VIDEO: un predicatore di strada affronta a muso duro una drag queen in uno spettacolo per piccini

Certo, a prima vista, questo predicatore di strada evangelico che affronta a muso duro una drag queen in uno spettacolo con bambini da asilo potrebbe apparire come una persona d’altri tempi, come il personaggio di Savonarola canzonato e rappresentato nel film di Benigni e Troisi, Non ci resta che piangere. Ma al fondo, in alcune cose che dice, e considerando proprio lo spettacolo e l’età dei piccoli spettatori, non è poi tanto lontano dalla realtà. 

Ecco un articolo di Dorothy Cummings McLean, pubblicato su Lifesitenews, nella mia traduzione.

 

Adrianna Exposée che discute con Dorre Love (screenshot)

Adrianna Exposée che discute con Dorre Love (screenshot)

 

La sessione di domande-e-risposte del Drag Queen Story Time non è andata come previsto.

Dopo questo evento al Westcliffe Community Centre di Ottawa (Canada) di sabato pomeriggio, il predicatore di strada evangelico Dorre Love ha risposto ad un invito a fare domande.

“Ho una domanda”, ha detto Love. “Cosa farete quando sarete davanti a Dio e Lui giudicherà ognuno di voi qui [presente] per i suoi peccati?”   

 

 

Un video pubblicato su Facebook mostra i volti sorpresi e preoccupati di alcuni genitori e della drag performer russo-canadese “Adrianna Exposée”, [un uomo] di 20 anni, e di un piccolo numero di bambini. Poco prima, genitori e figli avevano ballato con Adrianna poco vestita o guardavano dai loro posti. 

“Cosa hai intenzione di fare?”, una donna ha ribattuto a Love. 

“La Bibbia dice questo”, ha continuato Love, “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare (Mt 18,6)”.    

I genitori gli hanno gridato booh. Due delle donne adulte presenti hanno chiesto a lui e ai suoi sostenitori di andarsene. Uno ha minacciato di chiamare la polizia. 

Non scoraggiato, Love ha continuato a predicare. 

“La Bibbia dice che gli uomini sono uomini e le donne sono donne”, ha detto mentre due madri prendevano i loro figli per andar via frettolosamente. 

“E gli uomini non dovrebbero vestirsi come le donne, e le donne non dovrebbero vestirsi come gli uomini. Questo è un peccato. E la Bibbia dice che la ricompensa del peccato è la morte”, ha continuato.  

Con una mano sul fianco, Adrianna Exposée ha affrontato il predicatore. Love ha detto all’artista che il Signore lo aveva mandato a dirgli di ritornare sui suoi passi “dalle (sue) vie malvagie e pentirsi”, perché stava per presentarsi davanti a Dio ed essere giudicato. 

Exposee ha detto che Love non aveva il diritto di parlare di “modi malvagi” poiché aveva interrotto un evento per bambini. 

“Guarda come sei vestito”, ha detto Love all’artista. “Sei vestito come una puttana davanti ai bambini. Insegni ai bambini ad essere delle puttane?”.

Mentre i genitori reagivano con rabbia, Love ha detto loro che stavano abusando dei loro figli portandoli all’evento. 

“Ognuno qui ha bisogno di pentirsi, allontanatevi dalle vostre malvagie vie e accettate Gesù Cristo come vostro Salvatore”, ha detto Love. 

Exposée e i genitori hanno continuato a fare rimostranze nei confronti di Love, mentre uno dei suoi compagni di protesta ha spiegato che amava il pubblico e non voleva che andasse all’inferno. 

“Chi non ha peccato scagli la prima pietra”, ha rimbrottato un genitore. Un altro ha scandito, “Love is love” a Love. 

“Credete in Gesù, ragazzi”, ha detto il predicatore. “Non credete negli LGBT. Bambini, se non volete andare all’inferno, credete in Gesù Cristo. Gesù è morto per te. Gesù è morto per quella drag queen. Gesù è morto per tutti”.

Ha detto che se non avessero creduto in Gesù Cristo, sarebbero stati gettati in un lago di fuoco. 

Love e i suoi sostenitori sono stati accompagnati all’esterno da vari genitori, che hanno continuato a fotografarli o filmarli. 

L’intera discussione è durata circa 13 minuti. 

Anche se uno dei partecipanti ha sostenuto che il Drag Queen Story Time era un evento privato, è stato promosso pubblicamente come “esperienza magica” per bambini dai 3 ai 10 anni. Non c’era il biglietto d’ingresso.

Secondo la Canadian Broadcasting Corporation, la polizia è arrivata e ha chiesto ai manifestanti di lasciare l’area. Nel frattempo, la drag queen ha detto alla CBC che il suo gruppo aveva affittato lo spazio e di aver trovato l’interruzione “inappropriata”. 

“Ho trovato molto inappropriato”, ha detto Exposee. “Abbiamo affittato lo spazio per noi stessi per educare i bambini su ciò in cui crediamo, che è l’inclusione, la diversità e l’amore”.

“Sono aperto ad ascoltare tutte le opinioni, sempre”, ha continuato. “Sono una persona molto aperta, ma entrare qui, in quel modo, con quelle maniere – è stato odioso”.

Il festival LGBT Pride di Ottawa è iniziato ufficialmente domenica. Come risultato della comparsa di Love al Drag Queen Story Hour, gli organizzatori di “Capital Pride” hanno detto che stavano rivedendo le procedure di sicurezza.  

LifeSiteNews ha tentato di raggiungere Love, ma non ha ancora ricevuto una risposta. 

