a noi è dato il pegno della gloria futura – ma è l’anima del mondo ed è il fulcro in cui converge tutto l’universo. In definitiva, l’Eucarestia è pro mundi salute, ovvero per la salvezza del mondo, e pro mundi vita, per la vita del mondo (Gv 6, 51).

Nell’Eucarestia Gesù rinnova e riattualizza il suo sacrificio pasquale di morte e resurrezione, ma la Sua presenza non si limita a un piccolo pezzo di pane consacrato. Quel pane consacrato trascende dallo stesso altare, abbraccia tutto l’universo e stringe a sé tutti i problemi dell’umanità, perché il corpo di Gesù è strettamente unito al corpo mistico che è tutta la Chiesa. Non c’è situazione umana a cui non possa essere ricondotta l’Eucarestia.

Anche le vicende drammatiche che stiamo vivendo in questi giorni in Italia – come l’aumento della diffusione dell’epidemia, la grave crisi economica per molti lavoratori e per tante imprese, l’incertezza per i nostri giovani della scuola – non sono al di fuori della Santissima Eucarestia.

Mi ricordo che Padre Turoldo ci insegnava queste cose con grande chiarezza. E più vado avanti negli anni, più cerco di sperimentarle e più le sento vere. Non c’è consolazione, non c’è conforto, non c’è assenza di lacrime che non abbia il suo riferimento a Gesù Eucarestia.

Questo è un piccolo messaggio che voglio indirizzare ai miei preti, ai consacrati, ai giovani, alle famiglie e ai bambini dell’Archidiocesi. Vorrei che in questo periodo di così grave sofferenza non sentissimo la croce come un peso insopportabile ma come una croce gloriosa. Perché la Sua dolce presenza e la Sua carezza nell’Eucarestia fanno sì che le braccia della croce diventino due ali, come diceva don Tonino Bello, che ci portano a Gesù.

Ritengo infatti, come scriveva Paolo, «che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi». Con «impazienza» noi aspettiamo di contemplare il volto di Dio poiché «nella speranza noi siamo stati salvati» (Rom 8, 18.24). Pertanto, è assolutamente necessario sperare contro ogni speranza, «Spes contra spem». Perché, come ha scritto Charles Péguy, la Speranza è una bambina «irriducibile». Rispetto alla Fede che «è una sposa fedele» e alla Carità che «è una Madre», la Speranza sembra, in prima battuta, che non valga nulla. E invece è esattamente il contrario: sarà proprio la Speranza, scrive Péguy, «che è venuta al mondo il giorno di Natale» e che «portando le altre, traverserà i mondi».

 

 




Gianfranco Amato sul Ddl Zan: «Non tutto e perduto!».

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Maschio e femmina li creò

maschio e femmina Dio
Adamo ed Eva davanti a Dio, ca 1350, di Guariento (1338, ca 1367), affresco, Cappella Carrarese, Galilean Academy of Arts and Sciences, previously Patavina, Padova, Veneto. Italia

 

 

di Gianni Pezzuolo

 

Qualche giorno fa ci sono state varie reazioni e interpretazioni più o meno strumentali della posizione di Papa Francesco sulle relazioni di tipo omosessuale.

Il 02 novembre scorso è comparsa una nota di chiarimento da parte della Segreteria di Stato del Vaticano.

Già questo mi fa storcere il naso perché il linguaggio che deve essere usato dal Vicario di Cristo deve essere chiaro e non prestarsi ad equivoci (Mt 5,37).

Il chiarimento però mi lascia alquanto perplesso .

Se ho capito bene, da parte del Papa viene data copertura legale, e di fatto legittimata, una convivenza civile di persone dello stesso sesso senza che ci sia alcun richiamo allo stato di peccato insito in una tale situazione.

E’ forse cambiata la legge di Dio che nei capitoli 18 e 20 del libro del Levitico dice chiaramente che se un uomo ha relazioni con un maschio come con una donna è un abominio (Lv 18,22); tutti e due hanno commesso un abominio (Lv 20,13)?

Si potrebbe obiettare che questo è il vecchio testamento, che questa è  la legge data a Mosé e che oggi non siamo più sotto la legge ma sotto la grazia (Rm 6,14). 

