“I seguaci di Cristo diventeranno i seguaci del Partito Comunista Cinese”

 

Cina: una chiesa viene abbattuta

Cina: una chiesa viene abbattuta


di
Sabino Paciolla

 

La lettera che il card. Re ha inviato ai cardinali sulla questione dei cattolici in Cina, nella quale viene criticato duramente il card. Zen per l’aspra critica che quest’ultimo ha più volte fatto dell’accordo Cina-Vaticano ha sorpreso molti osservatori. Il card. Zen, a suo volta, ha risposto con la seguente lettera aperta. In sostanza il card. Zen ha detto al Card. Re di non conoscere affatto il problema. 

Tanti i punti critici dei quali ci occuperemo nei prossimi giorni. 

In questo articolo voglio solo mettere a fuoco un solo punto, quello della “Chiesa Indipendente” ovvero l’Associazione Cattolica Patriottica Cinese (CPCA). È quella costituita e gestita direttamente dal Partito Comunista Cinese, mai riconosciuta dal Vaticano. 

Il passaggio più critico e gravido di conseguenze per la Chiesa universale è il seguente: «L’Accordo prevede l’intervento dell’autorità del Papa nel processo di nomina dei Vescovi in Cina. Anche a partire da questo dato certo, l’espressione Chiesa indipendente non può più essere interpretata in maniera assoluta, come “separazione” dal Papa, così come avveniva in passato». Il card. Re parla addirittura di “cambiamento epocale sia sul piano dottrinale che su quello pratico”!

Come giustamente è stato osservato, si può essere “Chiesa indipendente” e nello stesso tempo in comunione con il Papa? Sembra una quadratura del cerchio impossibile, ed una dichiarazione che va ben oltre i confini della Chiesa particolare cinese e adombrando una nuova ecclesiologia tutta da scoprire. Ma di questo si parlerà eventualmente in un altro articolo.

Ma ciò che distrugge, letteralmente sbriciola, quelle affermazioni del Card. Re è la realtà di quello che avviene in Cina. 

È mai pensabile che non si debba parlare più di “Chiesa indipendente” (del Partito Comunista) e Chiesa sotterranea (fedele al Papa) quando nella realtà il regime comunista cinese perseguita quest’ultima con chiusura e abbattimento di chiese, persecuzione di fedeli, sacerdoti e vescovi? È mai possibile che non si debba parlare più di “Chiesa Indipendente” quando il regime vuole rimpolpare questa con la violenza attuata sui fedeli della Chiesa Sotterranea? È mai possibile pensare ad una Chiesa Indipendente in “comunione” con il Papa quando questa Chiesa Indipendente sarebbe formata da liberi cristiani fedeli al Partito Comunista e cristiani fedeli al Papa ma costretti con la forza e con la violenza ad aderire a questa pseudo Chiesa? La realtà dice che la quadratura è molto problematica se non impossibile.

Del resto è lo stesso card. Re ad ammettere che “permangono tensioni e situazioni dolorose”. Un eufemismo per accennare a quello che leggerete oltre. 

A dimostrazione di quello che sto dicendo riporto un articolo di An Xin pubblicato su Bitter Winter e che vi propongo nella mia traduzione. 

Il giornalista Xin scrive che al 16 gennaio, oltre dieci chiese cattoliche sono state chiuse nella città di Fu’an, a livello di contea, amministrata dalla città di Ningde, nella provincia sudorientale del Fujian. Tutte rifiutano di registrarsi presso l’Associazione cattolica patriottica cinese (CPCA) (la Chiesa creata e gestita dal Partito Comunista Cinese, e non riconosciuta dal Vaticano, ndr) e appartengono alla diocesi di Mindong, parte dell’arcidiocesi di Fuzhou, dove nell’ultimo anno sono state chiuse numerose chiese.

Dopo la firma dell’Accordo Vaticano-Cina del 2018, la situazione degli obiettori di coscienza cattolici che si rifiutano di registrarsi continua a peggiorare in tutto il Paese: membri del clero e credenti sono spesso molestati e perseguitati, le chiese vengono chiuse o demolite.

Cinque chiese della diocesi di Mindong sono state chiuse per “misure antincendio al di sotto degli standard”. Anche la residenza vescovile nel sottodistretto di Luojiang a Fu’an ha ricevuto l’ordine di sgombero per lo stesso motivo, dopo che i funzionari del governo hanno ordinato di tagliare l’acqua e la corrente alla casa del vescovo Guo Xijin e gli hanno detto di andarsene.

