QUALE FRATELLANZA, QUALE PREGHIERA? – “Tra speranze, ambiguità, compromessi..”

fratellanza 14 maggio 2020

Fratellanza 14 maggio 2020

 

di Gianni  Silvestri

 

II 14 Maggio 2020 è stata indetta una giornata di preghiera e di digiuno dall’”Alto Comitato per la fratellanza umana” composto da capi religiosi che si ispirano al documento firmato ad Abu Dhabi (da Papa Francesco e dal grande imam di al-Azhar).
Questo “Documento sulla fratellanza umana”  del 4 Febbraio 2019 ha individuato vari  obiettivi condivisibili, tra cui  la protezione della Vita, il rifiuto della violenza, le religioni come impegno di pace, la ricerca del dialogo e della collaborazione ecc.

Ma quando si sono volute indicare le radici di questo impegno nella ricerca e nella fede in Dio, che tutti dovrebbe accomunare, la seguente frase ha creato grossi dubbi…
Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina…” Tanti sono stati i dubbi in quanto noi sappiamo che Dio ha voluto inviare proprio suo Figlio per far conoscere la Sua volontà, la sua vera identità, che le altre religioni non conoscevano. Se invece si afferma che tutte le religioni sono volute da Dio, perché allora Egli avrebbe mandato il Suo figlio a morire in croce?  Che senso avrebbero le parole di Cristo dinanzi a Pilato: ”Per questo Io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità” (Gv.18,37). Che senso avrebbe il suo indicibile sacrificio? Tanta sofferenza poteva essere evitata con un “accordo ecumenico” con Pilato ed i sommi sacerdoti…(certo al prezzo del compromesso, del rinnegamento della Verità, non della sua testimonianza..). Lo stesso Papa Francesco ha ritenuto di precisare la portata della frase e del documento nell’udienza generale di mercoledì 3 aprile 2019:  «Perché Dio consente che ci siano tante religioni? Dio ha voluto permettere questo: i teologi della Scolastica facevano riferimento alla voluntas permissiva di Dio. Egli ha voluto permettere questa realtà». Il Papa ha cosi ricordato la antica distinzione tra la volontà dispositiva di DIO e quella solo permissiva (che solo permette – e non vuole direttamente – le diverse religioni; ad esempio, Dio permette il male del Nemico, ma non lo vuole direttamente,  al fine di consentirci la libertà di scelta).

Ma questa giusta ed opportuna precisazione è rimasta solo verbale, limitata all’udienza papale e  non ha modificato o precisato – come sarebbe stato necessario – il documento che resta ambiguo sul punto e che tutti continueranno a leggere nella contestata formulazione.  Sia chiaro, il fine di ricercare una pace comune è condivisibile e va appoggiato in ogni modo e con qualsiasi sforzo comune, ma con l’unico limite – per i cristiani – di non venir meno ai principi fondamentali della propria religione (e si ritiene che ogni altra e diversa confessione religiosa, non voglia venir meno ai propri).

Quindi c’è da intendersi: come impostare un giusto ecumenismo che arricchisca e non impoverisca tutti? Come arrivare all’unica Verità che non può essere contraddittoria?
Il Concilio nella Dignitates Humanae  riconosce la libertà religiosa di ogni uomo, ma precisa che ciò non comporta di conseguenza che ogni religione diventi ugualmente giusta e vera, solo perché scelta liberamente dal singolo (è questo l’errore dell’indifferentismo religioso). Il documento ribadisce che :“L’unica vera religione si trova nella Chiesa Cattolica. Tutti gli esseri umani sono tenuti ad aderire alla verità a mano a mano che la conoscono. Questo dovere vincola la coscienza, e la verità si impone in virtù della sua intrinseca forza”.
Quindi ognuno ha il dovere morale di ricercare e vivere la Verità (che è oggettiva e non soggettiva), ed essa non può essere imposta con la forza in virtù del rispetto della libertà religiosa del singolo. La Verità non ha bisogno della forza, perché si impone da sé alla ragione, per la sua bellezza, profondità ed umanità.

Ogni attività ecumenica dunque è una espressione di questa libertà, ma deve  tendere alla scoperta ed al riconoscimento della unica Verità.

San Tommaso ci insegna che La Verità è intuibile con la ragione umana che può arrivare a riconoscere ragionevolmente i cosiddetti “preambula fidei”, (cioè i presupposti ragionevoli della esistenza di DIO e della nostra condizione di creature bisognose di Lui). E’ chiaro che poi è necessario completare il cammino con la Rivelazione Cristiana, perché: “ …nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11,27).  Il cammino ecumenico quindi è una ricerca comune della unica Verità, è un cammino di comprensione delle posizioni reciproche al fine di comprenderne eventuali errori ed eliminare le conseguenti “incrostazioni storiche” di interessi solo umani.

La stessa Chiesa Cattolica riconosce che nelle altre religioni ci possono essere “semi di quella Verità” che però è pienamente presente solo nella fede Cristiana in quanto rivelata dal Figlio. Ci ricorda San Giovanni Paolo che il Concilio Ecumenico Vaticano II, nella Dichiarazione Nostra aetate sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, insegna che “la Chiesa Cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni….e che… è necessario riconoscere “i semi del Verbo” presenti e operanti nelle diverse religioni (cfr. Ad gentes, 11; Lumen gentium, 17). … I “semi di verità” presenti e operanti nelle diverse tradizioni religiose sono un riflesso dell’unico Verbo di Dio, “che illumina ogni uomo” (cfr Gv 1,9) e che si è fatto carne in Cristo Gesù (cfr. Gv 1,14).

Essi sono insieme “effetto dello Spirito di verità operante oltre i confini visibili del Corpo Mistico” e che “soffia dove vuole” (Gv 3,8) (cfr. Redemptor hominis, 6 e 12). (Udienza Generale 9.9.98).  E’ necessario che questi semi possano crescere e, si spera, maturare, ma questo cammino comune, non può portare a segare alla radice lo stesso albero che produce questi semi di Verità. Ogni cammino ecumenico si rivela fallace se si allontana dalla Verità e se vien fatto a scapito dei suoi principi fondamentali che sono innanzitutto i Comandamenti e l’insegnamento di Cristo.

