“Felice colui che viene ammaestrato direttamente dalla verità, così come essa è”

 

  1. Felice colui che viene ammaestrato direttamente dalla verità, così come essa è, e non per mezzo di immagini o di parole umane; ché la nostra intelligenza e la nostra sensibilità spesso ci ingannano, e sono di corta veduta. A chi giova un’ampia e sottile discussione intorno a cose oscure e nascoste all’uomo; cose per le quali, anche se le avremo ignorate, non saremo tenuti responsabili, nel giudizio finale? Grande nostra stoltezza: trascurando ciò che ci è utile, anzi necessario, ci dedichiamo a cose che attirano la nostra curiosità e possono essere causa della nostra dannazione. «Abbiamo occhi e non vediamo» (Ger 5,21). Che c’importa del problema dei generi e delle specie? Colui che ascolta la parola eterna si libera dalle molteplici nostre discussioni. Da quella sola parola discendono tutte le cose e tutte le cose proclamano quella sola parola; essa è «il principio» che continuo a parlare agli uomini (Gv 8,25). Nessuno capisce, nessuno giudica rettamente senza quella parola. Soltanto chi sente tutte le cose come una cosa sola, e le porta verso l’unità e le vede tutte nell’unità, può avere tranquillità interiore e abitare in Dio nella pace. O Dio, tu che sei la verità stessa, fa’ che io sia una cosa sola con te, in un amore senza fine. Spesso mi stanco di leggere molte cose, o di ascoltarle: quello che io voglio e desidero sta tutto in te. Tacciano tutti i maestri, tacciano tutte le creature, dinanzi a te: tu solo parlami. 

 

  1. Quanto più uno si sarà fatto interiormente saldo e semplice, tanto più agevolmente capirà molte cose, e difficili, perché dall’alto egli riceverà lume dell’intelletto. Uno spirito puro, saldo e semplice non si perde anche se si adopera in molteplici faccende, perché tutto egli fa a onore di Dio, sforzandosi di astenersi da ogni ricerca di sé. Che cosa ti lega e ti danneggia di più dei tuoi desideri non mortificati? L’uomo retto e devoto prepara prima, interiormente, le opere esterne che deve compiere. Così non saranno queste ad indurlo a desideri volti al male; ma sarà lui invece che piegherà le sue opere alla scelta fatta dalla retta ragione. Nessuno sostiene una lotta più dura di colui che cerca di vincere se stesso. Questo appunto dovrebbe essere il nostro impegno: vincere noi stessi, farci ogni giorno superiori a noi stessi e avanzare un poco nel bene. 

 

  1. In questa vita ogni nostra opera, per quanto buona, è commista a qualche imperfezione; ogni nostro ragionamento, per quanto profondo, presenta qualche oscurità. Perciò la constatazione della tua bassezza costituisce una strada che conduce a Dio più sicuramente che una dotta ricerca filosofica. Non già che sia una colpa lo studio, e meno ancora la semplice conoscenza delle cose — la quale è, in se stessa, un ben ed è voluta da Dio –; ma è sempre cosa migliore una buona conoscenza di sé e una vita virtuosa. Infatti molti vanno spesso fuori della buona strada e non danno frutto alcuno, o scarso frutto, di bene, proprio perché si preoccupano più della loro scienza che della santità della loro vita. Che se la gente mettesse tanta attenzione nell’estirpare i vizi e nel coltivare le virtù, quanta ne mette nel solleva- Imitazione di Cristo 4 re sottili questioni filosofiche non ci sarebbero tanti mali e tanti scandali tra la gente; e nei conviventi non ci sarebbe tanta dissipazione. Per certo, quando sarà giunto il giorno del giudizio, non ci verrà chiesto che cosa abbiamo studiato, ma piuttosto che cosa abbiamo fatto; né ci verrà chiesto se abbiamo saputo parlare bene, ma piuttosto se abbiamo saputo vivere devotamente. Dimmi: dove si trovano ora tutti quei capiscuola e quei maestri, a te ben noti mentre erano in vita, che brillavano per i loro studi? Le brillanti loro posizioni sono ora tenute da altri; e non è detto che questi neppure si ricordino di loro. Quando erano vivi sembravano essere un gran che; ma ora di essi non si fa parola. Oh, quanto rapidamente passa la gloria di questo mondo! E voglia il cielo che la loro vita sia stata all’altezza del loro sapere; in questo caso non avrebbero studiato e insegnato invano. Quanti uomini si preoccupano ben poco di servire Iddio, e si perdono a causa di un vano sapere ricercato nel mondo. Essi scelgono per sé la via della grandezza, piuttosto di quella dell’umiltà; perciò si disperde la loro mente (Rm 1,21). Grande è, in verità, colui che ha grande amore; colui che si ritiene piccolo e non tiene in alcun conto anche gli onori più alti. Prudente è, in verità, colui che considera sterco ogni cosa terrena, al fine di guadagnarsi Cristo (Fil 3,8). Dotto, nel giusto senso della parola, è, in verità, colui che fa la volontà di Dio, buttando in un canto la propria volontà.

 

 

(da:  L’imitazione di Cristo – Capitolo III – L’AMMAESTRAMENTO DELLA VERITÀ)




Regno Unito, vietata pubblicità della Golf perché la donna è con il passeggino!

