Affidamento alla Vergine Maria al santuario di Caravaggio: breve commento sull’evento non evento

Ricevo da un sacerdote e volentieri pubblico.

Santuario di caravaggio

Santuario di caravaggio

 

 

di Un sacerdote

 

«L’evento non era in diretta, ma andava vissuto in diretta». Così per l’atto di affidamento non affidamento alla Vergine Maria al santuario di Caravaggio del 1 maggio 2020 (chiedo scusa, 27 aprile).

Caro Sabino, sono trasecolato (e, come ho visto dalle reazioni, non sono solo) ma non dovrei stupirmi, visto che ormai il soggettivismo conoscitivo è la base della svariata ma univoca teologia progressista e modernista che domina l’orizzonte ecclesiastico. Insomma, fantasia al potere, ma non esercitata stile Esercizi di sant’Ignazio per rimemorare il Fatto di Cristo accaduto una volta per tutte come eterna presenza per me oggi, ma per recuperare nell’oggi un qualcosa accaduto qualche giorno prima, cercando di renderlo (direi disperatamente) attuale. Ma purtroppo, come dice la canzone, “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o ppassato, Simme ‘e Napule, paisà!”. Sostituire la tanto struggente parola “Napule” con la poco coerente parola CEI. Insomma, non memoria viva, ma morto passato. Non Risurrezione dai morti, ma rievocazione spiritistica del caro estinto. Io però un’immaginazione me la farei venire, stile Imagine di Lennon: “Immagina una Chiesa italiana senza CEI”.

In definitiva, se questa è la risposta che viene dalle parti della CEI o di chi per lei (non fa molta differenza), io, che pure ci campo con l’ 8 per mille, suggerisco di rispondere così: cara CEI l’ 8 per mille d’ora in poi ve lo dovete immaginare! Non voglio immaginare cosa penseranno …

Chissà se il Giudizio Universale sarà in differita …

 




Benedetto XVI: promuovere insieme la pace, la giustizia e il rispetto della creazione? Chiacchiere, Dio è sparito, chi agisce è ormai solo l’uomo.

Papa Benedetto XVI (CNS photo/Paul Haring)

Papa Benedetto XVI (CNS photo/Paul Haring)

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di Benedetto XVI
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Nel frattempo si è sviluppata in estesi circoli della teologia, in modo particolare in ambito cattolico, una reinterpretazione secolaristica del concetto di «regno», che dà il via a una nuova visione del cristianesimo, delle religioni e della storia in generale e con questa profonda trasformazione vuole rendere il presunto messaggio di Cristo nuovamente accettabile.
Si asserisce che prima del Concilio avrebbe dominato l’ecclesiocentrismo: la Chiesa sarebbe stata proposta come centro del cristianesimo. Poi si sarebbe passati al cristocentrismo, presentando Cristo come il centro di tutto. Ma – si dice – non solo la Chiesa separa, anche Cristo appartiene solo ai cristiani. Pertanto dal cristo-centrismo si sarebbe saliti al teocentrismo, e ci si sarebbe in questo modo avvicinati già di più alla comunità delle religioni. Con ciò, però, non sarebbe ancora raggiunta la meta, perché anche Dio può essere un elemento di divisione tra le religioni e tra gli uomini.
Per questo bisognerebbe ora fare il passo verso il regnocentrismo, verso la centralità del regno. Questo, appunto, sarebbe stato in definitiva il cuore del messaggio di Gesù e ciò costituirebbe la via giusta per unire finalmente le forze positive dell’umanità nel cammino verso il futuro del mondo. «Regno» significherebbe semplicemente un mondo in cui regnano la pace, la giustizia e la salvaguardia della creazione. Non si tratterebbe di nient’altro. Questo «regno» dovrebbe essere realizzato come approdo della storia. E questo sarebbe il vero compito delle religioni: lavorare insieme per la venuta del «regno»… Per il resto, esse potrebbero ben mantenere le loro tradizioni, vivere ognuna la propria identità, ma pur conservando le loro diverse identità, dovrebbero collaborare per un mondo in cui siano decisivi la pace, la giustizia e il rispetto della creazione.
Ciò suona bene: seguendo questa strada sembra possibile che il messaggio di Cristo venga finalmente fatto proprio da tutti senza dover evangelizzare le altre religioni; ora la sua parola sembra aver assunto finalmente un contenuto pratico, la realizzazione del «regno» sembra diventare così il compito comune, e in tal modo sembra avvicinarsi. Osservando però con maggiore attenzione, si resta perplessi: chi ci dice infatti che cos’è la giustizia? Che cosa nella concretezza si pone a servizio della giustizia? Come si costruisce la pace? A un’osservazione più attenta l’intero ragionamento si rivela un insieme di chiacchiere utopistiche prive di contenuto reale, a meno che sotto sotto vengano presupposte, come contenuto di questi concetti che tutti devono accogliere, dottrine di partito.
Un punto emerge su tutto: Dio è sparito, chi agisce è ormai solo l’uomo. Il rispetto delle «tradizioni» religiose è solo apparente. Esse, in realtà, vengono considerate come un ammasso di abitudini che bisogna lasciare alla gente, anche se in fondo non contano assolutamente nulla. La fede, le religioni vengono usate a fini politici. Conta solo organizzare il mondo. La religione conta in quanto può essere in ciò di aiuto. La vicinanza di questa visione post-cristiana della fede e della religione alla terza tentazione è inquietante.
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(da Benedetto XVI, Gesù di Nazareth pag. 76)
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“Vi supplichiamo: venga Dio rimesso al primo posto!”