1)  «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei davanti a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra.
Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai» (Es. 20: 2-5). Gesù Cristo ha confermato la perenne validità di questo comandamento: «È scritto: Adorerai il Signore tuo Dio e solo a lui servirai» (Mt 4, 10).

2) “Sia fatta la Tua Volontà.. e liberaci dal male”
Una vita vera non può che svolgersi secondo quanto insegnatoci dallo stesso Figlio di DIO, nella Sua unica “preghiera doc”: Il Padre Nostro.
E’ la Sua volontà – non altre – che ha creato e regge il mondo,  vuole il suo Bene, non è fallace come la nostra volontà. Conoscere e Fare la Sua volontà significa “vivere al massimo” sia su questa terra, sia nella prossima vita.
Senza di Lui anche la lotta al Male – che proviene da un Essere Superiore a noi – è una battaglia persa (come vediamo oggi nel mondo, nonostante la nuova conoscenza e le nuove scoperte).

3) “Cercate il Regno di Dio,  Il resto vi sarà dato in Sovrappiù”….
Cristo ci dona anche un appunto di metodo: non facciamoci distogliere in questo cammino, anche il giusto l’impegno sociale, politico, ambientale, ecumenico, per la pace, ecc. sarà una conseguenza della vita di fede e non viceversa. In ogni cammino bisogna partire dall’origine, dalle radici, da Dio per poter vivere nella Verità e non nella finzione. Se invece partiamo dall’impegno sociale, politico ecc. è come vedere un film… iniziando dalla fine…non si arriverebbe mai a capo.

Ecco perché la pace (e lo stesso ecumenismo) non può essere solo il frutto di un compromesso umano in cui ognuno elimina “una parte scomoda della propria verità”, per addivenire ad un disegno accettabile da tutti. In questo modo sostituiremmo la Verità divina con una creata a nostra immagine e somiglianza, creeremmo un nuovo idolo, “una religione umana” modificabile a seconda delle convenienza del tempo.

Questo è il metodo del mondo, una superficiale pace-compromesso che da secoli si tenta di realizzare; ma i deludenti risultati di questi sforzi umani sono ben noti, infatti l’unica attività che non è mai cessata nel mondo da millenni è proprio la guerra, che anzi si sta evolvendo sempre in nuove forme: la  guerra Nucleare, batteriologica, informatica, economica. Di recente si sono già organizzate unità specifiche per la guerra spaziale e satellitare…altro che pace umana basata sempre sull’ambiguo  ed inefficace adagio romano: “Si vis pacem, para bellum” ( la pace come giustificazione della corsa agli armamenti… assurdo). I cristiani sanno che questa pace umana sarà sempre fragile ed imperfetta, perché queste sono le caratteristiche dello stesso essere umano (a causa del peccato originale, che rende provvisorio ogni suo sforzo che resti lontano da Dio).

Ecco perché lo sforzo umano per una pace tecnica può essere solo un punto di partenza per fermare i vari conflitti, ma una pace vera deve nascere da un cuore nuovo, da un uomo rinnovato dall’intervento di DIO (“vi do la mia pace, vi lascio la pace, non come la dà il mondo” Gv 14,27).

Quindi, ed  in conclusione, è senz’altro positivo che le varie religioni si accordino su un cammino di pace, ma essa non può essere raggiunta al prezzo di dimenticare DIO o metterlo tra parentesi, o “sfumare” quello che ci ha rivelato (al prezzo del suo Sangue).

Per questo anche la preghiera ed il rapporto con Dio, non possono essere il frutto di regole concordate a tavolino da tutte le religioni, ma le condizioni di questo rapporto sono state poste da Lui e sono imprescindibili, perché comunicateci direttamente da Cristo come sopra ricordato. E’ un cammino difficile da compiere, nella Chiesa, con prudenza e fedeltà, altrimenti rischiamo solo di limitarci a nuove pratiche e sforzi  umani, non certo a raggiungere e vivere la Verità, che è Cristo, unica a poterci guidare ad una vita e ad una preghiera “come Dio comanda”.
In Pace




Il Papa: preghiamo insieme come fratelli per la liberazione da tutte le pandemie

 

Francesco ha presieduto la Messa a Casa Santa Marta (VIDEO INTEGRALE) nel giorno in cui la Chiesa celebra la Festa di San Mattia Apostolo. Nell’introduzione ha ricordato l’odierna Giornata di preghiera, digiuno e opere di carità promossa dall’Alto Comitato della Fratellanza Umana e ha incoraggiato tutti a unirsi come fratelli, per chiedere a Dio la liberazione da questo male:

L’Alto Comitato per la Fratellanza Umana oggi ha indetto una giornata di preghiera e digiuno, per chiedere a Dio misericordia e pietà in questo momento tragico della pandemia. Tutti siamo fratelli. San Francesco di Assisi diceva: “Tutti fratelli”. E per questo, uomini e donne di ogni confessione religiosa, oggi, ci uniamo nella preghiera e nella penitenza, per chiedere la grazia della guarigione da questa pandemia.

Nell’omelia, il Papa ha commentato la prima lettura, tratta dal Libro di Giona, in cui il profeta invita il popolo di Ninive a convertirsi per non subire la distruzione della città. Ninive si convertì e la città fu salvata da qualche pandemia, forse “una pandemia morale”, osserva il Papa. “E oggi – sottolinea – tutti noi, fratelli e sorelle di ogni tradizione religiosa, preghiamo: giornata di preghiera e di digiuno, di penitenza, indetta dall’Alto Comitato per la Fratellanza Umana. Ognuno di noi prega, le comunità pregano, le confessioni religiose pregano: pregano Dio, tutti fratelli, uniti nella fratellanza che ci accomuna in questo momento di dolore e di tragedia”.

“Noi non aspettavamo questa pandemia, è venuta senza che noi l’aspettassimo ma adesso c’è. E tanta gente muore. E Tanta gente muore da sola e tanta gente muore senza poter fare nulla. Tante volte può venire il pensiero: ‘A me non tocca, grazie a Dio mi sono salvato’. Ma pensa agli altri! Pensa alla tragedia e anche alle conseguenze economiche, le conseguenze sull’educazione” e a “quello che avverrà dopo. E per questo oggi, tutti, fratelli e sorelle, di qualsiasi confessione religiosa, preghiamo Dio”.