La questione della rappresentazione di ruoli e di genere, e del presunto danno ad essi connesso, sta assumendo aspetti sempre più esilaranti e incomprensibili. Fonte di ulteriore confusione. E’ quello che è capitato alle pubblicità di due colossi come la Volkswagen e la Craft, incappate nel Regno Unito nelle maglie della censura di genere del Garante per la pubblicità, sulla base di norme appena approvate. I due colossi fanno fatica a credere alle argomentazioni addotte dal Garante.

Ma tutto diventa chiaro quando si leggono le affermazioni di Ella Smillie, responsabile delle politiche e delle campagne della Fawcett Society che, gaudente per le decisioni prese dal Garante, ha dichiarato: “È ora che gli inserzionisti si sveglino e smettano di rafforzare gli stereotipi di genere pigri e superati”. Aggiungendo che i bambini sono noti per interiorizzare tali stereotipi “in un modo che limita le loro aspirazioni e potenzialità nella vita”. “Dobbiamo cogliere l’opportunità per cambiare l’infanzia e cambiare le vite”. 

Già, abbiamo capito benissimo, vogliono “cogliere l’opportunità di cambiare l’infanzia e cambiare le vite”!

Ecco un articolo Katie O’Malley, pubblicato su Independent, nella mia traduzione. 

Pubblicità della Golf vietata (screenshot)

Pubblicità della Golf vietata (screenshot)

 

Due spot distinti che promuovono un’auto Volkswagen e il formaggio molle Philadelphia sono stati vietati dalle nuove regole che vietano gli stereotipi di genere “dannosi”.

Secondo l’Advertising Standards Authority (ASA), tre persone si sono lamentate degli stereotipi con il Garante della pubblicità dopo aver visto un annuncio pubblicitario per l’auto elettrica Volkswagen eGolf e uno per la famosa marca di formaggio morbido il 14 giugno, giorno in cui sono entrate in vigore le nuove regole.

I reclami sono stati accolti dal Garante della pubblicità che ha riscontrato che entrambi gli annunci pubblicitari hanno violato le nuove regole in materia di “danno e offesa”.

 

All’inizio della pubblicità della Volkswagen, un uomo e una donna sono sdraiati in una tenda appostata sul fianco di una scogliera. La donna dorme e l’uomo legge un libro.

La scena seguente mostra due astronauti maschi che galleggiano dentro un’astronave prima che un atleta maschio con una protesi alla gamba faccia il salto in lungo. La scena finale mostra una donna seduta su una panchina accanto a una carrozzina.

Le nuove regole stabiliscono che “la pubblicità non deve includere stereotipi di genere che possono causare danni o offese gravi o diffuse”.

Le linee guida stabiliscono inoltre che i ruoli stereotipi di genere includono occupazioni o posizioni solitamente associate a un determinato genere, mentre le caratteristiche stereotipiche di genere includono “attributi o comportamenti solitamente associati a uno specifico genere”.

I ricorrenti hanno detto che la pubblicità di Volkswagen “ha perpetuato stereotipi di genere dannosi” mostrando uomini impegnati in attività avventurose in contrasto con una donna in un ruolo di [una persona] “che si prende cura”.

I capi di Volkswagen hanno affermato che il “messaggio centrale” della pubblicità era incentrato sulla “capacità dello spirito umano di adattarsi alle sfide e al cambiamento”. Di conseguenza, la casa automobilistica non credeva che uno scalatore, un astronauta o un atleta che gareggia in uno sport paralimpico fossero ruoli stereotipati di genere.

In risposta alle lamentele, i portavoce della casa automobilistica hanno dichiarato che i personaggi sono stati “rappresentati mentre compiono azioni non stereotipate per un genere”.

Essi hanno anche sostenuto che il fatto che la scalatrice dormisse “si potrebbe dire che non è passiva, ma che è rilassata e a suo agio in un ambiente ostile”.

Tuttavia, l’ASA ha respinto le argomentazioni di Volkswagen e ha accolto le denunce.

Un portavoce di ASA ha detto dell’annuncio pubblicitario: “Mentre la maggior parte dell’annuncio è incentrato sul tema dell’adattamento alle circostanze difficili e al successo, la scena finale mostra una donna seduta su una panchina a leggere, con una carrozzina al suo fianco”.

“Abbiamo avuto l’impressione che diventare genitori sia un’esperienza che cambia la vita e che richiede un adattamento significativo, ma prendersi cura dei bambini sia un ruolo stereotipato associato alle donne”.

Hanno aggiunto che, tenendo conto dell’impressione generale dell’annuncio pubblicitario, essi credono che gli spettatori “si concentreranno probabilmente sulle occupazioni dei personaggi presenti” e “osserveranno un contrasto diretto tra il modo in cui i personaggi maschili e femminili sono raffigurati”.

Di conseguenza, il Garante della pubblicità ha detto [agli autori del] film sull’auto di assicurarsi che la loro pubblicità “non presentasse gli stereotipi di genere in un modo che potesse causare danni, anche attraverso un contrasto diretto tra i ruoli e le caratteristiche maschili e femminili in un modo che implicasse che fossero associati in modo univoco con un solo genere”.

Nel frattempo, la pubblicità del Philadelphia mostra due uomini che si prendono cura dei neonati prima che uno di loro lasci il suo su un nastro trasportatore di un ristorante.

Uno spettatore si è lamentato con l’ASA per la clip che “perpetuava uno stereotipo dannoso”, suggerendo che gli uomini fossero “incapaci di prendersi cura dei bambini” e che “li avrebbero messi a rischio a causa della loro incompetenza”.