Ricevo e volentieri pubblico

Ecco la lettera che alcuni fedeli hanno spedito alla Conferenza Episcopale Italiana e alla Conferenza Episcopale della Emilia Romagna

 

Zuppi Matteo Maria, cardinale

 

 

Sua Eminenza Rev.ma Card. Gualtiero Bassetti Presidente Conferenza Episcopale Italiana Arcivescovo Diocesi di Perugia

Sua Eminenza Rev.ma Card. Matteo Maria Zuppi Presidente Conferenza Episcopale Emilia Romagna Arcivescovo Diocesi Bologna
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Gianni Ambrsio  Diocesi di Piacenza-Bobbio
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Massimo Camisasca Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Ezio Castellucci Diocesi di Modena-Nonantola e Carpi
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Livio Corazza Diocesi di Forlì-Bertinoro
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Lorenzo Ghizzoni  Diocesi di Rave   nna-Cervia
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Francesco Lambiasi Diocesi di Rimini
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Giovanni Mosciatti Diocesi di Imola
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Gian Carlo Perego Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio

Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Douglas Regattieri Diocesi di Cesena-Sarsina
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Enrico Solmi Diocesi di Parma
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Mario Toso Diocesi di Faenza-Modigliana
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Andrea Turazzi Diocesi San Marino-Montefeltro
Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Ovidio Vezzoli Diocesi di Fidenza

 

 

“Sine dominico non possumus”

Ripetiamo a Voi, perché lo gridiate all’Imperatore, la famosa risposta del martire di Abitina che disobbedì per amore dell’Eucaristia.

Noi, però, finora, siamo stati cristiani obbedienti, nell’attesa che i nostri Pastori custodissero e, in nome di quanto abbiamo di più caro, Gesù Cristo stesso,
combattessero per ridarci al più presto la possibilità di abbeverarci alla Fonte stessa della Vita: il Corpo e il Sangue di Cristo nel memoriale del Suo Sacrificio.

Constatiamo, con immenso dolore, il cedimento al volere dell’Imperatore,
senza alcun combattimento, senza alcun rimprovero.

Eppure san Pietro e san Giovanni Apostoli ci insegnano:
“giudicate voi stessi se sia giusto, dinanzi a Dio, l’ubbidire a voi anziché a Dio!” (At 4,19).
Questa era la risposta che noi, vostri figli nello Spirito, ci aspettavamo.

Il tempo, su questa terra, è breve per tutti, anche per i più giovani tra noi
e una defezione così prolungata per l’anima di ciascuno è velenosa e mortale.

Vi supplichiamo, quindi, di voler procedere da subito alla riapertura delle nostre Chiese per le celebrazioni liturgiche festive.

Ci rendiamo disponibili, nei luoghi di rispettiva appartenenza, a metterci al servizio per il rispetto della sicurezza, chiediamo venga moltiplicato il numero delle celebrazioni in modo da poter garantire il controllo numerico dei partecipanti
(che in ogni caso, realisticamente, non sarà difficile gestire dato il terrore che è stato seminato).

Da ultimo, se non è sufficiente la nostra voce, ascoltate almeno quella di Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa e Patrona della nostra amata Patria.

