Diocesi austriaca conferma che un sacerdote cattolico ha celebrato una liturgia per l’unione civile tra due donne

Le notizie riguardo le interpretazioni di Amoris Lætitia lontane dal Magistero continuano ad arrivare soprattutto dai Paesi germanofoni. La notizia di una coppia di donne lesbiche già unite civilmente che hanno ricevuto una benedizione all’interno di una liturgia più complessa gira in rete da diversi giorni. Dorothy Cummings McLean, di LifeSiteNews, ci ragguaglia sulla risposta della diocesi interessata.

La traduzione è a cura di Annarosa Rossetto. 

Prete austriaco benedice coppie lesbiche

 

Una diocesi austriaca ha confermato che un suo sacerdote ha presieduto una cerimonia in chiesa per due donne unite civilmente.

Una serie di fotografie di p. Michael Kopp con due donne in abiti da sposa in una chiesa cattolica in Austria sta girando sui social media dalla scorsa settimana. Un portavoce della diocesi di Graz-Seckau ha confermato che p. Kopp ha effettivamente tenuto una celebrazione per le donne.

“La domanda di base è se le persone omosessuali possono sentirsi a casa nella Chiesa”, ha detto Thomas Stanzer questo lunedì al sito di notizie cattolico tedesco kath.net.

“Il consulente spirituale per le famiglie, Michael Kopp, ha risposto “sì” a questa domanda”, ha continuato.

Stanzer ha affermato che padre Kopp “ha celebrato una liturgia di ringraziamento per due donne sposate [sic] civilmente, entrambe cristiane credenti e che hanno entrambe trovato con l’aiuto della Chiesa cattolica una via per uscire da crisi personali”.

Il portavoce diocesano ha sottolineato che questa “non è stata una liturgia sacramentale” ed ha citato la controversa enciclica Amoris Laetitia di Papa Francesco .

Stanzer ha detto che l’esortazione apostolica post-sinodale  “Amoris Laetitia (250) afferma  che ‘Ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto’ mentre ‘ogni marchio di ingiusta discriminazione’  deve essere attentamente evitato”.

“Allo stesso tempo si afferma che l’unione tra due omosessuali non può essere equiparata al matrimonio (251). Michael Kopp ha rispettato entrambi questi aspetti.”Prete autriaco celebra liturgia per coppie lesbiche in chiesa (Gloria TV)

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 2357) insegna che: “Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.”

Il documento vaticano del 2003 Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali , firmato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger (che in seguito divenne papa Benedetto XVI), afferma : “In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell’equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest’ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all’applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza.”.

Le fotografie del servizio, che assomigliano molto alle foto di nozze, sono state inizialmente pubblicate su un account di social media polacco e successivamente pubblicate da Gloria TV . In una fotografia le due donne, una in abito da sposa bianco e l’altra in abito bianco, accendono insieme una candela.  In quella successiva si tengono per mano mentre Kopp tiene la mano su di loro in segno di benedizione. Un’altra foto mostra le donne che insieme entrano in corteo in chiesa, precedute da due bambine che spargono fiori. Due sedie decorate le attendono nella parte anteriore della chiesa.

Kopp è il parroco della chiesa cattolica di Santa Margherita a Wolfsburg, in Austria, ed era stato, fino ad ora, noto per le sue occasionali  esibizioni di cabaret . Secondo il quotidiano austriaco Unkerkaerner, Kopp ha scritto due spettacoli di cabaret da quando è stato ordinato nel 1997. Precedentemente è stato “sacerdote delle famiglie” nella diocesi di Gurk, ed è nella diocesi di Graz-Seckau da gennaio 2019.

La definizione di “famiglia”  secondo Kopp include sia “la radice di ogni esistenza della vita personale” sia anche “ogni forma di relazione tra le persone nelle più diverse costellazioni della vita comune”.

Questa non è, tuttavia, la definizione cattolica di famiglia. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica , la famiglia origina dalla piccola comunità di amore, fondata da una coppia sposata, in cui un bambino nasce o viene adottato.