Alla luce della denuncia, Mondelez UK – i produttori di Philadelphia – ha detto che l’annuncio era destinato a mostrare una situazione “umoristica” in cui i genitori trovano il formaggio così delizioso da distrarsi momentaneamente dalla cura dei loro figli.

Credevano che i ruoli di genere suggeriti nell’annuncio pubblicitario potessero essere invertiti e quindi non perpetuassero uno stereotipo dannoso. L’azienda ha anche dichiarato di aver scelto deliberatamente di avere due padri per evitare lo stereotipo tipico di due madri con compiti di assistenza all’infanzia.

Tuttavia, la denuncia è stata accolta dall’ASA, anche se un suo portavoce ha aggiunto di aver riconosciuto l’intenzione di Mondelez UK di presentare una situazione “leggera” e “comica”.

“Abbiamo ritenuto, tuttavia, che gli uomini siano stati ritratti come un po ‘sfortunati e disattenti, il che li ha portati a non essere in grado di prendersi cura dei bambini in modo efficace”, hanno spiegato.

Il portavoce ha detto che il Garante per la pubblicità ha riconosciuto che la rappresentazione dei nuovi genitori potrebbe essere vista come una caratterizzazione di inesperienza. Hanno aggiunto che, indipendentemente dal sesso, è spesso comune per i genitori di chiedere scherzosamente ai loro figli di non dire all’altro genitore qualcosa che è successo.

“Tuttavia, in combinazione con la scena di apertura in cui uno dei bambini è stato consegnato dalla madre al padre, e la scena finale in cui uno dei padri ha detto ‘Non dirlo alla mamma!’, abbiamo considerato che l’annuncio pubblicitario si basasse sullo stereotipo secondo cui gli uomini non fossero in grado di prendersi cura dei bambini così come le donne”, hanno concluso.

In sintesi, l’ASA ha concluso che “l’annuncio ha perpetuato uno stereotipo dannoso, vale a dire che gli uomini sono inefficaci nella cura dei bambini, ed è in violazione del Codice”.

Di conseguenza, Mondelez UK è stato invitato a garantire che la sua pubblicità non perpetuasse stereotipi di genere dannosi.

Ella Smillie, responsabile delle politiche e delle campagne della Fawcett Society, ha dichiarato che la sua organizzazione accoglie con favore le sentenze dell’ASA.

“È ora che gli inserzionisti si sveglino e smettano di rafforzare gli stereotipi di genere pigri e superati”, ha detto Smillie.

Il portavoce ha aggiunto che i bambini sono noti per interiorizzare tali stereotipi “in un modo che limita le loro aspirazioni e potenzialità nella vita”.

“Dobbiamo cogliere l’opportunità per cambiare l’infanzia e cambiare le vite”. Ha dichiarato Smillie.

 

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Benedetto XVI: “E’ importante che la Chiesa mostri di non essere un regime dell’arbitrio. Non possiamo fare quello che vogliamo”

Nell’Instrumentum Laboris del prossimo Sinodo dell’Amazzonia, si è parlato, tra l’altro, anche di “Identificare il tipo di ministero ufficiale che può essere conferito alle donne, tenendo conto del ruolo centrale che esse svolgono oggi nella Chiesa amazzonica”. E’ noto che una buona parte dei chierici che gravitano dentro e fuori la commissione organizzatrice del Sinodo sono di origine tedesca, nazione dove c’è un certo fermento a favore della creazione della figura della donna sacerdote. A tal proposito, riprendo un passo del libro-intervista di Benedetto XVI, Luce del mondo, a pag. 209, in cui il papa emerito parla proprio di questo.

Benedetto XVI aiutato da Gaeinswein

Benedetto XVI aiutato da mons. Georg Gänswein

 

Domanda: La non-ammissibilità dell’ordinazione sacerdotale delle donne è chiaramente espressa da un “non possumus” del supremo magistero. La Congregazione per la Dottrina della Fede l’ha poi sancita, sotto Paolo VI, nel documento Inter insignores del 1976. In seguito Giovanni Paolo II ha confermato quella determinazione nella Lettera apostolica Ordinatio Sacerdotalis del 1994. In rapporto alla “stessa divina costituzione della Chiesa”, egli, in virtù del suo ministero, dichiara letteralmente che «la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa».  I critici vedono in questo una discriminazione. Gesù, affermano, non avrebbe chiamato delle donne al sacerdozio solo perché 2000 anni fa sarebbe stato impensabile.  

 

Benedetto XVI: È una stupidaggine, perché allora il mondo era pieno di sacerdotesse. Tutte le religioni avevano le proprie sacerdotesse, al contrario ci si sarebbe potuti sorprendere che non ve ne fossero nella comunità di Gesù Cristo, situazione questa, tuttavia, che a sua volta era in continuità con la fede d’Israele. 

La formulazione di Giovanni Paolo II è molto importante: «La Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale». Non si tratta di non volere ma di non potere. Il Signore ha dato una forma alla Chiesa con i Dodici e poi con la loro successione, con i vescovi e i presbiteri (i sacerdoti). Non siamo stati noi a creare questa forma della Chiesa, bensì è costitutiva a partire da Lui. Seguirla è un atto di obbedienza, nella situazione odierna forse un atto di obbedienza gravoso. Ma proprio questo è importante, che la Chiesa mostri di non essere un regime dell’arbitrio. Non possiamo fare quello che vogliamo. C’è invece una volontà del Signore per noi, alla quale ci atteniamo, anche se questo è faticoso e difficile in questa cultura e in questa civiltà. 