“Non più tacere! Gridate con cento migliaia di lingue. Vedo che, per tacere, il mondo è guasto, la Sposa di Cristo è impallidita, toltole è il colore, perché le è succhiato il sangue di dosso, che è il Sangue di Cristo”
(Lettera XVI al cardinale di Ostia).

Vi supplichiamo: venga Dio rimesso al primo posto!

Enrico Ambroggi
Marco Ampollini
Franz Avanzini
Padre Mauro Bazzi Sacerdote
Leila Bernazzoli
Chiara Bertoli
Fabio Bettini
Sara Collini
Daniela Colombari
Enrico Dioni
Angelo Donati
Ernesto Fantoni
Leonardo Fantoni
Silvia Giacomin
Giovanni Gibelli
Marco Guerra
Ilaria Maccagnoni
Maria Grazia Magotti
Luisa Manstretta
Pietro Marinelli
Vanna Paolucci
Floriana Pialli
Paolo Piccagli
Paola Rossi
Stefano Sacchi
Luciano Signorini
Marco Speroni
Miriam Wasmuth

 




RASSEGNA STAMPA del 06 maggio 2020

messa senza fedeli
messa senza fedeli

La Nuova Bussola Quotidiniana

No a Messe in streaming e culto vietato: c’è un diritto di Dio

Il Virus ha messo a nudo le nostre mancanze: Dio è assente. E’ inammissibile che si vieti il culto dovuto a Dio e che anche alcuni prelati lo giustifichino. Diciamo con voce forte no a fare della Persona Divina una mercanzia. No alla chiusura delle chiese e all’imposizione di misure liturgiche da parte del governo civile. No alle Messe in streaming. 

vaccino COVID 19

Paolo Gulisano

L’ansia messianica da vaccino è pericolosa, antiscientifica e immorale

Se sarà possibile sviluppare un vaccino, dovrà essere fatto rispettando i criteri di assenza di tossicità e nocività. Il fallimento in questo senso dei tentativi fatti per la SARS deve indurre alla prudenza. Da questo punto di vista, un vaccino che si rispetti necessita di un lavoro di almeno cinque anni, non cinque mesi. C’è poi la questione dell’uso dei feti abortiti e di una logica utilitaristica inaccettabile. La fortissima pressione mediatica in favore del vaccino non può diventare un alibi per soprassedere sui valori irrinunciabili.

scuola studenti ragazzi

Rossoporpora

CORONAVIRUS/PARITARIE IN PARLAMENTO: ORA O … MAI PIU’

Il titolo può apparire esagerato, ma in realtà per molte scuole paritarie – l’altra gamba del sistema nazionale italiano di istruzione – i prossimi giorni appaiono decisivi: o il Parlamento approverà gli emendamenti presentati per cercare di fronteggiare l’insostenibilità della situazione finanziaria conseguente alle pesanti restrizioni governative in funzione anti-covid-19 oppure un terzo degli istituti a settembre dovrà cesserà il servizio. Con effetti pesantissimi anche sulle scuole pubbliche statali.

Giuseppe Conte che ride

Maurizio Blondet

Perché Bill Gates ha telefonato a Giuseppi…

…Dicendogli (secondo i media)  che occorrono “più soldi” per arrivare al vaccino universale ed  obbligatorio?  Perché Giuseppe Conte, membro del Club di Roma (maltusiano  per la decrescita) è  in primissima fila, anzi uno dei  protagonisti della  Pledging Conference che i caporioni globalisti  tengono oggi 4 maggio.

anziano pensoso triste

Tempi

Cosa significa lasciare in quarantena i “nati prima di noi”

Isolare i “nonni” indebolisce quel senso civile che scaturisce dal confronto con il nostro più immediato passato

Coronavirus
Coronavirus (foto: AP)

Geopolitical Center

Covid-19 e la Cina, una strana storia del nostro tempo.

Il Segretario di Stato Americano Mike Pompeo ha affermato che il virus SARSCOV2 deriva da un laboratorio cinese di Wuhan. Pompeo non ha affermato che si tratti di un virus elaborato, o se preferite ingegnerizzato, dai cinesi, ma di un virus che si trovava dentro il loro laboratorio di Wuhan e che da quel luogo ha infettato tutto il mondo.

Angela Merkel (foto: Reuters)
Angela Merkel (foto: Reuters)

Centro Studi Livatino

DALLA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE TEDESCA FINIS EUROPAE?