“Forse – nota il Papa – ci sarà qualcuno che dirà: ‘Questo è relativismo religioso e non si può fare’. Ma come non si può fare, pregare il Padre di tutti? Ognuno prega come sa, come può”, secondo la propria cultura. “Noi non stiamo pregando l’uno contro l’altro, questa tradizione religiosa contro questa, no! Siamo uniti tutti come esseri umani, come fratelli, pregando Dio, secondo la propria cultura, secondo la propria tradizione, secondo le proprie credenze, ma fratelli e pregando Dio, questo è l’importante! Fratelli, facendo digiuno, chiedendo perdono a Dio per i nostri peccati, perché il Signore abbia misericordia di noi, perché il Signore ci perdoni, perché il Signore fermi questa pandemia. Oggi è un giorno di fratellanza, guardando l’unico Padre, fratelli e paternità. Giorno di preghiera”.

Questa pandemia – ha detto Francesco – “è venuta come un diluvio, è venuta di colpo. Adesso ci stiamo svegliando un po’. Ma ci sono tante altre pandemie che fanno morire la gente e noi non ce ne accorgiamo, guardiamo da un’altra parte. Siamo un po’ incoscienti davanti alle tragedie che in questo momento accadono nel mondo”.

Il Papa cita una statistica ufficiale, che non parla della pandemia del coronavirus, ma di un’altra: “Nei primi quattro mesi di quest’anno sono morti 3 milioni e 700 mila persone di fame. C’è la pandemia della fame. In quattro mesi, quasi 4 milioni di persone. Questa preghiera di oggi per chiedere che il Signore fermi questa pandemia ci deve far pensare alle altre pandemie del mondo. Ce ne sono tante! La pandemia delle guerre, della fame e tante altre. Ma l’importante è che, oggi, insieme e grazie al coraggio che ha avuto questo Alto Comitato per la Fratellanza Umana, insieme siamo stati invitati a pregare ognuno secondo la propria tradizione e a fare una giornata di penitenza di digiuno e anche di carità, di aiuto agli altri. Questo è l’importante. Nel libro di Giona abbiamo sentito che il Signore, quando vide come aveva reagito il popolo – che si era convertito – il Signore fermò, fermò quello che Lui voleva fare”.

“Che Dio fermi questa tragedia – è la preghiera di Papa Francesco – che fermi questa pandemia. Che Dio abbia pietà di noi e che fermi anche le altre pandemie tanto brutte: quella della fame, quella della guerra, quella dei bambini senza educazione. E questo lo chiediamo come fratelli, tutti insieme. Che Dio benedica tutti noi e abbia pietà di noi”.

 

Di seguito il testo dell’omelia

Nella prima Lettura abbiamo sentito la storia di Giona, nello stile dell’epoca (cfr Gn 3,1-10). Siccome c’era qualche pandemia, non sappiamo, nella città di Ninive, una “pandemia morale” forse, [la città] stava proprio per essere distrutta (cfr v. 4). E Dio manda Giona a predicare: preghiera e penitenza, preghiera e digiuno (cfr vv. 7-8). Davanti a quella pandemia, [dapprima] Giona si spaventò e scappò (cfr Gn 1,3). Poi il Signore per la seconda volta lo chiamò e lui accettò di andare a predicare questo (cfr Gn 3,1-3). E oggi tutti noi, fratelli e sorelle di ogni tradizione religiosa, preghiamo: giornata di preghiera e di digiuno, di penitenza, indetta dall’Alto Comitato per la Fratellanza Umana. Ognuno di noi prega, le comunità pregano, le confessioni religiose pregano, pregano Dio: tutti fratelli, uniti nella fratellanza che ci accomuna in questo momento di dolore e di tragedia.

Noi non aspettavamo questa pandemia, è venuta senza che noi l’aspettassimo, ma adesso c’è. E tanta gente muore. Tanta gente muore da sola e tanta gente muore senza poter fare nulla. Tante volte può venire il pensiero: “A me non tocca, grazie a Dio mi sono salvato”. Ma pensa agli altri! Pensa alla tragedia e anche alle conseguenze economiche, le conseguenze sull’educazione, le conseguenze…, quello che avverrà dopo.

E per questo oggi, tutti, fratelli e sorelle, di qualsiasi confessione religiosa, preghiamo Dio. Forse ci sarà qualcuno che dirà: “Questo è relativismo religioso e non si può fare”. Ma come non si può fare, pregare il Padre di tutti? Ognuno prega come sa, come può, come ha ricevuto dalla propria cultura. Noi non stiamo pregando l’uno contro l’altro, questa tradizione religiosa contro questa, no! Siamo uniti tutti come esseri umani, come fratelli, pregando Dio, secondo la propria cultura, secondo la propria tradizione, secondo le proprie credenze, ma fratelli e pregando Dio, questo è l’importante! Fratelli, facendo digiuno, chiedendo perdono a Dio per i nostri peccati, perché il Signore abbia misericordia di noi, perché il Signore ci perdoni, perché il Signore fermi questa pandemia. Oggi è un giorno di fratellanza, guardando l’unico Padre: fratelli e paternità. Giorno di preghiera.

Noi, l’anno scorso, anzi a novembre dell’anno scorso, non sapevamo cosa fosse una pandemia: è venuta come un diluvio, è venuta di colpo. Adesso ci stiamo svegliando un po’. Ma ci sono tante altre pandemie che fanno morire la gente e noi non ce ne accorgiamo, guardiamo da un’altra parte. Siamo un po’ incoscienti davanti alle tragedie che in questo momento accadono nel mondo. Soltanto vorrei dirvi una statistica ufficiale dei primi quattro mesi di quest’anno, che non parla della pandemia del coronavirus, parla di un’altra. Nei primi quattro mesi di quest’anno sono morte 3 milioni e 700 mila persone di fame. C’è la pandemia della fame. In quattro mesi, quasi 4 milioni di persone. Questa preghiera di oggi, per chiedere che il Signore fermi questa pandemia, ci deve far pensare alle altre pandemie del mondo. Ce ne sono tante! La pandemia delle guerre, della fame e tante altre. Ma l’importante è che oggi – insieme e grazie al coraggio che ha avuto questo Alto Comitato per la Fratellanza Umana – insieme, siamo stati invitati a pregare ognuno secondo la propria tradizione e a fare una giornata di penitenza, di digiuno e anche di carità, di aiuto agli altri. Questo è l’importante. Nel libro di Giona abbiamo sentito che il Signore, quando vide come aveva reagito il popolo – che si era convertito –, il Signore si fermò, fermò quello che Lui voleva fare.