Tra l’altro, le funzioni affidate alle donne nella Chiesa sono talmente grandi e significative che non può parlarsi di discriminazione. Sarebbe così se il sacerdozio fosse una specie di dominio, mentre al contrario deve essere completamente servizio. Se si dà uno sguardo alla storia della Chiesa, allora ci si accorge che il significato delle donne – da Maria a Monica sino a Madre Teresa – è talmente eminente che per molti versi le donne definiscono il volto della Chiesa più degli uomini. Pensiamo alle grandi festività cattoliche che sono riconducibili a delle donne, come il Corpus Domini o la Domenica della Divina Misericordia. A Roma, ad esempio, c’è una Chiesa nella quale le pale d’altare non raffigurano un solo uomo.

 




49 studiosi scrivono all’Istituto GPII: “Se il Vostro Istituto desidera mantenere la sua reputazione internazionale, vi preghiamo di revocare questi licenziamenti”

Pontifica Università Lateranense

Pontifica Università Lateranense, sede del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II

 

di Sabino Paciolla

 

Un gruppo di 49 accademici provenienti da università di tutto il mondo ha chiesto agli amministratori del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma di reintegrare alcuni membri di facoltà recentemente licenziati dall’istituto.

I collaboratori del Dizionario su Sesso, Amore e Fecondità, un tomo accademico interdisciplinare sul sesso, l’amore e la fecondità, recentemente completato, hanno espresso il loro punto di vista in una lettera del 3 agosto agli amministratori dell’Istituto, mons. Vincenzo Paglia e mons. Pierangelo Sequeri,

Il progetto, che ha coinvolto studiosi di molteplici specializzazioni, è stato coordinato dal recentemente dimesso padre José Noriega, professore dell’Istituto Giovanni Paolo II.

Gli studiosi scrivono nella lettera aperta: 

“Negli ultimi tre anni noi sottoscritti, docenti e ricercatori di varie istituzioni accademiche ecclesiastiche e statali di tutto il mondo, abbiamo avuto il privilegio di prendere parte all’ultima grande impresa scientifica del Vostro Istituto: il Dizionario su Sesso, Amore e Fecondità, recentemente pubblicato (1102 pagine, Edizioni Cantagalli, Siena 2019). 

E’ stata una collaborazione scientifica molto fruttuosa e professionale che ha messo in rilievo l’altissimo profilo accademico del Vostro Istituto e le grandi competenze scientifiche ed editoriali del principale curatore del Dizionario, Professor José Noriega.

Con grande costernazione abbiamo dunque appreso la notizia dell’improvviso licenziamento di due professori ordinari, José Noriega e Livio Melina, insieme ad altri colleghi: Maria Luisa Di Pietro, Stanisław Grygiel, Monika Grygiel, Przemysław Kwiatkowski, Vittorina Marini, alcuni di essi autori assieme a noi del Dizionario e tutti studiosi di ottima reputazione internazionale. 

Non vediamo nessun motivo convincente di carattere scientifico-accademico, tantomeno dottrinale e disciplinare, che giustificherebbe il loro sollevamento dall’incarico. 

Se il Vostro Istituto desidera mantenere il suo alto profilo accademico e la sua reputazione internazionale, vi preghiamo di revocare questi licenziamenti e di reintegrare i summenzionati studiosi nel corpo docente del Vostro Istituto”.

La lettera è stata sottoscritta e spedita a seguito di un momento particolarmente controverso della vita dell’Istituto.

Il mese scorso sono stati approvati i nuovi statuti per l’Istituto, che era stato rifondato nel 2017 da Papa Francesco poichè voleva ampliare lo spettro degli studi accademici, passando da un focus incentrato sulla teologia del matrimonio e della famiglia ad un approccio alla famiglia più incentrato sulle scienze sociali.

Dopo l’approvazione dei nuovi statuti destinati tesi ad attuare tale visione, studenti, alunni e docenti hanno espresso una forte preoccupazione per il ruolo dei docenti nella nuova struttura di governo dell’istituto, per la riduzione dei corsi di teologia e l’eliminazione di alcune discipline teologiche, e per il licenziamento di alcuni docenti, tra cui Mons. Livio Melina e Noriega, e vari altri docenti, alcuni dei quali amici di lunga data di San Giovanni Paolo II. 

Più di 250 tra studenti e alunni dell’Istituto Giovanni Paolo II di Roma hanno firmato una lettera che esprime la loro preoccupazione per i nuovi statuti della scuola e per il licenziamento di Noriega e Melina. A questi si sono aggiunti poi sostenitori da tutti il mondo. Al momento in cui è stato scritto questo articolo, i sottoscrittori dell’appello degli studenti hanno raggiunto il numero di 1593.

Chi volesse dare il suo sostegno, può farlo qui. 

Il 31 luglio padre José Granados, vicepresidente dell’Istituto, in una intervista ha detto: “Mi sembra che l’identità dell’Istituto sia seriamente minacciata” e ha chiesto agli amministratori dell’Istituto di riprendere la discussione con i membri della facoltà sull’approccio alla realizzazione dell’appello di Papa Francesco per un ampliamento dell’approccio della scuola.