1. La Corte Costituzionale tedesca ha reso nota oggi la sua attesa pronuncia sulla conformità alla legge fondamentale della Repubblica di Germania del programma denominato QE–quantitative easing (in formis, PSPP–Public Sector Purchase Programme, Programma di Acquisto del Settore Pubblico) della BCE–Banca Centrale Europea.

Europa bandiera europea
Europa bandiera europea

Tempi

Se l’Italia è ancora a galla, è tutto merito della Bce

di Leone Grotti

Se una tempesta finanziaria non si è ancora abbattuta sull’Italia è perché Francoforte si è sostituita a Bruxelles e sta forzando le regole, comprando titoli italiani per 6,4 miliardi in più del dovuto (e la Germania rischia di far saltare tutto)

Papa Benedetto XVI il giorno della elezione 19 aprile 2005 (AP)
fonte – AP

Il Timone

La biografia su Benedetto XVI. Per l’autore, Peter Seewald: «Non ci sarà più nessuno come lui»

di Giulia Tanel

In questi giorni è uscita in Germania una biografia su Joseph Ratzinger, con il titolo Benedikt XVI: Ein Leben (Benedetto XVI: Una vita). Il volume, di oltre mille pagine, sarà disponibile in lingua inglese e italiana in autunno ed è stato realizzato dal giornalista Peter Seewald, già noto per aver realizzato diversi libri-intervista con l’allora cardinale Ratzinger, poi con papa Benedetto XVI e infine anche con il papa emerito, nel 2016 (Le ultime conversazioni).

Probabilità di recessione calcolate dalla curva
Probabilità di recessione calcolate dalla curva

Vietato Parlare

Varrà la recessione a concederci la libertà di educazione?

Il Sole 24Ore ha fatto il seguente raffronto reale tra la spesa delle scuole paritarie e quelle pubbliche ed ha scoperto (si fa per dire ) ciò che è noto da tempo: le scuole pubbliche costano di più. Varrà la tremenda crisi economica alle porte a convincere il nostro establishment fortemente ideologizzato sulla convenienza della scuola gestita da privati?

foto: messa vetus ordo
foto: messa vetus ordo

La Nuova Bussola Quotidiana

Avvenire inneggia all’assassinio della liturgia

di Luisella Scrosati

I vescovi sardi che rifiutano di riprendere le Messe con popolo? Bravi. E ottimo anche l’accordo – tuttora segreto – tra Stato e Chiesa sulla ripresa delle Messe anche se significa ritardare ancora di altre settimane. Motivo? Ce lo spiega Lutero. Così il quotidiano dei vescovi italiani ci porta verso un nuovo culto.

 

bambino africano malato

La Nuova Bussola Quotidiana

Malaria, altro che Covid: 405mila morti in un anno

di Anna Bono

I dati globali più recenti relativi alla malaria, resi noti dall’Oms, riportano 228 milioni di casi con 405.000 morti nel 2018. Per quanto dal 2010 al 2018 il tasso di diffusione della malaria sia sceso da 71 a 57 casi ogni mille persone a rischio, a partire dal 2014 di progressi ne sono stati fatti pochi. L’Onu parlò della sconfitta della malattia entro il 2015, ma oggi gli interventi si sono ridotti alla diffusione delle zanzariere.

feto
feto

La Nuova Bussola Quotidiana

La “risposta” al Covid? L’Onu spinge ancora per l’aborto

di Luca Volontè

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto in prima persona di facilitare l’aborto in questo periodo di pandemia. Diversi Paesi europei lo sostengono con una bozza di risoluzione. Anche Cedaw e Unfpa pubblicano documenti per chiedere più contraccezione e aborto libero. Insomma: forze unite contro la vita nascente.

Eutanasia

Tempi

Eutanasia, Belgio. Gli ospedali dei Fratelli della Carità non sono più «cattolici»

Il Vaticano mette fine a tre anni di dispute. Inaccettabile per gli stessi confratelli la posizione del gruppo delle Fiandre che da tre anni ha aperto all’eutanasia dei malati psichiatrici non terminali

Chinese President Xi Jinping in Wuhan
Il Presidente cinese Xi Jinping in Wuhan

AsiaNews

L’Oms viene in aiuto alla Cina: Il virus non viene da un laboratorio di Wuhan

Nei giorni scorsi Donald Trump e Mike Pompeo hanno detto di avere “prove” sul laboratorio di Wuhan da cui sarebbe sorto il virus. Ma finora non le hanno presentate. L’Australia, Ue, Svezia e Germania chiedono un’inchiesta internazionale sull’origine del virus, ma la Cina non accetta. Per il Global Times Mike Pompeo “tradisce il cristianesimo” perché mente andando contro “il nono comandamento”.