Che Dio fermi questa tragedia, che fermi questa pandemia. Che Dio abbia pietà di noi e che fermi anche le altre pandemie tanto brutte: quella della fame, quella della guerra, quella dei bambini senza educazione. E questo lo chiediamo come fratelli, tutti insieme. Che Dio benedica tutti noi e abbia pietà di noi.

Il Papa ha invitato a fare la Comunione spirituale con questa preghiera:

Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che mi abbia mai a separare da Te.

Papa Francesco ha terminato la celebrazione con l’adorazione e la benedizione eucaristica. Alla fine della Messa, il Papa ha ringraziato Tommaso Pallottino, il tecnico del suono del Dicastero per la Comunicazione che lo ha accompagnato in queste trasmissioni in diretta e oggi era il suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione: “Che il Signore – ha pregato Francesco – lo benedica e lo accompagni nella nuova tappa della vita”. Prima di lasciare la Cappella dedicata allo Spirito Santo, è stata intonata l’antifona mariana “Regina caeli”, cantata nel tempo pasquale:

Regína caeli laetáre, allelúia.
Quia quem merúisti portáre, allelúia.
Resurréxit, sicut dixit, allelúia.
Ora pro nobis Deum, allelúia.

(Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia).

(AGGIORNAMENTO ORE 8.02)

 

Fonte: Vaticannews

 




Il vescovo Schneider espone il ‘vero volto della massoneria’

Nota del traduttore: Mentre stavo traducendo questo discorso tenuto nel 2017 dal vescovo Athanasius Schneider ho notato quanto certe conquiste massoniche siano divenute così salde da non essere messe in dubbio nemmeno in ambienti cattolici: ad esempio, una certa formulazione acritica dei diritti umani e l’idea che potere, sovranità e autorità siano costruzioni popolari nelle quali Dio non entra in alcun modo. Temi questi che anche in ambito ecclesiastico vengono trattati con termini e linguaggi propri della cultura laicista, giungendo alle stesse conclusioni di questa perché se ne accettano i presupposti in maniera irriflessa e inconsapevole, scambiandoli per principi e valori cristiani. Tali argomenti sono richiamati nel discorso tenuto dal presule come punti fermi del programma massonico, insieme al progetto di infiltrazione dell’organizzazione gerarchica della Chiesa a partire dal corrompimento della cultura nella quale si formano fedeli e futuri sacerdoti. La rovina della cultura cattolica e il sostanziale modernismo presente nei seminari nei quali si viene formando la mente dei sacerdoti da più di 50 anni vanno di pari passo alla sudditanza dell’intellighenzia cattolica rispetto alla rampante cultura ateistica e al suo pensiero unico, riproposto ciclicamente in diverse salse; il tutto nonostante i ripetuti fallimenti della cultura laica nel creare una società a misura d’uomo. Questo continuo lavaggio del cervello da parte delle idee di moda, veicolate nel flusso di “opinioni” costruite indirizzando le reazioni di pancia del telespettatore medio, si deve contrastare creando delle oasi di cultura cattolica con una forte identità e consapevolezza di essere decisamente diverse ed alternative rispetto alla cultura atea del mondo contemporaneo. A nulla possono servire le condanne da parte ecclesiastica verso la massoneria se non vi è una reazione culturale e identitaria dei cattolici che si rifletta nel modo di vedere la realtà e nel trattare i temi culturali, sociali e antropologici con lo sguardo di fede. Fare concessioni al laicismo ha portato solo ad annacquare la verità di Cristo con la menzogna del mondo, e le mezze verità non hanno mai attirato nessuno se non per motivi opportunistici. Occorre ritornare alla verità tutta intera per essere cristiani non solo nell’intimo e personalmente, ma anche per proporre un’alternativa culturale credibile e forte, così da poter attrarre l’uomo contemporaneo per destarlo dal torpore indotto dal lavaggio del cervello del pensiero unico.

         Riccardo Zenobi

 

Di seguito il testo completo del discorso di Schneider pubblicato su Lifesitenews.

 

Vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, capitale del Kazakistan

 

Il vero volto della massoneria

 

Nel 2017, la Massoneria compie il 300° anniversario dalla sua fondazione il 24 giugno 1717. Secondo i rapporti ufficiali, fu il risultato di una riunione di quattro “logge” o società segrete, che diedero forma alla Grande Loggia di Londra. Un sacerdote protestante, James Anderson, scrisse i primi statuti massonici.

La Chiesa cattolica ha condannato questa associazione di origine pseudo-religiosa già 20 anni dopo il suo inizio con la più alta punizione ecclesiale, la scomunica. Perché? Perché la massoneria è una “religione naturalistica”, un misto di panteismo, gnosi e “auto-salvezza”. Questa “religione” è solo apparentemente tollerante. In realtà, è [una] religione estremamente esigente e intollerante. I massoni dicono di sé stessi che sarebbero le persone “iniziate”, “perfette” e “illuminate”. E l’umanità rimanente è per loro profana, imperfetta e oscurata.

La religione massonica sottende indipendenza dal vero Dio, così che l’essere umano si trovi nella posizione di Dio, prenda il posto di Dio e decida del bene e del male.

Nei primi gradi della Massoneria, è venerata unadivinità incerta e nebulosa come il “Grande Architetto dell’Universo”, che nei gradi superiori e poi nei gradi più alti diventa sempre più concreto; nei gradi superiori questa divinità incerta è identificata come Lucifero, come Satana, come il buon dio, l’avversario di Dio; e il vero Dio è qui il “cattivo Dio”.