“La famiglia è la cellula originaria della vita sociale. È la società naturale in cui l’uomo e la donna sono chiamati al dono di sé nell’amore e nel dono della vita. L’autorità, la stabilità e la vita di relazione in seno alla famiglia costituiscono i fondamenti della libertà, della sicurezza, della fraternità nell’ambito della società. La famiglia è la comunità nella quale, fin dall’infanzia, si possono apprendere i valori morali, si può incominciare ad onorare Dio e a fare buon uso della libertà. La vita di famiglia è un’iniziazione alla vita nella società.”(CCC 2207).

 

Prete autriaco benedice coppie lesbiche (Gloria TV)

Prete autriaco celebra liturgia per coppie lesbiche in chiesa (Gloria TV)




Polemiche contro il cardinale di Toronto per l’approvazione della politica ‘gender identity’ per le scuole cattoliche

Proprio ieri abbiamo pubblicato un articolo che dava conto di quanto aveva detto il card. Robert Sarah a proposito della della ideologia di genere e la pressione esercitata dalle lobby LGBT,. Il card. Sarah aveva detto: “La Chiesa dovrebbe essere la prima a combattere le ideologie tossiche”. La Chiesa, ha detto, dovrebbe concentrarsi “sulla crisi antropologica e morale senza precedenti del nostro tempo, che esige che la Chiesa si assuma una maggiore responsabilità e impegno nel proporre i suoi insegnamenti dottrinali e morali in modo chiaro, preciso e fermo”.

E invece, dall’altra parte dell’Oceano, in Canada, un altro cardinale, Thomas Collins, sembra si sia adattato ai dictat del pensiero genderiano propugnato dallo Stato. Ce ne dà conto Lianne Laurence con il suo articolo pubblicato su Lifesitenews. Eccolo nella traduzione di Riccardo Zenobi. 

Thomas Cardinal Collins

Cardinal Thomas Collins di Toronto, CANADA.

 

Il più grande gruppo pro-life e pro-family del Canada afferma che l’arcidiocesi di Toronto guidata dal cardinale Thomas Collins ha tradito i cattolici approvando l’aggiunta di “identità di genere” e “espressione di genere” nel codice di condotta delle scuole cattoliche e sta chiedendo al cardinale di ritornare sui suoi passi.

Campaign Life Coalition (CLC), insieme ad altri critici, afferma che la mossa costringerà studenti e insegnanti cattolici a sottomettersi all’ideologia LGBT che afferma, contrariamente all’insegnamento cattolico, che i maschi possono “diventare” femmine e le femmine maschi. Argomentano anche che le scuole cattoliche hanno un diritto costituzionale a non aggiungere quelle condizioni, e che facendo così si avranno disastrose conseguenze per gli studenti.

“Vostra eminenza, di nuovo con sincero rimpianto, dobbiamo affermare molto chiaramente che questo è stato un vostro tradimento nei confronti dei genitori e dei figli”, ha detto Jack Fonseca, direttore delle operazioni politiche della Campaign Life, in un appello video al cardinale nel quale il gruppo chiede a Collins di tornare sui suoi passi.

“Sappiamo che l’ideologia gender rappresenta un attacco all’immagine di Dio nella creazione. La Scrittura ci dice molto chiaramente che Dio ha creato l’uomo a Sua immagine. Maschio e femmine, li creò. E, dunque, l’aggiunta dell’ideologia gender al codice di condotta rappresenta un tipo di eresia accettata dal sistema scolastico cattolico”, ha detto Fonseca.

 

I fiduciary della Toronto Catholic Disctrict School Board (TCDSB) hanno votato otto contro quattro per modificare il codice di condotta dopo un incontro maratona di 7 ore  che è terminato nelle prime ore dell’8 Novembre, e dopo mesi di acceso e amaro dibattito.