Papa Francesco a Santa Marta il 17 aprile 2020
Papa Francesco a Santa Marta il 17 aprile 2020 (screenshot)

Settimo cielo

Francesco e le messe senza popolo. La parola alla difesa

di Sandro Magister

Il divieto delle messe con il popolo, imposto l’8 marzo dal capo del governo italiano con l’assenso della conferenza episcopale e confermato “sine die” il 26 aprile di nuovo dal capo del governo, ma questa volta con la dura protesta pubblica della CEI, ha aperto un serio interrogativo: da che parte sta papa Francesco? che cosa vuole davvero?

Foto: cristiani in Pakistan

Cultura Cattolica

“Continuava a predicare il Vangelo e a chiedere di abbandonare le vie del male, per questo l’ho ucciso”

di Don Pinuccio Mazzucchelli

PAKISTAN Aiuti alimentari in cambio della conversione all’islam NIGERIA – “Continuava a predicare il Vangelo e a chiedere di abbandonare le vie del male, per questo l’ho ucciso” dice l’omicida del giovane seminarista CIAD – Suor Elisabetta e la battaglia contro il coronavirus e la fame

coronavirus medici paziente

New York Times

Gli esperti stanno cercando di capire perché il coronavirus è così capriccioso, si diffonde molto in alcune zone e ne risparmia altre.. Le risposte potrebbero determinare come proteggerci al meglio e per quanto tempo dobbiamo farlo.




Waters: “Non riceviamo le nostre libertà dal governo, ma da Dio”

“È come se le persone fossero diventate ansiose di smantellare le proprie libertà, come se queste appartenessero a loro come mobili e non fossero doni eterni semplicemente presi in prestito dai posteri. È come se la “pandemia” fornisse una licenza per lasciar andare ogni responsabilità e soccombere all’abbraccio di un potere non responsabile.”

Un articolo scritto da John Waters, scrittore e cronista irlandese, autore di dieci libri e drammaturgo, e pubblicato su First Thing. La traduzione è a cura di Riccardo Zenobi

 

Oppressione libertà di espressione

 

Insieme alla mia cara amica Gemma O’Doherty, ho lanciato una sfida costituzionale alle misure di lockdown dell’Irlanda per il COVID-19, che il governo irlandese ha introdotto tre settimane fa. O’Doherty e io chiediamo una revisione giudiziaria della legislazione e dei regolamenti abilitanti e un’ingiunzione o una dichiarazione per porre fine a tutto.

In Irlanda, come in molti paesi, stiamo rapidamente scoprendo di essere stati ingannati, che la pandemia di COVID-19 non è lontanamente grave come i nostri leader, con i loro “esperti”, ci hanno chiesto di accettare. Eppure politici ed esperti hanno reso un cratere le economie del mondo, messo a rischio la vita di milioni di persone (un rischio maggiore di qualsiasi altra cosa rappresentato da COVID-19) e trasformato le democrazie occidentali in dispotismi totalitari pop-up.

È sorprendente quanto siano simili i pacchetti legislativi introdotti in tutto il mondo, e l’Irlanda non si distingue. Per la prima volta nella storia, una malattia infettiva è stata combattuta non mettendo in quarantena solo gli infetti, ma anche limitando radicalmente le libertà dei sani e dei non colpiti. Alle persone è stato ordinato di rimanere a casa tranne che per i viaggi “essenziali” e l’esercizio quotidiano, che era limitato con limiti specifici e non era consentito includere periodi di riposo. Alla nostra forza di polizia, An Garda Siochána (Guardiani della Pace), furono dati ampi poteri per mettere in discussione, sanzionare o detenere coloro che non rispettavano quando gli veniva dato l’ordine di tornare a casa. Ai cittadini è stato sommariamente negato il diritto di mescolarsi liberamente, andare in pub, caffè e ristoranti, tenere o partecipare a eventi sportivi, viaggiare per guadagnare il loro pane quotidiano, entrare in luoghi di bellezza e aree selvagge per essere soli con sé stessi e il loro Dio. Gli ufficiali del Garda hanno persino fermato persone che stavano semplicemente camminando o pedalando lungo una strada, interrogandoli sui loro movimenti più ordinari e abitudinari. In alcuni casi le persone hanno avuto i loro carrelli della spesa perquisiti per cercare articoli “non essenziali”. Incontrai un uomo che, dopo aver acquistato il materiale per dipingere un cancello, ricevette lezioni e istruzioni per restituire la merce al negozio in cui l’aveva acquistata, mentre sarebbe stato accettabile se avesse acquistato una dose considerevole di alcol e fosse tornato a casa a stare davanti alla TV.