Vero … ma, è opportuno proseguire nella lettura del brano di Romani “Che faremo dunque? Peccheremo forse perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? No di certo!  Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che conduce alla morte o dell’ubbidienza che conduce alla giustizia? Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del peccato ma avete ubbidito di cuore a quella forma d’insegnamento che vi è stata trasmessa;  e, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia. Parlo alla maniera degli uomini, a causa della debolezza della vostra carne; poiché, come già prestaste le vostre membra a servizio dell’impurità e dell’iniquità per commettere l’iniquità, così prestate ora le vostre membra a servizio della giustizia per la santificazione. Perché quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi riguardo alla giustizia. Quale frutto dunque avevate allora? Di queste cose ora vi vergognate, poiché la loro fine è la morte. Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore (Rm 6,15-23).

Siamo quindi sotto la grazia, chiamati alla santificazione e alla vita eterna.

Allora come non tener conto di S. Paolo quando afferma che né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio (1Cor 6,9b-10).

Non solo ma rincara anche la dose: “Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento. Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro o avaro (che è un idolatra) ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni; perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce  – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità –  esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele (Ef 5 3-11).  

Non è per caso scritto che è compito dei pastori conservare, esporre, diffondere e tutelare le verità della fede e promuovere e difendere l’integrità dei costumi (SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE – Decreto riguardante la vigilanza dei Pastori della Chiesa sui libri) e che tale compito è esercitato dai Vescovi, successori degli Apostoli, ma in modo speciale lo esercita il Successore di Pietro, in quanto perpetuo e visibile fondamento (4) di unità sia dei Vescovi che della moltitudine dei fedeli?

Come lo esercita il successore di Pietro?

Ma il Catechismo della Chiesa Cattolica ha ancora una qualche validità?

Qual è il senso da attribuire alle affermazioni secondo le quali la vita morale è un culto spirituale (2031), la presenza della guida e la vigilanza dei pastori per la trasmissione della vita morale (2033), che l’autorità del Magistero si estende anche ai precetti specifici della legge naturale, perché la loro osservanza, chiesta dal Creatore, è necessaria alla salvezza (2036) (Catechismo della Chiesa Cattolica che nella parte terza sezione prima, capitolo terzo articolo 3)?

Al successivo punto 2038 è scritto che:  Nell’opera di insegnamento e di applicazione della morale cristiana, la Chiesa ha bisogno della dedizione dei Pastori, della scienza dei teologi, del contributo di tutti i cristiani e degli uomini di buona volontà. Attraverso la fede e la pratica del Vangelo i singoli fanno un’esperienza della « vita in Cristo », che li illumina e li rende capaci di discernere le realtà divine e umane secondo lo Spirito di Dio. 

Ma se la Chiesa nell’opera di insegnamento e di applicazione della morale cristiana ha bisogno dei Pastori e se questi Pastori tacciono o diffondono idee non conformi alla legge naturale, i cristiani e gli uomini di buona volontà a chi debbono rivolgersi?

E’ scritto ancora che i cristiani contribuiscono all’edificazione della Chiesa con la saldezza delle loro convinzioni e dei loro costumi (2045); ma chi li mantiene saldi se i pastori abdicano al loro ruolo?

Come si può rendere sapore al sale insipido (Mc 9,50a)?

Ancora una volta la mancata distinzione fra il peccato (da condannare) e il peccatore (chi sono io per giudicare?) rischia di essere interpretata in modo ambiguo e fuorviante.

Questo atteggiamento se compiuto in buona fede può dar luogo ad un fraterno richiamo: “Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; considerando attentamente l’esito del loro tenore di vita, imitatene la fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine” (Eb 13, 7-9).

Se invece è frutto di mala fede allora dobbiamo ricorrere alla lettera ai Galati: “Come abbiamo già detto, lo ripeto di nuovo anche adesso: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” (Ga 1,9).




Il Vaticano ordina la chiusura di un Seminario diocesano in Argentina

Il vescovo di San Rafael, Eduardo Taussig, ha preannunciato nel luglio scorso la chiusura entro la fine del 2020 del Seminario diocesano di Maria Madre di Dio, per ordine del Vaticano.

Il provvedimento sta causando pacifiche manifestazioni di protesta da parte di fedeli laici e sacerdoti, che erano già in disaccordo col vescovo per il divieto di ricevere la Santa Comunione  in ginocchio e in bocca, col pretesto dell’epidemia di coronavirus.