I proponenti dell’aggiunta dei termini “identità di genere, espressione di genere, stato di famiglia e di matrimonio” al codice, che governa studenti e insegnanti, sostengono che la commissione doveva conformarsi con il memo PPM 128 del ministro dell’educazione, dell’ottobre 2018.

Il memorandum ordina alle scuole di allineare i loro codici entro il 4 Novembre con il codice dei diritti umani della provincia e dell’Ontario, entrambi includenti i quattro termini.

In aggiunta, un report aggiunto all’agenda appena dopo l’incontro del 7 Novembre diceva che l’arcidiocesi ha concordato di emendare la linea di condotta per aggiungervi le condizioni dopo consultazioni con lo staff del TCDSB (cioè il TORONTO CATHOLIC DISTRICT SCHOOL BOARD, ndr).

“L’arcidiocesi accetterà tutti i motivi di proibizione delle discriminazioni come enumerati nel codice dei diritti umani dell’Ontario, in accordo con PPM 128”, si legge.

Ciò con la condizione che “la linea di condotta contiene raccomandazioni di linguaggio dall’Arcidiocesi che contestualizza che questa politica sarà interpretata attraverso le lenti della fede cattolica come articolata dall’insegnamento della Chiesa e protetto nella legislazione”, afferma il report.

L’arcidiocesi ha rilasciato la sua dichiarazione lunedì, puntualizzando quattro cose:

  • Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per favorire un ambiente sicuro per tutti gli studenti, ma, soprattutto, la fede che è il fondamento dell’educazione cattolica richiede che ogni individuo sia trattato con rispetto, dignità, compassione e amore come un figlio di Dio. Chiunque, specialmente chi soffre, è incluso nell’amore di Cristo che siamo chiamati a rendere presente nel mondo.
  • L’arcidiocesi di Toronto è stata invitata dal Toronto Catholic District School Board per dare guida e fonti sull’insegnamento della Chiesa.
  • La politica del Ministero dell’Educazione, PPM 128, impone che la proibizione dei motivi di discriminazione che si trovano nel codice dei diritti umani dell’Ontario sia incluso nell’aggiornato codice di condotta per tutti i consigli scolastici in Ontario. Mentre l’arcidiocesi riconosce che termini quali identità di genere siano inclusi nel codice, non accettiamo la visione della persona umana che sottende questa terminologia, poiché questa prospettiva non è compatibile con la nostra fede.
  • Notiamo che il revisionato codice di condotta del TCDSB include addizionali disposizioni per assicurare che sia interpretato in accordo con la fede cattolica, “come articolato dall’insegnamento della Chiesa…espresso attraverso vari documenti dalla Chiesa Universale, i Vescovi del Canada, i vescovi dell’Ontario e l’arcidiocesi di Toronto”. Facendo ciò, sta esercitando un diritto che rimanda allo stesso codice dei diritti umani dell’Ontario.

La Campaign Life Coalition afferma che l’arcidiocesi ha tradito i cattolici, ed ha chiamato i suoi sostenitori ad un incontro di preghiera fuori degli uffici dell’arcidiocesi a mezzogiorno del 12 Novembre, per pregare che il cardinale Collins “possa tornare sui suoi passi e riconoscere l’intrinseco pericolo del linguaggio dell’’identità di genere’ e dell’’espressione di genere’”.

Ha anche lanciato una petizione chiedendo a Collins di ribaltare il voto del consiglio.

“Adottando l’ideologia gender, le scuole cattoliche saranno complici nella confusione, corruzione e abuso di minori” che saranno “influenzati dalle idee transgender e adotteranno una dannosa e conflittuale immagine di sé”, afferma la petizione.

“Se l’arcidiocesi non accetta la visione della persona umana che sottintende la terminologia, allora non avrebbe dovuto accettare la terminologia”, ha detto Josie Luetke, coordinatore giovanile della Campaign Life, in risposta alle affermazioni di lunedì dell’arcidiocesi.