La Chiesa riconosce che la massoneria è una vera e sempre più potente società segreta con contenuti pseudo-religiosi, che si diffuse molto rapidamente in innumerevoli organizzazioni affiliate e spesso con nomi diversi, che è penetrata.2 nei livelli più potenti della società, della politica e del mondo delle finanze.

Fu Papa Pio VIII che, nel 1829, diede una delle definizioni più appropriate e precise della Massoneria: “È una setta satanica, che ha il suo demone come dio” (cfr Enciclica Traditi humilitati nostrae). L’essenza della religione massonica consiste nella perversione, cioè nella sovversione dell’ordine divino della creazione e della trasgressione delle leggi date da Dio; i membri della Massoneria nei suoi gradi più alti vedono in questa perversione il “vero progresso” dell’umanità, la costruzione mentale del tempio dell’umanità. Invece della Rivelazione di Dio, sta il segreto massonico e l’essere umano alla fine si rende un dio (cfr. X. Dor, Le Crime contre Dieu, Chiré-en-Montreuil, 2016, 162). In effetti, la massoneria è la perfetta anti-chiesa, dove tutte le basi teologiche e morali della chiesa cattolica si trasformano nel loro opposto! Un massone una volta disse a sua sorella in un discorso privato: “Sai cosa siamo in realtà noi massoni? Siamo l’anti-chiesa”.

Gli storici hanno riconosciuto nella Massoneria il seme del totalitarismo politico (ad esempio A. Cobban, Historia de las Civilizaciones, citato in: A. Bárcena, Iglesia y Masonería, Madrid 2016, 71). La confusione e l’inganno di essa consiste nel fatto che la massoneria si elogia con nomi e definizioni attraenti, come “filantropia”, “umanesimo”, “intellettualità”, “tolleranza” e, allo stesso tempo, si maschera con questi nomi.

Con il rifiuto della rivelazione divina soprannaturale, anche la Massoneria rifiuta la legge naturale. Questo è esattamente il punto che porta a tutti i sistemi totalitari. Già il massone Jean-Jacques Rousseau di Ginevra scrisse: “La vita di un essere umano non è solo un dono della natura, ma un dono condizionato dello stato” (Il contratto sociale II, 5).

L’anarchismo politico e sociale è un fenomeno che incarna principalmente lo spirito della massoneria, poiché uno dei loro principi chiave è “ordo ab chao” [“ordine dal caos”]. Ciò significa che bisogna prima creare un caos e poi costruire un nuovo, altro ordine, un ordine creato dagli uomini. Nel rituale dell’antico rito scozzese accettato dall’anno 1892, il candidato del 32° grado, il penultimo grado della Massoneria, riceve le seguenti istruzioni: “1. Il primo “ruggito di armi” è arrivato quando (Martin) Lutero ha ricordato la ribellione della ragione. 2. Il secondo “ruggito di armi” arrivò quando fu annunciato in America che ogni governo umano riceve la sua autorità dalla gente e solo dalla gente. 3. Il terzo “ruggito di armi” fu quando in Francia furono proclamati i “Diritti umani” nella formulazione di “libertà, uguaglianza e fraternità” “(M. Tirado Rojas, La Masoneria en Espana, 1892, I, 163).

Il candidato del 33° grado riceve questa istruzione – e la seguente è una citazione da questo stesso rituale scozzese: “Né la legge né la proprietà né la religione possono governare sugli uomini e, dal momento che stanno annientando gli uomini privandoli dei loro più preziosi diritti, abbiamo giurato di fare una vendetta terribile. Loro (legge, proprietà e religione) sono nemici contro i quali abbiamo giurato guerra implacabile ad ogni costo. Da questi tre famigerati nemici la religione deve essere l’oggetto permanente dei nostri attacchi mortali. Quando avremo distrutto la religione, avremo a disposizione la legge e la proprietà e potremo rigenerare la società attraverso la costruzione della religione massonica e della legge massonica e della proprietà massonica in cima ai cadaveri di quegli assassini” (ibidem., 169-170). Secondo il rituale massonico, la parola “religione” si riferisce al cristianesimo, più concretamente alla religione cattolica.

È noto che la massoneria europea, e in particolare Alexander Kerensky, il Gran Maestro del “Grande Oriente” della Russia, sostennero logisticamente e politicamente la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, nell’anno del 200 ° anniversario della fondazione della Massoneria. Lenin e i nuovi leader comunisti non tolleravano alcun tipo di rivalità. Pertanto, proibirono la massoneria tradizionale nell’Unione Sovietica. Al Terzo Congresso dell’Internazionale comunista nel 1921, la massoneria tradizionale ricevette la seguente valutazione significativa: “La massoneria ci ricorda, attraverso i suoi riti, le usanze religiose. Tuttavia, sappiamo che ogni religione reprime le persone. La massoneria rappresenta un potere sociale e, a causa della natura segreta dei suoi incontri e dell’assoluta segretezza dei suoi membri, è uno “stato all’interno dello stato””.

L’11 aprile 2001, su RAI2, Giuliano Di Bernando, che era il Gran Maestro della loggia massonica GLRI (Gran Loggia Regolare d’Italia) negli anni 1990-1993, pronunciò le seguenti parole significative sul carattere religioso della massoneria: “Uno diventa un massone attraverso l’iniziazione. L’iniziazione è un atto costitutivo attraverso il quale all’essere umano viene data una dimensione, che non aveva prima. Un’analogia che troviamo nel battesimo. Non si nasce cristiani, si diventa cristiani attraverso il battesimo. Allo stesso modo, si diventa massoni attraverso l’iniziazione. Ciò significa che si rimane massoni per tutta la vita; anche se in seguito qualcuno rifiuta la massoneria, rimane comunque un massone. Anche se si dorme, se si è nemici della massoneria, si rimane un massone, perché si è ricevuta l’iniziazione. E l’iniziazione è un atto santo”.

