Ricevo da una lettrice del blog e volentieri pubblico

 

Insegnante e alunni aula scuola

 

Sono docente di ruolo da venti anni e, per la prima volta in vita mia, ho partecipato ad una manifestazione in piazza per dire “no” al green pass per il personale scolastico, una misura costrittiva che presto si estenderà ad altre categorie di lavoratori con la motivazione che sono a contatto con il pubblico.

Cito dal decreto legge del 6 agosto: “Il mancato rispetto delle disposizioni di cui al comma 1 (cioè, “esibire la certificazione verde COVID-19”) da  parte del personale scolastico e di  quello  universitario  è  considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione  né altro compenso o emolumento, comunque denominato.”È mai possibile che lo Stato italiano ricatti così i suoi cittadini? Perché, parlando chiaramente, non è fattibile sottoporsi a tre tamponi a settimana per continuare a svolgere il proprio lavoro. Di cos’altro si tratta, quindi, se non di un mascherato obbligo di vaccinazione? È questo il modo in cui si intende tutelare le libertà?E cosa ne pensa la gente comune? Durante la manifestazione, due persone da una finestra ci hanno gridato “Assassini!” Perché questa cattiveria contro chi sceglie di non vaccinarsi? Evidentemente deriva dall’accanimento con cui dirigenti politici, conduttori televisivi e giornalisti danno la caccia ai non vaccinati (così titolava in prima pagina una nota testata qualche settimane fa), considerati alla stregua dei criminali.Ma io mi chiedo: il vaccino protegge chi se lo fa, giusto? Allora perché tanta paura dei non vaccinati? Il pericolo, semmai, è di questi ultimi, non dei primi!Certamente qualcuno mi potrà rispondere che ci sono persone che non possono vaccinarsi, quindi i non vaccinati le mettono in pericolo. Non si può, allora, pensare ad altri modi per mettere queste persone fragili in sicurezza, senza obbligare gli altri ad un trattamento sanitario non scelto liberamente?L’angoscia mi pervade: cerco disperatamente di capire cosa fare, ma le tre opzioni che mi sono poste davanti (vaccinarmi, tamponarmi o essere sospesa dal lavoro) mi hanno già ferita, e lasceranno un solco di sofferenza personale e di divisione dal resto del mondo.Faccio appello al buon senso degli italiani: lasciamo il green pass fuori dai luoghi di lavoro, perché una volta persa la libertà sarà difficile riprendersela. 

Sara

 

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