Ne parla Catholic News Agency nell’articolo riportato di seguito. La traduzione è a cura di Wanda Massa.

 

Proteste in San Rafael Credit Andrea Greco
Proteste in San Rafael Credit Andrea Greco

 

Nuove proteste per la chiusura del seminario in Argentina

I dimostranti questo fine settimana hanno protestato contro la chiusura ordinata dal Vaticano del seminario di Maria Madre di Dio a San Rafael, Argentina.

I manifestanti si sono riuniti sabato e domenica fuori dagli uffici diocesani, in piazza San Martín e davanti alla cattedrale della città. I manifestanti hanno recitato il rosario e tenuto cartelli per chiedere la chiusura del seminario diocesano.

Tra i cartelli tenuti dai manifestanti c’erano messaggi come: “Non siamo confusi, siamo indignati“, “Basta con le minacce, vescovo“; “Per il bene dei nostri seminaristi, spiega il vero motivo“, “Chiediamo un commissario apostolico” e “Santo Padre, restituiscici il seminario e i seminaristi“.

Anche le carovane con messaggi simili hanno attraversato la città, finendo negli uffici diocesani.

Il vescovo di San Rafael, Eduardo Taussig, ha annunciato a luglio che il Seminario diocesano di Maria Madre di Dio sarà chiuso entro la fine del 2020, per ordine del Vaticano, e che i seminaristi saranno trasferiti in altri seminari argentini.

In agosto, il vescovo ha detto che la Congregazione per il Clero lo ha informato che, poiché il seminario ha avuto difficoltà a mantenere un rettore – ne ha avuti sette negli ultimi 15 anni – non sembra valga la pena di tenere aperto il seminario.

L’annuncio è avvenuto in mezzo a crescenti tensioni nella diocesi tra il vescovo e un gruppo di laici cattolici e sacerdoti, iniziate a metà giugno, quando Taussig ha annunciato che la Santa Comunione nella diocesi poteva essere ricevuta solo in piedi e alla mano, non direttamente sulla lingua in ginocchio, a causa della pandemia di coronavirus.

La direttiva del vescovo, in linea con le norme annunciate in altre diocesi della regione, può aver creato tensioni anche all’interno del seminario diocesano stesso.

Un gran numero di sacerdoti a San Rafael non ha rispettato le direttive sulla distribuzione della comunione nella mano, tra cui molti ex studenti del seminario, che è stata percepita da alcuni come il motivo della riluttanza dei sacerdoti a chiedere la comunione nella mano, ha detto il vescovo.

Questo rifiuto di ottemperare aveva causato “un grave scandalo all’interno e all’esterno del seminario e della diocesi“, ha detto Taussig.

Taussig ha detto che la ricezione dell’Eucaristia in mano o sulla lingua è ugualmente accettata dalla Chiesa.

Parlando a TVA El Nevado il 27 luglio, p. José Antonio Álvarez, portavoce della diocesi di San Rafael, ha detto che “a causa della reazione indisciplinata di buona parte del clero della diocesi in questo momento, questa diocesi non ha la possibilità di mettere insieme un gruppo di formazione conforme alla disciplina della Chiesa“.

Il 20 agosto, mons. Taussig ha annunciato che avrebbe imposto sanzioni canoniche ai sacerdoti che persistevano nella disobbedienza dando la Comunione sulla lingua e non sulla mano.

Dopo l’incontro con Papa Francesco alla fine di ottobre, Taussig ha detto che la decisione del Vaticano di chiudere il seminario “non è in discussione” ed entrerà in vigore alla fine di quest’anno.

I cattolici si sono più volte pronunciati contro la chiusura del seminario, invocando carovane, preghiere e manifestazioni fuori dalla sede diocesana di San Rafael.

In risposta alle proteste del mese scorso, Taussig ha pubblicato una lettera il 30 ottobre, chiedendo ai cattolici di non “riunirsi per questi raduni anonimi“, perché “aggravano la situazione e possono danneggiare maggiormente i seminaristi stessi, di cui tutti vogliamo occuparci“.

Il vescovo ha definito le manifestazioni precedenti “atti di ribellione e di contesa“. Nei messaggi attaccati ai muri e alle porte c’era un cartello che invitava il vescovo a dimettersi, un altro lo chiamava traditore.