“Non puoi tenere la torta e allo stesso tempo mangiarla”, ha detto a LifeSiteNews.

“Identità di genere ed espressione di genere sono termini intrinsecamente fuorvianti che non possono essere riscattati”, afferma Luetke.

“Se accettiamo termini che implicano una falsità, siamo colpevoli nella propagazione di questa falsità” ha detto. “In altre parole, se non vuoi propagare un falso concetto della persona umana, non adottare il linguaggio letteralmente inventato per diffondere un falso concetto della persona umana”. “Tutti noi abbiamo già sentito questo argomento delle ‘lenti cattoliche’. È farsesco. Lo stesso ragionamento è stato applicato per accettare la “Strategia educativa equa & inclusiva” dei gay, che ci ha portato ad avere club del gay pride nelle scuole cattoliche, e poi ad accettare il curriculum radicalmente sessualizzato dell’Ontario”, ha detto il presidente nazionale della Campaign Life Coalition Jeff Gunnarson in una mail ai sostenitori.

“Da allora, abbiamo udito storie da orror e le urla da genitori e famiglie. NON ci sono lenti!” ha aggiunto.

“L’ideologia gender non è compatibile in nessun modo con l’insegnamento cattolico. È contrario alla fede cristiana; è contraria al disegno di Dio per l’umanità. Mette in pericolo i bambini, ed è un assalto alla famiglia”, ha detto Gunnarson.

“I termini ‘identità di genere’ ed ‘espressione di genere’ sono intrinsecamente fuorvianti e non possono essere riscattati”, ha aggiunto. “Non possiamo lasciar andare questa cosa senza opporci”.

Fonseca ha anche indirizzato all’arcidiocesi di Toronto il documento Speaking the Truth in Love che appare essere stato emesso intorno al marzo 2019, ed è stato firmato dall’Ufficio del collegamento per l’educazione cattolica dell’arcidiocesi di Toronto.

Fonseca ha detto che mentre il documento contiene alcune buone cose, “rappresenta un pesante tradimento dell’insegnamento cristiano sulla sessualità umana”.

Il documento “sembra dare licenza alle scuole cattoliche di chiamare i bambini con nomi del sesso opposto, usare i loro pronomi preferiti, e addirittura permettere di vestirsi come il sesso opposto, e per la comunità scolastica di affermare la delusione del bambino”, ha detto a LifeSiteNews.

Nel frattempo, il Gruppo dissidente pro-LBGTQ New Ways Ministry ha lodato Collins e gli amministratori fiduciari per avere fatto ciò che loro chiamano la “giusta scelta”, citando l’approvazione dell’arcidiocesi come il passo finale necessario per far passare l’emendamento della politica di condotta.

“Sembra che l’appoggio dell’arcidiocesi sul nominare esplicitamente identità di genere, espressione di genere, stato matrimoniale e stato di famiglia in accordo con le leggi dell’Ontario e le regolamentazioni del Ministero dell’Educazione ha portato i membri del consiglio a cambiare idea rapidamente”, ha notato New Ways Ministry.

“Facendo ciò, gli ufficiali cattolici dall’arcivescovo fino agli amministratori fiduciari hanno fatto veramente la giusta scelta per il più grande sistema scolastico pubblicamente finanziato nel mondo”.

 

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Un anno dopo, ancora nessuna risposta dal Vaticano sullo scandalo McCarrick

Un anno fa, durante la riunione autunnale dei vescovi USA, come quella che si sta svolgendo ora, era in programma la votazione di una risoluzione che avrebbe istituito una commissione di indagine sugli abusi sessuali commessi dall’ex card. McCarrick. Ci si chiedeva come era stato possibile che un abusatore sessuale seriale come McCarrick avesse raggiunto le alte sfere della gerarchia ecclesiale e, soprattutto, come mai fosse tornato in auge dopo un periodo di relativo silenzio voluto da Benedetto XVI. La riunione si aprì con la comunicazione che non se ne sarebbe fatto nulla, cioè la mozione non sarebbe stata votata, o sarebbe stata declinata, perché il Vaticano lo aveva richiesto. E ciò perché la Santa Sede stava già operando in tal senso e perché nel febbraio successivo Papa Francesco aveva convocato i vescovi di tutto il mondo a Roma per discutere gli abusi nella Chiesa. 