L’Irlanda ha una Costituzione scritta che, nonostante una serie di violenti assalti dei politici negli ultimi anni, rimane tra le migliori al mondo. L’articolo 6, ad esempio, dichiara che “Tutti i poteri di governo, legislativo, esecutivo e giudiziario derivano, sotto Dio, dal popolo, il cui diritto è designare i governanti dello Stato e, in appello finale, decidere tutte le questioni di politica nazionale, secondo i requisiti del bene comune. ”

La nostra Costituzione e le nostre leggi sono radicate nella legge naturale e nei concetti di libertà di diritto comune inglese: Siamo persone libere sotto Dio, a meno che, per motivi eccezionali e proporzionati, il nostro governo – con il nostro permesso di cui sopra – sia costretto a ridurre quelle libertà nell’interesse del bene comune. Tali interventi sono vincolati da un’etica del proporzionalismo minimalista. Non riceviamo le nostre libertà dal governo, ma da Dio. Noi, il popolo, garantiamo al governo tutti i poteri che può avere. L’idea quindi che le persone vengano imprigionate nelle proprie case sulla base di una crisi che si rivela quotidianamente esagerata da modelli di proiezione spuri e ora screditati, è profondamente ripugnante per i nostri diritti costituzionali, che garantiscono libertà di parola, associazione, movimento, mezzi di sussistenza, coscienza e pratica religiosa.

La nostra Costituzione è chiara: l’abitazione di ogni cittadino è “inviolabile”, il che presumibilmente significa che non può essere requisita come cella di prigione improvvisata. Una “emergenza” può temporaneamente causare la limitazione di queste libertà solo nelle circostanze più rigorose e precise. L’articolo 28.3.3 della Costituzione dell’Irlanda (un principio rafforzato nell’ultimo decennio dalla Corte Suprema) prescrive che uno stato di emergenza può essere dichiarato solo in tempo di guerra o ribellione armata, che può, se così deciso da entrambe le Camere dell’Oireachtas (Parlamento), “includere un conflitto armato in cui lo stato non è un partecipante diretto”.

La sicurezza pubblica è un’area in cui tali interventi possono essere richiesti di volta in volta, ma devono soddisfare rigorosi standard di necessità e proporzionalità. Molti dei diritti della Costituzione irlandese sono “inalienabili” e “imprescrivibili”, il che significa che non possono essere ceduti e non possono essere tolti.

La cosa più sorprendente della reazione alle imposizioni COVID-19 è stata l’acquiescenza delle popolazioni quasi ovunque. Sotto la forza della propaganda statale e mediatica, i cittadini obbedivano docilmente ai comandi sommari della polizia che violavano ogni principio di protezione costituzionale e civile. In Irlanda, hanno applaudito alle “guardie” che le hanno incarcerate nelle loro case, hanno insegnato loro di sedersi tranquillamente vicino a una spiaggia a fissare il mare e talvolta sono giunte ad arrestarle con una coercizione senza cerimonie nell’incontrare il minimo dissenso o resistenza. Politici, sacerdoti e giornalisti apprezzano il cliché sulla banalità a sostegno e lode di queste misure.

Le persone sembravano non capire più che la libertà, e la parola “libertà”, non sono cose ordinarie, che sebbene naturali per la nostra condizione umana non si verificano spontaneamente, rimangono come un cane maltrattato e rispondono a un interruttore on-off. È stato veramente, incredibilmente sorprendente da vedere.