 

 




Leader del Partito polacco al governo: “grato” all’Arcivescovo Jędraszewski per la sua dichiarazione contro l’ideologia LGBT

Il leader del partito al potere polacco ha elogiato domenica l’arcivescovo di Cracovia per la sua opposizione alla ridefinizione del matrimonio e dell’ideologia gender nel paese.

Se ne parla in questo articolo dello staff del Catholic News Agency, nella mia traduzione.

 

Jaroslaw Kaczynski, leader del Partito polacco per il Diritto e la Giustizia (PiS)

Jaroslaw Kaczynski, leader del Partito polacco per il Diritto e la Giustizia (PiS)

 

Il leader del partito al potere polacco ha elogiato domenica l’arcivescovo di Cracovia per la sua opposizione alla ridefinizione del matrimonio e dell’ideologia di genere nel paese.

Jaroslaw Kaczynski, leader del Partito polacco per il Diritto e la Giustizia (PiS), ha dichiarato nella campagna elettorale nel sud-est della Polonia il 18 agosto di essere “grato” all’Arcivescovo Marek Jędraszewski per la sua dichiarazione di questo mese secondo le quali i tentativi di ridefinire il matrimonio e imporre l’ideologia gender in Polonia fanno parte di una “peste arcobaleno”.

Definendo la promozione dell’ideologia LGBT una “dura offensiva” e un “teatro itinerante”, Kaczynski ha detto che “noi siamo quelli che sono danneggiati da questo, deve essere smascherato e buttato via”, ha riferito Reuters domenica.

L’arcivescovo Jędraszewski ha detto in un’omelia del 1° agosto, commemorando il 75° anniversario dell’insurrezione di Varsavia, che “la nostra terra non è più colpita dalla peste rossa, il che non significa che non ve ne sia una nuova che voglia controllare le nostre anime, i nostri cuori cuori e le nostre menti”, ha riferito Reuters. 

Quella nuova “peste”, ha detto, non è “marxista, bolscevica, ma nata dallo stesso spirito, neo-marxista. Non rossa, ma arcobaleno”.

Le osservazioni di Kaczynski sono arrivate in occasione di una campagna elettorale per le elezioni parlamentari nazionali polacche di ottobre, dove la ridefinizione del matrimonio sarà uno dei temi della contesa, dato che in Polonia sono in aumento gli eventi dell’”orgoglio” pro-LGBT.

Nel mezzo di alcune reazioni secolari, l’arcivescovo Jędraszewski ha ricevuto dichiarazioni di sostegno dai suoi colleghi vescovi. 

 

Marek Jędraszewski, Arcivescovo di Cracovia

Marek Jędraszewski, Arcivescovo di Cracovia

 

Domenica scorsa, il cardinale Zenon Grocholewski ha chiesto a 80.000 pellegrini in una messa e processione eucaristica nel santuario mariano di Kalwaria Zebrzydowska nell’arcidiocesi di Cracovia, di “pregare per i nostri cari pastori della nostra arcidiocesi, che difendono coraggiosamente la verità e la legge di Dio contro ogni tipo di ideologie distruttive”. L’arcivescovo Jędraszewski ha concelebrato la Messa.

L’8 agosto, il presidente della Conferenza episcopale polacca, l’arcivescovo Stanisław Gądecki di Poznań, ha rilasciato una dichiarazione in risposta alle recenti “polemiche” nel Paese sull'”ideologia LGBT”, compresa l’”ondata di critiche” contro l’arcivescovo Jedraszewski riguardo le sue osservazioni.

Ci deve essere rispetto per tutte le persone, comprese quelle con attrazione per lo stesso sesso, ha detto l’arcivescovo, ma questo non deve mai includere l'”accettazione” delle ideologie pro-LGBT.

“Le persone che appartengono agli ambienti delle cosiddette minoranze sessuali sono i nostri fratelli e sorelle per le quali Cristo ha dato la sua vita e che Egli vuole anche che siano salvate”, ha detto l’Arcivescovo Gądecki. 

“Il rispetto per determinati individui non può, tuttavia, portare all’accettazione di un’ideologia che mira a rivoluzionare i costumi sociali e le relazioni interpersonali”.

Ha notato “un significativo aumento del numero delle cosiddette marce dell’orgoglio organizzate nel nostro paese”, così come la prevista introduzione di una nuova educazione sessuale nelle scuole da parte delle autorità locali, gli sforzi per ridefinire il matrimonio e imporre l’ideologia di genere, e i datori di lavoro che discriminano i dipendenti che credono nel matrimonio tradizionale.

A giugno, un negozio IKEA di Cracovia ha licenziato un dipendente che ha citato versi della Scrittura contro l’omosessualità sull’intranet aziendale, dichiarando il suo rifiuto di partecipare a un evento pro-LGBT su richiesta dell’azienda.

La protesta nel paese contro la Chiesa e gli altri che sostengono il matrimonio tradizionale è una manifestazione di un “totalitarismo ideologico”, ha detto Gądecki, “che consiste nel rimuovere persone che pensano diversamente al di fuori della sfera della libertà”.

Ha esortato i legislatori a non aderire alle richieste di ridefinire il matrimonio e ha chiesto “la non discriminazione nella discussione pubblica” da entrambe le parti del dibattito sul sesso e l’ideologia del gender.

Questa “ideologia” pro-LGBT, ha detto, porterebbe alla rovina della società, ha detto, citando il discorso di Papa Francesco del novembre 2014 al Colloquio internazionale sulla complementarietà tra uomo e donna.

L’Arcivescovo Gądecki ha citato Papa Francesco nella sua dichiarazione: “Questa rivoluzione dei costumi e della morale ha spesso sventolato ‘la bandiera della libertà’, ma in realtà ha portato devastazione spirituale e materiale a innumerevoli esseri umani, specialmente ai più poveri e vulnerabili”.

 

 

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