La massoneria sostenne anche la cosiddetta “Rivoluzione sessuale” del 1968. I due Gran Maestri delle due maggiori organizzazioni massoniche in Francia, Frédéric Zeller e Pierre Simon, furono attivamente impegnati con alcuni dei loro membri nelle rivolte studentesche di Parigi del maggio 1968. Il detto Gran Maestro Pierre Simon divenne allora assessore al ministero di Simone Veil, che legalizzò l’aborto in Francia.

Nel 2012 il quotidiano parigino Le Figaro ha pubblicato un dossier completo sulla massoneria e ha fatto parlare i membri più importanti della massoneria nel suo forum. Uno di questi funzionari massonici dichiarò apertamente che le leggi che legalizzavano l’aborto, il cosiddetto “matrimonio omosessuale” o “matrimonio per tutti” e l’eutanasia furono preparate nei “laboratori” massonici idealisti e poi, con l’aiuto di attività di lobbying e attraverso i loro membri in parlamento e nel governo, ne è stata promosso la legislazione. Questo può essere letto sul giornale Le Figaro dell’anno 2012 (supplément LE FIGARO, 20-21 Juillet 2012).

Per la sua precisione, la seguente analisi fatta nel 1894 da Papa Leone XIII sull’essenza, i principi e le azioni della massoneria, può essere difficilmente superata e rimane pienamente valida:

“Del pari, corre gran rischio l’unità religiosa ad opera di quella setta che si chiama ‘Massonica’, la cui funesta potenza incalza già da tempo specialmente le nazioni cattoliche. Favorita dai tempi inquieti, e fatta ardita dalla forza, dalle ricchezze e dal successo, cerca con molti mezzi di consolidare più stabilmente e di estendere più largamente il proprio dominio. Dalla clandestinità e dagli agguati essa è già uscita alla luce nelle città e si è insediata anche in questa stessa Urbe, centro del cattolicesimo, quasi a sfidare la presenza di Dio. Ma la peggiore jattura sta nel fatto che, ovunque mette piede, si insinua in tutte le classi e in tutte le istituzioni dello Stato, pur di conseguire finalmente la somma del potere. Una minaccia davvero gravissima: infatti è palese sia la malvagità delle sue opinioni sia la nequizia dei suoi propositi. Col pretesto di rivendicare i diritti dell’uomo e di rinfrancare la società civile, essa attacca con accanimento il cristianesimo; ripudia la dottrina tramandata da Dio; vitupera come superstizioni i doveri religiosi, i divini sacramenti, e i beni più sacri: dal matrimonio, dalla famiglia, dalle scuole della gioventù, da ogni morale pubblica e privata; cerca di strappare l’impronta cristiana e di svellere dall’animo dei popoli ogni rispetto verso l’autorità umana e divina. Insegna poi che l’uomo deve onorare la natura e che unicamente alle leggi di essa si debbano misurare e regolare la verità, l’onestà, la giustizia. In tal modo, come è evidente, l’uomo è sospinto ai costumi e alle consuetudini di vita dei pagani, anzi a quelli resi più corrotti da continue tentazioni” (Lettera Apostolica Praeclara gratulationis).

Massoneria e Chiesa

La squadra ed il compasso, simbolo della Massoneria, durante i riti vengono posti su un testo sacro, in questo caso la Bibbia.

Uno dei modi più astuti e quindi satanici della lotta della massoneria contro il suo acerrimo nemico, cioè contro la Chiesa cattolica, consiste nell’infiltrazione nella Chiesa. Il seguente estratto, riconosciuto da molti storici come autentico e citato dal vescovo Rudolf  Graber (nel suo libro Atanasio e la Chiesa dei nostri tempi), dalle “Istruzioni” della cosiddetta “Alta Vendita”, una sorta di Centro governativo della massoneria europea nel XIX secolo illustra questa verità. Di seguito una citazione dall’Istruzione permanente dell’Alta Vendita:

“Il Papa, chiunque egli sia, non verrà mai nelle società segrete; spetta alle società segrete fare il primo passo verso la Chiesa, con l’obiettivo di conquistarle entrambe. Il compito che stiamo per intraprendere non è il lavoro di un giorno, di un mese o di un anno; può durare diversi anni, forse un secolo, ma nei nostri ranghi il soldato muore e la lotta continua. Non intendiamo conquistare i Papi alla nostra causa, renderli neofiti dei nostri principi, propagatori delle nostre idee. Sarebbe un sogno ridicolo; e se gli eventi si rivelano in qualche modo, se cardinali o prelati, ad esempio, di loro spontanea volontà o di sorpresa, dovessero entrare in una parte dei nostri segreti, questo non è affatto un incentivo per desiderare la loro elevazione alla Sede di Pietro. Quell’elevazione ci rovinerebbe. Solo l’ambizione li avrebbe condotti all’apostasia, i requisiti del potere li avrebbero costretti a sacrificarci. Ciò che dobbiamo chiedere, ciò che dovremmo cercare e aspettare, mentre gli ebrei aspettano il Messia, è un Papa secondo i nostri bisogni … Ora, quindi, assicurare un Papa delle dimensioni richieste, è una richiesta prima di dar forma ad esso… per questo Papa, una generazione degna del regno che stiamo sognando. Lascia da parte gli anziani e quelli in età matura; vai dai giovani e, se possibile, anche dai bambini. Costruirai per te stesso, a costi contenuti, una reputazione di buoni cattolici e puri patrioti. Questa reputazione consentirà di accedere alle nostre dottrine in mezzo al giovane clero, nonché in profondità nei monasteri. Tra qualche anno, con la forza delle cose, questo giovane clero avrà invaso – tutte le funzioni; formeranno il consiglio del sovrano, saranno chiamati a scegliere un Pontefice che dovrebbe regnare. E questo Pontefice, come la maggior parte dei suoi contemporanei, sarà necessariamente più o meno intriso dei principi italiani e umanitari che inizieremo a mettere in circolazione. Lascia che il clero marci sotto il tuo standard, credendo sempre di marciare sotto lo stendardo delle chiavi apostoliche. Intendi far sparire l’ultima traccia di tiranni e oppressori; posare le tue trappole (reti) come Simon Bar-Jona; disponili nelle sacrestie, nei seminari e nei monasteri piuttosto che in fondo al mare: e se non ti sbrighi, ti promettiamo una cattura più miracolosa della sua. Porterai amici intorno alla cattedra apostolica. Avrai predicato una rivoluzione nel diadema e nel far fronte, marciando con la croce e lo stendardo, una rivoluzione che dovrà essere sollecitata solo un po’ per dare fuoco ai quattro angoli del mondo” (originariamente in: mons. Delassus, Conjuration antichrétienne, Parigi 1910, Tomo III, pagg. 1040-1046. Il testo completo di “L’istruzione permanente dell’Alta Vendita” è anche pubblicato in: Mons. Dillon, Massoneria del Grande Oriente smascherato, Dublino 1885, pagg. 51 -56).

