• lunedì , 18 giugno 2018

I “CECCHINI” ARMATI DI MORALISMO A PALLETTONI

foto: nave Acquarius che ha raccolto i migranti

foto: nave Acquarius che ha raccolto i migranti

In Italia oramai abbiamo i “cecchini” che si caricano di moralismo a pallettoni e sparano poi parole come: “ministri dell’interno razzisti o sbirri in Italia”, “politiche del ministro dal sapore fascista”, o accusano di inumanità e assenza di cuore, o infine come fa Repubblica che dà a Salvini del sequestratore, visto che titola: “629 persone ostaggi di Salvini”.

Sono le stesse persone che finiscono poi per scaricare il risultato del loro moralismo sulla popolazione italiana. Loro si fanno belli, riempiendosi di belle “umane” parole, ma poi lasciano che i problemi derivanti dal loro buonismo ricadano sul popolo italiano. Sono problemi evidenti a tutti, che si accumulano giorno dopo giorno, che si incancreniscono settimana dopo settimana, che non sono visibili immediatamente ma che poi, di tanto in tanto, scoppiano localmente. Diventano infatti sempre più numerosi i casi di immigrati che, sciamando per le città, cominciano sempre più spesso ad importunare persone del luogo o turisti in arrivo, a spacciare droga, a porre le basi per la loro mafia interna, ad aggredire carabinieri che sono costretti a scappare in maniera vergognosa. Vergogna non per colpa loro, ma per il sistema che li ha messi nella condizione di scappare solamente.

Eppure, davanti a questo completo, pluriennale, fallimento, qualcuno ha ancora la faccia tosta di fare il moralista. Ha la faccia di bronzo di usare i migranti come “scudo umano” per i propri fallimenti politici.

Per la prima volta in oltre un quinquennio, un ministro della Repubblica ha cominciato a porre seriamente la distinzione, lecita oltre che di prudenza politica, tra migrante clandestino e rifugiato. Per la prima volta un ministro dello Stato ha offerto sì il soccorso umanitario, ma ha rifiutato la violazione di legge. E cosa succede? Apriti cielo! Un diluvio di accuse semplicemente ridicole. Questi moralizzatori non si sono mai stracciate le vesti davanti al rifiuto all’accoglienza da parte di Malta, della Spagna, della Francia e lo fanno invece nei confronti di un ministro italiano che dice no al business dell’immigrazione clandestina. Sembra quasi che si straccino le vesti perché continui la tratta degli esseri umani, insieme all’ipocrisia degli altri Paesi Europei. Quell’ipocrisia che ha fatto dire il 3 giugno scorso alla cancelliera tedesca Angela Merkel che l’Italia è stata lasciata sola sulla questione dei migranti. Oibò,  non ce ne eravamo accorti.

Al reggente del PD, Maurizio Martina, che sospira dicendo: «L’intervento del governo spagnolo non è una vittoria ma solo un respiro di sollievo», dobbiamo dire che non possiamo farci nulla se il governo Gentiloni, quello del suo partito, il 28 giugno del 2017 – esattamente un anno fa – pur avendo annunciato che l’Italia non sarebbe stata più disposta a sbarcare migranti da navi che non battessero bandiera italiana o delle istituzioni europee non sia stato poi capace di mantenere la parola. Purtroppo per lui, Salvini lo è stato, e solo dopo alcuni giorni di governo.

Ma come si fa a non rendersi conto che è una idiozia spendere in Italia 5 miliardi di euro per tener qui quasi 200.000 persone, a poltrire nei centri di accoglienza, a girovagare nelle città o a chiedere l’elemosina davanti ai supermercati, quando invece sarebbe molto più proficuo impiegare quei 5 miliardi di euro ogni anno direttamente in Africa dove, grazie al suo bassissimo costo della vita, si potrebbero sfamare milioni di persone, dove sarebbe possibile creare quelle strutture di produzione, di istruzione e di assistenza utili a tutta la popolazione locale. Quando le azioni e le parole sono animate da un astruso moralismo, le conseguenze non possono che essere pessime e distorte per alcuni (gente comune) ed una manna per altri (cooperative di accoglienza ed assistenza).

Piccola consolazione. L’Italia, a fronte della spesa di 5 miliardi, sembra che riceva dall’Europa il premio di consolazione di soli 80 milioni di euro.

Rimane infine il tweet del card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, nel quale si può leggere: “Ero straniero e non mi avete accolto (Mt 25,43) #Aquarius”. E’ la frase del Vangelo di Matteo, ma cambiata in negativo. Sarebbe da commentare. Ma poi mi ritorna in mente la mostra al MET GALA 2018, ed allora preferisco tacere.

 

di Sabino Paciolla

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