Anche alla chiesa di Buxia, nella città di Saiqi di Fu’an, è stata tagliata la fornitura di acqua e di energia elettrica, ma la congregazione si è rifiutata di accettare il sacerdote che è stato inviato dal governo. Alle 4 del mattino del 19 gennaio, i membri della congregazione si sono riuniti fuori dalla chiesa per pregare e leggere la Bibbia, tenendo le torce elettriche nel vento freddo.

 

Il 13 gennaio, il sacerdote di un’altra chiesa cattolica della città di Saiqi ha celebrato la messa a casa di un membro della congregazione dopo la soppressione della chiesa. Il sacerdote non voleva mettere nei guai nessuno, così si è occupato personalmente di tutto il necessario per la Messa ed è rimasto con un altro membro della congregazione per evitare problemi con il governo. Un membro della chiesa ha detto a Bitter Winter che il sacerdote è pronto a continuare a servire la sua congregazione il più a lungo possibile. “Così vivono i sacerdoti che si rifiutano di entrare nella chiesa ufficiale (quella gestita dal PCC – Partito Comunista Cinese, ndr). E’ tutto a causa del governo”, ha detto il frequentatore della chiesa.

Nel novembre 2019, dopo la chiusura della chiesa cattolica di Huanghouli a Fu’an, i funzionari del governo locale hanno ordinato di rimuovere i caratteri cinesi per “Lourdes Garden” – che prende il nome dal Santuario di Nostra Signora di Lourdes – sulla chiesa e di cambiarlo con uno degli slogan del PCC: “Non dimenticate l’intenzione originale; tenete a mente la missione”.

“Come durante la Rivoluzione culturale, il governo ora demolisce tutto ciò che riguarda la fede”, ha detto una suora locale a Bitter Winter, aggiungendo che anche se le chiese sono state chiuse, alcuni anziani credenti continuano a riunirsi al di fuori delle stesse per pregare e leggere la Bibbia a sostegno del loro sacerdote che si rifiuta di aderire all’CPCA. “Il sacerdote non deve firmare il documento. Se lo fa, sarà un traditore”, ha commentato l’anziano cattolico.

Alla fine di ottobre il governo ha smantellato una residenza per suore nella diocesi di Mindong, con la scusa che si trattava di una “costruzione illegale”. Il tetto dell’edificio è stato abbattuto, le finestre e i pavimenti sono stati smantellati e la fornitura di energia elettrica e di acqua è stata interrotta.

“Il governo è furbo. Temendo di essere nuovamente criticato dalla comunità internazionale, ha mascherato la persecuzione sotto la forma della demolizione di un edificio illegale, in modo che nessuno lo associasse alle sue campagne di persecuzione religiosa”, ha detto un cattolico di Fu’an.

Secondo un informatore del governo della provincia settentrionale dell’Hebei, le autorità stanno intensificando la repressione dei luoghi di culto che si rifiutano di registrarsi presso la CPCA. Nessun sacerdote di queste chiese è autorizzato a svolgere attività religiose, e le loro chiese ribelli finiranno per essere chiuse.

Lo scorso giugno, il governo della città di Anguo, a livello di contea, amministrata dalla città di Baoding nell’Hebei, ha isolato con la forza la chiesa cattolica di Nanma. Ai membri della congregazione è stato permesso di riunirsi solo all’aperto. Più o meno nello stesso periodo, tutti gli oggetti religiosi sono stati portati via dalle chiese cattoliche non registrate del villaggio Taihe di Baoding e del villaggio Dongzhao della diocesi di Zhengding.

Fedeli cinesi continuano a pregare anche se la loro chiesa è stata chiusa.

Fedeli cinesi continuano a pregare anche se la loro chiesa è stata chiusa.

“La politica del PCC è quella di ‘sinicizzare’ la Chiesa cattolica in Cina”, ha detto a Bitter Winter un sacerdote della diocesi di Mindong. “Sigillare le chiese è solo uno dei metodi. Il PCC mira a scacciare tutti i sacerdoti che si rifiutano di aderire all’CPCA e permette solo a quelli che vi hanno aderito di celebrare messe pubbliche nelle chiese. Coloro che hanno aderito non faranno altro che propagandare che il PCC e il governo sono buoni e che tutti dovrebbero seguire le istruzioni del Partito Comunista, il che significa che i seguaci di Cristo diventeranno seguaci del Partito”. Ciao 

 




Il card. Zen risponde alla lettera del Card.Re sulla Cina

Card. Josef Zen

Card. Josef Zen

Il card. Zen ha risposto alla lettera (vedi sotto) che il card. Giovanni Battista Re aveva inviato ai cardinali riguardo la questione dei cristiani in Cina e dell’accordo, tutt’ora segreto, che il Vaticano ha siglato con le autorità cinesi a settembre del 2018.