Tutto ciò un anno fa! Sì, un anno fa!

Ecco un commento dello scrittore e giornalista Phil Lawler, pubblicato su Catholic Culture , nella mia traduzione.

 

McCarrick Theodore

McCarrick Theodore

 

Circa un anno fa, i membri della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (USCCB) hanno respinto una risoluzione che avrebbe, in termini rispettosi, “incoraggiato” il Vaticano a rilasciare documenti rilevanti relativi al caso ex cardinale caduto in disgrazia Theodore McCarrick.

Questa settimana, in una comunicazione inviata all’USCCB (la Conferenza Episcopale USA, ndr), il cardinale Sean O’Malley ha detto che si aspetta che il Vaticano fornisca “presto” un rapporto sull’affare McCarrick.

Quando hanno votato contro quella risoluzione l’anno scorso, i vescovi americani hanno espresso la loro fiducia che il Vaticano avrebbe fornito una certa chiarezza “presto”, senza inutili sollecitazioni. Non c’è stata fortuna.

L’anno scorso, in questo momento, “presto” avrebbe potuto significare prima della riunione di Roma dello scorso febbraio, durante la quale i vescovi di tutto il mondo hanno discusso lo scandalo degli abusi e la conseguente crisi di coscienza nella leadership della Chiesa. Ma no.

Sappiamo dove cercare i documenti in questione. Sono negli archivi del nunzio apostolico a Washington, e/o negli uffici della Curia romana. Non ci vorrà un anno per tirarli fuori.

Il cardinale O’Malley ha riferito questa settimana di aver ricordato al segretario di Stato, il cardinale Parolin, che i vescovi americani vogliono sapere “chi sapeva cosa e quando” della cattiva condotta di McCarrick. Ha detto: “La lunga attesa ha provocato una grande frustrazione nei vescovi e nel nostro popolo e, in effetti, un’interpretazione molto dura e persino cinica dell’apparente silenzio”.

Il silenzio apparente? Se vi sembra che il Vaticano sia silenzioso, c’è un motivo per questa impressione. Sedici mesi dopo che lo scandalo è diventato pubblico – sedici mesi dopo che i cattolici americani hanno cominciato a chiedere risposte oneste a domande ovvie – il Vaticano non ha risposto.

Ma non preoccupatevi, e soprattutto non diventate “addirittura cinici”. Avremo le risposte – beh, avremo delle risposte – “presto”.

 

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Il MRJC è un attivista della teoria del genere

Dalla Francia un articolo di Maximilien Bernard, pubblicato su Riposte-catholique, che ci dice che MRJC, Movimento cristiano della gioventù rurale, una associazione che sostiene il gender, l’aborto e le unioni omosessuali, è sostenuta e finanziata dall’episcopato francese. 

Eccolo nella traduzione di Elisa Brighenti.

mrjc

 

“Unico nel mio genere” include una serie di testimonianze trasmesse sul web ogni primo venerdì del mese e una piattaforma di risorse. Questo programma rientra in un più ampio progetto denominato “Genere e sessualità nelle aree rurali”, patrocinato dal Movimento Cristiano Giovanile Rurale. Il MRJC è un’associazione riconosciuta, in gran parte finanziata dall’episcopato francese, che sostiene l’aborto e le richieste LGBT. Per questa operazione di propaganda, il MRJC si basa sui propri rapporti:

“Oggi, quotidianamente, sono pochi i luoghi in cui parlare degli elementi che compongono la nostra vita, ma che sono comunque essenziali per lo sviluppo dell’uomo e della donna. Vogliamo permettere ai giovani di avere spazi di riflessione: […..] l’amicizia, le relazioni romantiche e la sessualità, l’importanza della convivenza, la convivialità, il piacere dell’impegno, il desiderio di viaggiare e la scoperta dell’’altrove’….. Questi elementi sono per alcuni intimi ma essenziali allo sviluppo della persona. E’ nell’ottica della trasformazione delle relazioni sociali e della trasformazione sociale che abbiamo il dovere di agire su questi punti.”

