Dopo il licenziamento di mons. Livio Melina e di padre José Noriega, 150 studenti dell’Istituto Giovanni Paolo II, preoccupati, hanno scritto al presidente mons. Pierangelo Sequeri per avere garanzie della continuità dello spirito originario voluto da Giovanni Paolo II che è stato a fondamento dell’Istituto. Anche alcuni professori sono seriamente preoccupati per i modi anomali dei cambiamento attuati. A loro parere, i nuovi statuti approvati sollevano preoccupazioni circa l’integrità accademica e la reputazione dell’Istituto.

Di seguito un articolo scritto da J. D, Flyn, su Catholic News Agency (CNA), che propongo nella mia traduzione.

Papa Francesco saluta alti esponenti dell'Istituto Giovanni Paolo II (mons. Paglia e mons. Sequeri)

Papa Francesco saluta alti esponenti dell’Istituto Giovanni Paolo II (mons. Paglia e mons. Sequeri)

 

Più di 150 studenti del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma hanno firmato una lettera in cui si afferma che i nuovi statuti approvati mineranno la missione e l’identità dell’Istituto.

“Vogliamo esprimere la nostra più grande preoccupazione: la perdita dell’approccio formativo, e quindi dell’identità del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II”, hanno scritto gli studenti nella loro lettera del 24 luglio, che è stata inviata all’Arcivescovo Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere dell’Istituto, e a Mons. Pierangelo Sequeri, suo presidente.

“Molti studenti hanno espresso la loro immensa preoccupazione dopo l’inaspettata pubblicazione dei nuovi statuti e del nuovo programma di studi per il nostro nuovo Istituto, insieme alla triste notizia dell’espulsione di due professori le cui cattedre hanno un ruolo centrale nella formazione offerta dall’Istituto”, hanno aggiunto.

La lettera è stata inviata subito dopo l’approvazione dei nuovi statuti dell’Istituto, due anni dopo che papa Francesco ha annunciato che avrebbe rifondato la scuola, allargando l’attenzione sulla teologia per includere la “scienza della famiglia”.

Il Papa ha chiesto lo sviluppo di nuovi statuti per governare la scuola, che è stata legalmente ricostituita nel 2017.

Un membro della facoltà dell’Istituto ha espresso la preoccupazione alla CNA poiché i nuovi statuti concentrano l’assunzione di docenti e lo sviluppo dei programmi di studio nella cancelleria, ora occupata da Paglia.

Il docente ha dichiarato che i professori di ruolo non saranno più coinvolti nella ricerca di nuovi membri della facoltà, e potranno interrompere un nuovo incarico solo con una maggioranza di due terzi dei voti. Questo, ha detto il professore, sarà “praticamente impossibile” a causa delle recenti nomine dei docenti presso l’istituto.

Il professore ha detto che quando fu fondato il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, era stato particolarmente importante per l’allora Papa Giovanni Paolo II che i professori di ruolo dessero il loro consenso sulle nuove nomine di facoltà, “per assicurare la continuità dell’identità dell’Istituto”.

“Con questo nuovo processo, la continuità dell’identità dell’Istituto è morta”, ha detto il professore alla CNA.

Il professore ha anche confermato che la cattedra di facoltà di teologia morale dell’Istituto sarà eliminata, un’idea che ha definito “inconcepibile”.

Ha anche detto che il nuovo processo di assunzione della facoltà è una rottura con le normali pratiche accademiche.

“Non ricordo nessun precedente accademico che abbia mai eliminato cattedre e ruoli, sostenendo che l’attuale Istituto è un’organizzazione totalmente nuova e che quindi i precedenti professori di ruolo non hanno diritti: si tratta semplicemente di una truffa giuridica.  E la truffa giuridica viene usata contro i due esperti di morale: (monsignor Livio) Melina e (padre Jose) Noriega”.

Melina e Noriega non torneranno a insegnare all’Istituto Giovanni Paolo II l’anno prossimo. Tecnicamente, poiché tutti i professori avranno nuovi contratti con i nuovi statuti dell’Istituto, non sono stati licenziati; invece, i loro contratti [di Melina e Noriega] non sono stati rinnovati.

A quanto si dice, essi potranno continuare a lavorare con gli studenti che completano le tesi di laurea sotto la loro direzione.

Al momento dell’annuncio dei cambiamenti all’Istituto nel 2017, Paglia disse che la facoltà non sarebbe stata ridotta, ma piuttosto ampliata, portando nuovi professori ed esperti per discutere di temi rilevanti per le “scienze del matrimonio e della famiglia”.

Ma l’agenzia di stampa cattolica italiana La Nuova Bussola Quotidiana ha riferito questa settimana che tutti i docenti di Roma sono stati recentemente informati che, a causa dei nuovi statuti, i professori sarebbero stati sospesi fino a quando non fossero stati valutati alla luce delle esigenze dell’Istituto, ed eventualmente riassegnati ad insegnare nuovi corsi in autunno.