Che questa affermazione non sia stata inventata può essere provato con la seguente citazione di un eminente modernista italiano, che nel 1905 scrisse nel suo libro: “Vogliamo organizzare la nostra azione [perché sia] più orientata agli obiettivi: una massoneria cattolica? Sì, esattamente, una massoneria delle catacombe. Bisognerebbe perseguire l’obiettivo, riformare il cattolicesimo romano con un progressista senso teosofico, attraverso un Papa, che si lascerà convincere da queste idee” (A. Fogazzaro, Il Santo, Milano, 1905, p. 44 e 22). I fatti mostrano sufficientemente che la massoneria è il più grande contrasto pensabile con la religione cattolica. Pertanto, nel 1983 la Chiesa ha dato la seguente, e ancora valida, dichiarazione, attraverso la Congregazione della Dottrina della Fede:

“Il giudizio negativo della Chiesa riguardo all’associazione massonica rimane invariato poiché i loro principi sono sempre stati considerati incompatibili con la dottrina della Chiesa e pertanto l’appartenenza ad essi rimane proibita. I fedeli che si iscrivono alle associazioni massoniche sono in uno stato di grave peccato e non possono ricevere la Santa Comunione.”

Il potere dell’ideologia massonica nella politica e nella società ha raggiunto oggi il suo apice, in cui la massoneria sta diffondendo in tutta la società umana un’ideologia di distruzione della vita con l’aiuto dell’aborto e dell’eutanasia. Il concetto e la realtà della famiglia stanno subendo un processo di distruzione attraverso il lavaggio del cervello con l’ideologia di genere, attuata dallo Stato. Ogni persona che pensa ancora da sé stessa, e in generale ogni cristiano, deve – per quanto possibile – dare resistenza e difendere il senso comune e la legge divina, anche a prezzo della sofferenza e degli svantaggi.

Come cristiani dobbiamo sapere che Cristo è il Vincitore su tutto il male in questo mondo, che Dio, e non la Massoneria, è il Signore della storia. Apparteniamo alla comunità dei vincitori, anche se i nemici di Cristo, la Massoneria, ci guardano come sconfitti. La nostra fede cattolica è più forte di tutte le figure perverse della fantasia e degli intrighi della religione massonica. Temiamo solo Dio!

Tuttavia, allo stesso tempo avremo, dal profondo dei nostri cuori, vera compassione verso i membri della Massoneria, perché sono diventati vittime di un immenso inganno. Un massone è in definitiva l’essere umano assolutamente non libero, la cui salvezza eterna della sua anima è maggiormente minacciata. Possa crescere all’interno della Chiesa un movimento per salvare le anime dei massoni, che sono nostri simili. Questo dovrebbe essere fatto principalmente attraverso la preghiera del Rosario e la venerazione del Cuore Immacolato di Maria. Il suo Cuore Immacolato trionferà, come ci ha detto a Fatima; trionferà anche sulla massoneria e sul comunismo. E attraverso Maria Dio darà all’umanità e alla sua Chiesa un tempo di pace.

 




Quelle voci autorevoli di medici e sociologi che danno ragione all’”Appello per la Chiesa e per il mondo”

Dott. Vincenzo Puro e il dott. Giuseppe De Rita

Dott. Vincenzo Puro e il dott. Giuseppe De Rita

 

di Sabino Paciolla

 

Il 7 maggio scorso è stato pubblicato l’Appello per la Chiesa e per il mondo”, scritto dall’arciv. Carlo Maria Viganò, e firmato anche da 4 cardinali, Müller, Zen, Pujats e Sarah, quest’ultimo ha subito dopo ritirato la firma, oltre che da varie altre personalità. Tale appello è stato molto criticato a motivo della mescolanza di vari livelli di natura politica, ecclesiastica e medica. In sostanza, si diceva che su materie mediche, su cui non vi è unanimità tra gli esperti, i prelati non avrebbero dovuto intervenire.

Lasciando da parte la questione della firma dei prelati, è opportuno focalizzare l’attenzione sulla tematica centrale dell’appello che, per altro, è stata anche messa in evidenza da personalità del diritto, compresi ex presidenti della Consulta (vedi qui, qui e qui)

Per questo è bene riprendere dall’Appello qualche stralcio:

“I fatti hanno dimostrato che, con il pretesto dell’epidemia del Covid-19, si è giunti in molti casi a ledere i diritti inalienabili dei cittadini, limitando in modo sproporzionato e ingiustificato le loro libertà fondamentali, tra cui l’esercizio della libertà di culto, di espressione e di movimento. La salute pubblica non deve e non può diventare un alibi per conculcare i diritti di milioni di persone in tutto il mondo, e tantomeno per sottrarre l’Autorità civile al proprio dovere di agire con saggezza per il bene comune; questo è tanto più vero, quanto più crescenti sono i dubbi da più parti avanzati circa la effettiva contagiosità, pericolosità e resistenza del virus: molte voci autorevoli del mondo della scienza e della medicina confermano che l’allarmismo sul Covid-19 da parte dei media non pare assolutamente giustificato.”

E poi:

“Abbiamo ragione di credere, sulla base dei dati ufficiali relativi all’incidenza dell’epidemia sul numero di decessi, che vi siano poteri interessati a creare il panico tra la popolazione con il solo scopo di imporre permanentemente forme di inaccettabile limitazione delle libertà, di controllo delle persone, di tracciamento dei loro spostamenti.” (…)

E si arriva così alla materia di precipua pertinenza dei prelati. Una questione che tanto clamore ha sollevato in tutto il mondo, ed in particolare in Italia, dove si sono verificati autentici soprusi (si veda ad esempio qui, qui, qui, qui) che, secondo alcuni, hanno violato libertà costituzionalmente garantite oltre che intaccato l’autonomia della Chiesa sancita dal Concordato.