Anche mons. Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, preoccupato, in un intervento su Avvenire, aveva detto: “La continuità del magistero è la chiave ermeneutica fondamentale della vita della Chiesa. Perché allora rappresentare oggi un’interruzione così profonda e traumatica nei confronti del lavoro svolto dall’Istituto Giovanni Paolo II?”

L’Istituto, nel pieno delle polemiche, ha emesso un comunicato stampa, per la verità, poco convincente. Lo stesso Sequeri, preside dell’Istituto, ha lamentato la polemica scoppiata sui cambiamenti dell’identità dell’Istituto, che, a suo parere, non sarebbero avvenuti.

Infine, il papa emerito Benedetto XVI “ha voluto ricevere il Prof. Mons. Livio Melina in un’udienza privata. Dopo una lunga discussione sui recenti avvenimenti del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, ha concesso la sua benedizione, esprimendo la sua personale solidarietà e assicurandogli la sua vicinanza nella preghiera”. 

Di seguito, ripresa da CNA, la lettera aperta, e l’elenco dei sottoscrittori, inviata agli amministratori del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma: 

 

Lettera aperta di 49 studiosi al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II

Lettera aperta di 49 studiosi al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II

 

Ecco i firmatari:

 

Pavel Blažek

Ricercatore del pensiero medievale e dirigente del gruppo di ricerca TRANSED presso

l’Istituto di Filosofia dell’Accademia delle Scienze a Praga, Repubblica Ceca; collaboratore scientifico al Thomas-Institut dell’università di Colonia, Germania

Autore della voce Catari e sesso

 

Olivier Bonnewijn

Professore ordinario di Teologia presso l’Institut d’Études Théologiques a Bruxelles, Belgio

Autore della voce Modelli di famiglia e filiazione

 

Francesco Botturi

Già ordinario di Filosofia morale presso l’Università Cattolica di Milano e prorettore (2013-2017)

Autore della voce Generare – procreare: senso antropologico

 

Phil Boyle

Consulente medico; fondatore e direttore della Neo Fertility Clinic a Dublino, Irlanda; presidente dell’International Institute for Restorative Reproductive Medicine.

Autore della voce Correzione delle anomalie del ciclo

 

Adam Cooper

Professore associato di Teologia presso il Catholic Theological College a Melbourne, Australia

Autore della voce Padri della Chiesa e sessualità

 

Paschal M. Corby

Professore associato di Teologia morale al Catholic Theological College a Melbourne, Australia, e alla University of Notre Dame, Sydney, Australia

Autore della voce Intenzione e azione sessuale

 

John Crosby

Professore di Filosofia all’Università Francescana di Steubenville in Ohio (USA); cofondatore e editore associato della rivista internazionale di filosofia Aletheia

Autore della voce Hildebrand sull’amore e la sessualità

 

David d’Avray

Professore ordinario di Storia all’University College London, Londra; membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche; fellow della British Academy e della Royal Historical Society; corresponding Fellow della Medieval Academy of America

Autore della voce Medioevo e sessualità

 

Ysabel de Andia

Direttore di ricerca in Filosofia greca presso il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS), Francia

Autrice della voce Verginità nei Padri della Chiesa

 

Ignacio de Ribera-Martin

Professore incaricato alla School of Philosophy della Catholic University of America a Washington, D.C.

Autore della voce Aristotele sulla sessualità

 

Maria Cristina Del Poggetto

Medico chirurgo, psichiatra, psicoterapeuta sistemico-relazionale, mediatore familiare

Autrice della voce Anzianità, terza età e sessualità

 

Daniele Donegà

Dottore in Teologia, sacerdote della diocesi di Adria-Rovigo, scrittore e poeta

Autore della voce Maurice Merleau-Ponty e la sessualità

 

Alfonso Fernández Benito

Professore di Teologia morale presso l’Instituto Superior de Estudios Teológicos ‘San Ildefonso de Toledo’ a Toledo, Spagna; professore ospite di Teologia morale dell’Universidad Ecclesiástica San Dámaso a Madrid, Spagna

Autore della voce Humanae vitae, e magistero anteriore

 

Kevin L. Flannery

Professore ordinario di Storia della filosofia antica presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma; membro ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso

Autore della voce Platone e sessualità

 

Stefano Fontana

Direttore dell’Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa e del Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa

Autore della voce Humanae vitae: la questione sociale

 

Elio-Alfonso Gallego

Professore Associato di Teoria e Filosofia politica e Diritto presso l’Università CEU San Pablo a Madrid, Spagna

Autore della voce Horkheimer e Humanae vitae

 

Paul Gondreau

Professore di Teologia presso il Providence College, Providence, Rhode Island (USA)

Autore della voce Peccati della carne: adulterio, fornicazione, masturbazione

 

Daniel Granada Cañada

Professore associato di Teologia morale fondamentale presso l’Universidad de Navarra, Spagna, e di Morale della persona presso il Centro de Estudios Teológicos de Aragón (CRET) a Zaragoza, Spagna

Autore della voce Virtù

 

Carlos Granados

Professore associato dell’Antico Testamento presso l’Universidad Eclesiástica San Dámaso, Madrid; già direttore della Biblioteca de Autores Cristianos e direttore della Editorial Didaskalos

Autore delle voci Bibbia: Antico testamento e sessualità; Cantico dei Cantici; Cuore

 

Luis Granados

Professore associato di Teologia morale (Stafford Chair of Moral Theology) e Decano (Academic Dean) presso il St. John Vianney Theological Seminary, Denver, Colorado (USA).