Taussig ha detto che le manifestazioni “prima di tutto danneggiano il seminario stesso“. I laici che hanno affisso manifesti ingiuriosi, che hanno portato con sé i loro figli e permesso loro di picchiare alle finestre e alle porte, che danneggiano l’unità della Chiesa e scandalizzano i suoi membri (e i non membri che guardano con sorpresa dall’esterno), sono visti come “frutti del seminario“. Perché riflettono, almeno indirettamente, la formazione ricevuta da coloro che si sono anche laureati in seminario. Anche le carovane annunciate saranno giudicate allo stesso modo”.

Una versione di questa storia è stata pubblicata per la prima volta dall’ACI Prensa, partner di CNA in lingua spagnola. È stata tradotta e adattata da CNA.




I vescovi francesi affermano che il divieto di messa pubblica viola la libertà di culto

Mentre in Italia iniziano nuove chiusure differenziate in varie zone del Paese in altri Stati d’Europa le Chiese locali si confrontano con i rispettivi Governi che impongono nuove restrizioni alla partecipazione dei fedeli alle cerimonie religiose. In questo articolo di CNA ci viene spiegata in particolare la situazione in Francia dove i Vescovi stanno facendo ricorso al Consiglio di Stato contro la chiusura delle celebrazioni in presenza anche in considerazione del fatto che  non ci sono prove che gli edifici ecclesiastici e le celebrazioni in chiesa abbiano contribuito alla diffusione del contagio.

La traduzione è a cura di Annarosa Rossetto. 

 

Eric de Moulins Beaufort Arcivescovo di Reims, e presidente della Conferenza Episcopale di Francia
Eric de Moulins Beaufort Arcivescovo di Reims, e presidente della Conferenza Episcopale di Francia

 

Mentre la Francia inizia il suo secondo lock-down dell’anno, i vescovi francesi hanno presentato un appello urgente per far continuare le Messe pubbliche, sostenendo che le più recenti restrizioni sul coronavirus “violano la libertà di culto.”

La conferenza episcopale francese ha annunciato lunedì sera che avrebbe depositato una “référé liberté” presso il Consiglio di Stato in merito al decreto di chiusura emesso la scorsa settimana. Questo procedimento amministrativo urgente è presentato come petizione a un giudice per la tutela dei diritti fondamentali, in questo caso, il diritto alla libertà di culto.

Il Consiglio di Stato è l’organo che consiglia e giudica il governo francese sulla sua conformità con la legge.

In un comunicato diffuso il 2 novembre, i vescovi hanno affermato che il decreto del governo francese sul coronavirus “viola la libertà di culto che è una delle libertà fondamentali nel nostro Paese”.

L’arcivescovo Éric de Moulins-Beaufort, presidente della conferenza episcopale francese, si è consultato con tutti i vescovi francesi riuniti in assemblea plenaria il 2 novembre e ha affermato che insieme ritengono che il divieto del governo alle Messe pubbliche sia “sproporzionato”,  si legge nella dichiarazione.

Con il secondo lock-down della Francia, che continuerà almeno fino al 1 dicembre, le persone non possono allontanarsi oltre 1 chilometro dalle loro abitazioni, tranne che per motivi lavorativi o sanitari essenziali. Tutte le attività commerciali non essenziali, compresi i ristoranti, sono chiuse, ma le scuole rimangono aperte.

Il 28 ottobre il ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin aveva specificato in una videoconferenza con i leader religiosi che le chiese potranno rimanere aperte. Ma tutte le cerimonie religiose in tutto il paese, comprese le Messe pubbliche, saranno sospese dal 2 novembre almeno fino al 1 dicembre, secondo La Croix.

I luoghi di culto possono rimanere aperti per matrimoni, con un massimo di sei persone, e funerali, con un massimo di 30 persone.

Il 2 novembre, anche le associazioni cattoliche francesi hanno presentato una référé-liberté al Consiglio di Stato chiedendo al Governo francese di modificare due articoli nel suo decreto sulle chiusure.

Hanno chiesto al Governo di modificare il decreto per “permettere alle persone di recarsi in luoghi di culto a più di un chilometro dalla loro casa, senza alcuna condizione di durata, tenendo conto della particolare situazione dei cappellani chiamati ad andare al capezzale del loro fedeli.”