“la Chiesa rivendica fermamente la propria autonomia nel governo, nel culto, nella predicazione. Questa autonomia e libertà è un diritto nativo che il Signore Gesù Cristo le ha dato per il perseguimento delle finalità che le sono proprie.”

Come si diceva più sopra, l’appello ha incontrato resistenze nel mondo cattolico, soprattutto in Germania, con toni a volte veramente accesi. Ad esempio, su Facebook, il Vicario Generale di Essen, Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania, Klaus Pfeffer, ha commentato dicendo che si è trattato di rozze teorie cospirative senza fatti e prove, combinate con la retorica populista di destra che suonava spaventosa.

Il card. Müller, tra i firmatari, ha ribattuto affermando che chiunque potrà “correggere con calma e tranquillità errori reali o presunti con argomenti oggettivi”. Ciò che è importante per noi, ha continuato, è la connessione tra fede e ragione necessaria per affrontare le conseguenze in termini fisici, sociali e spirituali.

Se ad alcuni la presa di posizione dei prelati firmatari dell’Appello può apparire estranea alle materie trattate, è bene riportare alcune considerazioni espresse qualche giorno fa da esponenti del settore medico e sociale che, di fatto e senza volerlo, danno ragione alle tesi dell’appello. Il neretto nel testo è mio.

Infatti, un certo scalpore hanno suscitato martedì scorso le affermazioni del dottor Vincenzo Puro, Direttore dell’Unità Prevenzione e Protezione dell’istituto Spallanzani di Roma. Un ospedale importante e autorevole proprio sulla questione del coronavirus. Il medico ha affermato a “Pomeriggio 5” che l’infezione “non è letale”, come viene percepita dai più attraverso una comunicazione distorta, ma “lo può diventare se colpisce pazienti fragili come gli anziani”.

Non solo, il direttore ha chiarito che i pazienti asintomatici, cioè coloro che stanno bene, pur essendo risultati positivi al tampone, non sono potenziali trasmettitori come abbiamo appreso finora dal governo e dai suoi comitati scientifici

Altra affermazione, che contrasta con le teorie del governo che per questo motivo ha adottato provvedimenti durissimi chiudendo il nostro Paese, è che il contagio non avviene se ci si incontra sfiorandosi per strada o nei centri commerciali. “Per essere contagiati ci vuole un tempo minimo di 15 minuti” di contatto interpersonale con persone positive e sintomatiche (influenzati).

Come si vede, un medico di un ospedale autorevole nel campo delle infezioni virali, senza volerlo dà ragione a Viganò. Al dott. Puro, potremmo aggiungere altri, come ad esempio il dott. Bacco, già riportato su questo blog.  

Andando oltre il campo medico, riportiamo le opinioni di un sociologo autorevole, il dott. Giuseppe De Rita, presidente e fondatore del Censis, rilasciate martedì scorso in un’intervista al quotidiano Il Mattino, e riprese dall’Huffingtonpost.

Ecco cosa dice De Rita:

La comunicazione usata nell’emergenza ha favorito la paura: “Ne sono convinto. È un meccanismo non casuale, ma scelto. Se alimento sempre più paura, la gente – osserva De Rita – fa come dico io. Ma è un meccanismo non solo italiano, viene usato in Inghilterra e in altri Paesi. Una comunicazione che crea un tempo sospeso, in cui nessuno dice con precisione cosa avverrà. E questo non può che accrescere la paura. Le sembra possibile – prosegue il sociologo – che di fatto i virologi o un comitato tecnico debbano dire se e quando può iniziare un campionato di calcio, o aprire una scuola. Si è creato un accentramento di potere, almeno sull’indicazione dei comportamenti da seguire”.

Secondo De Rita, “finora, si è assistito a una verticalizzazione degli indirizzi da dare alle nostre relazioni sociali, dall’alto ci è stato indicato in che modo poterle avere. Chi incontrare, come farlo, in che spazio e così via. Non credo che questo possa durare anche dopo.

In merito ai bollettini giornalieri, De Rita ha osservato che “comunicare un numero di morti o contagiati, non ci fa capire cosa c’è dietro quel dato. I numeri secchi, privi di analisi statistica e qualitativa, creano maggiori paure in una situazione di emergenza che ha concentrato il potere in comitati scientifici, commissari, task force”.

L’appello, come detto, ha incontrato notevoli critiche nell’establishment cattolico (vescovi, cardinali, ecc.). Devo osservare d’altra parte, almeno per quel che riguarda questo blog, che l’appello ha ricevuto notevole accoglienza tra i semplici fedeli. Infatti, l’articolo che riportava l’Appello ha ricevuto circa 250.000 visualizzazioni, con commenti nella quasi totalità entusiasti. 

 




Atto di affidamento e consacrazione del mondo alla Vergine Maria 25 marzo 1984

 

 

O Madre degli uomini e dei popoli,

Tu che conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze,

Tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo,

accogli il nostro grido che, mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al tuo Cuore.

Abbraccia, con amore di Madre, questo nostro mondo umano, che ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli.

O Cuore Immacolato,

dalla fame, dalla guerra, da una autodistruzione incalcolabile, liberaci;

dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci;

dall’odio, liberaci;

da ogni genere di ingiustizia nella vita sociale, nazionale e internazionale, liberaci;

dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci;

dal tentativo di offuscare nei cuori umani la verità stessa di Dio, liberaci;

dallo smarrimento delle coscienze, del bene e del male, liberaci;

dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci.

Liberaci , o Madre di Cristo, 

si riveli l’infinita potenza salvifica della Redenzione, [potenza dell’Amore misericordioso!] che esso arresti il male, nel tuo cuore Immacolato.

Si sveli per tutti la luce della Speranza.

Amen

 

San Giovanni Paolo II

 

Madonna Fatima e papa Giovanni Paolo II 25 03 1984

Madonna Fatima e papa Giovanni Paolo II 25 03 1984