Autore delle voci Fantasia, immaginazione e sessualità; Responsabilità procreativa, Paternità responsabile

 

Michèle Guy

Dottore in medicina, membro e co-fondatore del Centre de Liaison des Équipes de Recherche (CLER), della Fédération Internationale d’Action Familiale (FIDAF) et dell’Institut Européen d’Education familiale (Ieef)

Autrice della voce Storia dello sviluppo della Pianificazione Naturale in Europa e nei paesi dell’Est

 

Pierre Hernalsteen

Coordinatore generale di NFP-Vlaanderen, Belgio

Autore delle voci Metodo Sintotermico; Programma di formazione del servizio medico sui metodi naturali

 

SangYong Kim

Docente di Teologia morale presso l’Università Cattolica di Gwangju, Corea del Sud

Autore della voce Amicizia coniugale e carità coniugale

 

Gabriele Kuby

Sociologa e scrittrice professionista

Autrice della voce gender

 

Maria Lacalle

Professore di Filosofia del diritto, direttrice del Centro di studi familiari e vicerettore dell’insegnamento e dell’organizzazione accademica presso l’Universidad Francisco de Vitoria, Madrid; membro corrispondente della Real academia de Jurisprudencia y Legislación. 

Autrice della voce Politica e sessualità

 

Sante Maletta

Professore associato di Filosofia politica, Università di Bergamo; membro del comitato dell’International Society for MacIntyrian Enquiry

Autore della voce Comunitaristi: MacIntyre

 

Michael Manhart

Consulente scientifico e già direttore esecutivo del Couple to Couple Leage International (USA)

Autore della voce Federazione Couple to Couple

 

Harvey C. Mansfield

Professore ordinario di Filosofia politica alla Harvard University; Senior Fellow alla Hoover Institution, Stanford University

Autore della voce Virilità

John C. McCarthy

Professore associato di Filosofia e decano della School of Philosophy presso la Catholic University of America a Washington, D.C.; editore della rivista The Review of Metaphysics e della collana Studies in Philosophy and the History of Philosophy della Catholic University of America Press

Autore della voce Paternità

 

Jean-Charles Nault

Abate dell’abbazia benedettina di Saint-Wandrille, Francia, e professore di teologia morale allo Studium del monastero.

Autore della voce Lussuria

 

Eduardo Ortiz Llueca

Professore associato di Antropologia filosofica e Filosofia morale presso l’Università Cattolica di Valencia “San Vicente Mártir”

Autore delle voci Fedeltà; Lévi-Strauss e sessualità

 

Bartolomeo Pirone

Professore ordinario emerito di Lingua e Letteratura araba presso la Facoltà di Studi AraboIslamici e del Mediterraneo dell’Università di Napoli “L’Orientale”

Autore della voce Islam e sessualità

 

Aquilino Polaino-Lorente

Già professore ordinario di psicopatologia presso l’Universidad Complutense a Madrid e professore emerito della Universidad San Pablo-CEU, Madrid; membro corrispondente delle Reales Academias de Medicina di Valencia, Cadiz e Granada

Autore della voce Perversioni sessuali

 

Renzo Puccetti

Docente incaricato di bioetica presso l’Università Cattolica di Roma ed il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum

Autore della voce Contraccezione

 

Paolo Ricca

Professore emerito della Facoltà Valdese di Teologia a Roma; già professore ospite del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma; Direttore della Collana “Opere scelte di Martin Lutero” presso l’Editrice Claudiana di Torino

Autore della voce Protestantesimo e sessualità

 

Giovanna Rossi

Già professore ordinario di Sociologia della Famiglia, Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano; membro del comitato direttivo del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia della medesima università

Autrice della voce Donna-Femminismo

 

Tracey Rowland

Professore ordinario di Teologia e titolare della cattedra di Teologia di San Giovanni Paolo II presso l’Università di Notre Dame (Australia); membro della Commissione Teologica Internazionale

Autrice della voce Benedetto XVI – J. Ratzinger sull’amore

 

Luis Sánchez

Professore ordinario di Nuovo Testamento all’Universidad Eclesiástica San Dámaso, Madrid, Spagna; già Direttore del Dipartimento di Sacra Scrittura alla Facoltà di Teología della stessa università

Autore della voce Bibbia: Nuovo testamento e sessualità

 

Danièle Sauvage

Segretario esecutivo di Africa Family Life Federation e Presidente della Action Familial Mauritius

Autrice delle voci Programmi nazionali di pianificazione familiare; Storia dello sviluppo della Pianificazione Naturale in Africa

 

Eugenia Scabini

Professore emerito di Psicologia sociale dell’Università Cattolica di Milano; presidente del Comitato Scientifico del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica; portatrice della Medaglia d’oro e diploma di prima classe in qualità di Benemerita della scienza, della cultura e dell’arte conferita dal Presidente della Repubblica.