C’è un costo per mettere in discussione tali cose nel nostro clima attuale. Non mi impensieriscono tanto le persone che mi gridano per strada. “Ah! Il rivoluzionario! ” “Se non ti dispiace dire che sei una vera vergogna!” Molto peggio è che le persone che conosco bene cercano di attirarmi in argomentazioni fatue in cui, in breve tempo, respiro senza fiato mentre mi rendo conto che stiamo discutendo di un aspetto periferico della saga mentre l’altra persona rimane cieca di fronte al buco nero nel mezzo, dove la libertà di fare le cose ordinarie sedeva in bella vista. Il “virus” qui era un virus della ragione umana. Come scrisse Peter Hitchens: Amiamo il Grande Fratello. Questo è ciò che rimarrà, quando sarà finito, se mai in futuro si potrà dire che sia veramente finito.

Romano Guardini ha avvertito in Potere e responsabilità:

 

Nel lungo termine, il dominio richiede non solo il consenso passivo, ma anche la volontà di essere dominati, una volontà desiderosa di abbandonare la responsabilità personale e lo sforzo personale. In linea di massima, i dominati ottengono ciò che essi stessi desiderano; le barriere interne di rispetto e autodifesa possono cadere prima che il potere possa davvero violare.

 

È come se le persone fossero diventate ansiose di smantellare le proprie libertà, come se queste appartenessero a loro come mobili e non fossero doni eterni semplicemente presi in prestito dai posteri. È come se la “pandemia” fornisse una licenza per lasciar andare ogni responsabilità e soccombere all’abbraccio di un potere non responsabile. Le libertà ottenute attraverso la perdita di innumerevoli vite venivano ora erose, anche se nessuna prova era stata offerta da una correlazione, ancor meno una relazione causale tra azione ed effetto dichiarato. Siamo passati dagli interventi minimi necessari nell’interesse del bilanciamento della sicurezza pubblica e delle libertà a una situazione che ha reso queste libertà non più libertà, ma semplicemente concessioni dello stato o, più precisamente, del regime.

Nel modo in cui la tirannia si è evoluta – senza un dibattito significativo, senza un evidente dissenso, con un declino istantaneo diffuso nei livelli di spionaggio e di accaparramento che avevano richiesto molti anni alla Stasi per perfezionarlo – è diventato qualcosa che abbiamo fatto a noi stessi. L’Irlanda ha sperimentato, non per la prima volta negli ultimi anni, un fallimento di organi multipli da parte delle principali istituzioni, i grandi pilastri – Quattro Pilastri – della democrazia irlandese. Gli Oireachtas non sono riusciti a discutere queste imposizioni di grande importanza; il presidente non ha esercitato la sua prerogativa di deferirli alla Corte suprema. I media non sono riusciti a porre anche le domande più rudimentali. Nessun membro significativo della professione legale è emerso per mettere in guardia contro le implicazioni – nessun ex ministro della giustizia, nessun ex procuratore generale, nessun consulente senior o avvocato accademico.

Non c’era nessuno equivalente a Lord Sumption del Regno Unito, ex giudice della Corte suprema, che ha dichiarato in un’intervista alla BBC:

 

Il vero problema è che quando le società umane perdono la loro libertà, di solito non è perché i tiranni l’hanno portata via. Di solito è perché la gente rinuncia volontariamente alla propria libertà in cambio di protezione da qualche minaccia esterna. E la minaccia è solitamente una minaccia vera ma esagerata. Questo è quello che temo che stiamo vedendo ora… L’isteria è contagiosa. Stiamo preoccupandoci in una situazione della quale esageriamo la minaccia e smettiamo di chiederci se la cura può essere peggiore della malattia.

 

Questo, ha avvertito Lord Sumption, è “come le società diventano dispotismi”.

L’isteria, naturalmente, è emersa principalmente dai media – in Irlanda tanto quanto altrove – e questo ora solleva la questione se questi stessi media non siano ora, nella loro disperazione di sopravvivere a tutti i costi, un pericolo significativo per le nostre libertà democratiche e la sicurezza dei nostri popoli.

Qui in Irlanda, spetta a due laici – due persone che hanno lavorato per molti anni nel giornalismo mentre era ancora una professione dignitosa e onorata – sollevare queste questioni fondamentali relative alla libertà e allo stato di diritto. Ciò che ora cerchiamo di fare è quello che il nostro presidente avrebbe dovuto fare diverse settimane fa: far controllare questa legislazione dai tribunali in modo che le persone possano essere rassicurate sul fatto che almeno alcuni organi dello Stato funzionino ancora e che esistano alcuni mezzi di protezione per garantire che una calamità come questa non possa mai più ripetersi.

 

John Waters è uno scrittore e cronista irlandese, autore di dieci libri e drammaturgo.

 




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