Melina, che sarebbe stato informato del fatto che non avrebbe continuato a frequentare l’Istituto, ha conseguito nel 1985 il primo dottorato di ricerca rilasciato dall’Istituto e ne è stato a lungo presidente.

Il suo licenziamento, e quello di Noriega, è stato uno shock per molti all’Istituto.

“Tutte queste decisioni sui curricula e sul personale sono state prese durante l’estate, senza l’intervento di un solo membro della facoltà”, ha detto un professore al CNA.

Tra i nuovi docenti incaricati di insegnare all’università c’è padre Maurizio Chiodi, che nel 2018 ha sostenuto che l’uso della contraccezione artificiale potrebbe, in alcuni casi, “essere riconosciuto come un atto di responsabilità che si compie, non per rifiutare radicalmente il dono di un bambino, ma perché in quelle situazioni la responsabilità chiama la coppia e la famiglia ad altre forme di accoglienza e ospitalità”.

La lettera inviata dagli studenti ha destato particolare preoccupazione per la notizia dell’eliminazione della cattedra di teologia morale dell’Istituto.

“Al centro della nostra preoccupazione circa l’identità dell’Istituto c’è la soppressione della cattedra di teologia morale fondamentale. Sappiamo quanto sia stato importante per Papa Giovanni Paolo II lo studio dell’azione umana, al punto da affidare la cattedra (di teologia morale) proprio al primo presidente, il cardinale Carlo Caffarra”, hanno detto nella loro lettera.

Dopo aver contestato il licenziamento di Melina e Noriega, la lettera degli studenti dice che l’Istituto sembra riformare se stesso in un modo che esprime un approccio secolarizzato allo studio della famiglia.

La lettera chiede: “Perché continuare a studiare all’Istituto Giovanni Paolo II se non sembra proporre qualcosa di diverso da quello che possiamo trovare nei curricula delle università secolari, solitamente in modo più attraente ed efficace?”

Una fonte collegata all’Istituto ha detto a CNA che i nuovi statuti approvati sollevano anche preoccupazioni circa l’integrità accademica e la reputazione dell’Istituto.

“Qualsiasi accademico di chiara fama si preoccuperebbe di come è stato gestito l’aspetto accademico dell’Istituto. Papa Francesco merita che l’Amoris laetitia sia giustamente discussa, piuttosto che essere imposta dalla partigianeria teologica. Questo nuovo approccio alla facoltà e al curriculum mette totalmente in pericolo la credibilità dell’Istituto”, ha detto la fonte.

“Mi chiedo anche: Ci sono chiare linee guida accademiche standardizzate dall’Unione Europea che devono essere rispettate se l’Istituto vuole che i suoi titoli di studio siano validi. Sono state prese in considerazione queste norme?”

La fonte ha sottolineato l’importanza del giusto processo in ambito accademico, al fine di proteggere la libertà accademica.

I nuovi processi, ha detto, “stanno violando tutti gli standard accademici, gettando così una grande ombra sulla credibilità dell’Istituto”.

“Quando Giovanni Paolo II ha creato l’Istituto”, ha detto, “non ha licenziato docenti di altre università che la pensavano diversamente da lui, come Bernhard Häring o altri che si opponevano all’Humanae vitae, anche nelle università pontificie. Invece, ha creato un istituto per affrontare le questioni controverse in modo accademico”.

In risposta alle recenti critiche, Sequeri ha detto alla CNA che il nuovo statuto rafforzerà l’identità dell’Istituto.

“L’approvazione degli statuti e del nuovo piano di studio dell’Istituto Giovanni Paolo II ha messo in atto la riforma che papa Francesco ha chiesto nel motu proprio Summa familiae cura; essi ribadiscono e rilanciano con nuova forza l’ispirazione originaria di Giovanni Paolo II, e danno una centralità specifica alla famiglia, che è ora oggetto di studio da ogni prospettiva”.

Per quanto riguarda la teologia, Sequeri ha detto che “il nuovo piano di studio rafforza la riflessione teologica sulla famiglia. Lo studio della teologia morale fa parte della riflessione teologica. Lo studio della teologia morale è ancora critico ed è inquadrato in un’area di studi più ampia che consente di comprendere meglio la realtà della famiglia”.

“Concentrandosi sul tema del senso della vita della famiglia del Vangelo, la riflessione ecclesiale può muoversi più vigorosamente verso il cambiamento antropologico-culturale che influenza tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e variegato”.

Paglia ha rifiutato di commentare.

Il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per il Matrimonio e la Famiglia è stato fondato nel 1981 per sviluppare i temi del libro di Giovanni Paolo II del 1960 “Amore e responsabilità”, scritto quando era ancora il cardinale Wojtyla, come anche la Teologia del corpo che ha sviluppato durante il pontificato.

Mentre la sede principale dell’Istituto rimane a Roma, la scuola ha campus in tutto il mondo, tra cui Washington DC, Nigeria, Spagna, Brasile, Messico, India e Corea del Sud, tra gli altri. Non è ancora noto come i nuovi statuti potrebbero avere un impatto su questi campus.

 

Andrea Gagliarducci ha contribuito a questo articolo.

 

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