Autrice della voce Omogenitorialità

 

Carlos Alberto Scarponi

Docente di Etica filosofica fondamentale e di Teologia morale fondamentale presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Universidad Católica Argentina, Buenos Aires

Autore della voce Magistero: sessualità, matrimonio e famiglia

 

Ignacio Serrada

Professore di Teologia morale speciale presso la Facoltà di Teologia dell’Universidad Eclesiástica San Dámaso, Madrid

Autore della voce Ricoeur e sessualità

 

Aude Suramy

Docente in Filosofia e vice-decano della Facoltà di Filosofia dell’Institut Catholique de Toulouse, Francia

Autrice della voce Dono di sé e Comunione

 

Conor Sweeney

Studioso indipendente, Australia

Autore delle voci Pansessualismo; Rivoluzione sessuale

 

Juan Andrés Talens Hernandis

Docente di Teologia morale alla Facultad de Teología San Vicente Ferrer a Valencia, Spagna

Autore della voce Humanae vitae: magistero posteriore

 

Michel Tardieu

Professore onorario al Collège de France, Parigi, dove ha ricoperto la cattedra di Storia del sincretismo alla fine dell’antichità dal 1991 al 2008; già direttore del Centre d’études des Religions du Livre (École Pratique des Hautes Études, 1984-1991)

Autore della voce Manicheismo e sessualità

 

Stelian Tofana

Professore alla “Babeş- Bolyai” University, Facoltà di Teologia Ortodossa, Cluj- Napoca, Romania

Autore della voce Ortodossia e sessualità

 

Gintautas Vaitoska

Direttore del programma di studi sul matrimonio e la famiglia presso l’Istituto Teologico Internazionale di Trumau, Austria

Autore della voce Flirting

 

Berthold Wald

Professore ordinario emerito di Filosofia sistematica presso la Facoltà di Teologia di Paderborn, Germania; già professore ospite per l’Etica presso l’Università Lateranense di Roma

Autore della voce Pieper su amore e sessualità

 

 

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I miei occhi

Cielo stellato

 

 

di Giorgio Canu

 

I miei occhi

 

Splendeva-alto il sole,
quella domenica
ai primi di giugno,
e Lui ti ha pensata:
dolce sospiro d’amore.
Profumo di frutta e di fiori
alberi in festa,
il mondo danzava.

E sei nata (6 marzo),
è stata una festa.
Freddo nei viali alberati,
la neve,
eppure sentivo nel cuore
ch’era quella la vita
la linfa, la forza, l’ardore
il semplice esserci
che sempre ricrea.

Mi manchi
stasera:
nel cielo occhieggia una stella
ed io mi perdo nel vasto infinito:
mi parla di Lui,
quel Lui che quel giorno
pensò
di farti ‘sì bella.

 

       

(pubblicata anche su: “Il punto rosso” – Il blog di Giorgio Canu)




Al fuoco, al fuoco! Le origini gnostico-cabaliste dell’ecologismo

 

Avatar (screenshot dal film)

Avatar (screenshot dal film)

 

di Pierluigi Pavone

 

Pur correndo il rischio di sembrare manicheo, cioè tra coloro che dividono tutto e tutti in due blocchi distinti e separati di bene e male, vorrei riflettere su quanto oggi il mondo si divida in due grandi realtà: coloro che credono che la Grande Madre sia il Pianeta, l’unico vero essere vivente e divino, e hanno come regina l’Eco-logia e coloro che credono che la vera Madre sia la Chiesa di Roma e hanno come re il Logos di Dio, Gesù Cristo. Ci sono quelli che vedono le fiamme tra le viscere della Terra e pregano perché si controllino in modo diretto o coatto le nascite umane e coloro che vedono le fiamme tra le viscere della Chiesa e pregano perché il loro Signore salvi la Sua Sposa, perché le porte degli inferi sembrano prevalere in modo diretto. L’unico motivo per non essere manicheo ma agostiniano è che – come è stato rivelato – la zizzania non cresce fuori dal campo, ma tra le spighe (ormai ridotte ai minimi termini): motivo per cui è dai pulpiti che si invoca alla racconta differenziata e alla fratellanza (massonica), invece di chiamare alle armi come faceva san Paolo coi cristiani di Efeso (Ef. 6, 11-17) e far di tutto perché le anime si salvino dall’unico vero fuoco di cui si deve temere: quello dell’inferno eterno.

Un tempo i bambini vedevano in TV Marcellino pane e vino, un bambino che vedeva i chiodi e la corone di spine del Cristo, cogliendo il dolore dell’unico Uomo-Dio; oggi gli adulti – quelli cattolici – vedono Avatar, un film che inneggia alla creazione aliena degli esseri umani e al panteismo estremo, con tanto di flusso vivente che accomuna animali e piante, mistica estatica e divinità planetaria. Eh già! Avete mai visto il film, di cui hanno già realizzato il seguito, in uscita forse tra 1 anno? Gli effetti speciali sono straordinari. Si narra di terrestri malvagi che invadono Pandora e sterminano il popolo umanoide dei nativi, che ovviamente vivono in armonia ecologica con il Tutto, per accaparrarsi, inquinando a più non posso, le risorse minerarie del pianeta divino, lì dove le radici degli alberi avrebbero connessioni neuronali, come un unico grande cervello. Hanno trovato anche il tempo e il modo tecnologico di creare degli ibridi genetici, appunto gli Avatar, per mezzo della commistione tra DNA umano e quello dei nativi. È in realtà un topos rovesciato dell’idea secondo cui l’anello mancante della assurda teoria evoluzionistica siano proprio gli alieni, i veri creatori dell’essere umano: una sorta di riproposizione moderna della dottrina gnostica del Demiurgo malvagio che imprigiona lo spirito umano in corpi-prigione. Salvo due elementi: i creatori cattivi sono gli umani che hanno prima inquinato la Terra – per citare il film, hanno ucciso la loro madre – e hanno poi dato vita agli Avatar per studiare e conquistare Pandora; uno di questi Avatar, il soldato cattivo, si converte all’ecologia planetaria – finalmente vede, sempre per citare il film – e prega Eywa (la divinità impersonale che coincide col pianeta stesso – perché oltre a controllare l’equilibrio biologico intervenga a protezione globale contro gli invasori alieni-umani, come accadrà.