Il Cardinale Re è dal 18 gennaio 2020 decano del Collegio cardinalizio.

Ecco la lettera del Card. Zen:

 

A S.E. Rev. ma Sig Card. G.B. Re

發佈日期: 2020 年 03 月 01 日,作者: oldyosef

A S.E. Rev. ma Sig Card. G.B. Re

Decano del Collegio Cardinalizio 

Sig. Cardinale

Mi sia permesso di usare il mezzo di una lettera aperta per una comunicazione più tempestiva. 

Per via indiretta ho preso visione della sua lettera del 26 Febbraio la quale (Prot. N. 1/2020) ha anche l’onore di aver così inaugurato il suo alto ufficio di Decano del Collegio Cardinalizio. 

Ammiro il suo coraggio nell’avventurarsi in questioni che Ella pure riconosce essere “complesse”, mettendo a rischio il prestigio del suo appena inaugurato onorevole ufficio. Ma si sa che oggi c’è un vicepapa che riesce a mettere coraggio a tutti i servitori nella Santa Sede.

Veniamo alla lettera.

  1. Per chiarire la visione di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI riguardo al comunismo mi basta ora rimandarLa a pag. 161-162 del libro “ultime conversazioni” (Papa Benedetto mi fece avere una copia con la dedica “in comunione di preghiera e di pensiero”).

 

La domanda del giornalista Peter Seewald:

“Ha condiviso e sostenuto attivamente la Ostpolitik del papa (Giov. Paolo II)?”

Benedetto rispose: “Ne parlavamo. Era chiaro che la politica di Casaroli, per quanto attuata con le migliori intenzioni, era fallita.

La nuova linea perseguita da Giov. Paolo II era frutto della sua esperienza personale, del contatto con quei poteri.

Naturalmente allora non si poteva sperare che quel regime crollasse presto, ma era evidente che, invece di essere concilianti e accettare compromessi, bisognava opporsi con forza.Questa era la visione di fondo di Giov. Paolo II, che io condividevo.”

  1. Per provare che l’accordo firmato era già stato approvato da Benedetto XVI basta mostrarmi il testo firmato, che fino ad oggi non mi è stato concesso di vedere, e l’evidenza dell’archivio, che Ella ha potuto verificare. Rimarrebbe solo ancora da spiegare perchè allora non è stato firmato.
  2. Il cambiamento “epocale” del significato della parola “indipendenza” temo che esista solo nella testa dell’eminentissimo Segretario di Stato, indotto magari da una errata traduzione dal cinese fatta dal giovane minutante della Congregazione dell’Evangelizzazione dei Popoli, ormai monoculus rex in regno caecorum, il quale fu corresponsabile anche degli almeno 10 errori nella traduzione della lettera di Papa Benedetto del 2007.

Data però l’intelligenza dell’Eminentissimo mi è difficile credere che sia stato ingannato, è più probabile che abbia voluto “lasciarsi ingannare”.

  1. Non capisco l’ultima parte della sua lettera, quantomeno confusa. I fatti sono lì. Ho evidenza che Parolin manipola il Santo Padre, il quale mi manifesta sempre tanto affetto, ma non risponde alle mie domande. Davanti a delle prese di posizione della Santa Sede che non riesco a capire, a tutti i fratelli desolati che si rivolgono a me dico di non criticare chi segue quelle disposizioni. Siccome, però, nelle disposizioni si lascia ancora la libertà a chi ha una obiezione di coscienza, incoraggio questi a ritirarsi allo stato delle catacombe, senza opporsi a qualunque ingiustizia, altrimenti finirebbero per rimetterci di più.

In che ho sbagliato?

  1. Sono al cento per cento d’accordo con l’invito a pregare.

Ricordo che recentemente la Santa Sede pure ha raccomandato l’invocazione alla Madonna “Sub tuum praesidium” e quella all’Arcangelo S. Michele.

Ovviamente c’è l “Oremus pro Pontifice” che conclude con “et non tradat eum in animam inimicorum ejus”.

Le auguro momenti più felici nel suo lungo servizio come Decano del Collegio Cardinalizio.

obblig, mo

Card. Zen 

Prima Domenica di Quaresima

Dal Vangelo secondo Matteo (4:8-10)

Il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”. 

Gesù gli rispose: “Vattene, Satana! Sta scritto infatti: il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”.

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Qui la lettera del Card. Giovanni  Battista Re:

Lettera card. Re su Cina e card. Zen n.1

Lettera card. Re su Cina e card. Zen n.2