“Il buon vivere e lo sviluppo sono questioni sociali e non solo personali. La vita sentimentale e amorosa stabilisce il rapporto con gli altri nella società. ‘Fare coppia’ è una preoccupazione importante fin dall’adolescenza, così come l’ingresso nella vita amorosa. Vogliamo permetterci di mettere in discussione queste scelte di vita, siano esse vissute da sole o in coppia, tra persone dello stesso sesso o meno. Vogliamo anche che la società rispetti queste forme di amore e non esprima giudizi di valore su di esse. “

Estratto dalla relazione di orientamento di MRJC 2014-2021.

 

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Il Concilio parla

Concilio Vaticano II

Concilio Vaticano II

 

di Aurelio Porfiri

 

Sappiamo come il Concilio Vaticano II per alcuni sia come un moloch da invocare come una specie di talismano che trasforma tutto nei desiderata di certe correnti che pensano che la trasformazione sia l’unico modo di essere della Chiesa. Tutto scorre, direbbe Eraclito. È vero che noi siamo esseri mutevoli ma è pur vero che dobbiamo avere dei punti fermi in questo mutare, altrimenti viviamo sempre nell’occhio di un ciclone. Poi purtroppo i cambiamenti auspicati da alcuni sono sempre per accodarsi alle narrative correnti foraggiate dal pensiero progressista anti cristiano e quindi anti realista. Ecco allora che per alcuni il Concilio (evocato ed invocato ma non veramente capito) è utile per dare autorevolezza alle tesi più strambe.

Ora, il Concilio ha anche promulgato un certo numero di documenti e in essi si trovano certamente ambiguità che possono dare luogo ad incomprensioni o ermeneutiche non ortodosse. Ma se letto tutto sulla scia della famosa ermeneutica della continuità, i problemi verrebbero certamente ridimensionati. Questo riguarda anche il ruolo dei laici e i problemi che sorgono dal clericalismo. Come già detto, il clericalismo è un male sistemico in fondo comprensibile, in quanto non è esclusivo del clero, ma esiste anche nelle università, negli ospedali, nelle scuole e via dicendo. Certo, nella Chiesa è più grave in quanto esclude una parte che ha pieno diritto di partecipazione in virtù del comune battesimo. Come ho sempre detto, io vorrei vedere una riappropriazione da parte del clero del suo ruolo vero, di pastori di anime, piuttosto che di funzionari, burocrati o addetti a mansioni che non sono centrali per la loro vocazione. Laddove i laici possono essere utili, si permette ai sacerdoti di dedicarsi ad attività più adeguate al loro ruolo.

Ma devo dirvi che questa mentalità di doverosa valorizzazione del laicato non è certo in auge in Vaticano, malgrado tutto quello che dice il Santo Padre. Il laico che piace è solitamente clericalizzato, non sposato, mezzo prete. No, non ci siamo. Certamente ci sono eccezioni a questo e ci sono prelati che capiscono i problemi che derivano dalla clericalizzazione, ma spesso si assiste a benevolenze verso persone che andrebbero piuttosto indirizzate a qualcuno in grado di risolvere problemi di natura profonda, mascherati da devozione religiosa. Certo la Chiesa deve accogliere tutti, ma non giustificare tutto.

 

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Don Nicola Bux: Il Credo e le Verità di fede nella Chiesa Cattolica – 3^ Parte

 

Catechesi mensile sul Credo e le verità in cui credere, che don Nicola Bux ha tenuto nella Chiesa di San Giuseppe in Bari, utilizzando come testo guida il “Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica”.