La religione del pianeta non è affatto lo sfondo scenico del film: è proprio il suo filo conduttore, il senso profondo di tutta la storia. E si tratta di una riproposizione fantascientifica di una dottrina gnostica, che sta alla base delle teorie ecologiste. Non si tratta di un semplice riferimento per analogia, si tratta di una matrice originaria molto chiara. E non sfugge affatto a questa matrice gnostica l’ecologismo: la visione ha radici, infatti, nell’Umanesimo fiorentino della metà del 1400, la vera grande riscossa della dottrina gnostica all’interno di un’Europa ancora cattolica, che avrebbe da lì a poco sperimentato la nefasta opera luterana, quella che – per tutelare e legittimare l’eresia –condannava la Chiesa di Roma e il Papato a esplicita manifestazione dell’Anticristo. La dottrina gnostica, a dire il vero, era un prodotto complesso e variegato del mondo antico, che aveva attinto tanto dal pensiero greco, quanto dalla Bibbia, salvo capovolgerne le prospettive. Da Platone era sì recuperata la figura del Demiurgo creatore, ma ne veniva snaturato e ribaltato il ruolo: da artefice divino buono del mondo materiale, ora era visto, al contrario, come carnefice cosmico, la cui legge e il cui ordine a tutti i livelli – naturale e politico – erano espressione di schiavitù. Dalla Bibbia era sì recuperata l’intera storia della creazione dell’uomo, salvo valutare vere non le parole di Dio, quanto quelle del Serpente (sarete come Dio, nello stesso momento della disubbidienza superba, peccaminosa e sovversiva): l’uomo era l’essere divino, imprigionato nel mondo e inconsapevole della sua natura originaria, superiore a quella della stesso malvagio creatore, Ovvero il Dio dell’Antico Testamento. Dopo il millennio del Medioevo, questa dottrina non filtrò nelle Accademie moderne secondo una riproposizione lineare, ma subì l’influsso della mistica ebraica nota come Cabala. Attraverso questa matrice era possibile conservare l’antica dottrina gnostica della natura divina dell’uomo, contestualizzandola in un mondo non più considerato come prigione, ma come tempio stesso della divinità. Rivedendo il concetto classico di creazione, la Cabala determinava l’universo come l’effetto di un’opera, in Dio, di auto-contrazione e auto-limitazione. Il creato non è più l’oggetto della creazione divina, rispetto a cui Dio resta trascendente e distinto: se l’universo è un dio-contratto, la trascendenza cede spazio al principio immanente, in senso panteistico. Deus sive Natura dirà Spinoza, filosofo ebreo esperto di mistica cabalistica.

Da qui l’Umanesimo cristiano (?!) di Pico della Mirandola realizzava una sintesi fondamentale, determinabile in due nuclei.

Quanto all’uomo, poneva nelle stesse intenzioni di Dio (e non più in bocca a Satana), l’idea di creare l’uomo con una essenza informe e non determinata, per lasciare alla umana libertà il compito di auto-divinizzarsi. Se per la Gnosi antica, Satana rivelava all’uomo la luce e la conoscenza della sua vera natura, per indicargli il percorso della auto-deificazione contro il Creatore e la sua opera, per la gnosi moderna Dio stesso crea Adamo con una essenza indefinita, perché sia suo compito e arbitrio l’auto-deificazione. Per la Gnosi antica l’uomo si auto-divinizza contro Dio e contro il mondo; per quella moderna l’uomo si auto-divinizza in nome di Dio, plasmando la sua natura, e lo fa nel mondo, perché il mondo è la stessa auto-delimitazione di Dio. (Merita una riflessione a parte: tuttavia, non è forse una «versione sessantottina» dello stesso principio cabalistico-umanista quella dell’ideologia Gender, che contestualizza la definizione della propria essenza, in termini di identità sessuale?).

Quanto al mondo, innalzava la Cabala ad arcana sapienza, vera origine di ogni filosofia e religione, ponendo le basi per l’attuale sincretismo e ecologismo: tutte le religioni sono riconducibili ad una mistica iniziatica che vede Dio come Indeterminazione originaria; l’uomo è un essere dalla essenza indefinita e capace di auto-generarsi fino alla divinità; il mondo è una derivazione panteistica, l’universo è il tempio di Dio, dimora della sua divinità.

A quelli semplici come le colombe – quelli ostinati, retrogradi e tradizionali che ancora rendono culto a Dio, nella ripresentazione del Sacrificio espiatorio di Cristo sul Golgota del Altare, e pur sempre credono nel peccato e nel Giudizio (anche a costo di sembrare ideologici) – c’è poco spazio, se non quello delimitato dall’alter-ego delle catene luciferine di tutti gli gnosticismi – compreso quello ecologista – cioè quelle del Rosario e della perseveranza, come indicato da Maria, l’unica Madre e Regina. E resta a loro l’ostinazione di negare che lo Spirito Santo sia l’energia vitale dell’universo, perché per loro lo Spirito Santo è la Terza Persona della Trinità, e continuare a negare che lo Spirito Santo sia lo spirito del mondo, perché per loro lo spirito del mondo – con buona pace di Hegel – è quello dell’Anticristo.