• lunedì , 18 giugno 2018

CARD. ARINZE: NON POSSIAMO CONDIVIDERE L’EUCARESTIA CON NON-CATTOLICI COME FOSSE TÈ O BIRRA

Non c’è nulla da aggiungere a quanto riportato in questo articolo di Simon Caldwell sul Catholic Herald di oggi.

Eccolo nella mia traduzione.

Foto: Card. Arinze e papa Francesco

Foto: Card. Arinze e papa Francesco

In un’intervista al Catholic News Service, il cardinale ha implicitamente contestato le interpretazioni dell’esortazione apostolica di Papa Francesco del 2016 “Amoris Laetitia” che permetterebbe ai cattolici divorziati e risposati, che non abbiano ricevuto l’annullamento (del matrimonio), di ricevere la Comunione in determinate circostanze.

“Se una persona è divorziata e risposata (senza che il primo matrimonio sia annullato) allora c’è un problema”, ha detto il cardinale Arinze, aggiungendo che Gesù ha insegnato che la loro sistemazione costituisce un adulterio.

“Non siamo noi che lo abbiamo fatto (insegnando)”, ha detto il cardinale, 85 anni, che ha servito come prefetto della Congregazione per il Culto Divino e i Sacramenti sotto San Giovanni Paolo II e ora con il Papa emerito Benedetto XVI. “È Cristo che lo ha detto”.

“Non possiamo essere più misericordiosi di Cristo”, ha continuato.  “Se qualcuno di noi dice di avere il permesso da Cristo di cambiare uno dei punti principali che Cristo ci ha dato nel Vangelo, vorremmo vedere quel permesso e anche la firma”.

“Si può vedere che non è possibile”, ha detto.  “Anche se tutti i vescovi fossero d’accordo, non lo diventa.  È piuttosto grave, perché tocca la fede nella Santa Eucaristia e anche perché non si può sciogliere il matrimonio tra cristiani che hanno vissuto insieme e nessuna potenza umana può scioglierlo.  È piuttosto grave”.

Nella sua intervista all’Abbazia di Buckfast, un monastero benedettino, il cardinale Arinze ha anche detto che condividere la comunione con i coniugi protestanti non è una questione di ospitalità.

Ha detto che mentre augurava bene agli altri cristiani era importante capire che “la santa Eucaristia non è un nostro possesso privato che possiamo condividere con i nostri amici”.

“Il nostro tè è tale e anche la nostra bottiglia di birra.  Possiamo condividerli con i nostri amici”, ha detto il cardinale Arinze.

“Non è solo che ci auguriamo bene l’un l’altro.  Dopo la Messa, si può andare al refettorio e prendere una tazza di tè e anche un bicchiere di birra e un po’  di torta. Va bene. M aper la Messa non è così”, ha aggiunto.

“È molto importante guardare la dottrina”, ha detto.  “La celebrazione eucaristica della Messa non è un servizio ecumenico.  Non è una riunione di coloro che credono in Cristo e che inventano una preghiera per l’occasione, è una celebrazione dei misteri di Cristo morto per noi sulla croce, che ha fatto il pane nel suo corpo e il vino nel suo sangue e ha detto agli apostoli ‘fate questo in memoria di me’.

“La celebrazione eucaristica della Messa è la celebrazione della comunità di fede – coloro che credono in Cristo, comunicano nella fede, e nei sacramenti, e nella comunione ecclesiale … unità ecclesiastica con il loro pastore, il loro vescovo e il Papa.  È la comunità che celebra la Santa Eucaristia. Chi non è membro di quella comunità non c’entra affatto”, ha detto.

Ha detto che se i protestanti volessero ricevere la santa Comunione nelle chiese cattoliche allora dovrebbero diventare cattolici.

“Vieni, sii accolto nella Chiesa, e poi puoi ricevere la Santa Comunione sette volte alla settimana.  Altrimenti no”, disse il cardinale Arinze.

Il cardinale è volato in Inghilterra da Roma il 22 maggio per partecipare alla Messa del 24 maggio per celebrare il millennio della fondazione di Buckfast nel 1018.  L’abbazia fu sciolta dal re Enrico VIII durante la Riforma protestante del XVI secolo, ma fu ricostruita un secolo fa sul luogo esatto.

I suoi commenti sono stati espressi nel mentre divampa la polemica sul manuale pastorale dei vescovi tedeschi intitolato: “Camminare con Cristo – Sulle orme dell’unità”:  Matrimoni misti e partecipazione comune all’Eucaristia”.

Il documento ha diviso i vescovi tedeschi e sette di loro, tra cui un cardinale, hanno chiesto l’intervento della Congregazione vaticana per la dottrina della fede, del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e del Pontificio Consiglio per i testi legislativi.

Papa Francesco ha invitato i leader della Conferenza episcopale tedesca e alcuni dei vescovi contrari alle linee guida a recarsi in Vaticano per una discussione con i funzionari dei tre uffici.

Il testo delle linee guida non è stato reso pubblico, ma è opinione diffusa prevedere situazioni in cui un luterano sposato con un cattolico e che partecipa alla Messa con il coniuge possa ricevere regolarmente la Comunione.

Segue una continua confusione all’interno della Chiesa sulla portata della “Amoris Laetitia” riguardo alla Comunione per i cattolici divorziati e risposati il cui matrimonio precedente non è stato annullato.

Alcune conferenze episcopali, come quelle di Germania e Malta, hanno interpretato l’esortazione papale in modo liberale, mentre altre insistono sul fatto che l’insegnamento e la pratica della Chiesa rimangono immutati e immutabili.

Papa Francesco ha rifiutato di fare chiarezza sui punti controversi del documento e ha di fatto ignorato i Dubia, o lista di domande, presentata nel 2016 da quattro cardinali, due dei quali ora deceduti.

 

Fonte: Catholic Herald

 

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