Hanno anche chiesto al Governo “di autorizzare i raduni nei luoghi di culto limitandone la durata a 90 minuti e prescrivendo tutte le misure utili per prevenire la diffusione del virus”.

L’arcivescovo Jean-Pierre Cattenoz di Avignone, l’arcivescovo David Macaire di Saint-Pierre e Fort-de-France e il vescovo Dominique Rey di Fréjus-Toulon hanno partecipato a questa petizione, insieme alla Confédération nationale des association familiales catholiques (AFC).

“La partecipazione fisica alla preghiera comunitaria e al culto sono elementi importanti di conforto e forza morale, in particolare in questo periodo in cui ci si confronta con la malattia e la morte in modo più forte e mentre la comunità cattolica è vittima di atti di terrorismo”, ha scritto l’AFC in una dichiarazione del 2 novembre.

Nelle ultime settimane del primo lock-down in Francia a maggio, il Consiglio di Stato aveva stabilito che il Governo doveva porre fine al divieto di riunioni nei luoghi di culto dopo che erano state sollevate obiezioni simili. La Corte aveva definito il divieto di raduni religiosi “di natura sproporzionata” e “manifestamente illegale”.

L’arcivescovo Moulins-Beaufort di Reims e l’arcivescovo Michel Aupetit di Parigi hanno incontrato il primo ministro Jean Castex a Parigi alla vigilia della seconda chiusura della Francia per discutere le misure di sicurezza sul coronavirus, nonché l’attacco alla Basilica di Notre-Dame a Nizza.

Moulins-Beaufort aveva scritto al presidente francese Emmanuel Macron all’inizio della settimana chiedendo che il culto pubblico potesse continuare durante il lock-down nel Paese e che ai Cattolici venisse permesso di visitare i cimiteri per la Giornata dei Defunti.

Il vescovo ha anche chiesto al governo francese di consentire alle cappellanie cattoliche negli ospedali, nelle case di cura e nelle carceri di continuare a funzionare durante la chiusura.

Altri vescovi francesi si sono espressi sui social media. Il vescovo Marc Aillet di Bayonne ha scritto su Twitter il 28 ottobre: “Mi sembra che sia in gioco la libertà di culto, soprattutto perché le scuole rimangono aperte”.

L’Europa sta attualmente vivendo una seconda ondata di casi di coronavirus, che ha portato l’Irlanda a imporre un lock-down, l’Italia e la Spagna a implementare il coprifuoco, la Germania a chiudere tutti i bar e i ristoranti per un mese e l’Inghilterra ad annunciare una chiusura pressoché totale di quattro settimane che inizierà il 5 novembre.

Le autorità sanitarie francesi hanno segnalato 52.518 nuovi casi di COVID-19 in 24 ore il 2 novembre, con 25.143 persone attualmente ricoverate in ospedale con il coronavirus. Il Regno Unito ha segnalato 18.950 nuovi casi di coronavirus nella stessa data.

I vescovi in Inghilterra hanno sollecitato il governo a consentire ai Cattolici di partecipare a Messe pubbliche durante il secondo lock-down di quest’anno. Il cardinale Vincent Nichols di Westminster e l’arcivescovo Malcolm McMahon di Liverpool hanno affermato che la decisione del governo di interrompere le cerimonie collettive causerebbe “profonda angoscia”.

“Pur comprendendo le molte difficili decisioni che il governo deve affrontare, non abbiamo ancora visto alcuna prova che possa rendere il divieto del culto comune, con tutti i suoi costi umani, una parte produttiva della lotta contro il virus. Chiediamo al governo di produrre questa prova che giustifichi la cessazione degli atti di culto pubblico ”, ha scritto il presidente e vicepresidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles.

I vescovi irlandesi si sono incontrati con il Taoiseach (il capo del governo della Repubblica d’Irlanda ndt) la scorsa settimana per chiedere al Governo di revocare le attuali restrizioni del coronavirus al culto pubblico “il prima possibile”.

“Abbiamo fatto tutto il possibile per tenere in sicurezza i nostri edifici ecclesiastici e non ci sono prove che gli edifici ecclesiastici e le celebrazioni in chiesa siano stati effettivamente una fonte di contagio o la diffusione dell’infezione, quindi devo dire che sono rimasto deluso e l’ho detto al Taoiseach,” ha detto l’Arcivescovo Eamon Martin di Armagh dopo l’incontro.




LE CORDE DELL’ANIMA #8 – Dal sesso ai gender. La negazione della realtà assurta a sistema

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LE CORDE DELL’ANIMA #8

Dal sesso ai gender. La negazione della realtà assurta a sistema

SESSO: il dato biologico reale e oggettivo di un corpo sessuato, fin dalla nascita, in ogni singola cellula. Si nasce solo MASCHI e FEMMINE. 

GENDER: l’identità percepita, influenzata da innumerevoli fattori: cultura, educazione, modelli e valori sociali. Un concetto soggettivo, fluido, mutevole.

Il mondo è cambiato, oggi il sesso biologico non conta più nulla, CI DICONO CHE NON SIAMO PIU’ MASCHI E FEMMINE, ma esseri fluidi (?!?), che determinano autonomamente la propria identità, scolpendo il proprio corpo, e tutta la società, in funzione di ciò che PENSANO sia reale. 

È l’ideologia GENDER, il nuovo paradigma ideato e imposto su vasta scala da Enti Sovranazionali che vogliono scolpire il futuro delle persone per i prossimi 50 anni, incuranti di ciò che realmente dice LA SCIENZA (che conferma la differenziazione biopsichica maschio/femmina!), le CULTURE NAZIONALI, il semplice BUON SENSO, oltre ovviamente alla RELIGIONE. Un “TENTATIVO DI COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA” ed uno “SBAGLIO DELLA MENTE UMANA”, come lo ha definito Papa Francesco.

Ogni ostacolo che si frappone all’io e alle sue voglie va abbattuto, primariamente l’identità BIOLOGICA MASCHILE E FEMMINILE, ridotta a un semplice “stereotipo di genere, pericoloso e retrogrado”. 

DONNA e UOMO sarebbero sovrapponibili, intercambiabili, indifferenti.

PADRE E MADRE solo concetti astratti, oggi di fatto “superati”. 

Il CORPO col suo sesso genetico, qualcosa di alterabile a piacimento con ormoni e chirurgia. 

Il lavoro di ingegneria sociale attuato da decenni a questa parte sui MEDIA ha ormai dato i suoi frutti: 

le parole sono state alterate, rendendo incomprensibile la realtà;

la confusione identitaria delle nuove generazioni è stata alimentata oltre il punto di non ritorno;

la famiglia naturale demonizzata e distrutta, il ruolo del padre svilito, le madri superate

CON LA FORZA DELLE LEGGI SI VUOLE ADESSO DISTRUGGERE GLI ULTIMI FOCOLAI DI LIBERO PENSIERO: introducendo la fattispecie dell’OMOFOBIA si andrà a colpire chiunque non sarà allineato con l’ideologia dominante, perseguendo civilmente e penalmente:

coloro che oseranno rifiutare “la nuova educazione sessuale (leggi teoria del gender)” obbligatoria per i bambini delle scuole di ogni ordine e grado, a cura degli LGBT;

chiunque affermerà il “binarismo sessuale”: SIAMO MASCHI E FEMMINE;

chiunque affermerà che UN BAMBINO HA DIRITTO A PAPA’ E MAMMA;

chiunque leggerà in pubblico SAN PAOLO su temi di carattere morale ed etico.

In Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, dove le leggi “anti omofobia” sono state approvate, le persone stanno finendo in carcere già da anni per aver affermato pubblicamente queste cose, un tempo ritenute ovvie. In Italia sta per accadere la stessa cosa… Nell’indifferenza ed ignoranza dei più.

Non possiamo restare in silenzio mentre Organismi Sovranazionali pilotano il destino di interi popoli, manipolando il pensiero delle masse inconsapevoli, creando nuovi eserciti di schiavi del pensiero unico, incapaci di senso critico e di un contatto con la REALTA’… Tutto questo va fermato.

Conversione Costante (2C) sostiene Giorgio Ponte, in una battaglia per la Verità che ci coinvolge tutti. Perché SOLO LA VERITA’ RENDE LIBERI!

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La censura della manifestazione del libero pensiero è INCOSTITUZIONALE IN ITALIA, e noi ci opporremo continuando a dare voce a chi viene sistematicamente offeso, censurato, vilipeso e silenziato perché TROPPO SCOMODO per la dittatura del “politically correct”.